Ivan Fedeli
Non è... Non è tempo di scrivere e io non ho che il solco della penna e sotto il foglio. Un inchiostro facile, un dire fragile tra voci che confondono, che vanno. E questo è un anno che trattiene i giorni li lega al calendario. I volti stanno lì, per caso. Ci chiedono un appiglio, lo scompiglio di un’altra primavera. Quasi non ci fossero, come se svanissero. Sistemali per poco qui, con le parole. In qualche stanza chiusa, in una nuova sera. Una nicchia, e poi fermarli, e poi imparare a dirli, a riconoscerli dagli occhi almeno. Tu, punto a capo senza corpo. Tu rimedio dell’assenza, poesia.