Il dominio maschile
Certe forme di “coraggio”, quelle richieste o riconosciute dagli eserciti o dai corpi di polizia (e in modo particolare dai cosiddetti “corpi speciali”), dalle bande di delinquenti ma anche, più banalmente, da certi collettivi di lavoro e che, nel settore dell’edilizia in particolare, invitano o costringono a respingere le misure di sicurezza e a negare o sfidare il pericolo con comportamenti temerari, responsabili di numerosi incidenti, hanno la loro radice, paradossalmente, nella paura di perdere la stima o l’ammirazione del gruppo, di “perdere la faccia” di fronte ai “compagni” e di vedersi relegare nella categoria tipicamente femminile dei “deboli”, degli “omiciattoli”, delle “femminucce”, dei “finocchi” ecc. Quello che chiamiamo coraggio trae così origine a volte da una forma di viltà. Per convincersene basterà ricordare le situazioni in cui, per indurre a commettere omicidi, torture o violenze carnali, la volontà di dominio, di sfruttamento o di oppressione si è appoggiata sul t...