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L’altra verità

LA PAURA, LA VIOLENZA, L’ELETTROSHOCK ALDA MERINI RACCONTA I SUOI TERRIBILI OTTO ANNI IN UN OSPEDALE PSICHIATRICO Quando venni ricoverata per la prima volta in manicomio, ero poco più di una bambina, avevo sì due figlie e qualche esperienza alle spalle, ma il mio animo era rimasto semplice, pulito, in attesa che qualche cosa di bello si configurasse al mio orizzonte; del resto, ero poeta e trascorrevo il mio tempo tra le cure delle mie figlie e il dare ripetizione a qualche alunno, e molti ne avevo che venivano e rallegravano la mia casa con la loro presenza e le loro grida gioiose. Insomma, ero una sposa e una madre felice, anche se talvolta davo segni di stanchezza e mi si intorpidiva la mente. Provai a parlare di queste cose a mio marito, ma lui non fece cenno di comprenderle e così il mio esaurimento si aggravò e, morendo mia madre, alla quale io tenevo sommamente, le cose andarono di male in peggio, tanto che un giorno, esasperata dall’immenso lavoro e dalla continua povertà e po

FramMenti

Il guaio è che voi, caro, non saprete mai, né io vi potrò mai comunicare come si traduca in me quello che voi mi dite. Non avete parlato turco, no. Abbiamo usato, io e voi la stessa lingua, le stesse parole. Ma che colpa abbiamo, io e voi, se le parole, per sé, sono vuote? Vuote, caro mio. E voi le riempite del senso vostro, nel dirmele; e io nell'accoglierle, inevitabilmente, le riempio del senso mio. Abbiamo creduto d'intenderci, non ci siamo intesi affatto. Eh, storia vecchia anche questa, si sa.   (L. Pirandello)

La verità, vi prego, sull’amore

Dicono alcuni che amore è un bambino, e alcuni che è un uccello, alcuni che manda avanti il mondo, e alcuni che è un’assurdità, e quando ho domandato al mio vicino, che aveva tutta l’aria di sapere, sua moglie si è seccata e ha detto che non era il caso, no. Assomiglia a una coppia di pigiami, o al salame dove non c’è da bere? Per l’odore può ricordare i lama, o avrà un profumo consolante? È pungente a toccarlo, come un pruno, o lieve come morbido piumino? È tagliente o ben liscio lungo gli orli? La verità, vi prego, sull’amore. I manuali di storia ce ne parlano In qualche noticina misteriosa, ma è un argomento assai comune a bordo delle navi da crociera; ho trovato che vi si accenna nelle cronache dei suicidi, e l’ho visto persino scribacchiato sul retro degli orari ferroviari. Ha il latrato di un alsaziano a dieta, o il bum–bum di una banda militare? Si può farne una buona imitazione Su una sega o uno Steinway da concerto? Quando canta alle feste, è un finimondo? Apprezzerà soltanto

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È bella di notte la città. C’è pericolo ma pure libertà. Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffè. Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte. Le persone perdonano i vizi. La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l’assoluzione. Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede di conto di notte. Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti. È una tasca rivoltata, la notte nella città. Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno. Di notte la città è un paese civile.   Erri De Luca

Miroslav Filipović

FRATELLO SATANA. IL FRATE FRANCESCANO CHE SGOZZAVA I BAMBINI SERBI Miroslav Filipović, frate francescano, durante la Seconda Guerra Mondiale in Jugoslavia partecipò all'assassinio dei serbi, degli ebrei e dei rom, nonché dei dissidenti croati perpetrato dal regime croato degli Ustascia, operando in particolare modo nel campo di concentramento di Jasenovac un luogo di prigionia definito, in una lettera del 24 febbraio 1943 dal Cardinale Alojzije Viktor Stepinac indirizzata al capo dello Stato Ante Pavelić una "vergognosa macchia per lo Stato Indipendente Croato. Per la sua crudeltà gli vennero attribuiti gli epiteti di "Il diavolo di Jasenovac" e di "Fratello Satana". Gli ùstascia (che significa alzarsi in piedi, insorgere, ribellarsi) erano originariamente coloro che lottavano contro i turchi. In seguito, sul finire degli anni venti del secolo scorso, il termine fu adottato dal croato di Bosnia Ante Pavelić per designare gli appartenenti al movimento nazi

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Che io sieda alla tavola globale, con la mia famiglia o con la mia coscienza, l’allevamento industriale, per quanto mi riguarda, non appare solo irragionevole. Accettarlo mi sembrerebbe inumano. Accettarlo - nutrire la mia famiglia con il cibo che produce, sostenerlo con i miei soldi - mi renderebbe meno me stesso, meno il nipote di mia nonna, meno il figlio di mio padre.   Jonathan Safran Foer, Se niente importa

Elio Pagliarani

  Sono momenti belli: c'è silenzio Sono momenti belli: c'è silenzio e il ritmo d'un polmone, se guardi dai cristalli quella gente che marcia al suo lavoro diritta interessata necessaria che ha tanto fiato caldo nella bocca quando dice buongiorno è questa che decide e son dei loro non c'è altro da dire. E questo cielo contemporaneo in alto, tira su la schiena, in alto ma non tanto questo cielo colore di lamiera sulla piazza a Sesto a Cinisello alla Bovisa sopra tutti i tranvieri ai capolinea non prolunga all'infinito i fianchi le guglie i grattacieli i capannoni Pirelli coperti di lamiera? È nostro questo cielo d'acciaio che non finge Eden e non concede smarrimenti, è nostro ed è morale il cielo che non promette scampo dalla terra, proprio perché sulla terra non c'è scampo da noi nella vita.

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E la cecità allora? No, la cecità non è un problema, almeno fino ad un certo punto. Il cieco vede gli odori, riconosce i movimenti dell’aria, si accorge con la sua sensibilità. Perché la bellezza quando appare, sposta tutti i sensi e si sa anche far ascoltare. No, la cecità non è un problema. Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, nemmeno l’ordito minimo della realtà. Occhi chiusi. Occhi che non vedono più. Che non sono più curiosi. Che non si aspettano che accada più niente. Forse perché non credono che la bellezza esiste. Ma sul deserto delle nostre strade, Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio.   Patrizio Barbaro

Pietro Gori

UNA VITA DA ANARCHICO, UNA VITA DA POETA, UNA VITA DA AVVOCATO. UN BREVE RICORDO DI PIETRO GORI Quella di Pietro Gori è una vita in esilio. Una vita fatta di incarcerazioni preventive, di espulsioni, di ritorni e di nuove cacciate. Una vita da anarchico, una vita da poeta, una vita da avvocato. Pietro Gori era tutto questo. Tutto questo in una sola persona. Convinto sostenitore delle idee libertarie passò l’intera esistenza a lottare per esse. Lottava per i compagni arrestati, che più e più volte, difendeva tanto nelle arringhe pubbliche quanto nelle aule di tribunale. Lottava scrivendo opuscoli sovversivi, ma anche testi poetici e canzoni di ribellioni, che lo resero famoso in tutto il mondo. Lottava in piazza e nei caffè letterari, nelle aule universitarie e tra le barricate delle piazze. Lottava in Italia e in Svizzera, in Sudamerica e perfino in Palestina. Lottava sempre, lottava ovunque. Classe 1865, Pietro Gori aderì fin da giovanissimo all’anarchismo. Questa decisione e l

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"Con il cuore colmo di vita e di amore camminerò. Felice seguirò la mia strada. Felice invocherò le grandi nuvole cariche d’acqua. Felice invocherò la pioggia che placa la sete. Felice invocherò i germogli sulle piante. Felice invocherò polline in abbondanza. Felice invocherò una coperta di rugiada. Voglio muovermi nella bellezza e nell’armonia. La bellezza e l’armonia siano davanti a me. La bellezza e l’armonia siano dietro di me. La bellezza e l’armonia siano sotto di me. La bellezza e l’armonia siano sopra di me. Che la bellezza e l’armonia siano ovunque, sul mio cammino. Nella bellezza e nell’armonia tutto si compie."  (Canto della notte Navajo)

Darwinismi e sofismi

L'uomo che ha trasformato il lupo in cagnolino, che fabbrica lune false e aerei a reazione, sarà davvero risultato di una lenta evoluzione? La distanza che c'è fra lui e il penultimo gradino, è assai più grande di quella fra quest'ultimo e i precedenti, oltre al fatto che la sua scala svolta in altra direzione. Ad ogni modo, all'origine di questi ragionamenti, sussistono due sofismi che ne invalidano la conclusione: l'uno, l'errore scientifico d'ordinare gli oggetti per poi tirare le somme dall'ordine a cui son soggetti, e l'altro, l'errore storico d'introdurre immutato. Il punto di vista contemporaneo nel più remoto passato trascurando l'influenza di qualche circostanza che forse in altre epoche ebbe speciale importanza.  Juan Rodolfo Wilcock - Darwinismi e sofismi

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Metà del male che viene fatto a questo mondo è dovuto a persone che vogliono sentirsi importanti.  Thomas Stearns Eliot

L’arte di legare le persone

“Io non capisco come fai a mantenerti. Quanti matti ci sono in città?”, chiede una ragazza allo psichiatra invitato a cena dai suoi genitori. “Vediamo”, risponde lo psichiatra, “proviamo a contare quanti ce n’è in questo palazzo”. “C’è solo il pazzo del terzo piano, quello che parla da solo”, ribatte troppo certa l’interlocutrice. “C’è per caso una ragazza magra, magra che sembra uno scheletro?”, indaga lo psichiatra. “Giovanna, sul nostro pianerottolo”, risponde la giovane. “Ora voglio sapere, non c’è un signore scavato che esce poco, non apre mai la porta, è silenziosissimo e non si spinge nemmeno sul poggiolo tutto sporco di cacche di piccione?” “Sì, Silvio, al terzo piano”. “Beccato il paranoico”, ribatte lo psichiatra, “passiamo ai depressi. Hai mai sentito un vicino dire: non andiamo al mare, mia moglie sta a letto?” “Sì, ultimo piano”. “Una sola depressa? Facciamo finta che sia così. Non mi dire che in tutto il palazzo non c’è una vecchietta che straparla e butta oggetti dalla f

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"Ancora si sente l'odore di legna dai camini. Ancora la nebbia si sdraia sui mattini di questo lungo inverno di pianura. Sono stata fuori al freddo come un albero, per vedere se si può vivere solo di radici. Ho chiesto agli animali liberi della campagna di venirmi a dire che non si deve aver paura dello spazio aperto e della solitudine. Mi sono scovata sotto un cespuglio di rovi e sono stata frutta seccata tra i rami. Ora lo sguardo mi è diventato selvatico il sorriso è tornato infantile Ancora si sente l'odore della legna dai camini ed io mi commuovo a vedere la forza dei tulipani che già hanno superato la terra con le nuove foglie verdi."  (Gilda Jocle)

Winslow

Che Nettuno ti trafigga con il tridente, Winslow. Ascolta, ascolta o Tritone Ascolta. Invoca, ordina al nostro padre, il re del mare, di sorgere dal profondo con l’aura spaventevole della sua furia. Che onde nere in mescolanza con schiuma salata riempiano questa giovane bocca di putrida acqua melmosa fino a soffocarti. Ti ingozzerei dei tuoi organi finché non diventerai blu in viso e gonfio di salamoia e di sentina e non potrai più urlare. E solo quando egli sul capo una corona di conchiglie e con una strisciante coda tentacolare e la folta barba fumante solleverà minaccioso al fine il suo possente braccio, il suo tridente dalle punte di corallo stridendo come spirito nella tempesta con immane forza affonderà nella tua gola. E tu esploderai non più disgustosa vescica rigonfia ma vuota sacca sanguinolenta, ora un niente che le mostruose arpie, insieme alle anime dei marinai che ci hanno lasciato, beccheranno e artiglieranno per nutrirsene, prima che essa venga al fine trangugiato, inghi

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Tilden si domandò se la vista di un fiume rendeva gli uomini più tristi o dava loro una speranza, immaginò che allo psicologo della prigione sarebbe piaciuta, visto che a lui interessava tutto ciò che era diverso, fosse anche una nuova mano di vernice. Tilden aveva imparato a dare allo strizzacervelli ciò che voleva, e cioè più che altro l'impressione che non avrebbe accoltellato il primo figlio di puttana che lo guardava storto. Per sopravvivere alla galera bisognava riuscire a far credere a tutti di essere abbastanza pazzi da risultare pericolosi. Per uscire, invece, serviva l'esatto opposto. Tilden non era sicuro di cosa occorresse fare per restarne fuori.   Chris Offutt - A casa e ritorno

Teresa Noce

22 Gennaio 1980: Teresa Noce: Rivoluzionaria professionale “Ci sono vite che con il loro stesso dispiegarsi bastano da sole a incarnare il senso profondo di un’epoca e a illuminare il significato più intenso di un’esperienza come quella della militanza nelle organizzazioni di classe all’interno del movimento partigiano europeo. La vita di Teresa Noce è una di queste: stiratrice, sarta, tornitrice e, già nel 1921, fondatrice del Partito comunista. Costretta all’illegalità dall’avanzata del fascismo, dirige la «Voce della Gioventù» prima di espatriare in Unione Sovietica e, tornata in Italia, di essere alla testa degli scioperi organizzati nelle fabbriche torinesi. Quando scoppia la guerra civile in Spagna, Teresa Noce è tra i membri delle Brigate Internazionali con il nome di battaglia di Estella, poi è tra i Francstireurs-et-partisans nella resistenza francese. Arrestata, viene rinchiusa in un lager bavarese, dove viene liberata dall’avanzata sovietica, in tempo per essere una delle 21

FramMenti

“E perché, con la scusa di essere genitori responsabili, state inculcando ai vostri figli lo stesso ethos del consumo, se i beni materiali non sono l'essenza dell'umanità: perché vi state assicurando che la loro vita sia ingombra di oggetti come la vostra, con doveri e paranoie e immissioni ed emissioni, così che l'unico scopo per cui avranno vissuto sarò quello di perpetuare il sistema, e l'unica ragione per cui moriranno sarà il fatto di essersi logorati.”   Jonathan Franzen

L'amante

L'amante vuole l’incondizionato, esclusivo possesso della persona da lui ardentemente desiderata; vuole un assoluto potere tanto sulla sua anima che sul suo corpo, vuole essere amato lui solo e prendere stanza nell’anima dell’altro e signoreggiarvi come il bene più alto e più desiderabile: Se si pone mente al fatto che ciò non è altro se non escludere tutto il mondo da un bene prezioso, da una sorgente di felicità e di piacere: se si considera che l’amante mira ad impoverire e spogliare ogni altro concorrente e che vorrebbe diventare il drago del suo prezioso tesoro, essendo il più spregiudicato ed egoista di tutti i conquistatori e i predatori: se si tiene finalmente presente che allo stesso amante tutto il resto del mondo appare indifferente, pallido, senza valore, e che egli è pronto a fare ogni sacrificio, a sconvolgere ogni ordinamento, a mettere in secondo piano ogni suo interesse, ci si meraviglia effettivamente che questa selvaggia avidità di possesso e questa ingiustizia d

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E ci sono poi tutte le cose che si fanno per non dover parlare: alcuni passano le serate addormentati in una sala di proiezioni, con al fianco la donna alla quale, cosi, non sono tenuti a dover parlare; alcuni imparano a giocare a bridge; alcuni fanno l'amore, che si può fare anche senza parole. Di solito si dice che queste cose si fanno per ingannare il tempo: in verità si fanno per ingannare il silenzio.   (Natalia Ginzburg)

Popolo

Per un popolo civile non vi è nulla di più vergognoso che lasciarsi «governare», senza opporre resistenza, da una cricca di capi privi di scrupoli e dominati da torbidi istinti. Non è forse vero che ogni tedesco onesto prova vergogna per il suo governo? E chi di noi prevede l'onta che verrà su di noi e sui nostri figli, quando un giorno cadrà il velo dai nostri occhi e verranno alla luce i crimini più orrendi, che superano infinitamente ogni misura? - Se il popolo tedesco è già così profondamente corrotto e decaduto nel più profondo della sua essenza, da rinunciare senza una minima reazione, con una fiducia sconsiderata in una legittimità discutibile della storia, al bene supremo dell'uomo che lo eleva al di sopra di ogni creatura, cioè la libera volontà, ovverosia la libertà che ha l'uomo di influenzare il corso della storia e di subordinarlo alle proprie decisioni razionali; se i tedeschi sono già così privi di ogni individualità, se sono diventati una massa vile e ottusa

FramMenti

Il grosso scherzo che ti fa la biologia è che raggiungi l'intimità con una persona prima di sapere qualcosa di lei. Fin dal primo momento, hai capito tutto. Inizialmente, l'attrazione è esercitata dalle superfici, ma c'è anche l'intuizione della dimensione più completa. E l'attrazione non dev'essere necessariamente la stessa: lei può essere attirata da una cosa, tu da un'altra. È superficie, è curiosità, ma poi, boom, ecco la dimensione. È bello che lei sia di Cuba, è bello che sua nonna fosse questo e suo nonno quello, è bello che io suoni il piano e sia il proprietario di un manoscritto di Kafka, ma questa è solo una digressione lungo a strada che ci porta nel posto dove stiamo andando.   Philip Roth, L’animale morente

Una certezza

Certi giorni che mi tocca andare molto per le strade (sono i soli momenti che riposo) o rivedere facce di vecchia conoscenza, so già che a poco a poco mi lascerò prendere dalla solita idea - quest'idea comincia a camminare con me - mi fa compagnia negli incontri e nelle attese - sta per dirmi una parola decisiva - e proprio mentre credo di vedere qualcosa, capisco ch'è soltanto il riflesso di un momento di quand'ero ragazzo e non sapevo nemmeno che sarei diventato io. Con tanto che ho fatto, veduto e capito nel mondo, mi succede dunque che le cose più mie sono un mucchio di sassi dove mi sedevo allora, una griglia di cantina dove ficcavo gli occhi, una stanza chiusa dove non potevo entrare. E il bello è che quell'impressione di sfiorare un mondo libero come l'aria, di sentire per un momento che io e questo mondo siamo una cosa sola e, se l'impressione continuasse per un po’, dovrei credermi chi sa chi e vivere in tutt'altro modo, quest'impressione potevo

FramMenti

Volevo scriverti, non per sapere come stai tu, ma per sapere come si sta senza di me. lo non sono mai stato senza di me e quindi non lo so. Vorrei sapere cosa si prova a non avere me che mi preoccupo di sapere se va tutto bene, a non sentirmi ridere, a non sentirmi canticchiare canzoni stupide, a non sentirmi sbraitare quando mi arrabbio, a non avermi pronto lì a fare qualsiasi cosa per farti stare bene. Forse si sta meglio, o forse no. Però mi è venuto il dubbio e vorrei anche sapere se ogni tanto questo dubbio è venuto anche a te. Perché sai, io a volte me lo chiedo come si sta senza di te, poi però preferisco non rispondere che tanto va bene così. Ho addirittura dimenticato me stesso per poter ricordare te.  Soren Kierkegaard

Razzializzare

È così che si intitola uno dei capitoli del libro "How nonviolence protects the state" di Peter Gelderloos. L'autore spiega come l'adesione dogmatica alla non violenza sia ingiustificata e ingiustificabile. Non condanna coloro che praticano azioni non-violente, ma sottolinea l'importanza di diversificare gli approcci alle lotte che per avere successo, a volte, possono richiedere azioni violente. La non violenza nel contesto attuale è intrinsecamente un metodo utilizzato dalle persone privilegiate, ignora la violenza onnipresente della società industriale. Elude il fatto che questa violenza è inevitabile, parte integrante dell'attuale gerarchia sociale e che sono le persone non bianche ad esserne maggiormente colpite. Il pacifismo suppone che le persone bianche privilegiate, che non hanno mai subito razzismo, possano consigliare alle popolazioni oppresse di soffrire passivamente e sottostare alla violenza delle strutture sociali. Strumentalizzare delle fi

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