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Pietà Per La Nazione

Pietà per la nazione i cui uomini sono pecore e i cui pastori sono guide cattive Pietà per la nazione i cui leader sono bugiardi i cui saggi sono messi a tacere Pietà per la nazione che non alza la propria voce tranne che per lodare i conquistatori e acclamare i prepotenti come eroi e che aspira a comandare il mondo con la forza e la tortura Pietà per la nazione che non conosce nessun'altra lingua se non la propria nessun'altra cultura se non la propria Pietà per la nazione il cui fiato è danaro e che dorme il sonno di quelli con la pancia troppo piena Pietà per la nazione – oh, pietà per gli uomini che permettono che i propri diritti vengano erosi e le proprie libertà spazzate via Patria mia, lacrime di te dolce terra di libertà! Lawrence Ferlinghetti - Pietà Per La Nazione (alla maniera di Khalil Gibran)

Buonanotte del 13 gennaio 2016

Date alla vostra poesia ali per volare sulle cime degli alberi. Evitate la provincia, mirate all’universo. Cercate di raggiungere l’irraggiungibile. Resistete molto, obbedite meno. — Lawrence Ferlinghetti

La poesia

La poesia è la notizia dalle frontiere della coscienza. La poesia è quello che invocheremmo svegliandoci in una selva oscura nel mezzo del cammin di nostra vita. Una poesia è uno specchio che cammina lungo una strada alta piena di piaceri visivi. La poesia è la foglia metallica agitata dall’immaginazione, dovrebbe splendere all’esterno e quasi accecarti, è il sole trascorrente nelle maglie del mattino, è notti in bianco e bocche di desiderio, è fatta di aloni che si dissolvono negli oceani del suono, è la lingua di strada di angeli e diavoli, è un divano di cantori ciechi che hanno messo via i bastoni da passeggio. Una poesia dovrebbe innalzarsi all’estasi da qualche parte fra discorso e canto. Una poesia deve cantare e volare via con te oppure è un’anatra morta con un’anima di prosa. La poesia è l’anarchia dei sensi che dà senso. La poesia è tutte le cose nate con ali che cantano. Come un vaso di rose una poesia non dovrebbe essere spiegata. La poesia è una voce di dissenso contro lo...

Il fiammifero

Ancora stelle bizzarre guizzano velocissime esplodono, ribelli erranti perfino qui nello schema perfetto di qualche utopia passando velocissime strappando la ragnatela d’argento, come nel palmo di una mano lo schema perfetto della linea della vita del cuore e della testa attraversata all’improvviso da una cataclismica lacrima, eppure non tutte separate non tutte perse nell’oscurità tutte tenute ancora insieme in qualche centro immobile perfino ora nell’alba quasi incendiaria mentre ancora un’altra ribelle che brucia intensamente sfrega il suo fiammifero sulla nostra notte. Lawrence Ferlinghetti

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