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Buonanotte del 3 aprile 2020

Non vorrei che le pagine precedenti sembrassero una resa nei confronti dell’ignoto o un depotenziamento della capacità della scienza di comprendere la realtà. È esattamente il contrario. La consapevolezza dei propri limiti è uno dei tratti che definiscono e rendono efficace il metodo scientifico e, semmai, ci aiuta a non cadere vittima della confusione, a rimanere lucidi di fronte all’incertezza. Dire «non so» è, in molti casi, l’unica cosa sensata da dire, ed è comunque sempre preferibile a una posizione non basata sull’evidenza. — (Amedeo Balbi, L’ultimo orizzonte. Cosa sappiamo dell’Universo; UTET, 2019)

Cielo stellato

Non conosco nessuno che non trovi affascinante ed emozionante la visione del cielo stellato. Anche la persona più pratica e disincantata, se messa nelle giuste condizioni (una notte limpida, in un posto lontano da luci artificiali), alzerà istintivamente lo sguardo verso la volta celeste e si sentirà attraversata da una corrente di sensazioni e pensieri: stupore, ammirazione, senso di limitatezza di fronte all’immensità dell’universo, interrogativi sull’origine di tutto. Passato il momento lirico, alcuni torneranno probabilmente ad essere le persone aride di sempre. Ma per altri, la visione del cielo stellato può essere davvero un’esperienza che cambia la vita. Fate la prova. La prossima volta che non saprete come trascorrere il tempo libero, in una notte serena, andatevene lontano dalla città e, semplicemente, guardate il cielo. Amedeo Balbi

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