Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Jane Kenyon

È tranquillo qui

È tranquillo qui. I gatti poltriscono, ognuno nel suo posto prediletto. Il geranio si inclina da questo lato per vedere se sto scrivendo di lui: testa tutta petali, gambi bruni, e quei ventagli verdi. Come vedi, sto scrivendo di te. Accendo la radio. Sbagliato. Non deve esserci nessun suono in questa stanza, tranne quello di una voce che legge una poesia.  gatti chiedono Il topo di campagna, di Theodore Roethke. La casa si accomoda sul fianco per un sonnellino. So che siete con me, piante e gatti — ma anche così ho paura, seduta al centro della possibilità perfetta. Jane Kenyon

Jane Kenyon

The Suitor Io sono il boccio pressato in un libro, ritrovato dopo duecento anni... Sono l’artefice, l’amante, il guardiano... Quando la giovinetta affamata siede alla tavola siede proprio accanto a me... Sono cibo nel piatto del prigioniero... Sono acqua che scorre veloce alla sorgente, e riempie la brocca fino a che trabocca... Sono il paziente giardiniere di un arso e trascurato giardino... Sono il gradino di pietra, il chiavistello, e il cardine efficiente... Sono il cuore contratto dalla gioia... i capelli più lunghi, bianchi prima del riposo... Sono là, nel cesto di frutta offerto in dono alla vedova... Sono la rosa muschiata che s’apre inattesa, la felce sulla cima paludosa... Sono colei il cui amore ti sovrasta e già ti è accanto proprio quando tu pensi di chiamarmi...

Jane Kenyon

The Suitor Io sono il boccio pressato in un libro, ritrovato dopo duecento anni... Sono l’artefice, l’amante, il guardiano... Quando la giovinetta affamata siede alla tavola siede proprio accanto a me... Sono cibo nel piatto del prigioniero... Sono acqua che scorre veloce alla sorgente, e riempie la brocca fino a che trabocca... Sono il paziente giardiniere di un arso e trascurato giardino... Sono il gradino di pietra, il chiavistello, e il cardine efficiente... Sono il cuore contratto dalla gioia... i capelli più lunghi, bianchi prima del riposo... Sono là, nel cesto di frutta offerto in dono alla vedova... Sono la rosa muschiata che s’apre inattesa, la felce sulla cima paludosa... Sono colei il cui amore ti sovrasta e già ti è accanto proprio quando tu pensi di chiamarmi...

Etichette

Mostra di più