FramMenti

Il mio nonno, un uomo fortunato, capiva poco della vita. Ansava per la fame, portava cappelli chic e credeva sovente di aver ragione. Novantasettenne, vide, incredulo e per la prima volta, l’interno di una clinica. “Peccato”, borbottò, “sol che avessi saputo come sono carine le giovani infermiere intorno al letto, che mani delicate, mi sarei ammalato prima, assai prima”, qui contrasse la bocca, girò gli occhi verso il campanello, ed era morto. 

 Hans Magnus Enzensberger

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