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Il calcio

 Il calcio appariva come l'oppio, se non dei popoli, almeno delle domeniche. E la religione del calcio, che celebrava i suoi riti verbali durante la settimana, diventava una vacanza catastrofica delle masse. Ricordo il rammarico sgomento di un mio amico organico (non a me, ma al partito), quando mi aveva testimoniato una sua convinzione: che se in Italia non ci fosse stato il calcio, la situazione politica sarebbe stata diversa. La vittoria di Bartali al Tour, nel 1948, aveva distratto una sollevazione popolare dopo l'attentato a Togliatti. E il calendario del calcio domenicale assolveva, più che una funzione rituale, una funzione ipnotica. Non so che cosa direbbe oggi che la funzione si celebra alla televisione tutti i giorni. Ma non mi stupirei se, convertito, vi partecipasse anche lui. Gli intellettuali che si appassionavano al calcio venivano guardati - diciamo così - con delusione, tranne che dai compagni di vizio. E sembravano cooperare al Tradimento dei chierici, come Ju...

Prima persona

“La retorica nasce in Sicilia, nelle colonie greche. È un dato non privo di interesse. Dei Greci conosciamo le virtù, un po’ meno i difetti. “Graeca fides”, la affidabilità dei Greci, era una espressione che i Romani non potevano pronunciare senza una inflessione ironica, come “Punica fides”. Assomiglia alla accezione con cui i popoli nordici usano l'aggettivo “italiano” e non stanno parlando del Rinascimento. Il “credito greco” per Plauto (“Asinaria”, 199) era quello che mai si sarebbe potuto riscuotere se non alle calende greche, che appunto non esistevano. Astuzia, menzogna e tradimento erano praticati con una destrezza intensificata dall'orgoglio. Sullo sfondo di questo inquinamento ambientale si colloca l'aneddoto del siracusano Corace, che insegna a Tisia la tecnica del parlare efficace — questo il significato originario della parola “retorica” —, così da persuadere l'ascoltatore. E Tisia, al termine delle lezioni, si rifiuta di pagarlo. La sua argomentazione è q...

Giuseppe Pontiggia

Il 25 settembre del 1934, nasce a Como  Giuseppe Pontiggia Il dizionario era il libro che leggeva più spesso. L'origine delle parole lo affascinava, soprattutto il mistero delle radici, legate ai primi passi dell'uomo, così remoti, ma anche così vicini. Il rammarico per il tempo che non aveva dedicato era mitigato dal presentimento che non sarebbe stato sufficiente. (La grande sera)

Buonanotte del 12 ottobre 2013

Tu non sai quante angosce risparmia l’ignoranza. Giuseppe Pontiggia

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