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FramMenti

 È nel rapporto con gli altri che si prende coscienza di sé: ed è proprio questo a rendere insopportabile il rapporto con gli altri.   M. Houellebecq

Serotonina

Ci sono determinate zone della psiche umana che restano pressoché ignote, perché sono state poco esplorate, perché fortunatamente poche persone si sono trovate nella situazione di doverlo fare, e di solito a chiunque l’abbia fatto è rimasta troppo poca ragione per poterne dare una descrizione accettabile. Tali zone possono essere avvicinate solo tramite l’uso di formule paradossali e perfino assurde, tra le quali l’espressione sperare contro ogni speranza è l’unica che riesca davvero a farmi venire in mente. Non è come la notte, è molto peggio; e ho la sensazione, pur senza aver vissuto personalmente quest’esperienza, che anche quando si sprofonda nella vera notte, nella notte polare, quella che dura sei mesi di seguito, persista il concetto o il ricordo del sole. Io ero entrato in una notte senza fine, eppure persisteva, nella parte più profonda di me persisteva qualcosa, molto meno di una speranza, diciamo un’incertezza. — Michel Houellebecq - Serotonina -Traduzione di Vincenz...

Buonanotte del 9 aprile 2020

Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi. Michel Houellebecq, da Piattaforma nel centro del mondo

Buonanotte del 11 maggio 2019

…è del tutto inutile, mi dicevo, cercare di far qualcosa per la vita delle persone, né l’amicizia né la compassione né la psicologia né la comprensione delle situazioni hanno la minima utilità, le persone costruiscono esse stesse il meccanismo della propria infelicità, caricano al massimo la molla e poi il meccanismo continua a girare, ineluttabilmente, con qualche intoppo, qualche rallentamento se s’intromette la malattia, ma continua a girare fino alla fine, fino all’ultimo secondo. — Serotonina - Michel Houellebecq

Buonanotte del 24 febbraio 2019

In sostanza, non si fanno più figli e non si crede più in niente. La religione è diventata da retrogradi, quando invece “è l’unica cosa […] in grado di cambiare il comportamento di un essere umano”. — M. Houellebecq intervistato dal Foglio

Buonanotte del 1 maggio 2018

La nostalgia non è un sentimento estetico, e non è neanche legata al ricordo di una felicità, si ha nostalgia di un luogo per il semplice fatto di averci vissuto, poco importa se bene o male, il passato è sempre bello, e in effetti anche il futuro, a far male è solo il presente, che portiamo con noi come un ascesso di sofferenza che ci accompagna tra due infiniti di quieta felicità. Michel Houellebecq

La possibilità di un’isola

Nessun soggetto è trattato più dell’amore, nei racconti di vita umani come nel corpus letterario che ci hanno lasciato. Vengono affrontati l’amore omosessuale come quello eterosessuale, senza che si sia potuta rilevare finora una differenza significativa; nessun soggetto è stato pure così discusso, così dibattuto, soprattutto durante il periodo finale della storia umana, in cui le oscillazioni ciclotimiche riguardanti la credenza nell’amore divennero costanti e vertiginose. Nessun soggetto sembra insomma aver ossessionato tanto gli uomini; persino il denaro nei racconti di vita umani, persino le soddisfazioni della lotta e della gloria, in confronto, perdono di potenza drammatica. Per gli esseri umani del periodo estremol’amore sembra essere stato l’acme e l’impossibile, il rimpianto e la grazia, il punto focale in cui potevano concentrarsi ogni sofferenza e ogni gioia. Michel Houellebecq

La carta e il territorio

La vita talvolta vi offre un’opportunità, pensò, ma quando si è troppo vigliacchi o troppo indecisi per coglierla, essa si riprende le sue carte; c’è un momento per fare le cose e per entrare in una felicità possibile, tale momento dura qualche giorno, talvolta qualche settimana o persino qualche mese ma si verifica solo una volta, soltanto una, e se in seguito si vuole ritornare sui propri passi è semplicemente impossibile, non c’è posto per l’entusiasmo, la convinzione e la fiducia, rimangono una rassegnazione dolce, una pietà reciproca e rattristata, la sensazione inutile e giusta che qualcosa avrebbe potuto esserci, che ci si è semplicemente mostrati indegni del dono che ci era stato fatto. Michel Houellebecq

Diffidare

È bene diffidare del romanzo; non bisogna lasciarsi intrappolare dalla storia; né dal tono, né dallo stile. Nello stesso modo, nella vita quotidiana, bisogna evitare di lasciarsi intrappolare dalla propria storia, o, più insidiosamente, dalla personalità che si immagina essere la propria. — Michel Houellebecq

Buonanotte del 29 giugno 2014

Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi. Michel Houellebecq

La possibilità di un’isola

Nessun soggetto è trattato più dell’amore, nei racconti di vita umani come nel corpus letterario che ci hanno lasciato. Vengono affrontati l’amore omosessuale come quello eterosessuale, senza che si sia potuta rilevare finora una differenza significativa; nessun soggetto è stato pure così discusso, così dibattuto, soprattutto durante il periodo finale della storia umana, in cui le oscillazioni ciclotimiche riguardanti la credenza nell’amore divennero costanti e vertiginose. Nessun soggetto sembra insomma aver ossessionato tanto gli uomini; persino il denaro nei racconti di vita umani, persino le soddisfazioni della lotta e della gloria, in confronto, perdono di potenza drammatica. Per gli esseri umani del periodo estremol’amore sembra essere stato l’acme e l’impossibile, il rimpianto e la grazia, il punto focale in cui potevano concentrarsi ogni sofferenza e ogni gioia. Michel Houellebecq

Il senso della lotta

Ho sempre avuto l’impressione che fossimo vicini, come due frutti usciti dallo stesso ramo. Il giorno si leva mentre ti scrivo, il tuono brontola dolcemente, la giornata sarà piovosa. Ti immagino mentre ti raddrizzi sul tuo letto. Questa angoscia che senti, io la sento allo stesso modo. La notte ci abbandona la luce delimita di nuovo le persone Le persone piccolissime. Steso sulla moquette osservo con rassegnazione l’alzarsi della luce. Vedo dei capelli sulla moquette, questi capelli non sono tuoi. Un insetto solitario scala i fili di lana. La mia testa ricade, si solleva, ho voglia di chiudere veramente gli occhi. Non dormo da tre giorni, non lavoro da tre mesi, penso a te. Michel Houellebecq

Buongiorno del 23 maggio 2012

La gioia è un’emozione intensa e profonda, un sentimento di pienezza esaltante avvertito dall’intera coscienza; è prossima all’ebbrezza, al rapimento, all’estasi. Michel Houellebecq

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