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Visualizzazione dei post da Marzo, 2019

Buonanotte del 31 marzo 2019

In un mondo in cui le promesse non hanno valore, in cui si promette solo per poi non mantenere, non sarebbe male veder rinascere il potere della parola.
Chuck Palahniuk, Ninna nanna

Buonanotte del 30 marzo 2019

Quanto più s’allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini la cui compagnia ci è gradita.
Ludwig Feuerbach

Charles Baudelaire

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Musica

Spesso la Musica mi porta via come fa il mare.
Sotto una volta di bruma o in un vasto etere
metto vela verso la mia pallida stella.
Petto in avanti e polmoni gonfi
come vela scalo la cresta
dei flutti accavallati
che la notte mi nasconde;
sento vibrare in me tutte le passioni
d’un vascello che dolora,
il vento gagliardo, la tempesta
e i suoi moti convulsi
sull’immenso abisso mi cullano.
Altre volte, piatta bonaccia,
grande specchio della mia disperazione!

Buonanotte del 29 marzo 2019

Le persone sensibili sono parecchio vulnerabili; e più sei vulnerabile, più verrai brutalizzato, e che ti coprirai di cicatrici. Rischi di non evolvere mai, di non permetterti di sentire più nulla, perchè hai sempre sentito troppo.
Marlon Brandon intervistato da Truman Capote, 1957 Kyoto, Giappone

Solitudine

«No, nessuno comprende gli altri, checché si pensi, checché si dica, checché si tenti. La terra sa forse che cosa avviene nelle stelle gettate lassù? Ebbene, non maggiormente l'uomo sa quello che avviene in un altro uomo. Noi siamo lontani uno dall'altro più di quegli astri, siamo soprattutto isolati, perché il pensiero è insondabile. Conosci qualcosa di più spaventoso di questo sfiorare essere che non possiamo penetrare? Ci amiamo l'un l'altro come se, incatenati vicinissimi, tendessimo le braccia senza riuscire a congiungerci. Ci travaglia un torturante bisogno d'unione, ma tutti i nostri sforzi rimangono sterili, i nostri abbandoni inutili, le nostre confidenze infruttuose, i nostri amplessi impotenti, le nostre carezze vane. Quando vogliamo compenetrarci, gli slanci dell'uno verso l'altro non fanno che urtarci l'uno contro l'altro. E io ho un bel volere donarmi interamente, aprire tutte le porte della mia anima: ma non riesco ad abbandonarmi. C…

Buonanotte del 28 marzo 2019

Vogliamo eliminare le armi? Bene: non perdiamoci a discutere sul fatto che chiudere le fabbriche di fucili, di munizioni, di mine anti-uomo o di bombe atomiche creerà dei disoccupati. Prima risolviamo la questione morale. Quella economica l'affronteremo dopo. O vogliamo, prima ancora di provare, arrenderci al fatto che l'economia determina tutto, che ci interessa solo quel che ci è utile?
Lettere contro la guerra - Tiziano Terzani

Oltre il confine

Quindi tutto è necessario. Ogni minimo particolare. E questa in fondo è la lezione. Non si può fare a meno di nulla. Nulla può venire disprezzato. Perché, vedi, non sappiamo ove stanno i fili, i collegamenti. Il modo in cui è fatto il mondo. Non abbiamo modo di sapere quali sono le cose di cui possiamo fare a meno. Ciò che può venire omesso. Non abbiamo modo di sapere cosa può stare in piedi e che cosa può cadere. E quei fili che ci sono ignoti fanno naturalmente anch’essi parte della storia e la storia non ha dimora né luogo d’essere se non nel racconto, è lì che vive e quindi non possiamo mai aver finito di raccontare. Non c’è mai fine al raccontare.
— Cormac McCarthy

Buonanotte del 27 marzo 2019

Ammiro chi resiste, chi ha fatto del verbo resistere carne, sudore, sangue e ha dimostrato senza grandi gesti che è possibile vivere, e vivere in piedi anche nei momenti peggiori…
Luis Sepúlveda

Scrivere un curriculum

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Che cos'è necessario?
E' necessario scrivere una domanda,
e alla domanda allegare il curriculum.

A prescindere da quanto si è vissuto
il curriculum dovrebbe essere breve.

E' d'obbligo concisione e selezione dei fatti.
Cambiare paesaggi in indirizzi
e malcerti ricordi in date fisse.

Di tutti gli amori basta quello coniugale,
e dei bambini solo quelli nati.

Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero.
L'appartenenza a un che, ma senza perché.
Onorificenze senza motivazione.

Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

Sorvola su cani, gatti e uccelli,
cianfrusaglie del passato, amici e sogni.

Meglio il prezzo che il valore
e il titolo che il contenuto.
Meglio il numero di scarpa, che non dove va
colui per cui ti scambiano.

Aggiungi una foto con l'orecchio in vista.
E' la sua forma che conta, non cio' che sente.
Cosa si sente?
Il fragore delle macchine che tritano la carta.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 26 marzo 2019

Che macchina strana è mai l'uomo! La riempi di pane, pesci, erbaggi, e ti restituisce respiri, risate, sogni.
Nikos Kazantzakis, Zorba il Greco

Il corpo

Le cose più importanti sono le più difficili da dire. Sono quelle di cui ci si vergogna, poiché le parole le immiseriscono – le parole rimpiccioliscono cose che finché erano nella vostra testa sembravano sconfinate, e le riducono a non più che a grandezza naturale quando vengono portate fuori. Ma è più che questo, vero? Le cose più importanti giacciono troppo vicine al punto dov'è sepolto il vostro cuore segreto, come segnali lasciati per ritrovare un tesoro che i vostri nemici sarebbero felicissimi di portare via. E potreste fare rivelazioni che vi costano per poi scoprire che la gente vi guarda strano, senza capire affatto quello che avete detto, senza capire perché vi sembrava tanto importante da piangere quasi mentre lo dicevate. Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando il segreto rimane chiuso dentro non per mancanza di uno che lo racconti ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare.
— Stephen King, Il corpo (in Stagioni diverse)

Buonanotte del 25 marzo 2019

L’amicizia può forse nutrirsi di osservazione e conversazione, ma l’amore nasce e si nutre d’interpretazione silenziosa. L’essere amato appare come un segno, un’«anima»: esprime un mondo possibile a noi sconosciuto. L’amato implica, include, imprigiona un mondo che occorre decifrare, e cioè interpretare. Si tratta anzi di una pluralità di mondi; il pluralismo dell’amore non riguarda soltanto la molteplicità degli esseri amati, ma la molteplicità delle anime o dei mondi racchiusi entro ognuno di essi. Amare è cercare di spiegare, di sviluppare questi mondi sconosciuti che restano avviluppati nell’amato.
- Gilles Deleuze, Marcel Proust e i segni

Le barriere dell'anima

Volevo poi dirti che possiedo un orecchio interiore, una sorta di profonda attenzione, primigeniamente, eternamente all’erta, con la quale sono restato ad attendere tutta la vita, con la quale ho aperto centinaia di lettere e altrettanti incontri come fossero lettere. Voglio dire che mi sono venute incontro molte cose grandi, rare, pure e forse anche tali da arricchirmi e da ispirarmi. Ma appunto “incontro”. In questo caso, invece, si tratta di un tranquillamente maestoso “accanto”, tu sei in qualche modo parte di quella stessa entità che fa sbandare di qua e di là tutto il mio destino.
Boris Pasternak

Buonanotte del 24 marzo 2019

In questo avevi ragione. Poiché il segreto dell'esistenza umana non sta solo nel vivere, ma anche in quello per cui si vive. Senza un chiaro concetto del per cosa si vive, l'uomo non accetterà di vivere e piuttosto si distruggerà.
Fedor Dostoevskij - I fratelli Karamazov

Se ci sorprendiamo ancora che un migrante sbarchi con uno smartphone tra le mani, siamo idioti

di Guido Scorza
“Sei sorpreso che gli immigrati siriani abbiano uno smartphone? Mi dispiace dirtelo, ma sei un idiota”.
Il 7 settembre 2015 il quotidiani britannico “The indipendent” ha risposto con questo titolo ad una polemica sui migranti che, in fuga da guerra e povertà, sbarcavano sulle coste europee stringendo tra le mani uno smartphone.
Per un migrante che sbarca in un Paese che non conosce, infatti, lo smartphone è l’unica risorsa trasportabile davvero irrinunciabile, più importante, probabilmente, persino di cibo e vestiti, un autentico strumento di sopravvivenza.
E’ il mezzo per accedere a Internet e, così, comunicare con la famiglia, accedere e condividere informazioni utili al viaggio, conoscere la propria posizione, tradurre nella sua lingua ciò che legge o sente dire.
E l'accesso a Internet nella nostra società è un diritto fondamentale benché si tenda a dimenticarsene.
Ecco perché è davvero da idioti confondere uno strumento di sopravvivenza come lo smartphone con u…

Il senso di una fine

Che ne sapevo io della vita, io che ero sempre vissuto con tanta cautela? Che non avevo mai vinto né perso, ma avevo lasciato che la vita mi succedesse? Io che avevo avuto le ambizioni di tanti, ma che mi ero ben presto rassegnato a non vederle realizzate? Che avevo evitato il dolore e l’avevo chiamato attitudine alla sopravvivenza? Che avevo pagato conti e bollette, che ero rimasto in buoni rapporti con tutti il più a lungo possibile; io, per cui estasi e disperazione erano diventati da molto tempo giusto parole lette una volta nei libri? Uno i cui rimproveri a se stesso non lasciavano mai il segno? Beh, c’era tutto questo su cui riflettere, mentre sperimentavo un genere di rimorso speciale: una sofferenza inflitta a chi aveva sempre creduto di sapersi sottrarre al dolore, e inflitta, alla fine, precisamente per quella ragione.
— Julian Barnes

Buonanotte del 23 marzo 2019

La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.

Gabriel Garcia Marquez

Donald Justice

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La sera della mente

Ora viene la sera della mente.
È qui che la luccila si contrae nel sangue,
Qui che l’ombra scivola lunga la pagina
Mentre leggi seduto accanto al muro del giardino.
Ora i peschi nani, inchiodati ai loro tralicci,
Rabbrividiscono e si piegano. Riconosci le loro voci ormai,
Le pesche sacrificali che chiamano
Debolmente il tuo nome, quel nome
Che nessuno conosce, tranne te.
È l’aura e l’avvenire.
È quella cosa che scende, che ti vola attorno, proprio qui;
E che ora ti porge un artiglio e tu lo prendi;
Con riconoscenza, te lo porti in grembo, così.
Dicevi che non te ne saresti andata di nuovo,
Che non volevi andartene, ma poi –
È come se tu fossi ancora lí, al porto,
A guardare una barchetta che se ne va
Oltre le secche, i falaschi e i pesci morti…
Ed eri già a bordo, solcando le onde e i soliti intralci,
E più oltre, sotto un cielo sfacciato,
Sospeso come un gong prima del colpo —
Ma in che senso, sospeso? – e adesso lo colpiscono, adesso,
Il sogno etereo di una fanc…

Buonanotte del 22 marzo 2019

Un uomo, se possiede la vera sapienza, può godere l'intero spettacolo del mondo seduto su una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, soltanto con l'uso dei sensi e il fatto che l'anima non sappia essere triste.
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

Aspettative

Ciò che ti aspetti dalla persona amata dipende dalla tua infanzia, dal tuo passato, dai tuoi progetti, dall'intero contesto della tua vita. Puoi cercare qualcosa di molto specifico: un padre, un bambino, un'anima gemella; la sicurezza, la verità; un'immagine esaltata di te stessa. O il tuo bisogno può essere ambiguo, indefinito o addirittura infinito. Puoi volere qualcos'altro, qualsiasi cosa purché tu non l'abbia. - Il solo fatto che un uomo - o una donna - ti sfugga può bastare: cominci a proiettare su di lui tutte le qualità che cerchi nell'Altro.
— Simone de Beauvoir

Buonanotte del 21 marzo 2019

Ho fatto delle foto.
Ho fotografato invece di parlare.
Ho fotografato per non dimenticare.
Per non smettere di guardare.

D. Pennac 

Hokusai

Dietro le fitte rughe e nonostante la prostrazione dell’età caduca, si leggono ancora alcuni grandi tratti nobili, un’espressione attenta e paziente. Protetti da un’arcata sopracciliare che si proietta a strapiombo sulla fronte, gli occhi semichiusi sembrano spiare con un’intensità straordinaria. Ma il mondo delle forme, i passaggi istantanei della vita furono osservati e colti con più passione e perspicacia che attraverso questi occhi. L’estrema vecchiaia non li ha né spenti e neppure indeboliti. Nessun eccesso, nessuna fatica ne hanno turbato la prodigiosa acutezza. La purezza di una vita miserabile e degna ha lasciato intatto il potere del loro sguardo. Il vecchio Manrojin Gakiojin, il pazzo di disegno, già I-tsu, già Hokusai, non beve vino e deve sopportare gli scherzi degli amici pittori e letterati che sapevano condurre una vita di disordini e di piaceri. Ma il pazzo di disegno non ha tempo per diventare uomo di gusti raffinati o per corrompere la propria virtù. Qualche volta i…

Buonanotte del 20 marzo 2019

Supponiamo che mi sia successa una cosa molto sgradevole … Se non l’ho assimilata, diventerà un corpo estraneo e formerà un ascesso nell’inconscio; allora psicologicamente, comincia lo stesso processo di suppurazione che accade nel corpo fisico. Avrò dei sogni o, se sono introspettivo, una fantasia in cui mi vedo come un criminale. Se reprimo queste mie fantasie esse formeranno un nuovo focolaio d’infezione, proprio come, nel corpo, una sostanza estranea può causarmi un ascesso… Il sogno è un tentativo di farci assimilare cose non ancora digerite. È un tentativo di guarigione.
Carl Gustav Jung, Analisi dei sogni

Vista con granello di sabbia

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Lo chiamano granello di sabbia.
Ma lui non chiama se stesso né granello né sabbia.
Fa a meno di un nome
generale, individuale,
permanente, temporaneo,
scorretto o corretto.

Del nostro sguardo e tocco non gli importa.
Non si sente guardato e toccato.
E che sia caduto sul davanzale
è solo un'avventura nostra, non sua.
Per lui è come cadere su una cosa qualunque,
senza la certezza di essere già caduto
o di cadere ancora.

Dalla finestra c'è una vista sul lago,
ma quella vista, lei, non si vede.
Senza colore e senza forma,
senza voce, senza odore e senza dolore
è il suo stare in questo mondo.

Senza fondo è lo stare del fondo del lago,
e senza sponde quello delle sponde.
Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.
Né al singolare né al plurale quello delle onde,
che mormorano sorde al proprio mormorio
intorno a pietre non piccole, non grandi.

E tutto ciò sotto un cielo per natura senza cielo.
Ove il sole tramonta senza tramontare affatto
e si nasconde senza nascondersi die…

Buonanotte del 19 marzo 2019

Tutto ciò che non riusciamo a tenerci dentro diventa arte, distruzione, o entrambe le cose.

Entropiclanguage

Il sonno

Durante lo stato di veglia il cervello è predisposto al meglio per raccogliere gli stimoli esterni; durante il sonno consolida le informazioni. Non ci limitiamo ad archiviare meccanicamente i pensieri: durante il sonno il cervello decide accuratamente quali ricordi conservare e quali eliminare. La scelta non è necessariamente saggia. Il sonno rafforza così tanto i ricordi – non solo nello stadio 2, che occupa quasi la metà del tempo in cui si dorme, ma durante tutto il viaggio notturno – che sarebbe meglio, per esempio, che i soldati tornati esausti e sconvolti da una missione non andassero direttamente a dormire. Secondo Gina Poe, esperta di neuroscienze, per prevenire il disturbo da stress post-traumatico dovrebbero rimanere svegli per altre sei-otto ore. Gli studi condotti da Poe e altri scienziati indicano che dormendo subito dopo un evento importante, prima che il dramma sia risolto a livello mentale, è più probabile che l'esperienza si trasformi in ricordi a lungo termine.

Buonanotte del 18 marzo 2019

Si disse tutto ciò che ci si poteva dire, come si suole fare, si confortò in anticipo con la misera consolazione che anche dolori simili vengono leniti dal tempo. Maledisse il tempo necessario a lenirli, maledisse il tempo morto in cui sarebbero stati leniti.
Johann Wolfgang Goethe, Le affinità elettive, 1809 - cap. XI

Il rumore sottile della prosa

Segretamente sono convinto che l’acqua venga prodotta, dirò meglio generata dal rubinetto, che l’interruttore sia il padre della luce, che il numero di telefono sia una formula pitagorica con cui posso evocare l’esistenza altrui. Sono convinto che i programmi radio – non oso neppure pensare alla televisione – siano delle cose messe dentro ad un filo da una parte, e tirate fuori dall’altra. Credo sia chiaro che la scienza non possa ragionevolmente attendersi da me preziosi contributi.
Giorgio Manganelli

Buonanotte del 17 marzo 2019

Le persone più creative e profonde sono degli esploratori. Impiegano un'enorme quantità di tempo cercando gente nuova e idee differenti, senza necessariamente andare a caccia delle persone “migliori” o delle idee “migliori”. Invece, sono alla ricerca di gente con diversi punti di vista e idee differenti.
Alex Pengland in Luminol, Tracce di realtà rivelate dai media digitali, di Mafe De Baggis

Le Braci

Anche questo è un segno di vecchiaia. Quando ormai ti rendi conto che un bicchiere non è altro che un bicchiere e che gli uomini, qualunque cosa facciano, sono solo creature mortali. Poi invecchia il tuo corpo; non tutto in una volta, certo, invecchiano per primi gli occhi oppure le gambe, lo stomaco, il cuore. Si invecchia così, un pezzo dopo l'altro. Poi a un tratto invecchia la tua anima: anche se il corpo è effimero e mortale, l'anima è ancora mossa da desideri e ricordi, cerca ancora la gioia. E quando scompare anche questo anelito di gioia, restano solo i ricordi e la vanità di tutte le cose; a questo stadio si è irrimediabilmente vecchi. Un giorno ti svegli e ti strofini gli occhi e non sai più perché ti sei svegliato. (…) L'uomo comprende il mondo un po’ alla volta e poi muore.
— Sandor Marai

Buonanotte del 16 marzo 2019

La filosofia è proprio là dove non ci si aspetta di trovarla. Il resto, invece, la filosofia ostentata, la posa filosofica, è paccottiglia per intellettuali, che sono l’antitesi del filosofo.
Simone Regazzoni

Vicente Huidobro

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Io sono assente ma in fondo a questa assenza
C’è l’attesa di me stesso
E quest’attesa è un’altra forma di presenza
L’attesa del mio ritorno
Io vivo in altri oggetti
Viaggio dando un po’ della mia vita
A certi alberi e a certe pietre
Che mi hanno aspettato molti anni
Si sono stancati di aspettare e si sono seduti
Io non sono e sono
Sono assente e sono presente in stato d’attesa
Essi volevano il mio linguaggio per esprimersi
E io volevo il loro per esprimerli
Ecco qui l’equivoco l’atroce equivoco.
Angoscioso penoso
Mi addentro in queste piante
Lasciando i miei abiti
Mi stanno per cadere le carni
E il mio scheletro si riveste di cortecce
Sto diventando albero
Quante cose mi sono convertito in altre cose…
E’ doloroso e pieno di tenerezza
Potrei gridare ma si spaventerebbe la transustanziazione
Bisogna restare in silenzio
Aspettare in silenzio

Buonanotte del 15 marzo 2019

Io non potrei mai vivere in nessuno dei mondi che mi sono stati offerti (…). Dovevo crearne uno tutto mio, come un luogo, una regione, un’atmosfera in cui poter respirare, regnare e ricrearmi quando ero spossata dalla vita. Questa, credo, è la ragione di ogni opera d’arte.
Anaïs Nin

Nuvola di fumo

Imparare molte poesie a memoria: da bambini, da giovani, anche da vecchi. Perché fanno compagnia: uno se le ripete mentalmente. Inoltre, lo sviluppo della memoria è molto importante. Anche fare dei calcoli a mano: delle divisioni, delle estrazioni di radici quadrate, delle cose molto complicate. Combattere l'astrattezza del linguaggio che ci viene imposto, con delle cose molto precise. Sapere che tutto quello che abbiamo ci può essere tolto da un momento all'altro. Certo, goderlo: non dico mica di rinunciare a nulla, anzi. Però sapendo che da un momento all'altro tutto quello che abbiamo può sparire in una nuvola di fumo.
— Italo Calvino

Buonanotte del 14 marzo 2019

L’uomo che sposta le montagne comincia portando via i sassi più piccoli.

proverbio cinese

Un sasso

Un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore. Oggetti che se ne stavano ciascuno per conto proprio, nella sua pace o nel suo sonno, sono come richiamati in vita, obbligati a reagire, a entrare in rapporto tra loro. Altri movimenti invisibili si propagano in profondità, in tutte le direzioni, mentre il sasso precipita smuovendo alghe, spaventando pesci, causando sempre nuove agitazioni molecolari. Quando poi tocca il fondo, sommuove la fanghiglia, urta gli oggetti che vi giacevano dimenticati, alcuni dei quali ora vengono dissepolti, altri ricoperti a turno dalla sabbia. Innumerevoli eventi, o microeventi, si succedono in un tempo brevissimo. Forse nemmeno ad avere tempo e voglia si potrebbero registrare tutti, senza omissioni. Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce ond…

Buonanotte del 13 marzo 2019

- “Meravigliarsi di tutto, naturalmente, è sciocco, mentre invece non meravigliarsi di nulla è molto più bello e, chissà perché, è considerato di buon gusto. Ma difficilmente è così in realtà. Secondo me non meravigliarsi di nulla è molto più stupido che meravigliarsi di tutto.
- Inoltre non meravigliarsi di nulla è quasi la stessa cosa che non rispettare nulla. E infatti lo stupido non è capace di rispettare.”

Fëdor Dostoevskij, Bobòk

Il terrorista, lui guarda

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La bomba esploderà nel bar alle tredici e venti.
Adesso sono appena le tredici e sedici.
Alcuni faranno in tempo a entrare,
alcuni a uscire.

Il terrorista ha già attraversato la strada.
Questa distanza lo protegge da ogni male,
e poi la vista è come al cinema:

Una donna con il giaccone giallo, lei entra.
Un uomo con gli occhiali scuri, lui esce.
Ragazzi in jeans, loro parlano.
Le tredici e diciassette e quattro secondi.
Quello più basso è fortunato e sale sulla vespa,
quello più alto invece entra.

Le tredici e diciassette e quaranta secondi.
La ragazza, lei cammina con un nastro verde nei capelli.
Ma quell'autobus d'improvviso la nasconde.

Le tredici e diciotto.
La ragazza non c'è più.
Se è stata così stupida da entrare, oppure no,
si vedrà quanto li porteranno fuori.

Le tredici e diciannove.
Più nessuno che entri, pare.
Invece esce un grassone calvo.
sembra che si frughi nelle tasche e
alle tredici e venti meno dieci secondi
rientra a cercare quei suoi miseri guanti.

Son…

Buonanotte del 12 marzo 2019

Anche se può essere facile sgomberare le macerie della propria vita, è molto più difficile smettere di toccarsi le cicatrici.
Peter Orner, Esther stories

Quaderni

Il fenomeno dell'addormentarsi e quello del risveglio hanno occupato a lungo la mia mente. L’afferramento di tutte le cose da parte del sonno è una meraviglia. Il decadimento totale dell'opposizione essenziale del «tutto possibile» a quella identità di risposta che si chiama IO - e che confonde la coscienza, la conoscenza, e la vita; il cui «peso», ritmo ed estensione corporea sembrano a poco a poco schiacciare e seppellire le inuguaglianze chiamate «sensazioni» e «pensieri»… Che meraviglia il potere di non essere, proprietà di ciò che è!
— Paul Valéry

Buonanotte del 11 marzo 2019

Abbiamo fame di emozioni sincrone, che si materializzino in un incontro di braccia e non si dissolvano in un congedo di sguardi.
Fabio Privitera

Ragioni e sentimenti

Non si erano certo detti che si sarebbero amati per sempre, e nemmeno si erano detti di amarsi; anzi, per la verità non gli era neppure venuto in mente di farlo. Si erano attenuti a un’esemplare parsimonia di parole, ma lui quando lei era stanca l’aveva lasciata dormire e aveva cucinato per lei la prima cosa che le era venuta in mente, la pasta al pomodoro, come si fa per un bambino piccolo: e il ricordo di quella sera, mai evocato ad alta voce, ora le permetteva di sentire vicino a sé, in ogni istante, l’idea di lui che cresceva, cresceva quando era stanca, quando non pensava a nulla, quando pioveva e prendeva il tram per tornare a casa e si trovava sola, in una folla di sconosciuti, fra chiacchiere e cellulari, e le luci delle insegne accese scorrevano oltre il finestrino.
— Ilaria Gaspari

Buonanotte del 10 marzo 2019

È meglio perdere restando se stessi che vincere fingendosi un altro, ché poi, infine, perdi comunque te stesso e quando la maschera cade, e le maschere cadono sempre, perdi tutto.
Fabio Privitera

Il senso di una fine

“Che ne sapevo io della vita, io che ero sempre vissuto con tanta cautela? Che non avevo mai vinto né perso, ma avevo lasciato che la vita mi succedesse? Io che avevo avuto le ambizioni di tanti, ma che mi ero ben presto rassegnato a non vederle realizzate? Che avevo evitato il dolore e l’avevo chiamato attitudine alla sopravvivenza? Che avevo pagato conti e bollette, che ero rimasto in buoni rapporti con tutti il più a lungo possibile; io, per cui estasi e disperazione erano diventati da molto tempo giusto parole lette una volta nei libri? Uno i cui rimproveri a se stesso non lasciavano mai il segno? Beh, c’era tutto questo su cui riflettere, mentre sperimentavo un genere di rimorso speciale: una sofferenza inflitta a chi aveva sempre creduto di sapersi sottrarre al dolore, e inflitta, alla fine, precisamente per quella ragione.”
— Julian Barnes

Buonanotte del 9 marzo 2019

Che cos'è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano indietro sulla pianura finché le si vede appena come macchioline? …è il mondo troppo vasto che ci sovrasta, ed è l'addio, ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli.
Jack Kerouac, Sulla strada

Raffaele Carrieri

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Io che sono cicala

Io che sono cicala
per te canto.
Per te canto
che stai zitta,
sola in ombra
nella casa grande.
Si addice al mio verso

Si addice al mio verso
l'andamento leggiero
e l'odore bruciato
del fuggiasco.

Si addice il vento caldo
che fa spuntare
astri all'aglio
nella fornace di sabbia.

Nasce per la rabbia
lo spinoso cardo
e la capra consola
col suo fiore.

Jaime Labastida

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La realtà e il sogno

Un forte turbamento domina le mie parole.
Per me, tu sei sempre una ragazza.
Dentro me, ospito un nido di fantasmi,
un letto di cicale, quasi un cielo infantile.

Toccandoti i seni, giocavamo a essere bambini.
Ridi. Sfioro appena le tue palpebre.
Mi guardi innocente.

Ti bacio la bocca e il tuo mistero si spalanca,
avido di abbracci.
Il mio corpo si apre a croce.

Le nostre mani si stringono.
Il tuo cuore palpitante sfoglia i miei battiti.
Dicono sia questo la felicità.

Io ti stringo,
ti stringo.
Siamo due animali confusi,
crocifissi l’uno nelle braccia dell’altra.

L’antico sogno azzurro si infrange.
C’è qui la vita, bella e difficile.

Buonanotte del 8 marzo 2019

Se ho conservato un resto di utopia, essa consiste soltanto nell’idea […] che l’aperta discussione nelle sue forme migliori possa tagliare il nodo gordiano di problemi che appaiono insolubili.
Jurgen Habermas

Qualche volta

Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo,e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fosse fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. .. E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia, E’ una tempesta metafisica e simbolica. Ma per …

Buonanotte del 7 marzo 2019

Osservate più spesso le stelle. Quando avrete un peso sull’animo, guardate le stelle o l’azzurro del cielo. Quando vi sentirete tristi, quando vi offenderanno, quando qualcosa non vi riuscirà, quando la tempesta si scatenerà nel vostro animo, uscite all’aria aperta e intrattenetevi, da soli, col cielo. Allora la vostra anima troverà la quiete.
John Milton, Paradiso Perduto.

L’invenzione dell’amore

Non ci conosciamo. È impossibile conoscere l’altra persona, anche se in qualche momento siamo in grado di intuire quello che sta per dire o che sta pensando. C’è sempre un angolo oscuro, quella parte che perfino dopo molti anni continuerebbe a sorprenderci, forse a terrorizzarci se la scoprissimo. In qualche posto di noi stessi siamo soli, nessuno può venire con noi, ma non abbiamo motivo di rifiutare o di sottovalutare quel territorio in cui è possibile addentrarsi per mano a qualcuno, magari allargandolo, strappando alle erbacce zone in cui poter seminare.
— José Ovejero

Buonanotte del 6 marzo 2019

Nella caduta ci sono già i germogli della risalita, fragili ma verdi.
Vanno coltivati con premura.

Carl Gustav Jung

La stazione

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Il mio non arrivo nella città di N.
è avvenuto puntualmente.

Sei stato avvertito
con una lettera non spedita.

Hai fatto in tempo a non venire
all'ora prevista.

Il treno è arrivato sul terzo binario.
E' scesa molta gente.

La mia persona, assente,
si avviava verso l'uscita tra la folla.

Alcune donne mi hanno sostituito
frettolosamente
in quella fretta.

A una è corso incontro
qualcuno che non conoscevo,
ma lei lo ha riconosciuto
immediatamente.

Si sono scambiati
un bacio non nostro,
intanto si è perduta
una valigia non mia.

La stazione della città di N.
ha superato bene la prova
di esistenza oggettiva.

L'insieme restava al suo posto.
I particolari si muovevano
sui binari designati.

E' avvenuto perfino
l'incontro fissato.

Fuori dalla portata
della nostra presenza.

Nel paradiso perduto
della probabilità.

Altrove.
Altrove.
Come risuona questa parolina.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 5 marzo 2019

Ci vuole il coraggio ogni giorno, ogni ora, ogni momento.
Coraggio per la demolizione e coraggio per la creazione.
Coraggio dinanzi al ridicolo e coraggio dinanzi all’amore.

— Giovanni Papini

Buonanotte del 5 marzo 2019

Uscite. Fermatevi in piazza. Sorridete senza pigrizia. Minate la solitudine di un vecchio. Nessun giorno sia senza ammirazione. Prendete un angolo del vostro paese e fatelo sacro. Andate a fargli visita prima di partire e quando tornate. Non seguite la fretta delle parole. Delirate con calma, uscite dal vostro corpo e più ancora dalla vostra anima. Siate felici per ogni attimo che la vita vi affida.
— Franco Arminio

Breve novella estiva

«Ogni volta che la osservavo, quel suo sguardo umido e trasognato, quel modo selvatico, esuberante, con cui accarezzava ogni cane e ogni gatto, l'inquietudine che le faceva cominciare un po’ di tutto, per poi lasciarlo a metà, per me era un turbamento infinito. E poi, la furia ardente con cui, la sera, consumava i pochi, miseri libri della biblioteca dell'albergo o compulsava i due consunti libri di poesia che aveva portato con sé, il suo Goethe e il suo Baumbach… Ma perché sorride?» Dovevo scusarmi. «È solo l'accostamento, Goethe e Baumbach». «Ah, ecco! Certo, è buffo. Eppure non lo è. Mi creda, alle ragazzine, a quell'età, non importa leggere poesie belle o brutte, autentiche o insincere. Per loro i versi sono soltanto calici con cui dissetarsi, e non badano al vino perché l'ebbrezza è già dentro di esse, ancor prima di bere. Così era quella ragazza, traboccava di desiderio struggente, che le risplendeva negli occhi, le faceva tremare le dita appoggiate sul tavo…

Aria sognante

Aveva quell’aria sognante ma i suoi occhi erano attenti. Era dolce ma sapeva allontanarti con uno sguardo, era pieno di “quel non so che”; aveva un mondo dentro che teneva ben nascosto e lei ne era affascinata. Non sapeva mai cosa aspettarsi, era bello, ma non bello da esposizione: bello da amare, da stringere forte, da riderci insieme, da scherzarci insieme come due bambini. E lei, perdendosi in quegli occhi, non avrebbe potuto fare altro, che andare via e dannarsi l’anima per il resto dei suoi giorni o innamorarsene perdutamente.
Vjollca Lika

Buonanotte del 4 marzo 2019

Sono quel tipo di persona che ti urla di andartene solo per vedere se resti. Quella che ti dice che sta meglio da sola mentre ti abbraccia. Quella che ti manda a quel paese ma che verrebbe a riprenderti poco dopo. Quella che ti dice ” ti odio ” per dirti ” ti amo “.  Ho dei seri problemi di comunicazione.
Distorted Fables

Giorgio Bassani

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Il 4 marzo 1916, nasce a Bologna, Giorgio Bassani


Davvero cari non saprei dirvelo attraverso quali strade così lontano io sia riuscito dopo talmente tanto tempo a tornare. Vi dirò soltanto che mi lasciai pilotare nel buio da qualcheduno che m'aveva preso in silenzio per la mano.
(In rima e senza, Premio Bagutta 1983)

Buonanotte del 3 marzo 2019

Non so esattamente cosa spinga due persone a legarsi.. Forse la sintonia, forse le risate, forse le parole. Probabilmente, l’incominciare a condividere qualcosa in più, a parlare un po’ di se, a scoprire pian piano quel che il cuore cela. Imparare a volersi bene, ad accettarsi per i difetti, i pregi, per le arrabbiature e le battute.. O forse accade perché doveva accadere.. Perché le anime son destinate a trovarsi, prima o poi.
P. Coelho

L’invenzione dell’amor

È noto che vogliamo che gli occhi dell’altro riflettano non ciò che siamo, bensì la persona che ci piacerebbe essere, anche se per questo dobbiamo sopportare la sensazione di inadeguatezza nel tentare di adattarci a quell'immagine ideale, o meglio a quella deformazione di noi stessi che ci favorisce. E poi, in genere, con il passar del tempo, finiamo per adattarci a ciò che siamo, smettiamo di fingere, rimproveriamo all'altro di aspettarsi da noi più di quanto possiamo dargli, dimenticando che era proprio quello che gli avevamo promesso.
— José Ovejero

Buonanotte del 2 marzo 2019

Se l’occhio non è bendato, il risultato è la vista; se l’orecchio non è coperto, il risultato è l’udito; se il naso non è tappato, il risultato è l’olfatto; se la bocca non è serrata, il risultato è il gusto; se la mente non è chiusa, il risultato è la saggezza.
Anthony De Mello

Rafael Alberti

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Coprimi, amore, il cielo della bocca

Coprimi, amore, il cielo della bocca
con codesta rapita spuma estrema,
che è gelsomino sapido ed ardente,
germogliato in corallo della roccia.

Amore rendi folle il suo sapore,
il lancinante tuo supremo fiore,
in diadema piegando il suo furore
slabbrato dal garofano mordente.

Oh misurato fluire, amore, oh bel
gorgogliar temperato della neve
in tanto angusta grotta in carne viva,

per rimirar come il tuo fine collo
fa scivolare, amore, grande pioggia
di gelsomini e stelle di saliva!

Buonanotte del 1 marzo 2019

A volte il rumore quotidiano è il solo in grado di rasserenarci e di farci sentire parte dell’umanità. Altre volte, è proprio la sua assenza che amplia e rende tutto più solenne. Perché giunga la luce c’è bisogno di silenzio.
Marcela Serrano

L’invenzione dell’amore

Ho sempre evitato la parola amore. Un sostantivo svalutato, una moneta tanto usata che ha perso il rilievo, così da poterla accarezzare fra le dita senza percepire alcuna immagine; una moneta con cui non oserei pagare per paura di essere guardato come un truffatore. Mi mettono a disagio le poesie che hanno bisogno di usare questa parola per produrre emozione. Lo so che le canzoni ne sono piene, in tutti i toni, una parola così breve che spesso allungano moltiplicando la penultima vocale – amoooore – o declinandola in tutti i suoi tempi e persone verbali, ti amo, ti ho amato, mi amerai. Qualcuno la usa davvero? Sul serio le coppie si guardano negli occhi e si dicono “ti amo”?
— José Ovejero

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