Facciamo la Rivoluzione!
Sono stufa di uno sdegno furibondo che non sia preludio alle azioni. Sono arrivata invece a crederle possibili, quasi inevitabili. Direi addirittura auspicabili se non provassi ancora un po’ di orrore per la violenza. Un po’. La mia ispirazione più gandhiana vacilla. Mi piace il pensiero che lentamente compie un viaggio, raggiunge mete, scrive grandi pagine. Ma ultimamente avverto un’insolita insofferenza. Percepisco un vuoto. Per me, per noi, per questo Paese. Un Paese che non conosce una Rivoluzione è un Paese che si attorciglia sulle stesse cose, che non rompe catene, che non conosce il sereno dopo la tempesta, che non si interroga mai fino in fondo. Senza Rivoluzione siamo orfani di autentiche battaglie. E per quanto la battaglia evochi l’eco del corpo a corpo, la brutalità dello scontro non mi spaventa più come un tempo. Anzi, mi sconvolgono di più il silenzio, la rassegnazione o la colpevole complicità. E l’assenza di dignità, di forza, di passione. Non sento più le suadenti sir...