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Due di due

Un pomeriggio freddissimo di dicembre io e Guido stavamo andando a una riunione, e abbiamo sentito un botto cupo che ha fatto vibrare la strada sotto i nostri piedi, i muri delle case tutto intorno. Non capivamo cosa potesse essere; qualcuno tra i passanti sosteneva che era scoppiata una caldaia. Alla televisione la sera hanno detto che una bomba era esplosa in una banca del centro e aveva ammazzato decine di persone; la polizia stava facendo indagini ma non c’erano dubbi sul fatto che si trattava di un attentato politico. Lo speaker usava il più drammatico dei toni nel suo repertorio: nero di esecrazione come se conoscesse bene i colpevoli anche se non poteva farne i nomi. Il giorno dopo a scuola abbiamo visto i giornali: fotografie spaventose di resti umani e sangue e legni frammentati e calcinacci nell’interno devastato della banca; le piccole fototessere incolonnate dei morti, gli elenchi dei feriti. E al fondo di tutti gli articoli, come nella voce dello speaker televisivo la sera...

Buonanotte del 26 febbraio 2020

"Cosa ti manca?" Le sensazioni che non provo. Le cose che non faccio. Le persone che non incontro. Le vite che non ho. A. De Carlo

Buongiorno del 8 giugno 2013

Alcuni difetti ci arrivano dai cromosomi dei nostri genitori, altri li assorbiamo dall’ambiente, altri li sviluppi per conto tuo. Poi ci sono i difetti di compensazione, i difetti di reazione, i difetti di difesa, difetti che sono solo ombre di qualità e difetti che mettono qualsiasi qualità in ombra. Andrea De Carlo

Arcodamore

Ti rendi conto di quanto ci rinchiudiamo fuori dalla vita, per comodità e per abitudine e per semplice mancanza di occasioni? Di come ci barrichiamo in un angolo, e ci sembra anche di stare bene? Con i cuscini e le poltrone comode e il whisky di malto e i sonniferi per non pensarci? E fuori intanto c’è la vita, e al più ci accontentiamo di immaginarcela, o di guardarla filtrata e imitata in un film o in un libro ogni tanto? La sfioriamo solo, e il tempo passa via mentre noi siamo lì barricati nei nostri soggiorni arredati con tanta cura. Andrea De Carlo

Due di due

Lo so come ti senti. È come essere dietro un vetro, non puoi toccare niente di quello che vedi. Ho passato tre quarti della mia vita chiuso fuori, finché ho capito che l’unico modo è romperlo. E se hai paura di farti male, prova a immaginarti di essere già vecchio e quasi morto, pieno di rimpianti. Andrea de Carlo

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