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George Orwell

Sono un mostro. Uno che nasconde la propria personalità. Che nasconde se stesso agli occhi del mondo. Specie il mondo più vicino, fatto di persone care e amici. No amici no, non ne ho a dire il vero. Nessuno conosce chi sono realmente e quando io stesso penso cosa sono diventato, mi spavento. Un alieno ma più simile ad Alien che a ET. Un Alien perennemente in incubazione che non diventerà mai l'assassino supremo della fantascienza ma che la morte la tiene celata dentro, sempre pronta ad esplodere anche se non esplode mai. Però è lì, dentro una mente aliena. Mi camuffo da quello che non sono. Lascio che tutti vedano quello che io voglio che vedano. Un decerebrato. Un errore biologico. Un'intelligenza inferiore. Nessun pensiero alto. Devono pensare, essere certi che io sia così, stupido e inutile. Quello che quando parla non viene mai ascoltato, sia perché parla a bassa voce che per le idiozie che espone. Resto nascosto dietro un paravento di ipocrisia, insensibilità e noia. Mi p...

FramMenti

Schiavi di un sistema che prima ti spremeva per mezza vita, poi ti mandava in pensione a prendere fiato prima di morire. Adesso tra la schiavitù e la morte il tempo di prendere fiato si è azzerato. Quando altri schiavi, più schiavi di noi, schiavi della morte, della fame, delle malattie e della miseria, bussano alle nostre porte, ce la prendiamo con loro. Non sia mai che ci portino via qualche briciola della nostra schiavitù privilegiata. E quelli che ci mantengono in questa condizione di schiavitù di prima scelta e i loro servi, continuano a prosperare, supportati dal nostro inutile odio, dalla nostra ignoranza e dalle nostre paure. Fino a quando non rivolgeremo contro costoro il nostro odio, non potremo fare altro che diventare più brutti, sporchi e cattivi. E poveri. Ecco, adesso posso andare al bar a prendere un caffè.  Gianni SoLa - SoLa.Zione Finale

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