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Nebbia

Qui il traffico oscilla sospeso alla luce dei semafori quieti. Io vengo in parte ove s’infolta la città e un fiato d’alti forni la trafuga. Chiedo al cuore una voce, mi sovrasta un assiduo rumore di fabbriche fonde, di magli. E il tempo piega all’inverno. Io batto le strade che ai giorni delle volpi gentili autunno di feltri verdi fioriva, i viali celesti al dopopioggia. Al segno di luce si libera il passo e indugia l’anno, su queste contrade. S’illumina a uno svolto un effimero sole, un cespo di mimose nella bianchissima nebbia. Vittorio Sereni

La malattia dell’olmo

Se ti importa che ancora sia estate eccoti in riva al fiume l’albero squamarsi delle foglie più deboli: roseogialli petali di fiori sconosciuti – e a futura memoria i sempreverdi immobili. Ma più importa che la gente cammini in allegria che corra al fiume la città e un gabbiano avventuratosi sin qua si sfogli in un lampo di candore. Guidami tu, stella variabile, finché puoi… – e il giorno fonde le rive in miele e oro le rifonde in un buio oleoso fino al pullulare delle luci. Scocca da quel formicolio un atomo ronzante, a colpo sicuro mi centra dove più punge e brucia. Vienmi vicino, parlami, tenerezza, – dico voltandomi a una vita fino a ieri a me prossima oggi così lontana – scaccia da me questo spino molesto, la memoria: non si sfama mai. È fatto – mormora in risposta nell’ultimo chiaro quell’ombra – adesso dormi, riposa. Mi hai tolto l’aculeo, non il suo fuoco – sospiro abbandonandomi a lei in sogno con lei precipitando già. — Vittorio Sereni

Vittorio Sereni

Ancora sulla strada di Zenna da "Gli Strumenti Umani" Perché quelle piante turbate m'inteneriscono? Forse perché ridicono che il verde si rinnova a ogni primavera, ma non rifiorisce la gioia? Ma non è questa volta un mio lamento e non è primavera, è un'estate, l'estate dei miei anni. Sotto i miei occhi portata dalla corsa la costa va formandosi immutata da sempre e non la muta il mio rumore né, più fondo, quel repentino vento che la turba e alla prossima svolta, forse finirà. E io potrò per ciò che muta disperarmi portare attorno il capo bruciante di dolore. Ma l'opaca trafila delle cose che là dietro indovino: la carrucola nel pozzo, la spola della teleferica nei boschi, i minimi atti, i poveri strumenti umani avvinti alla catena della necessità, la lenza buttata a vuoto nei secoli, le scarse vite, che all'occhio di chi torna e trova che nulla nulla è veramente mutato si ripetono identiche, quelle agitate braccia che presto ricadranno, quelle inutilmente ...

Appuntamento a ora insolita

La città -mi dico- dove l’ombra quasi più deliziosa è della luce come sfavilla tutta nuova al mattino…. “……asciuga il temporale di stanotte” – ride la mia gioia tornata accanto a me dopo un breve distacco. “Asciuga al sole le sue contraddizioni” – torvo, già sul punto di cedere, ribatto. Ma la forma l’immagine il sembiante -d’angelo avrei detto in altri tempi- risorto accanto a me nella vetrina: “caro -mi dileggia apertamente- caro, con quella faccia di vacanza. E pensi alla città socialista?”. Ha vinto. E già mi sciolgo: “Non arriverò a vederla” le rispondo. (Non saremo più insieme dovrei dire.) “Ma è giusto, fai bene a non badarmi se dico queste cose, se le dico per odio di qualcuno o rabbia per qualcosa. Ma credi all’altra cosa che si fa strada in me di tanto in tanto che in sé le altre include e le fa splendide, rara come questa mattina di settembre….. giusto di te fra me e me parlavo: della gioia.” Mi prende sottobraccio. “Non è vero che è rara, -mi cor...

Buonanotte del 7 novembre 2015

Nemmeno io volevo questo che volevo ben altro. Si fanno versi per scrollare un peso e passare al seguente. Ma c’è sempre qualche peso di troppo, non c’è mai alcun verso che basti se domani tu stesso te ne scordi. — Vittorio Sereni, da I versi

Vittorio Sereni

Il 10 febbraio del 1983, muore a Milano, Vittorio Sereni Esiste poi, o almeno è esistito per me, un momento ulteriore nel quale non si traduce più, semplicemente, un testo, bensì si traduce l'eco, la ripercussione che quel testo ha avuto in noi. [...] Tra le traduzioni in cui mi sono impegnato molte se non tutte hanno corrisposto a precisi momenti della mia esistenza, li hanno accompagnati come può farlo un motivo musicale, abbastanza perchè il mio ricordo ne porti il tono, l'accento e il colore. (Il musicante di Saint-Merry, Premio Bagutta 1982)

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