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Visualizzazione dei post con l'etichetta Federico G. Lorca

Paesaggio

 Il campo di ulivi si spiega e si richiede come un ventaglio. Sopra l'oliveto sta un cielo sprofondato e una buia pioggia di fredde stelle. Tremano giunco e penombra sulla sponda del fiume. L'aria grigia s'increspa. Gli ulivi sono carichi di griglia. Un bianco d'uccelli imprigionati che sommuovono le loro così lunghe codice allo scuro. García Lorca

Paesaggio

Il campo di ulivi si spiega e si richiede come un ventaglio. Sopra l'oliveto sta un cielo sprofondato e una buia pioggia di fredde stelle. Tremano giunco e penombra sulla sponda del fiume. L'aria grigia s'increspa. Gli ulivi sono carichi di griglia. Un bianco d'uccelli imprigionati che sommuovono le loro così lunghe codice allo scuro. García Lorca

FramMenti

 “Poesia è la vita che attraversiamo in ansia aspettando colui che porta la nostra barca senza rotta”.  Federico Garcia Lorca, Poemas sueltos

Canti nuovi

Canti nuovi Dice la sera: «Ho sete d'ombra!». Dice la luna: «Io, sete di stelle». La fonte cristallina desidera labbra e sospira il vento. Io ho sete di risa e aromi, sete di nuovi canti senza gigli e senza lune e senza amori morti. Un canto mattutino che smuova i quieti stagni del futuro. E colmi di speranza il limo e le sue onde. Un canto luminoso e calmo pieno di pensiero, vergine di tristezze e angosce e vergine di sogni. Un canto senza carne lirica che colmi il silenzio di risa, uno stormo di colombe cieche protese nel mistero. Canto che penetri l'anima delle cose e l'anima dei venti e che si plachi infine nella gioia di un cuore eterno. da Libro de poemas FEDERICO GARCÌA LORCA (1989-1936)

FramMenti

La poesia è qualcosa che cammina per le strade, che si muove, che passa accanto a noi. Tutte le cose hanno il loro mistero e la poesia è il mistero di tutte le cose. Si passa accanto a un uomo, si guarda una donna, si percepisce l’incedere obliquo di un cane e in ciascuno c’è poesia. Queste sono le ultime parole pubbliche di Federico Garcia Lorca

FramMenti

Controluce a un tramonto di pesca e zucchero. E il sole all'interno del vespro, come il nocciolo in un frutto. La pannocchia serba intatto il suo riso giallo e duro. Agosto. I bambini mangiano pane scuro e saporita luna. Agosto, contraponientes de melocotón y azúcar, y el sol dentro de la tarde, come el hueso en una fruta. La panocha guarda intacta su risa amarilla y dura. Agosto. Los niños comen pan moreno e rica luna.   F.G. Lorca

FramMenti

Io sono uno Spagnolo integrale e mi sarebbe impossibile vivere fuori dai miei limiti geografici; però odio chi è Spagnolo per essere Spagnolo e nient'altro, io sono fratello di tutti e trovo esecrando l'uomo che si sacrifica per una idea nazionalista, astratta, per il solo fatto di amare la propria Patria con la benda sugli occhi. Il Cinese buono lo sento più prossimo dello spagnolo malvagio. Canto la Spagna e la sento fino al midollo, ma prima viene che sono uomo del Mondo e fratello di tutti. Per questo non credo alla frontiera politica.”   (Federico Garcia Lorca)

Federico García Lorca

Ho paura di perdere la meraviglia Ho paura di perdere la meraviglia dei tuoi occhi di statua e l’accento che di notte mi mette sulla guancia la rosa solitaria del tuo alito. Mi addolora star su questa riva tronco senza rami; ma ciò che più m’addolora è non avere fiore, polpa o terra, per il verme della mia sofferenza. Se tu sei il mio tesoro occulto, se sei la mia croce e il mio dolore bagnato, se sono il cane del tuo dominio, non lasciarmi perdere ciò che ho guadagnato e inghirlanda le acque del tuo fiume con foglie del mio autunno perduto.

Buonanotte del 23 dicembre 2020

"Pronunzio il tuo nome nelle notti scure, quando sorgono gli astri per bere dalla luna e dormono le frasche delle macchie occulte. E mi sento vuoto di musica e passione. Orologio pazzo che suona antiche ore morte. Pronunzio il tuo nome in questa notte scura, e il tuo nome risuona più lontano che mai. Più lontano di tutte le stelle e più dolente della dolce pioggia. t’amerò come allora qualche volta? Che colpa ha mai questo mio cuore? Se la nebbia svanisce, quale nuova passione mi attende? Sarà tranquilla e pura? Potessero le mie mani sfogliare la luna!"  (Potessero le mie mani sfogliare la luna, Federico Garcia Lorca)

Il libro è...

Nessuno si rende conto, tenendo un libro in mano, dello sforzo e del dolore, dell’attesa e del sangue che è costato. Il libro è, in modo indiscutibile, il conseguimento maggiore dell’umanità. Capita, a volte, che un popolo si addormenti come l’acqua di uno stagno in un giorno senza vento. Neppure il minimo tremito turba la morbida superficie dell’acqua. Le rane dormono sul fondo e gli uccelli riposano immobili sui rami all’intorno. Ma, d’un tratto, lanciate una pietra. Vedrete un’esplosione di cerchi concentrici, di onde circolari che si allargano, sovrapponendosi le une alle altre, fino a frangersi contro le rive dello stagno. Vedrete l’acqua in subbuglio totale, un agitarsi di rane in tutte le direzioni, un’inquietudine lungo tutte le rive. Persino gli uccelli, che dormivano sui rami ombreggiati, spiccano il volo a stormi verso l’azzurro. A volte un popolo dorme come l’acqua di uno stagno in un giorno senza vento, e allora un libro o alcuni libri possono scuoterlo e renderlo inquiet...

Gli incontri di una lumaca avventurosa

Che infantile dolcezza nel mattino quieto! Gli alberi protendono le loro braccia a terra. Un soffio tremulo ricopre le sementi, e i ragni distendono le loro strade di seta - raggi sul cristallo limpido dell’aria - Nel viale una fonte recita il suo canto tra le erbe. E la lumaca, pacifico borghese della strada, ignorata nella sua umiltà, ammira il paesaggio. La divina quiete della natura le ha dato forza e fede, e dimenticando le pene della sua casa, volle vedere dove porta il sentiero. Cammina cammina, giunse così in un bosco di edere e di ortiche. In mezzo c’erano due vecchie rane che prendevano il sole, annoiate e malate. “Questi canti moderni”, bofonchiava una di quelle, “sono inutili”. “Tutti, amica”, le ribatte l’altra rana che era ferita e quasi cieca. "Quand’ero giovane credevo che se mai Dio sentisse il nostro canto, avrebbe pietà. La mia scienza, dal momento che sto al mondo da tanto mi vieta di crederlo....

Federico Garcia Lorca

Il 5 giugno del 1898, nasce a Granada, Federico Garcia Lorca E se l'amore c'inganna? Chi animerà la nostra vita se il crepuscolo ci sprofonda nella vera scienza del Bene che forse non esiste e del Male che batte vicino? (canzone d'autunno)

Canzone d'autunno

Oggi ho nel cuore un vago tremolio di stelle ma il mio sentiero si perde nell’anima della nebbia. La luce mi tronca le ali e il dolore della mia tristezza bagna i ricordi alla fonte dell’idea. Tutte le rose sono bianche, bianche come la mia pena, ma non sono rose bianche, è scesa la neve su di loro. Prima ebbero l’arcobaleno. E nevica anche sulla mia anima. La neve dell’anima ha fiocchi di baci e scene calate nell’ombra o nella luce di chi le pensa. La neve cade dalle rose, ma quella dell’anima rimane, e gli artigli del tempo ne fanno un sudario. La neve si scioglierà quando verrà la morte? O avremo altra neve e altre rose più perfette? Sarà con noi la pace come c’insegna Cristo? O forse il problema non sarà mai risolto? Ma se c’inganna l’amore? Cosa sosterrà la nostra vita se il crepuscolo ci affonda nella vera scienza del Bene che chi sa se esiste e del Male che incombe alle spalle? Se muore la speranza e risorge la Babele, quale torcia farà luce ...

La pioggia

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza una sonnolenza rassegnata e amabile, una musica umile si sveglia con lei e fa vibrare l’anima addormentata del paesaggio. È un bacio azzurro che riceve la Terra, il mito primitivo che si rinnova. Il freddo contatto di cielo e terra vecchi con una pace da lunghe sere. È l’aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori e ci unge con lo spirito santo dei mari. Quella che sparge la vita sui seminati e nell’anima tristezza di ciò che non sappiamo. La nostalgia terribile di una vita perduta, il fatale sentimento di esser nati tardi, o l’illusione inquieta di un domani impossibile con l’inquietudine vicina del color della carne. L’amore si sveglia nel grigio del suo ritmo, il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue, ma il nostro ottimismo si muta in tristezza nel contemplare le gocce morte sui vetri. E son le gocce: occhi d’infinito che guardano il bianco infinito che le generò. Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco e vi lascia divine...

Pioggia

La pioggia ha un vago segreto di tenerezza una sonnolenza rassegnata e amabile, una musica umile si sveglia con lei e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio. È un bacio azzurro che riceve la Terra, il mito primitivo che si rinnova. Il freddo contatto di cielo e terra vecchi con una pace da lunghe sere. È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori e ci unge con lo spirito santo dei mari. Quella che sparge la vita sui seminati e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo. La nostalgia terribile di una vita perduta, il fatale sentimento di esser nati tardi, o l'illusione inquieta di un domani impossibile con l'inquietudine vicina del color della carne. L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo, il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue, ma il nostro ottimismo si muta in tristezza nel contemplare le gocce morte sui vetri. E son le gocce: occhi d'infinito che guardano il bianco infinito che le generò. Ogni gocc...

Buonanotte del 21 novembre 2011

Chi si muove crea, chi sta fermo sogna. Federico García Lorca

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