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Visualizzazione dei post da Dicembre, 2015

Franz Marc

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Foxes, 1913

Tema

Su questo tema, devo aggiungere lealmente una confessione: non credo al peccato della carne, non riesco a convincermi che un uomo e una donna, liberi da legami liberamente contratti, abbracciandosi sullo stesso letto compiano del male. Ho attraversato, in alcune città dell'Europa, i giardini pubblici verso il tramonto; la voluttà lasciava dappertutto le sue strisce luccicanti, ma per trovare l'oscenità bisogna cercarla, non più nei volti giovani appoggiati sull'erba, bensì nella faccia corrugata di qualche moralista, che invocava, da tutte le sue rughe contratte, la punizione e la vendetta. In quella faccia, un peccato sconcio, la menzogna, nel tentativo di spacciare invidia per collera sacra, dava, essa sì, una sensazione disgustosa del male.
— Vitaliano Brancati, Paolo il caldo, 1955 - cap. I

Marshall Herbert McLuhan

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Il 31 dicembre del 1980, muore a Toronto, Marshall Herbert McLuhan


Il medium è il messaggio. (Gli strumenti del comunicatore)
La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di canzoncine pubblicitarie, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo. (La sposa meccanica)
La nuova interdipendenza creata dall'elettronica ricrea il mondo ad immagine di un villaggio globale.

(La galassia Gutemberg)

Buonanotte del 30 dicembre 2015

Il fascino che una persona esercita su un’altra
non sta in ciò che mostra della sua personalità
nell’istante preciso dell’incontro
ma…
nella sintesi del suo intero essere,
che rilascia questa droga potente che
cattura l’immaginazione e genera il legame.

— Anaïs Nin

Frantisek Kupka

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Woman In Triangles (1909)

Tenda di perline.

Leggendo, provai quella che stava diventando una sensazione familiare: il mondo si ricombinava intorno a me mentre io metabolizzavo le parole comparse su un display a cristalli liquidi. Fra le notizie personali più importanti che avevo ricevuto negli ultimi anni, erano così tante quelle che mi erano arrivate via smartphone mentre ero in giro per la città che avrei potuto segnare su una mappa, rappresentare geograficamente, gli eventi principali, di fatto, dei miei primi anni dopo i trenta. Attaccare una puntina sul muro o piantare una bandiera su Google Maps in corrispondenza del Lincoln Center, dove, accanto alla fontana, avevo ricevuto la telefonata con cui Jon mi informava che, per chissà quale complesso di ragioni, un nostro amico si era sparato; cerchiare il Noguchi Museum di Long Island City, dove avevo letto il messaggio («Scusate l'e-mail cumulativa») inviato da una cugina stretta per descrivere le tragiche condizioni del suo bambino appena nato; mentre facevo la fila all…

Mario Carli

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Il 30 dicembre 1889 nasce a San Severo Mario Carli

Tra le labbra questa stella che si fa uccidere per amore, questo fiore che divora il suo stelo, in cerca dell'anima, irraggiungibile; questa fragilità di vestale che ha per Dio il fuoco: questa macchinetta che fabbrica sogni nuvolosi.

(Addio, mia sigaretta)

Buonanotte del 29 dicembre 2015

Può darsi che in futuro stando con me conoscerai dolori, guai, problemi ma, se vuoi, costruiamo insieme una vita complicata, ma più felice di qualsiasi vita solitaria.
— Kitchen, Banana Yoshimoto

Alice Pike Barney

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Marshlands at Sundown, 1908

Cercatore

Non posso dire di essere un sapiente. Fui un cercatore e ancora lo sono, ma non cerco più negli astri e nei libri: incomincio a udire gli insegnamenti che fervono nel mio sangue. La mia storia non è amena, non è dolce e armoniosa come le storie inventate, sa di stoltezza e confusione, di follia e sogno, come la vita di tutti gli uomini che non intendono più di mentire a se stessi. La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l'accenno di un sentiero. Nessun uomo è mai stato interamente lui stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo, chi sordamente, chi luminosamente, secondo le possibilità. Ognuno reca con sé, sino alla fine, residui della propria nascita, umori e gusci d'uovo d'un mondo primordiale. Certuni non diventano mai uomini, rimangono rane, lucertole, formiche. Taluno è uomo sopra e pesce sotto, ma ognuno è una rincorsa della natura verso l'uomo. Tutti noi abbiamo in comune le origini, le madri, tutti veniamo dallo stesso abisso; ma…

Francesco Pastonchi

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Il 29 dicembre del 1953, muore a Torino lo scrittore Francesco Pastonchi


Io camminavo in un ronzio di versi, andando verso la casa di Pascoli. Portavo con me in una tasca, per farmelo firmare dall'autore, l'esile quadernetto viola delle prime Myricae. Quei primi versi m'eran cari, s'erano inseriti nella mia adolescenza, più timidi, più teneri, men saporosi di quelli venuti poi, ma più freschi com'è di tutte le primizie.
(Ponti sul tempo)

Buonanotte del 28 dicembre 2015

La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ciò che desideriamo e ciò che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto.
— Arthur Schopenauer

Huey Crowley

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Archivi del Nord

Più invecchio anch'io, più mi accorgo che l'infanzia e la vecchiaia non solo si ricongiungono, ma sono i due stati più profondi che ci è dato vivere. In essi si rivela la vera essenza di un individuo, prima o dopo gli sforzi, le aspirazioni, le ambizioni della vita. Il viso liscio di Michel bambino e quello inciso al bulino di Michel vecchio si somigliano, ciò che non sempre accade con i visi intermedi della giovinezza e della maturità. Gli occhi del fanciullo e quelli del vecchio guardano con il tranquillo candore di chi non è ancora entrato nel ballo mascherato oppure ne è già uscito. E tutto l'intervallo sembra un vano tumulto, un'agitazione a vuoto, un inutile caos per il quale ci si chiede perché si è dovuto passare.
— Marguerite Yourcenar

Arnaldo Fusinato

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Il 28 dicembre del 1888, muore a Roma Arnaldo Fusinato


Venezia! L'ultima ora è venuta; illustre martire, tu sei perduta ... Il morbo infuria, il pan ti manca, sul ponte sventola bandiera bianca!
Ma il vento sibila ma l'ombra è scura, ma tutta in tenebre è la natura: le corde stridono, la voce manca ... sul ponte sventola bandiera bianca!
(L'ultima ora di Venezia)

Buonanotte del 27 dicembre 2015

Non ha senso aspettare il momento giusto perché non arriva mai. Quel momento non esiste. Forse la soluzione è avere un piccolo progetto ogni giorno.
— Marcella Serrano

Alexander Rodchenko

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Composition (Winning Red), 1918

testo

L'amore non è soltanto una relazione con una particolare persona: è un'attitudine, un orientamento di carattere che determina i rapporti di una persona col mondo, non verso un oggetto d'amore. Se una persona ama solo un'altra persona ed è indifferente nei confronti dei suoi simili, il suo non è amore, ma un attaccamento simbiotico. La maggior parte della gente crede che l'amore sia costituito dall'oggetto, non dalla facoltà di amare, ma l'amore è un'attività, un potere dell'anima.
Erich Fromm, L'arte di amare

Buonanotte del 26 dicembre 2015

Quanto più gli obiettivi sono specifici e quantificabili, tanto più abbiamo la responsabilità di raggiungerli. — Jinny S. Ditzler

Clare Kuo

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Boundaries

Karel Capek

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Il 26 dicembre del 1938, muore a Praga Karel Capek


I robot non sono uomini. Dal punto di vista meccanico, sono più perfetti di noi, hanno una straordinaria intelligenza razionale, ma sono privi di anima.
(R.U.R.)

Buonanotte del 25 dicembre 2015

Tutto dipende da come noi guardiamo le cose,
e non da come le cose sono di per se stesse.

— Carl Gustav Jung

Patricia Oblack

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Meetings Along the Edge

Nickname

Nessuna natura nega, nè nasconde nulla, neanche nelle notti nere. Neofita, navigando nella nanosfera naufragai nel nome novalis. Nome noto, narrato, non necessariamente nefasto, nè nervoso, neanche negativo. Novalis nome non natio, nick name nato nelle nebulose notti novembrine. Nascosto nella narcotica nazione, nettamente nauseato, nitidamente nuance, narro nenie, noie, note, necessariamente naturali.

Ryan Wiese

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Happiness

Critica della ragion pratica

Due cose riempiono l'animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me. Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente sup­porle come se fossero avvolte nell'oscurità, o fossero nel trascendente, fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza. La prima comincia dal posto che io occupo nel mondo sensibile esterno, ed estende la connessione in cui mi trovo, a una grandezza interminabile, con mondi e mondi, e sistemi di sistemi; e poi ancora ai tempi illimi­tati del loro movimento periodico, del loro principio e della loro durata. La seconda comincia dal mio io invisi­bile, dalla mia personalità, e mi rappresenta in un mondo che ha la vera infinitezza, ma che solo l'intelletto può penetrare, e con cui (ma perciò anche in pari tempo con tutti quei mondi visibili) i…

Buonanotte del 23 dicembre 2015

Conta quello che si fa,
non che si dice.

— Cesare Pavese

Chris Langstroth

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Fanciulli tutta la vita

E perché l'andamento e le usanze e gli avvenimenti e i luoghi di questa mia vita sono ancora infantili, io tengo afferrati con ambe le mani questi ultimi avanzi e queste ombre di quel benedetto e beato tempo, dov'io sperava e sognava la felicità, e sperando e sognando la godeva, ed è passato né tornerà mai più, certo mai più; vedendo con eccessivo terrore che insieme colla fanciullezza è finito il mondo e la vita per me e per tutti quelli che pensano e sentono; sicché non vivono fino alla morte se non quei molti che restano fanciulli tutta la vita.
— Giacomo Leopardi, da una lettera a Pietro Giordani, 17 dicembre 1819

Giovanni Berchet

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Il 23 dicembre 1783, nasce a Milano Giovanni Berchet (muore a Torino il 23 dicembre 1851)


Su, figli d'Italia! su, in armi! coraggio! Il suolo qui è nostro: del nostro retaggio il turpe mercato finisce pei re. Un popol diviso per sette destini, in sette spezzato da sette confini, si fonde in uno solo, più servo non è.
Su, Ialia! su, in armi! Venuto è il tuo dì! Dei re congiurati la tresca finì!
(All'armi! All'armi)

Buonanotte del 22 dicembre 2015

Il cammino è la meta.

— Confucio

Vincent Cherib

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Untitle

Le anime morte

Felice lo scrittore, il quale, lasciando da parte i caratteri noiosi ed antipatici che lo hanno colpito per il loro banale, triste realismo, si dedica alla descrizione di quelli che rivelano l'alta dignità dell'uomo, e felice colui che dall'immenso turbine delle immagini ogni giorno ricorrenti, ne sceglie solo pochissime ed elette; felice lo scrittore che non ha mai tradito l'elevato tono della propria ispirazione, non si è abbassato dalla sua altezza al livello dei poveri confratelli mortali, si è tutto immerso nelle proprie immagini idealizzate, senza mai toccare la terra, da cui queste sono tanto lontane. Doppiamente invidiabile è la sua splendida sorte: sta in mezzo alle sue splendide creature come nella propria famiglia, e alte e lontane si diffondono le sue parole. Ha offuscato gli occhi degli uomini con fumi inebrianti, li ha meravigliosamente lusingati, celando le tristezze della vita e mostrando loro bellissimo l'uomo. Tutti, applaudendo, lo seguono e cor…

Filippo Tommaso Marinetti

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Il 22 dicembre 1876 nasce ad Alessandria d'Egitto Filippo Tommaso Marinetti

E' dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il Futurismo, perchè vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologi, di ciceroni e d'antiquarii.

(Manifesto tecnico della Letteratura futurista, 11.5.1912)

Buonanotte del 21 dicembre 2015

Ci si preoccupa tanto delle vittime dell’Ebola, poco di quelle dell’ignoranza.

— Microsatira

Sebastian Baumer

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Serie: Rainbow Ride

Cuore di tenebra

Che buffonata la vita: questa misteriosa combinazione di logica impietosa per un futile scopo. Tutto quello che ci si può aspettare, è una qualche conoscenza di se stessi - che viene troppo tardi - e un mucchio di inestinguibili rimpianti. Ho lottato con la morte. È il combattimento meno eccitante che si possa immaginare. Si svolge in un grigiore impalpabile, con niente sotto i piedi, niente intorno, senza testimoni, senza clamore, senza gloria, senza il gran desiderio di vincere, senza il gran timore della sconfitta, in una insalubre atmosfera di tiepido scetticismo, senza una ferma convinzione nel proprio diritto, e meno ancora in quello dell’avversario. Se è questa la forma suprema della saggezza, allora la vita è un enigma più grande di quanto alcuni di noi pensano che sia. Ero a un passo dalla mia ultima occasione di pronunciare una parola, e ho scoperto con umiliazione che probabilmente non avevo niente da dire.
— Joseph Conrad

Buonanotte del 20 dicembre 2015

Siamo soli. Tutto questo per scoprire che al mondo siamo soli. Quando viviamo, quando lottiamo, quando è finita. Siamo soli.
— Leo Ortolani

Matteo Massagrande

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Spiaggia.

Ideali

Ecco la difficoltà di questi tempi: gli ideali, i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’ intima bontà dell’uomo. Mi è impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria, della confusione. Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte il rombo l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità. Intanto debbo conservare intatti i miei ideali; verrà un tempo in cui forse saranno ancora attuabili.
— Anna Frank, Diario di Anna Frank

Carl Sagan

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Il 20 dicembre del 1996, muore a Seattle l'astronomo e autore di fantascienza Carl Sagan


Quella creatura che soppesava la domanda problematica, enigmatica che riguarda il suo futuro, si chiamò Uomo. Era un essere che apparteneva alle stelle e alle stelle voleva tornare.
(Contatto cosmico)

Buonanotte del 19 dicembre 2015

Ogni crisi è come una moneta: da una parte porta con sé il pericolo, dall’altra l’opportunità. Capovolgete la moneta. Non perdetevi l’opportunità di emergere da questa crisi più forti e più intelligenti: dei sopravvissuti migliori.
— Jeffrey J. Davis

Emil Nolde

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Roses - 1906.

Atlante di geografia umana

Tutto mi faceva male, e continuò a farmi male anche quando lo persi di vista. Due anni dopo mi laureai anch'io, mi allontanai senza rimpianto dall'università ma non lo dimenticai, il suo ricordo continuava a farmi male. Inevitabilmente l'immagine del suo volto, del suo corpo, di quella camicia rossa, di quelle scarpe marroni con le stringhe molto grosse si sovrapponeva automaticamente al di là della mia volontà alla camicia, alle scarpe, al volto e al corpo di tutti gli uomini che conoscevo, di quelli che vedevo per strada, di quelli che lavoravano al mio fianco, e di quelli che semplicemente erano in qualsiasi angolo del mondo. Non mi aspettavo di rivederlo più, ma per quanto me lo proponessi non riuscii nemmeno ad estirparmi dalla mente la fantasia di un incontro casuale, estremamente accidentale, un purissimo capriccio del destino, e a volte la sera a letto inventavo da sola la storia di quell'amore improbabile, e mi addormentavo mentre definivo minuziosamente i mi…

Jean Genet

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Il 19 dicembre del 1910 nasce a Parigi lo scrittore e drammaturgo francese Jean Genet


La solitudine non è una cosa acquisita, la conquisto, sono condotto a lei da una esigenza di bellezza. Voglio definirmi, delimitare i miei contorni, uscire dalla confusione, riordinarmi!

(Diario del ladro)

Buonanotte del 18 dicembre 2015

Se una pianta non può vivere secondo la propria natura, essa muore; e così un uomo. Non è desiderabile coltivare il rispetto per la legge tanto quanto quello per il giusto. Il solo obbligo che ho il diritto di assumermi è di fare sempre ciò che reputo giusto.
— Henry David Thoreau

Robert Gernhardt

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Bianco su bianco

Quando gonfio di pioggia
il grappolo dell’acacia,
candida di fioritura,
si curva a tal punto che l’accoglie
il piatto corimbo del sambuco,
non si sa, in tutto quel biancore,
chi pende e chi sorregge.
Tanto è chiaro: l’intrecciarsi
dei fiori bianchi è il puro
contrario di ogni dire,
interpretare o scrivere,
è pura evidenza. Nulla
da portar felici a casa,
bianco su bianco.

Carol Ordemann

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Il gabbiano

L'ho già detto, voglio pace, perché la mia anima è soltanto mia, perché devo morire domani o tra non molto, perché devo restituire a Dio questa maschera e il mio essere, perché ne ho abbastanza dell’ardente ignominia tra uomo e donna – dettata da interesse, egoismo e vanità – denominata «amore» da una mendace e imprecisa letteratura; adesso basta. Ora voglio pace, avete sentito, originali e duplicati? Ne ho abbastanza - adesso la musica straripa - della conoscenza della materia umana. In Oriente in casi come questi le persone spariscono di casa, e si ritirano sulle montagne. Un destino più profondo e indifferente di tutto ciò che un uomo possa costruire per se stesso un giorno accoglie nuovamente i saggi e gli umili. Ne ho abbastanza della carne che rabbrividisce e freme al contatto della musica e dell’amore, ne ho abbastanza del desiderio e dell’appagamento, ne ho abbastanza del fatto che la persona che amiamo possa morire, basta con l’infame contrattazione, il mercanteggiare de…

Sem Benelli

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Il 18 dicembre 1949 muore a Zoagli Sem Benelli

Mi sento più che moderno, mi sento anzi proteso nel futuro, quando esalto le genialità e lo spirito cordiale di cooperazione fra gli operai del Rinascimento, fra i quali fiorirono uomini che si chiamarono Donatello, Sandro Botticelli o Cellini.

(Schiavitù)

Buonanotte del 17 dicembre 2015

La musica ha una fondamentale componente spirituale.
Rende meno arida, meno egoista, meno violenta la società.

— Uto Ughi

Deborah Stewart

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Probabilmente

Probabilmente, potrei pensare piuttosto provocatoriamente, poter passare pian piano periodo pro popolo, però, poiché penso pateticamente parecchia popolazione, pare poco propensa politicamente, poter produrre presto problematiche pungenti, per persone povere, pensionati, puffi, potremmo plagiare potenti politici, proibendo poltrone parlamentari. Passeremo paturnie pesanti, però poco peneremo pianti perenni, produrremmo pace per patria, perdono pietà poveri piccoli presidenti, purgando pance piene pessime pastine. Presiedere precisi problemi, purtuttavia, pensando presenze perpetue può preservare piacevoli pensieri.

Pasquale Villari

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Il 17 dicembre 1917 muore a Firenze lo storico Pasquale Villari
Il male è contagioso come il bene, e l'oppressione, specialmente quella esercitata dalla camorra, corrompe l'oppresso e l'oppressore, e corrompe anche chi resta lungamente spettatore di questo stato di cose senza reagire con tutte le sue forze.
(Lettere meridionali, 1875)

Buonanotte del 16 dicembre 2015

La vita, insomma, è molto solida o molto instabile? Sono ossessionata da questa contraddizione. Dura da sempre, durerà sempre, affonda giù fino alle radici del mondo, quest’attimo in cui vivo. Ed è anche transitorio, fuggevole, diafano. Passerò come una nuvola sulle onde.
Da “Diario di una scrittrice” - Virgina Woolf

Richard Diebenkorn

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Berkeley, 46, 1955.

In un luogo

In un luogo dove non ho mai
viaggiato, gioiosamente oltre
ogni esperienza i tuoi occhi
hanno il loro silenzio:
nel tuo più fragile gesto
ci sono cose che mi includono,
o che io non posso toccare
perché sono troppo vicine
il tuo sguardo più leggero
facilmente mi schiude,
sebbene io abbia chiuso me stesso
come un pugno,
tu mi apri sempre
petalo per petalo
come la Primavera apre (toccando
sapientemente, misteriosamente)
la sua prima rosa
o se il tuo desiderio
è di chiudermi, io e
la mia vita ci chiuderemo
molto splendidamente,
improvvisamente,
come quando il fiore
di questo cuore immagina
la neve discendere amorosamente
dovunque
nulla che noi si percepisca
in questo mondo eguaglia
il potere della tua intensa
fragilità: la cui trama
mi sbaraglia con il colore
dei suoi paesi,
rendendo la morte e il sempre
a ogni respiro
(non so che cosa sia di te
che chiude e apre, solo
qualche cosa in me capisce che
la voce dei tuoi occhi
è più profonda di tutte le rose)
nessuno, nemmeno la pioggia,
ha così piccole mani.

Edward Estlin Cummings

Arthur C. Clarke

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Il 16 dicembre del 1917, nasce a Minehead Arthur C. Clarke


Dagli albori del tempo, grosso modo cento miliardi di uomini hanno camminato sul pianeta Terra. Orbene, è questo un numero interessante, in quanto, per una coincidenza bizzarra, esistono approssimativamente cento miliardi di stelle nel nostro universo locale, la Via lattea.

(2001: Odissea nello spazio)

Buonanotte del 15 dicembre 2015

Fintanto che ti preoccupi di quello che gli altri pensano di te, appartieni a loro.

— Neale Donald Walsch

Peder Severin Krøyer

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Sea at Skagen, 1888.

Alla ricerca del tempo perduto

Fra tutti i modi di produzione dell'amore, fra tutti gli agenti disseminatori del male sacro, certamente uno dei più efficaci è questo gran soffio di agitazione che a volte passa su di noi. Allora l'essere col quale in quel momento ci piace stare, il dado è tratto, sarà lui che ameremo. Non c'è neanche bisogno che finora ci sia piaciuto più di altri, e neppure altrettanto; bisogna solo che il nostro gusto per lui sia diventato esclusivo. E la condizione si è verificata quando — nel momento in cui è mancato — alla ricerca dei piaceri che ci dava il suo fascino si è sostituito improvvisamente in noi un bisogno ansioso, che ha per oggetto quel medesimo essere, un bisogno assurdo, che le le leggi di questo mondo rendono impossibile da soddisfare e difficile da guarire, il bisogno insensato e doloroso di possederlo.
— Marcel Proust

Buonanotte del 14 dicembre 2015

Voi lo sapete, amici, ed io lo so.
Anche i versi assomigliano alle bolle
di sapone: una sale e un’altra no.

— Umberto Saba

Alexander Calder

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“Tree” 1972.

I treni a vapore

Ah, la grande romantica magia dei treni a vapore, oggi solo presenti in qualche sagra rievocatoria. La letteratura dell’Ottocento ne è piena, come fosse la locomotiva la macchina del futuro, una forza meccanica incredibile, ferro carbone e fuoco, stantuffi e ruote a mangiarsi le rotaie e le distanze, lucidi macchinisti e neri e sudati fuochisti, la prova della volontà e dello spirito dell’uomo che soverchia la materia. …”Ansimando fuggia la vaporiera / mentr’io così piangeva entro il mio cuore; / e di poliedri una leggiadra schiera / annitrendo correa lieta al rumore” Giosuè Carducci. Percorrendo in treno la Maremma toscana il poeta allude al canto del bolide che corre sulla rotaia, lo sbuffo del vapore, il fischio della sirena ogni tanto ad accompagnare l’alto sfuggente pennacchio di fumo. Nella realtà le cose erano un po’ diverse. Sulla ferrovia Porrettana (la prima transappenninica), costruita nella seconda metà dell’ottocento con arditissime soluzioni ingegneristiche (il dislivel…

Buonanotte del 13 dicembre 2015

Dare un significato alla vita può sortire follia,
ma la vita senza significato è la tortura
dell’irrequietezza e del desiderio vago,
è una nave che anela al mare eppure lo teme.

— Edgar Lee Masters

Gustave Courbet

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The Calm Sea(Detail) - 1869 - French 1819-1877

Walden ovvero Vita nei boschi

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici […].
— Henry David Thoreau

Buonanotte del 12 dicembre 2015

Non c’è presa di coscienza senza sofferenza. In tutto il mondo la gente arriva ai limiti dell’assurdo per evitare di confrontarsi con la propria anima.
— Carl Gustav Jung

Victor Qvistorff

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Sailors on a Calm Sea - 1929 - Danish 1883-1953

Achille piè veloce

Cosa succede alle persone cosiddette normali quando incontrano di colpo un matto che urla, o le investe di un delirio incomprensibile? Quando vedono qualcuno crollato a terra, o inchiodato da uno spasmo sui gradini di una chiesa? Dopo l'incontro restano immobili, con un'espressione di disagio, di paura o di stordimento. Ma il loro volto è cambiato, è come se fossero state fotografate da una luce accecante, scuotono la testa, parlano da sole, per un attimo anche la loro normalità sembra incrinata. Cos'hanno visto nel lampo di quella luce, quale paesaggio, quale specchio, quale verità insostenibile che dimenticheranno subito dopo, ma la cui immagine resterà per sempre, in qualche recesso buio del loro cuore, nella biblioteca in fiamme della loro vita?
— Stefano Benni

Pietro Verri

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Il 12 dicembre 1728, nasce a Milano Pietro Verri
Sul vostro vestito non è possibile che vi dia alcun consiglio, giacchè la moda cangia ogni anno. Egli è certo che l'abito, che mentre vi scrivo, cioè nel 1777, è usato, e trovato elegante, sarà trovato ridicolo e mostruoso quando potrete leggere questi miei ricordi.

(Ricordi a mia figlia)

Buonanotte del 11 dicembre 2015

Le orecchie. Amano le fessure delle porte, le finestre aperte, l’erba alta e le palizzate sottili.
— Umoresche, Anton Čechov

Dale Witherow

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Trees of Life

Federico

Federico ebbe un presentimento della sua morte. Una volta che tornava da una tournée teatrale mi chiamò per raccontarmi un fatto molto strano. Insieme agli artisti de La Barraca era arrivato ad un lontanissimo villaggio della Castiglia e con la troupe si era accampato nei dintorni. Agitato dalle preoccupazioni del viaggio, Federico non dormiva. All’alba si alzò e si mise a vagare da solo per i dintorni. Faceva freddo, quel freddo di coltello che la Castiglia riserva al viaggiatore, all’intruso. La nebbia si scioglieva in cumuli bianchi e trasformava tutto con la sua dimensione fantasmagorica. Una gran cancellata di ferro arrugginito. Statue e colonne spezzate, cadute fra le foglie morte. Si fermò sulla porta di una vecchia proprietà. Era la porta d’accesso al vasto parco d’una tenuta feudale. L’abbandono, l’ora e il freddo, rendevano la solitudine più penetrante. Federico si sentì improvvisamente accasciato per ciò che sarebbe potuto capitare in un’alba come quella, per qualcosa di c…

Alfred de Musset

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L' 11 dicembre del 1810, nasce a Parigi lo scrittore francese Alfred de Musset


La baciai con tale trasporto che credetti di sentire il mio cuore spezzarsi. "Andiamo, andiamo!", gridai al postiglione. Ci gettammo fra le braccia l'uno dell'altra e i cavalli partirono al galoppo.
(La confessione di un figlio del secolo)

Buonanotte del 10 dicembre 2015

Quando venni al mondo diventai l’angolo visibile di una mappa ripiegata. La mappa ha più di una strada. Più di una destinazione. La mappa, l’io che si dispiega, non ti mostra un itinerario preciso. La freccia che dice Tu sei qui è la tua prima coordinata. Sono tante le cose che non puoi cambiare quando sei un bambino. Ma puoi fare i bagagli e metterti in viaggio…
— Jeanette Winterson

Renee Zangra

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New Hampshire

Canzone d'autunno

Oggi ho nel cuore
un vago tremolio di stelle
ma il mio sentiero si perde
nell’anima della nebbia.
La luce mi tronca le ali
e il dolore della mia tristezza
bagna i ricordi
alla fonte dell’idea.
Tutte le rose sono bianche,
bianche come la mia pena,
ma non sono rose bianche,
è scesa la neve su di loro.
Prima ebbero l’arcobaleno.
E nevica anche sulla mia anima.
La neve dell’anima ha fiocchi di baci e
scene calate nell’ombra o nella luce di chi le pensa.
La neve cade dalle rose,
ma quella dell’anima rimane,
e gli artigli del tempo
ne fanno un sudario.
La neve si scioglierà
quando verrà la morte?
O avremo altra neve
e altre rose più perfette?
Sarà con noi la pace
come c’insegna Cristo?
O forse il problema
non sarà mai risolto?
Ma se c’inganna l’amore?
Cosa sosterrà la nostra vita
se il crepuscolo ci affonda
nella vera scienza
del Bene che chi sa se esiste
e del Male che incombe alle spalle?
Se muore la speranza
e risorge la Babele,
quale torcia farà luce
sulle strade in Terra?
Se l’azzurro è un sogno
dove mai finirà l’innocenza…

Emily Elizabeth Dickinson

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Il 10 dicembre 1830, nasce ad Amherst Emily Elizabeth Dickinson
Per un istante d'estasi noi paghiamo in angoscia una misura esatta e trepidante proporzionata all'estasi. Per un'ora diletta compensi amari di anni, centesimi strappati con dolore, scrigni pieni di lacrime.

(Tutte le poesie)

Buonanotte del 9 dicembre 2015

Le parole non dette, alla lunga, soffocano l’anima

— Giuseppe Donadei

Simon Fairless

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“Field of Red”

Dormire

Domani desidererei dormire. Di domenica, dopo decenni, desisto dal dedicare dolci dimore dormite. Domandandomi dove devo difendere delicato destino dai danni del disturbo, distrattamente delineo drastici dati. Desolato dipano discorsi distorti, dandomi disinvolte decisioni. Da due dirompenti direzioni, dovrò disciogliere disperate deficienze: dipingere, danzare. Dimenticando dolciumi, donando dolcezze, distanziando denaro. Dialetticamente divampano dissolute disposizioni. Dopotutto diventeranno dissolvenze, dappertutto.

Buonanotte del 8 dicembre 2015

Io prometto di continuare a vivere come se mi aspettassi di vivere per sempre. Nessuno diventa vecchio vivendo semplicemente un certo numero di anni. La gente diventa vecchia quando abbandona i propri ideali. Gli anni possono corrugare la pelle, ma arrendersi corruga l’anima.
— D. Macarthur

Aleksey Savrasov

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Evening Migration of Birds, 1874

Nel mondo a venire

Non volevo tornare a casa senza trovarci mia madre e dover affrontare la strana rimozione di mio padre e lo smarrimento dei miei fratelli minori, davanti ai quali continuavo a cercare di comportarmi come se tutto ciò che stava succedendo fosse normale. Ma poi cominciò a montarmi – ricordo che la cosa mi sorprese – una grandissima rabbia, e dissi al controllore con una tale foga che si voltò a guardarmi, così come un paio di altre persone intorno a noi: Io su questo treno ci salgo. Probabilmente dovetti sembrargli un pazzo. Figliolo, mi dispiace ma non è possibile, disse il controllore dopo avermi squadrato, mi disse mio padre, dissi ad Alex, e forse fu il tono gentile con cui parlò, o il fatto che usò la parola «figliolo», ma di punto in bianco, senza neanche rendermene conto, scoppiai in lacrime lì al binario. Nel senso che persi proprio il controllo, lacrime, moccio e tutto, lì impalato e intirizzito dal freddo col completo addosso, forse ancora coi sali nel taschino, e tutta l'…

Herbert Spencer

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L' 8 dicembre del 1903, muore a Brighton Herbert Spencer


Il tempo: ciò che l'uomo è sempre intento a cercare d'ammazzare, ma che alla fine ammazza lui.
(Definizioni)

Buonanotte del 7 dicembre 2015

La notte delle piogge di calde lune ti dorme negli occhi: a questa quiete di cieli in rovina accade l’infanzia inesistente. Nei moti delle solitudini stellate, al rompere dei grani, alla volontà delle foglie, sarai urlo della mia sostanza.
— Salvatore Quasimodo

Mariano Fortuny

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Sea. Vesuvius in the background. 1874

Le braghe corte

Noi, da ragazzi, portavamo i pantaloni corti. Non erano corti al ginocchio, di una certa eleganza vittoriana, di un modello che si potrebbe quindi definire "all'inglese", intravisto in qualche film o illustrazione di libro, o portato da qualche fanciullo dei quartieri alti subito scomparso (fortunatamente per lui una fugace apparizione) prima che noi ragazzi normali ci rendessimo conto del suo stravagante vestire e infierissimo su di lui. No, i nostri pantaloni erano proprio corti corti, a mezza coscia, e non c'erano calzettoni al ginocchio a bilanciarne la scarsità della cute coperta, ma solo tragici calzini al malleolo. I nostri pantaloni (sarà stata moda, usanza, mancanza di stoffa nel povero dopoguerra) erano insomma tragicamente corti. D'estate, questo, andava anche bene, il pantalone corto rendeva più agile il deambulare, più sciolto il movimento, tantochè ancor oggi puoi vedere, nella bella stagione, anziani signori presentarsi in braga corta, o curiosi b…

Buonanotte del 6 dicembre 2015

L’italiano è un tentativo della natura di smitizzare se stessa. Prendete il Polo Nord: è abbastanza serio, preso in sé. Un italiano al Polo Nord vi aggiunge subito qualcosa di comico, che prima non ci aveva colpito.
— Ennio Flaiano, La solitudine del satiro

Gayle Bard

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Muse

Mentre misteriosamente mescolo memorie musicali, massaggi, magoni, melanconie, manovrano mia mente.
Meravigliosi magazzini manipolano maldestramente minuscoli mondi.
Mormorando magicamente mutamenti, mancanze, minuzie.
Malcelati modesti meriti, marginalmente, mi mangiucco mani, mannaggia... musetti malandrini. Mentalmente migliorato, mentre mattone... macigni, macerano metodicamente.
Massime mormorate maniera matura, mare-magnum meditativo. Morbidi messaggi migliorano morale magnifica miniera: medicine, minestre, maglioni, maschere, marmocchi, mongolfiere, macchinine.
Materne maschere!

Buonanotte del 5 dicembre 2015

Una volta che la mente di un uomo si è espansa grazie a una nuova idea, non tornerà mai più alle sue dimensioni originarie.
— Oliver Holmes

Leon Dabo

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Silver Light Hudson River 1911

Che cos’è il contemporaneo?

Appartiene veramente al suo tempo, è veramente contemporaneo colui che non coincide perfettamente con esso né si adegua alle sue pretese ed è perciò, in questo senso, inattuale; ma, proprio per questo, proprio attraverso questo scarto e questo anacronismo, egli è capace più degli altri di percepire e afferrare il suo tempo. Coloro che coincidono troppo pienamente con l’epoca, che combaciano in ogni punto perfettamente con essa, non sono contemporanei perché, proprio per questo, non riescono a vederla, non possono tenere fisso lo sguardo su di essa.
Contemporaneo è colui che tiene fisso lo sguardo nel suo tempo, per percepirne non le luci, ma il buio. Tutti i tempi sono, per chi ne esperisce la contemporaneità, oscuri. Contemporaneo è, appunto, colui che sa vedere questa oscurità, che è in grado di scrivere intingendo la penna nella tenebra del presente.
Contemporaneo è colui che percepisce il buio del suo tempo come qualcosa che lo riguarda e non cessa di interpellarlo, qualcosa che,…

Gerschom Scholem

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Il 5 dicembre 1897, nasce a Berlino Gerschom Scholem
A nessuno di noi sarebbe mai venuto in mente di rinnegare la storia del nostro popolo, quando era stato riconosciuto o riscoperto come popolo. L'avevamo nelle ossa, quale che fosse la meta concreta che ci prefiggevamo.

(Da Berlino a Gerusalemme)

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