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FramMenti

Esiste anche una seconda forma della nostalgia che assomiglia di più a una specie di visitazione. E la nostalgia-gratitudine. In questi casi il passato ci visita e ci porta luce, ci ricorda non qualcosa che è morto e impossibile da avere, ma la bellezza e lo splendore di ciò che abbiamo vissuto e dal quale possiamo continuare ad attingere linfa vitale. È la nostalgia al servizio della vita e non della morte Massimo Recalcati

FramMenti

Noi siamo fatti anche da tutti i nostri innumerevoli morti, da tutte le perdite che hanno scavato nella nostra anima dei vuoti, da tutte le persone significative che abbiamo incontrato e poi perduto: maestri, amori che sono finiti, amici che abbiamo perso.      Tutto quello che è stato e che non è più, che ha marchiato la nostra vita e si è perduto nel tempo, resta in qualche modo ancora qui perché lo portiamo dentro noi stessi. - Massimo Recalcati

L’ora di lezione

Le parole sono vive, entrano nel corpo, bucano la pancia: possono essere pietre o bolle di sapone, foglie miracolose. Possono fare innamorare o ferire. Le parole non sono solo mezzi per comunicare, le parole non sono solo il veicolo dell'informazione, come la pedagogia cognitivizzata del nostro tempo vorrebbe farci credere, ma sono corpo, carne, vita, desiderio. Noi non usiamo semplicemente le parole, ma siamo fatti di parole, viviamo e respiriamo nelle parole. La parola non si limita a uscire dal corpo, ma ha un corpo. Cos'è, allora, un'ora di lezione? È un incontro con l'ossigeno vivo del racconto, della narrazione, del sapere che si offre come un evento. Anche quando i suoi oggetti sono teoremi, equazioni, vulcani, cellule, formule chimiche, non solo quadri di Tintoretto o di Van Gogh, poesie di Saba o di Rilke. Accade ogni volta che la parola di chi insegna apre mondi nuovi. Ogni volta è un risveglio. Ogni volta sorge un nuovo mondo. Accade come nell'incontro am...

FramMenti

Ero stato un bambino considerato idiota. Fui bocciato in seconda elementare perché giudicato incapace di apprendere. Quando parlo, cercando di insegnare qualcosa, è sempre a lui che mi rivolgo, al bambino idiota che sono stato. È per lui che riduco, sminuzzo, – mastico le cose sino all’osso. Nelle persone alle quali mi rivolgo mentre insegno, cerco sempre il volto annoiato e un po’ ebete del bambino che sono stato. Io parlo a lui che è il mio testimone. Distillo le parole, ripeto lo stesso concetto in forme leggermente differenziate, ci giro attorno, lo spremo come fosse un limone per provare a estrarne tutto il succo. Parlo a lui. Massimo Recalcati 

La tentazione del muro

L'essenza di ogni fondamentalismo è quella di consolidare l'ignoranza, di porre, più precisamente, l'ignoranza come fondamento di una verità assoluta. In questo modo l'ignoranza non si configura più come un difetto, una mancanza di sapere, ma, alla stessa stregua dell'odio, come una vera e propria passione. La passione dell'ignoranza coincide con la sua pretesa di essere padrona della verità. Ne abbiamo un esempio eloquente nel "pregiudizio", che altro non è se non un'ignoranza consolidata che vorrebbe porsi come manifestazione incontrovertibile della verità. Il tratto più profondo di ogni fondamentalismo consiste, dunque, nell'esercitare l'ignoranza a partire dall'idea di possedere in modo esclusivo la verità. È questa la sua miscela esplosiva: impastare l'ignoranza con la verità.  Massimo Recalcati, La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile.

Fondamentalismo è ignoranza

L'essenza di ogni fondamentalismo è quella di consolidare l'ignoranza, di porre, più precisamente, l'ignoranza come fondamento di una verità assoluta. In questo modo l'ignoranza non si configura più come un difetto, una mancanza di sapere, ma, alla stessa stregua dell'odio, come una vera e propria passione. La passione dell'ignoranza coincide con la sua pretesa di essere padrona della verità. Ne abbiamo un esempio eloquente nel "pregiudizio", che altro non è se non un'ignoranza consolidata che vorrebbe porsi come manifestazione incontrovertibile della verità. Il tratto più profondo di ogni fondamentalismo consiste, dunque, nell'esercitare l'ignoranza a partire dall'idea di possedere in modo esclusivo la verità. È questa la sua miscela esplosiva: impastare l'ignoranza con la verità. Massimo Recalcati, La tentazione del muro. Lezioni brevi per un lessico civile

Buonanotte del 21 ottobre 2020

Non sono mai “io” che decido il “mio” desiderio, ma è il desiderio che decide di me, che mi ustiona, mi sconvolge, mi rapisce, mi entusiasma, mi inquieta, mi anima, mi strazia, mi potenzia, mi porta via.  Massimo Recalcati

Parole

Noi tutti siamo fatti di parole, siamo fatti di linguaggio, ma siamo fatti delle parole e del linguaggio dell'Altro, di come i nostri genitori – che sono il nostro primo grande Altro – ci hanno non solo chiamati, ma ci hanno offesi, ci hanno colpiti con le parole, ci hanno feriti, ustionati, ci hanno amati, ci hanno deliziati, ci hanno resi insostituibili. Noi siamo fabbricati, il nostro corpo, il nostro essere, la nostra anima sono fabbricati dalla parola dell'Altro. Questo significa “essere a bagno nel linguaggio”. Siamo stati tutti a bagno nelle parole dell'Altro. Massimo Recalcati

Buonanotte del 25 settembre 2019

“Le parole sono vive, entrano nel corpo, bucano la pancia: possono essere pietre o bolle di sapone, foglie miracolose. Possono fare innamorare o ferire. Le parole non sono solo mezzi per comunicare… ma sono corpo, carne, vita, desiderio. Noi non usiamo semplicemente le parole, ma siamo fatti di parole, viviamo e respiriamo nelle parole.” Massimo Recalcati

Buonanotte del 6 settembre 2019

Le parole sono vive, entrano nel corpo, bucano la pancia: possono essere pietre o bolle di sapone, foglie miracolose. Possono fare innamorare o ferire. Le parole non sono solo mezzi per comunicare, le parole non sono solo il veicolo dell'informazione, come la pedagogia cognitivizzata del nostro tempo vorrebbe farci credere, ma sono corpo, carne, vita, desiderio. Noi non usiamo semplicemente le parole, ma siamo fatti di parole, viviamo e respiriamo nelle parole. Massimo Recalcati - L’ora di lezione

Insegnanti

- “Proviamo ora a fare un esperimento mentale: chi sono gli insegnanti che non abbiamo mai dimenticato? Sono quelli che hanno saputo incarnare un sapere, sono quelli che ricordiamo non tanto per ciò che ci hanno insegnato ma per come ce lo hanno insegnato. Ciò che conta nella formazione di un bambino o di un giovane non è tanto il contenuto del sapere, ma la trasmissione dell'amore per il sapere. Gli insegnanti che non abbiamo dimenticato sono quelli che ci hanno insegnato che non si può sapere senza amore per il sapere. Sono quelli che sono stati per noi uno “stile”. I bravi insegnanti sono quelli che hanno saputo fare esistere dei mondi nuovi con il loro stile. Sono quelli che non ci hanno riempito le teste con un sapere già morto, ma quelli che vi hanno fatto dei buchi. Sono quelli che hanno fatto nascere domande senza offrire risposte già fatte. Il bravo insegnante non è solo colui che sa ma colui che, per usare una bella immagine del padre sopravvissuto celebrato da Cormac Mc...

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