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FramMenti

 Quando le persone con le quali hai condiviso un passato se ne vanno, ne prendono con sé una metà. In realtà tutto, perché non esiste mezzo passato. È come se tu avessi tagliato verticalmente una pagina in due e leggessi le frasi solo fino alla metà, mentre l’altro legge la fine. Nessuno ci capirebbe niente. Quello che teneva in piedi l’altra metà, non c’è più. Quello che è stato così vicino nei giorni, le mattine, i pranzi, le cene e le notti, nei mesi e negli anni di questo passato... Non c’è chi possa confermarlo, non c’è con chi poter suonare insieme all’unisono. Quando mia moglie se n’è andata, mi sembra di aver perso metà del mio passato, in sostanza tutto. Il passato si suona solo a quattro mani, almeno a quattro mani. Georgi Gospodinov, Cronorifugio

Cronorifugio

 Se esiste una geografia europea delle età, dovrebbe articolarsi in questo modo. Parigi, Berlino e Amsterdam per la giovinezza, con un’atmosfera informale, l’odore di marijuana, prendersi una birra al Mauerpark e rotolarsi sulla sua erba, i domenicali mercati delle pulci, la frivolezza del sesso... Poi viene la maturità di Vienna o Bruxelles. Un tempo rallentato, la comodità, i tram, l’assicurazione medica che funziona, le scuole per i bambini, un po’ di carriera, il lavoro da impiegati all’Unione europea. Bene, e per quelli che ancora non vogliono invecchiare ci sono Roma, Barcellona, Madrid... Buon cibo e pomeriggi caldi compensano il traffico, il rumore e il leggero caos. Per la tarda giovinezza aggiungerei anche New York, sì, la ritengo una città europea spostata oltreoceano per una serie di circostanze. Zurigo è una città per invecchiare. Il mondo va più piano, il fiume della vita è sfociato in un lago, lento, con una superficie tranquilla, il lusso della noia e il sole sulla ...

FramMenti

Noi dobbiamo scegliere tra due cose: cominciare a vivere insieme in un passato, come abbiamo già fatto, oppure scioglierci e ammazzarci l’un l’altro, come pure abbiamo già fatto.  Cronorifugio, Georgi Gospodinov

Il Minotauro

In tutta la letteratura classica non è mai conservata la voce del Minotauro. Lui non parla, sono altri a parlare di lui. In un mondo dove tutto parla, animato e inanimato, dove pullulano le voci degli dèi e dei mortali, di ninfe boschive e di eroi, di astuti odissei e di ingenui ciclopi, dove perfino i tanto disprezzati centauri hanno diritto di parola, solo uno tace. Il Minotauro. Nulla, nessuna voce, nessun suono, lamento o minaccia, mai niente. Né negli esametri di Omero, questo minotauro tra i poeti, che nelle lunghe notti della sua cecità vaga nel labirinto della storia. Né in Ovidio, esiliato, che conosce la sorte di chi è stato bandito, in Virgilio, In Plinio il Vecchio, Eschilo, Euripide, o Sofocle… nessuno dà voce al Minotauro, nessuno ne tramanda le parole. È facile compiangere Icaro, è facile stare dalla parte di Teseo, di Arianna ingannata, perfino del vecchio Minosse… ma nessuno compiange il Minotauro.  Fisica della malinconia,  Georgi Gospodinov

FramMenti

Mi resi conto, per la prima volta con assoluta chiarezza, che quello che rimane non sono momenti eccezionali, non sono avvenimenti, ma appunto qualcosa che non accade. Un tempo libero dalla pretesa di eccezionalità. ricordi di pomeriggi nei quali non era successo nulla. Nulla se escludiamo la vita in tutta la sua pienezza. Il sottile odore del fumo di legna, le gocce, la sensazione di solitudine, il silenzio, lo scricchiolio della neve sotto i piedi, il leggero allarme dell'imbrunire, lento e irrevocabile.   (Georgi Gospodinov, Fisica della malinconia)

Viaggiare, viaggiare

La sua cistifellea è in piena fase di ristagno, lei scorge tristezza e angoscia in ogni cosa, è impregnato di malinconia, mi ha detto un amico dottore. Ma la malinconia non apparteneva a altri secoli? Non ci sono ormai dei vaccini, la medicina non ha fatto i conti con la malinconia? - gli chiedo. Non c’è mai stata tanta malinconia come ai nostri giorni, ride di gusto il dottore. Solo che non ne parlano. Non rientra nell’economia di mercato, non si vende la malinconia. Si immagini una réclame di una Mercedes lenta e malinconica, classe S. Ma non cambiamo argomento, le consiglierò qualcosa che lei dirà che appartiene al XIX secolo: viaggi, faccia circolare il sangue, offra ai suoi occhi nuove e diverse viste, vada al sud. Fa tanto Čechov, dottore. Eh, Čechov sapeva cosa fare, del resto non era un semplice scrittore, ma un medico, se la ride il dottore. Certo ha ragione. Avevo esaurito le mie riserve disponibili di buon senso. Il dottore legge molto, sono sicuro che scrive racconti di nas...

FramMenti

Cosa succede ai nomi quando i loro proprietari muoiono? Li lasciano liberi? I nomi continuano a significare qualcosa, oppure si decompongono come i corpi sotto di loro e ne rimangono solo le ossa delle consonanti?   Fisica della malinconia (Georgi Gospodinov)

Buonanotte del 5 settembre 2019

Col tempo gli amici scompaiono nei modi più diversi. Alcuni all'improvviso, come se non fossero mai esistiti. Altri gradualmente, con imbarazzo, con scuse. Smettono di telefonare. Dapprima non capisci. Poi controlli se non si è scaricata la batteria del cellulare. Mancanza acuta alle cinque del pomeriggio. All'inizio si protrae per circa un'ora, poi per meno. Ma non scompare mai del tutto. Come con le sigarette, che hai abbandonato da anni, ma che continui a sognare. — Georgi Gospodinov, Fisica della malinconia

Prima riga

“Come stai?” È la buccia di banana, sistemata con la massima gentilezza sotto le tue scarpe, il formaggio che ti adesca nella trappola del cliché. Come stai? – Il debole e spossante veleno della quotidianità. Non c'è una risposta aperta a questa domanda. Non c'è. So le risposte possibili, ma mi ripugnano, capite, mi ripugnano… Non voglio essere così prevedibile dal rispondere “bene grazie” oppure “così così”, “siamo ancora vivi” o anche “be’, ci stiamo ancora riprendendo”, o… Non so come sto. Non posso essere categorico. Per rispondere in maniera adeguata dovrei passare notti, mesi, anni, leggere torri di Babele di libri, scrivere, scrivere… La risposta è un intero romanzo. Come sto? Non sto. Punto. Questa è la prima riga. E da qui in poi cominci la vera risposta. Georgi Gospodinov, Fisica della malinconia

Fisica della malinconia

Se da qualche parte ti frulla improvvisamente in mente qualcosa di geniale, almeno così credi, le parole ti si affollano in testa, le ordini a stento, cerchi subito una biro e un foglio, porti sempre con te tre biro, frughi, neppure una… Provi a memorizzare la frase, utilizzi una ben collaudata mnemotecnica, raggruppi le prime lettere o sillabe di ogni parola e crei una parola-chiave. Vai a casa di corsa, lasci perdere tutto, fai scorrere la parola nel rosario della tua mente. Davanti a casa ti ferma un vicino e ti rivolge quella terribile domanda “Come stai?” e comincia a raccontarti qualcosa, tu apri la bocca per dire che vai di fretta e in quell’attimo la parola-chiave ti scivola via dalla bocca come una mosca e si perde nello spazio come se non ci fosse mai stata. — G. Gospodinov

Fisica della malinconia

La fisica della malinconia - all’inizio la fisica classica - ha rappresentato un oggetto dei miei interessi nel corso di alcuni anni. La malinconia, come i gas e i vapori, non possiede una consistenza e una forma propria, ma assume la forma e la consistenza del recipiente o dello spazio che occupa. Chi sa se appartiene ai gas nobili? Piuttosto no, per quanto ci possa affascinare l’aggettivo. I gas nobili sono omogenei e puri, monoatomici, e inoltre non hanno odore né colore. No, la malinconia non è elio, cripton, argon, xeno, radon… Ha odore e colore. Un gas camaleonte, che cambia tutti i colori e gli odori del mondo, come i diversi colori e odori possono facilmente provocarla. Georgi Gospodinov

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