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Visualizzazione dei post con l'etichetta Charles Baudelaire

FramMenti

Dio è l’unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere. Charles Baudelaire

Fiori del Male

All’inizio avevo l’intenzione di rispondere a numerose critiche e, nello stesso tempo, di spiegare alcune questioni semplicissime, completamente oscurate dalla luce moderna: cos’è la Poesia? Quale il suo scopo? La distinzione tra il Bene e il Bello; la Bellezza nel Male; che il ritmo e la rima rispondono nell’uomo agli immortali bisogni di monotonia, simmetria e sorpresa; l’adeguamento dello stile al soggetto; la vanità e il pericolo dell’ispirazione ecc. ecc.; ma questa mattina ho avuto l’imprudenza di leggere alcuni giornali; improvvisamente, un’indolenza, del peso di venti atmosfere, si è abbattuta su di me, e mi sono fermato davanti alla spaventosa inutilità di spiegare qualsiasi cosa a qualsiasi persona. Quelli che sanno m’indovinano, e per quelli che non possono o non vogliono capire, accumulerei le spiegazioni senza profitto. Charles Baudelaire, progetti di prefazione ai Fiori del Male - iMalpensanti

FramMenti

"Vieni, mio bel gatto, sul mio cuore innamorato; ritira le unghie nelle zampe, lasciami sprofondare nei tuoi occhi in cui l’agata si mescola al metallo. Quando le mie dita carezzano a piacere la tua testa e il tuo dorso elastico e la mia mano s’inebria del piacere di palpare il tuo corpo elettrizzato, vedo in ispirito la mia donna. Il suo sguardo, profondo e freddo come il tuo, amabile bestia, taglia e fende simile a un dardo, e dai piedi alla testa un’aria sottile, un temibile profumo ondeggiano intorno al suo corpo bruno."  (Gatto, Charles Baudelaire)

Buonanotte del 1 gennaio 2021

Spesso la musica mi porta via come fa il mare. Sotto una volta di bruma o in un vasto etere metto vela verso la mia pallida stella. Petto in avanti e polmoni gonfi come vela scalo la cresta dei flutti accavallati che la notte mi nasconde; sento vibrare in me tutte le passioni d’un vascello che dolora, il vento gagliardo, la tempesta e i suoi moti convulsi sull’immenso abisso mi cullano. Altre volte, piatta bonaccia, grande specchio della mia disperazione!  (Charles Baudelaire)

Charles Baudelaire

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Musica Spesso la Musica mi porta via come fa il mare. Sotto una volta di bruma o in un vasto etere metto vela verso la mia pallida stella. Petto in avanti e polmoni gonfi come vela scalo la cresta dei flutti accavallati che la notte mi nasconde; sento vibrare in me tutte le passioni d’un vascello che dolora, il vento gagliardo, la tempesta e i suoi moti convulsi sull’immenso abisso mi cullano. Altre volte, piatta bonaccia, grande specchio della mia disperazione!

Buonanotte del 27 giugno 2018

Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare, ma ubriacatevi. —  Charles Baudelaire

Consigli ai giovani scrittori

Della fortuna e della scarogna negli esordi: ... I giovani scrittori che, parlando di un giovane collega con un accento misto a invidia, dicono: «È un bell'esordio, ha avuto una fortuna sfacciata», non riflettono sul fatto che ogni esordio è sempre stato preceduto e che è l'effetto di altri venti esordi a loro ignoti. Non so se la reputazione possa venire come un fulmine a ciel sereno; credo piuttosto che un successo sia, in una proporzione aritmetica o geometrica, a seconda della forza dello scrittore, il risultato dei successi antecedenti, spesso invisibili a occhio nudo. C'è una lenta aggregazione di successi molecolari; ma di generazioni miracolose o spontanee, mai. Chi dice: Ho la scarogna, è chi non ha ancora avuto abbastanza successo e lo ignora. Tengo conto delle mille circostanze che avviluppano la volontà umana e che hanno anch'esse le loro cause legittime; formano una circonferenza nella quale è rinchiusa la volontà; tale circonferenza è però mutevole,...

Inno alla belezza

Vieni tu dal cielo profondo o sorgi dall'abisso, Beltà? Il tuo sguardo, infernale e divino, versa, mischiandoli, beneficio e delitto: per questo ti si può comparare al vino. Riunisci nel tuo occhio il tramonto e l'aurora, diffondi profumi come una sera di tempesta; i tuoi baci sono un filtro, la tua bocca un'anfora, che rendono audace il fanciullo, l'eroe vile. Sorgi dal nero abisso o discendi dagli astri? Il Destino incantato segue le tue gonne come un cane: tu semini a casaccio la gioia e i disastri, hai imperio su tutto, non rispondi di nulla. Cammini sopra i morti, Beltà, e ti ridi di essi, fra i tuoi gioielli l'Orrore non è il meno affascinante e il Delitto, che sta fra i tuoi gingilli più cari, sul tuo ventre orgoglioso danza amorosamente. La farfalla abbagliata vola verso di te, o candela, e crepita, fiammeggia e dice: “Benediciamo questa fiaccola!” L'innamorato palpitante chinato sulla bella sembra un morente che accarezzi la propria tomba. Ve...

Buonanotte del 8 maggio 2016

Il riso e il dolore si esprimono mediante gli organi ove hanno sede il precetto e la scienza del bene e del male: gli occhi e la bocca. — Charles Baudelaire

Ma dov’è l’anima?

C’è in un grande negozio di giocattoli un’allegria straordinaria che lo fa preferibile a un bell’appartamento borghese. Non ci si ritrova, in miniatura, tutta la vita, e molto più colorata, ripulita e lucente che la vita reale? […] Tutti i fanciulli parlano ai loro giocattoli; i giocattoli diventano attori nel grande dramma della vita, ridotto dalla camera oscura del loro piccolo cervello. I fanciulli coi loro giochi testimoniano la propria grande facoltà di astrazione e l’alta loro potenza immaginativa. Giocano senza giocattoli. Non voglio parlare di quelle bambine che giocano alle signore, si fanno visite, si presentano i loro figli immaginari e parlano dei propri abiti. Le povere piccine imitano le loro mamme: preludono già alla loro immortale puerizia futura, e nessuna di loro, certo, finirà mia moglie. […] La maggior parte dei marmocchi vogliono soprattutto vedere l’anima, gli uni dopo qualche tempo d’esercizio, gli altri subito […] Io non mi sento il coraggio di biasimare ...

Musica

La musica sovente mi rapisce come un mare! Verso la mia pallida stella, sotto una vòlta di nebbia o in un vasto etere, metto a la vela; col petto in avanti ed i polmoni gonfi come vele, scavalco il dosso dei flutti accavallati che la notte mi nasconde; sento vibrare in me tutte le agitazioni d'un naviglio che soffre il vento in favore, la tempesta e le sue convulsioni mi cullano su l'immenso abisso. Altre volte, completa bonaccia, immenso specchio della mia disperazione — Tratto da “I fiori del male” LXIX La musica - Charles Baudelaire

Charles Baudelaire

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Hymne à la Beauté / Inno alla Bellezza ... è degno di un'anima eletta purificarsi e purificare il prossimo col suo contatto. Come non c'è tradimento che non si perdoni, non c'è colpa da cui non ci si possa far assolvere, né oblio che non si possa colmare, così c'è una scienza dell'amare il prossimo e trovarlo amabile, come c'è un saper vivere bene. Più uno spirito è delicato, più scopre bellezze originali; più un animo è tenero e aperto alla divina speranza, più trova negli altri, per infangati che siano, ragioni d'amore.

Charles Baudelaire

Il 9 aprile del 1821, nasce a Parigi, il poeta Charles Baudelaire ....questa testa conterrà anche qualcosa di ardente e di triste - bisogni spirituali - ambizioni tenebrosamente represse - l'idea di una potenza crucciosa e inattiva - qualche volta l'idea di una insensibilità vendicatrice, qualche volta anche il mistero, e infine, l'infelicità. (Diari intimi)

Mondo

E’ questo immortale istinto del bello che ci fa considerare il mondo e tutte le sue bellezze come un riflesso, come una corrispondenza del cielo. La sete inestinguibile di tutto ciò che è al di là, e che rivela la vita, è la prova più viva della nostra immortalità. Con la poesia e, insieme, attraverso la poesia, con la musica e attraverso la musica, l’anima intuisce la luce che splende al di là della tomba; o quando una poesia perfetta fa nascere le lacrime agli occhi, queste lacrime non sono segno di eccessiva gioia, ma piuttosto indice di una malinconia esasperata, di un’esigenza nervosa, di una natura esiliata nell’imperfetto che bramerebbe possedere subito, in questo mondo, un paradiso rivelato. — C. Baudelaire

Allegro come al solito

Prima sbadataggine di mamma: mentre fa caricare i bagagli sull’imperiale, si accorge che non ha più il manicotto e grida, con un colpo di scena: “E il mio manicotto?”. E io le rispondo tranquillamente: “So dov’è e vado a prenderlo”. Lo aveva lasciato nello studio su una panca. Saliamo sulla diligenza, finalmente partiamo. Da parte mia, in un primo momento, ero di pessimo umore per via dei manicotti, delle borse dell’acqua calda, dei copripiedi, dei cappelli da uomo e da donna, dei mantelli, dei cuscini, delle coperte in quantità, dei berretti di ogni foggia, delle scarpe, pantofole imbottite, stivaletti, panieri, marmellate, fagioli, pane, tovaglioli, pollame enorme, cucchiai, forchette, coltelli, forbici, filo, aghi, spille, pettini, vestiti, gonne in quantità, calze di lana, calze di cotone, busti uno sopra l’altro, biscotti, il resto non riesco a ricordarmelo. Ben presto tornai a essere allegro come al solito. Charles Baudelaire

Buongiorno del 15 gennaio 2013

L’imprevisto, la sorpresa, lo stupore sono una parte essenziale e la caratteristica della bellezza Charles Baudelaire

Il viaggio

Ma i veri viaggiatori partono per partire; cuori leggeri, s’allontanano come palloni, al loro destino mai cercano di sfuggire, e, senza sapere perchè, sempre dicono: Andiamo! I loro desideri hanno la forma delle nuvole, e, come un coscritto sogna il cannone, sognano voluttà vaste, ignote, mutevoli di cui lo spirito umano non conosce il nome! Charles Baudelaire

La luna

La Luna, che è il capriccio stesso, guardò dalla finestra mentre tu dormivi nella tua culla e pensò: “Questa bambina mi piace”. E scese morbidamente la sua scala di nuvole, e passò senza rumore attraverso i vetri. Poi si stese su di te con la tenerezza flessuosa di una madre e depose i suoi colori sulla tua faccia. Le tue pupille ne rimasero verdi, e le tue guance straordinariamente pallide. Appunto contemplando quella visitatrice i tuoi occhi s’amplificarono in modo tanto bizzarro; ed ella ti serrò tanto affettuosamente alla gole, che te ne restò per sempre la voglia di piangere. Frattanto, nell’espansione della sua gioia, la Luna empiva tutta la camera come un’atmosfera fosforica, come un veleno luminoso; e tutta quella luce viva pensava e diceva: “Subirai eternamente l’influsso del mio bacio. Sarai bella a modo mio. Amerai ciò che amo io e ciò che mi ama: l’acqua, le nubi, il silenzio e la notte; il mare immenso e verde; l’acqua informe e multiforme; il luogo ove non sarai; l’a...

Buongiorno del 22 luglio 2012

Ma ecco, un contro l'altro, in spietati duelli v'accanite da secoli a tentare la sorte: a tal punto vi eccita il massacro e la morte, o lottatoti eterni, disumani fratelli! Charles Baudelaire

Lo spleen di Parigi

Bisogna sempre essere ubriachi. Tutto qui: è l’unico problema. Per non sentire l’orribile fardello del Tempo che vi spezza la schiena e vi piega a terra, dovete ubriacarvi senza tregua. Ma di che cosa? Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. E se talvolta, sui gradini di un palazzo, sull’erba verde di un fosso, nella tetra solitudine della vostra stanza, vi risvegliate perché l’ebbrezza è diminuita o scomparsa , chiedete al vento, alle stelle, gli uccelli, l’orologio, a tutto ciò che fugge, a tutto ciò che geme, a tutto ciò che scorre, a tutto ciò che canta, a tutto ciò che parla, chiedete che ora è: e il vento, le onde, le stelle, gli uccelli, l’orologio, vi risponderanno: “E’ ora di ubriacarsi! Per non essere schiavi martirizzati dal Tempo, ubriacatevi, ubriacatevi sempre! Di vino, di poesia o di virtù, come vi pare. C. Baudelaire, Lo spleen di Parigi, XXXIII, Envirez-vous, Trad. A. Berardinelli

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