Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Hans M. Enzensberger

I poeti mentono

Ulteriori motivi per cui i poeti mentono Perché l’attimo in cui la parola felice si esprime, non è mai l’attimo felice. Perché all’assetato la sete non consente di pronunciarla. Perché in bocca al proletariato la parola proletariato non compare. Perché colui che dispera non ha voglia di dire: “Sono un disperato”. Perché orgasmo e Orgasmo non sono compatibili tra di loro. Perché il moribondo, lungi dal dichiarare: “Adesso muoio”, non emette che un sordo rantolo, a noi incomprensibile. Perché sono i vivi che rompono i timpani ai morti con le loro angosciose notizie. Perché le parole vengono troppo tardi, o troppo presto. Perché di fatto è un altro, sempre un altro, colui che parla, e perché quello di cui si sta parlando tace. Hans Magnus Enzensberger

FramMenti

Il mio nonno, un uomo fortunato, capiva poco della vita. Ansava per la fame, portava cappelli chic e credeva sovente di aver ragione. Novantasettenne, vide, incredulo e per la prima volta, l’interno di una clinica. “Peccato”, borbottò, “sol che avessi saputo come sono carine le giovani infermiere intorno al letto, che mani delicate, mi sarei ammalato prima, assai prima”, qui contrasse la bocca, girò gli occhi verso il campanello, ed era morto.   Hans Magnus Enzensberger

Etichette

Mostra di più