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Buonanotte del 11 giugno 2020

Gli uomini di intelletto, educati al culto della bellezza, conservano sempre, anche nelle loro peggiori depravazioni, una specie di ordine. La concezione della bellezza è, dirò così, l’asse del loro essere interiore, intorno al quale tutte le loro passioni gravitano. — Gabriele D’Annunzio, Il Piacere

Gabriele D'Annunzio - Il Piacere

L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di maggio. Su la Piazza Barberini, su la Piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorìo confuso e continuo, salendo alla Trinità de' Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato. Cit. da Il Piacere ‐ Incipit

Gabriele D'Annunzio - Il Piacere

L'anno moriva, assai dolcemente. Il sole di San Silvestro spandeva non so che tepor velato, mollissimo, aureo, quasi primaverile, nel ciel di Roma. Tutte le vie erano popolose come nelle domeniche di maggio. Su la Piazza Barberini, su la Piazza di Spagna una moltitudine di vetture passava in corsa traversando; e dalle due piazze il romorìo confuso e continuo, salendo alla Trinità de' Monti, alla via Sistina, giungeva fin nelle stanze del palazzo Zuccari, attenuato. Cit. da Il Piacere ‐ Incipit

Gabriele D'Annunzio

Il 12 marzo del 1863, nasce a Pescara Gabriele D'Annunzio Bisogna fare la propria vita, come si fa un'opera d'arte. Bisogna che la vita di un uomo d'intelletto sia opera di lui. La superiorità vera è tutta qui. (Il Piacere)

Gabriele D'Annunzio

Il 12 marzo del 1863, nasce a Pescara Gabriele D'Annunzio Io ho sempre vissuto contro tutto e contro tutti - non soltanto in Fiume d'Italia - affermando e confermando ed esaltando me medesimo... Ho giocato col destino, ho giocato con gli eventi, con le sorti, con le sfingi e con le chimere. (Cento... e cento pagine del libro segreto)

Settembre

– Preferite, fra i mesi neutri, l'aprile o il settembre? – Il settembre. È più feminino, più discreto, più misterioso. Pare una primavera veduta in un sogno. Tutte le piante, perdendo lentamente la forza, perdono anche qualche parte della loro realtà. Guardate il mare, là giù. Non dà imagine d'un'atmosfera piuttosto che d'una massa d'acqua? Mai, come nel settembre, le alleanze del cielo e del mare sono mistiche e profonde. E la terra? Non so perché, guardando un paese, di questo tempo, penso sempre a una bella donna che abbia partorito e che si riposi in un letto bianco, sorridendo d'un sorriso attonito, pallido, inestinguibile. È un'impressione giusta? C'è qualche cosa dello stupire e della beatitudine puerperale in una campagna di settembre. — Donna Maria e Andrea Sperelli nel Piacere di Gabriele D’Annunzio

Storia

Il momento non è storico, ma doveva diventare alla luce della storia così indimenticabile che ogni sua minima caratteristica vive ancora per lui: giace lì come l’arcata iniziale del ponte. La copertina della vecchia Revue de Paris era gialla, come quella nuova se non erro; e Madame Bovary: mœurs de province, nell’interno, appariva subito come un titolo misteriosamente attraente, imperscrutabilmente carico di implicazioni. Non sapevo che cosa avesse preceduto quella puntata, e non dovevo sapere se non molto più tardi che cosa l’avrebbe seguita; ma è ancora vivo nella memoria l’atto di stare in piedi davanti al fuoco, la schiena contro il basso caminetto francese decorato e ornato di felpa, assorbendo quanto più potevo della lettura, con un interesse così stupito e forse anche con una tale sensazione di vaga prescienza che il piccolo salotto pieno di sole, la giornata autunnale, la finestra socchiusa e l’allegro frastuono della Rue Montaigne sono ormai per me più o meno parte della stor...

Il Fuoco

Stringiti a me, abbandonati a me, sicura. Io non ti mancherò e tu non mi mancherai. Troveremo, troveremo la verità segreta su cui il nostro amore potrà riposare per sempre, immutabile. Non ti chiudere a me, non soffrire sola, non nascondermi il tuo tormento! Parlami, quando il cuore ti si gonfia di pena. Lasciami sperare che io potrei consolarti. Nulla sia taciuto fra noi e nulla sia celato. Oso ricordarti un patto che tu medesima hai posto. Parlami e ti risponderò sempre senza mentire. Lascia che io ti aiuti, poiché da te mi viene tanto bene! Gabriele D’Annunzio

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