Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Francesco Piccolo

Il desiderio di essere come tutti

C'è una parte di Italia, la quasi totalità delle persone che avrebbero dovuto combatterlo sul piano politico e con una proposta alternativa di efficacia maggiore, che ha considerato Berlusconi non il capo di una coalizione opposta alla propria e poi il presidente del Consiglio di questo Paese; ma ha passato anni e anni a parlare di lui come di un essere spregevole, un pagliaccio, un corrotto, perfino un uomo basso (un nano), un puttaniere. Si è persa un'enorme quantità di tempo e di energie a creare formule sarcastiche per il nemico e quelli che aveva intorno. In fondo, la sequela di errori che sono stati commessi nei lunghi anni di dominio di Berlusconi deriva da questa doppia e insostenibile identità che gli si è attribuita: il mostro e il pagliaccio. Insieme. Erano tutti convinti che fossero due definizioni esponenziali, e nessuno ha immaginato che invece avrebbero potuto essere due pesi che si annullavano. Quindi, né l'uno né l'altro. Nessuno lo ha mai considerato u...

Il desiderio di essere come tutti

In una conferenza ormai famosa tenuta nel 1919, dal titolo “La politica come professione”, Max Weber distingue due modi di agire nella pratica politica: l'etica dei principi e l'etica della responsabilità. Nella sostanza, chi si comporta secondo l'etica dei principi, non tiene conto delle conseguenze delle proprie idee. Cioè: fa delle scelte secondo i suoi ideali, agisce in un modo che ritiene giusto, e questo può bastare: le conseguenze che derivano da ciò che è stato fatto non interessano. Non riguardano colui che agisce; riguardano, dice Weber, il mondo, e quindi la possibile stupidità degli esseri umani. Riguardano, quindi, gli altri. Chi agisce secondo l'etica dei principi non si occupa del fatto che a seguito di una decisione giusta le circostanze possano peggiorare lo stato dei fatti; l'importante è aver preso la decisione giusta, in sintonia con i propri ideali. L'etica della responsabilità, invece, per ogni decisione da prendere tiene conto delle conseg...

Il desiderio di essere come tutti

 “In una conferenza ormai famosa tenuta nel 1919, dal titolo “La politica come professione”, Max Weber distingue due modi di agire nella pratica politica: l'etica dei principi e l'etica della responsabilità. Nella sostanza, chi si comporta secondo l'etica dei principi, non tiene conto delle conseguenze delle proprie idee. Cioè: fa delle scelte secondo i suoi ideali, agisce in un modo che ritiene giusto, e questo può bastare: le conseguenze che derivano da ciò che è stato fatto non interessano. Non riguardano colui che agisce; riguardano, dice Weber, il mondo, e quindi la possibile stupidità degli esseri umani. Riguardano, quindi, gli altri. Chi agisce secondo l'etica dei principi non si occupa del fatto che a seguito di una decisione giusta le circostanze possano peggiorare lo stato dei fatti; l'importante è aver preso la decisione giusta, in sintonia con i propri ideali. L'etica della responsabilità, invece, per ogni decisione da prendere tiene conto delle cons...

Buonanotte del 5 giugno 2019

Quando riprendo un libro dallo scaffale, a volte basta solo la copertina, oppure le parole che ricordo, e ritorno a un umore e a un tempo preciso, nitido, sempre, o quasi sempre. Per esempio “Anna Karenina” ha reso indimenticabile uno spiazzo di cemento in un piccolo giardino a lato di una strada, perché era una strana primavera e io me ne andavo lì tutti i pomeriggi, dopo pranzo, a vedere se Vronskij avrebbe avuto il coraggio di dire ad Anna che non dovevano vedersi più. Francesco Piccolo, Momenti di trascurabile felicità

Desiderio

Puoi vivere tutta la vita con una persona, soltanto se hai abbandonato l’idea di purezza. Non lasciarsi mai non è un’idea pura, ma al contrario è un modo di accettare in un rapporto d’amore tutte le fragilità, le debolezze, le diversità, gli odi e i periodi di stanchezza, i tradimenti. L’amore è tutto questo, messo accanto ai periodi belli. Invece l’idea che si ha dell’amore è di solito un inseguimento ossessivo della perfezione assoluta della coppia. Così, però, ogni litigio, ogni stanchezza, ogni desiderio altro, sono macchie, indebolimenti, sacrilegi contro la perfezione, segni di declino. Quindi, avendoli accumulati nel tempo, ci si deve lasciare perché non si sopporta che dentro il rapporto ci sia anche il dolore o il ricordo di momenti tristi. Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tutti (2013)

Momenti di trascurabile felicità

Ogni tanto sorride e quando capisci che non stai dicendo niente di divertente capisci anche che lei sta sorridendo per un sms. La cosa non ti dà fastidio, ti mette allegria. Poi l’accompagni a casa. Aprite il portone, salite fino all’ultimo piano - a te viene il fiatone, a lei no. Davanti alla porta di casa sua vi fermate a parlare ancora per tanto tempo. La seconda o la terza notte, non ricordi, vi baciate. Appena il bacio finisce, tu le dici buonanotte e scendi le scale con quella frenesia con cui si scendono le scale dopo i baci. Poi tutti i giorni sono cosí. Telefonata. Cosa facciamo. Discussione. Scelta. Uscita. Passeggiata. Sms. Scale di casa sua. Davanti alla sua porta, lei spegne il telefonino. E vi baciate. Tutti i giorni sono cosí, tranne il fatto che per tutto il giorno tu hai voglia di baciarla. Vi baciate ogni notte per un sacco di tempo, lei non ti fa entrare in casa e tu non vuoi entrare, vuoi stare lí, con la luce fioca delle scale e il silenzio intorno e dei baci lung...

Momenti di trascurabile felicità #2

L’odore di pane del primo mattino; le macchinette del caffè nel momento in cui vengono spente. Le passeggiate. Gli aperitivi con le mani unte dalle arachidi. Il primo scontrino battuto in un negozio. E anche la prima volta che una ragazza fa tardi la sera e la tensione nascosta dei genitori. Il bis tanto atteso di un concerto. Il giorno in cui fa abbastanza freddo da dover tirare fuori dall’armadio il primo maglione e infilarlo mentre scarica corrente. Quelli che alzano le serrande, che rifanno le strade, che svuotano i cassonetti; quelli che aspettano e guardano l’orologio e poi finalmente in fondo alla strada vedono chi aspettavano, quelli che attraversano sulle strisce pedonali e guardano male gli automobilisti che frenano un po’ tardi, quelli che smettono di fumare, quelli che escono la mattina dai portoni e coprono gli occhi dalla luce. Le lacrime che scendono sui visi degli spettatori al cinema, le risate di una sera a cena. Quelli che lottano per pagare il conto, che spengono l...

Momenti di trascurabile felicità

Passo un sacco di tempo a guardare la ragazza di fronte. Come me, questa ragazza ha la scrivania rivolta alla finestra, che guarda la strada - che dovrebbe guardare la strada. Come è stato per me. Ho cominciato a guardare la strada in ogni impercettibile pausa, fino a quando non mi sono accorto di lei. Che è lì come me, e come me sta ore alla scrivania, fa quello che deve fare e guarda la strada. Studia, prende appunti e sottolinea. Non so cosa faccia, sembra che sia una studentessa universitaria. Sono già un paio d’anni che ci guardiamo, perché lei fa più o meno le cose che faccio io, alla stessa ora in cui le faccio io. Stiamo alla scrivania durante il giorno, spesso di notte, qualche volta all’alba. Siamo stati molte volte uno di fronte all’altra, completamente soli, in lunghe domeniche invernali ed estive, nelle notti silenziose, durante le vacanze di Natale e di Pasqua e qualche lungo ponte che faceva correre via tutti gli altri. Oppure in pieno agosto, quando in strada non c’era...

Etichette

Mostra di più