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FramMenti

Era un paesaggio nero, azzurri solo i monti e l’arcobaleno obliquo. Senza promesse o speranze, ma vivevamo lì e non eravamo stranieri. Era la vita a noi concessa. Era la pazienza pallida come un ghiacciaio. Era l’angoscia, piena di colpa. Era il coraggio pieno di inquietudine. Era l’inquietudine piena di forza. (A. Zagajewski)

Adam Zagajewski

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Zone di silenzio L’esuberanza del mondo ci lascia spesso impotenti, non siamo in grado di distinguere che pochi frammenti, piccoli brandelli. Lo stesso capita quando ci soffermiamo davanti a una tela, a un quadro esposto in un museo: dobbiamo allontanarci qualche passo per abbracciarlo tutto. La solitudine sono proprio questi pochi passi di distanza. Ci sono due ricchezze, due forze molto simili, per quanto completamente distinte. Una è immanente al mondo e all’uomo che agisce, combatte e ama. Il suo creatore è Dio. L’altra si esprime attraverso dipinti, libri, musica o film, ed è un’eco della prima. Il suo creatore è l’uomo. La solitudine è la zona di silenzio che c’è tra questi due frastuoni. (da Solidarność i samotność, 1986)

Adam Zagajewski

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Ricordi Sfoglia i tuoi ricordi cuci per loro una coperta di stoffa. Scosta le tende e cambia l’aria. Sii per loro cordiale, leggero. Questi ricordi sono tuoi. Pensaci mentre nuoti nel mare dei Sargassi della memoria e l’erba marina crescendo ti cuce la bocca. Questi ricordi sono tuoi, non li dimenticherai fino alla fine.

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