Zone di silenzio L’esuberanza del mondo ci lascia spesso impotenti, non siamo in grado di distinguere che pochi frammenti, piccoli brandelli. Lo stesso capita quando ci soffermiamo davanti a una tela, a un quadro esposto in un museo: dobbiamo allontanarci qualche passo per abbracciarlo tutto. La solitudine sono proprio questi pochi passi di distanza. Ci sono due ricchezze, due forze molto simili, per quanto completamente distinte. Una è immanente al mondo e all’uomo che agisce, combatte e ama. Il suo creatore è Dio. L’altra si esprime attraverso dipinti, libri, musica o film, ed è un’eco della prima. Il suo creatore è l’uomo. La solitudine è la zona di silenzio che c’è tra questi due frastuoni. (da Solidarność i samotność, 1986)