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FramMenti

Erano ancora nella fase più felice dell'amore. Erano pieni di illusioni coraggiose nei riguardi l'uno dell'altra, illusioni tremende, per le quali la comunione dell'io con l'io pareva su un piano in cui nessun'altra relazione importava. Pareva a entrambi di esservi arrivati con una innocenza straordinaria, come se una serie di puri casi li avesse spinti ad unirsi, tanti casi che alla fine erano stati costretti a concludere di esser fatti l'uno per l'altra.  Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte

Francis Scott Fitzgerald - Tenera è la notte

Sulla bella costa della riviera francese, a mezza strada tra Marsiglia e il confine italiano, sorge un albergo rosa, grande e orgoglioso. Palme deferenti ne rinfrescano la facciata rosata, e davanti a esso si stende una breve spiaggia abbagliante. Recentemente è diventato un ritrovo estivo di gente importante e alla moda; dieci anni fa, quando in aprile la clientela inglese andava verso il Nord, era quasi deserto. Ora molte villette vi si raggruppano intorno; ma quando questa storia incomincia, soltanto i tetti di una dozzina di vecchie ville marcivano come ninfee in mezzo ai pini ammassati tra l'Hotel des Etrangers di Gausse e Cannes, otto chilometri più in là.  da Tenera è la notte ‐ Incipit

Francis Scott Fitzgerald - Il grande Gatsby

Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. "Quando ti vien voglia di criticare qualcuno" mi disse "ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu". Non disse altro, ma eravamo sempre stati insolitamente comunicativi nonostante il nostro riserbo, e capii che voleva dire molto più di questo. Perciò ho la tendenza a evitare ogni giudizio, una abitudine che oltre a rivelarmi molti caratteri strani mi ha anche reso vittima di non pochi scocciatori inveterati. Cit. da Il grande Gatsby

Buonanotte del 29 settembre 2017

Il suo sorriso era uno di quei rari sorrisi che capita di vedere quattro o cinque volte nella vita; pareva comprenderti e credere in te tanto quanto tu vorresti essere compreso e ispirare fiducia. — Il Grande Gatsby

Erano...

Erano ancora nella fase più felice dell’amore. Erano pieni di illusioni coraggiose nei riguardi l’uno dell’altra, illusioni tremende, per le quali la comunione dell’io con l’io pareva su un piano in cui nessun’altra relazione umana importava. Pareva a entrambi di esservi arrivati con una innocenza straordinaria, come se una serie di puri casi li avesse spinti ad unirsi, tanti casi che alla fine erano costretti a concludere di esser fatti l’uno per l’altra. Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte

Alla figlia Scottie

Cara Pie, ho idee molto ferme sul fatto che tu faccia il tuo dovere. Mi puoi dare un po’ più di dettagli sulle tue letture in Francese? Sono contento che sei felice, ma non credo mai troppo alla felicità. Non credo mai nemmeno alla tristezza. Sono cose che vedi in scena o sullo schermo o sulla pagina stampata, non ti succedono mai veramente nella vita. Tutto ciò a cui credo nella vita sono i premi per la virtù (secondo i propri talenti) e le pene per non aver assolto i propri doveri, che sono doppiamente costose. Se il libro c’è nella biblioteca del campeggio, chiedi alla signora Tyson di lasciarti cercare il sonetto di Shakespeare in cui c’è il verso: «I gigli che marciscono puzzano assai più delle erbacce». Oggi son stato vuoto di ogni pensiero, la vita sembra fatta interamente del lavoro di mettere in piedi un racconto per il «Saturday Evening Post». Penso a te, sempre piacevolmente; se mi chiami «Pappy» ancora una volta, tirerò fuori il Gatto Bianco e gliele darò forte sul s...

Gli ultimi fuochi

La personalità dello scrittore: ... «Eccovi uno scrittore» disse. «Sa tutto e al contempo non sa niente.» «Cosa, cosa?» disse Wylie, indignato. Venni così a sapere per la prima volta ch'era uno scrittore. E benché gli scrittori mi piacciano - perché se domandi a uno scrittore qualsiasi cosa di solito ottieni la risposta - ciò lo sminuì ugualmente ai miei occhi. Gli scrittori non sono esattamente individui come tutti gli altri. O, se valgono qualcosa, sono un intero mucchio di individui che si sforzano disperatamente di essere una individualità sola. Come gli attori, che tentano in modo così patetico di non guardarsi allo specchio. Che, tentando, indietreggiano... solo per vedere il loro viso riflesso nei prismi di una lumiera. «Non sono forse così gli scrittori, Celia?» domandò Schwartz. «Non so come definirli. So soltanto che è vero.» Francis Scott Fitzgerald - "Gli ultimi fuochi" - Oscar Mondadori, 1974

Buonanotte del 14 aprile 2015

Io preferisco gente che abbia una superficie più accidentata. — Francis Scott Fitzgerald

Buonanotte del 12 novembre 2014

La gente crede quasi sempre che tutti provino per essa sensazioni molto più violente di quelle che provano in realtà: crede che l’opinione degli altri oscilli sotto grandi archi di approvazione o disapprovazione. Francis Scott Fitzgerald - Tenera è la notte

Alla figlia Scottie

La poesia o è qualcosa che vive come fuoco dentro di te - come la musica per i musicisti o il marxismo per i comunisti - o non è niente, una noia vuota e formale sulla quale i pedanti possono borbottare all’infinito le loro note e spiegazioni. L’«Urna greca» è insostenibilmente bella e ogni sua sillaba è inevitabile come le note della Nona Sinfonia di Beethoven oppure è solo qualcosa che non capisci. È quello che è perché un genio straordinario sostò a quel punto della storia e le diede vita. Immagino di averla letta cento volte. Verso la decima volta ho cominciato a capire di cosa trattasse, e afferrai la musica e la squisita meccanica interna. Idem per l’«Usignolo» che non posso mai leggere dall’inizio alla fine senza che mi vengano le lacrime agli occhi; idem per «Il vaso di basilico» con la grande strofa sui due fratelli, «Perché erano orgogliosi ecc.» e «La vigilia di Sant’Agnese», che ha le immagini più ricche, più sensuali, di tutta la lingua inglese, non escluso Shakespeare. E...

Rigiriamo follemente il dito nella piaga

Gli anni fra i trentacinque e i sessantacinque girano davanti alla mente passiva come un’inspiegabile giostra confusa. Vero, è una giostra di cavalli sfiatati e traballanti, verniciati in origine con colori pastello, poi in grigio opaco e marrone, ma la cosa ti lascia perplesso e insopportabilmente stordito, come non faceva la giostra dell’infanzia o dell’adolescenza […]. Per la gran parte degli uomini e delle donne questi trent’anni sono solo un lento ritirarsi dalla vita, una ritirata, dapprima, da un fronte con molti ripari, quei mille piaceri e curiosità della vita, a una seconda linea meno riparata, dove limitiamo le nostre ambizioni a un’ambizione, i nostri svaghi a uno svago, i nostri amici a pochi e che ci considerano un anestetico; finendo in una solitaria fortezza che non è per niente forte, dove a volte le granate sibilano in modo odioso, a volte le sentiamo appena, mentre sediamo ora stanchi ora impauriti, in attesa della morte. Francis Scott Fitzgerald, La strega rossi...

Buongiorno del 2 gennaio 2014

Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo o isolato da nessuno. Tu appartieni. Francis Scott Fitzgerald

Tenera è la notte

Gli tornò alla mente quando, una volta, gli corse incontro in mezzo all’erba umida, con le pantofole leggere bagnate di rugiada. Gli era salita sulle scarpe abbracciandolo forte. Lui le aveva stretto il viso e lo aveva sollevato, come un libro aperto. “Pensa a quanto mi ami in questo momento”, gli sussurrò. “Non posso chiederti di amarmi sempre così, ma di ricordare sì. Da qualche pare dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera”. Francis Scott Fitzgerald

Buongiorno del 24 maggio 2013

Non sono sentimentale… sono romantico. Il fatto è che i sentimentali credono che le cose durino. I romantici hanno una fiducia disperata che non durino. Francis Scott Fitzgerald

Buongiorno del 16 febbraio 2013

Non si sa mai esattamente quanto spazio si occupi nella vita della gente. Francis Scott Fitzgerald, Tenera è la notte

Belli e dannati

L’intimità si crea così. Prima si dà il miglior ritratto di se stesso, un prodotto splendente e rifinito, ritoccato di vanterie e falsità e umorismi. Poi diventano necessari i particolari e si dipinge un secondo ritratto e poi un terzo… In breve i lineamenti migliori si cancellano… e finalmente si rivela il segreto: i piani dei ritratti si sono mescolati e ci hanno tradito, e per quanto continuiamo a dipingere non riusciamo più a vendere un quadro. Francis Scott Fitzgerald

Il Grande Gatsby

La notte, nel letto, lo perseguitavano le ambizioni più grottesche e fantastiche, il cervello gli tesseva un universo di sfarzo indicibile, mentre l’orologio ticchettava sul lavabo e la luna gli intrideva di luce umida gli abiti sparsi alla rinfusa sul pavimento. Ogni notte alimentava le sue fantasie finché la sonnolenza si abbatteva con un abbraccio dimentico su qualche scena vivace. Per un certo periodo queste fantasticherie gli procurarono uno sfogo all’immaginazione; erano un’intuizione confortante dell’irrealtà della realtà, una promessa che la roccaforte del mondo era saldamente basata sull’ala di una fiaba. Francis Scott Key Fitzgerald

Lettera a Morton Kroll, 1939

Qualcuno, che citerò con molta imprecisione, ha detto una volta: «Uno scrittore che sia riuscito a calare il proprio sguardo ancor più in profondità, nella propria anima o in quella degli altri, scoprendovi, grazie al suo talento, cose che nessuno aveva mai visto o osato raccontare, ha ampliato l'orizzonte della vita umana». Ecco perché un giovane scrittore, una volta giunto al bivio di ciò che è da dire e ciò che è da tacere riguardo al sentimento, è tentato di lasciarsi guidare verso quanto è conosciuto, ammirato e comunemente accettato, poiché sente dentro di se una voce che gli sussurra: "Nessuno sarà toccato da questa emozione, a nessuno interesserà questa azione irrilevante: sono cose mie, non hanno alcun valore universale; forse non hanno nemmeno senso". Ma se il talento dello scrittore è autentico, o se la fortuna è con lui (a seconda dei punti di vista), un'altra voce allo stesso bivio lo incita a registrare quelle cose apparentemente insolite e insignificant...

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