Post

Buonanotte del 1 dicembre 2020

Sono la musica che ascolto, le immagini che vedo, i libri che leggo, i sentimenti che risvegliano, i pensieri cui inducono, l’amore che offro, la pazienza, il lavoro, gli scatti di nervi e il cibo che ingurgito… Silvano Bottaro

1 dicembre del 1955, Alabama

Immagine
Rosa stava tornando a casa, in autobus, dopo una giornata di lavoro Non trovando posto nel settore riservato agli afroamericani, decise di sedersi nel settore riservato ai bianchi Dopo di lei salì un uomo bianco e, quando l'autista le chiese di lasciare libero quel posto, lei si rifiutò. Per quel NO fu arrestata e condotta in carcere. Con il suo netto rifiuto di cedere il posto su un autobus a un bianco, Rosa Parks cambiò per sempre la storia dei diritti civili. Da quell'atto coraggioso partirono una serie di proteste, tra le quali vi fu il boicottaggio dei mezzi pubblici di Montgomery, che iniziò il 5 dicembre del 1955 per concludersi il 21 dicembre del 1956 Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici. "La gente dice che non lasciai il mio posto a quell'uomo perché ero stanca, ma non è vero. Non ero stanca fisicamente, ero stanca di darla vinta a loro e sentirmi infer

Labbra sottili

La ragazza rise di nuovo. Nella sua voce c’era la gioia di un uccellino in gabbia. Gli occhi colsero la melodia e la riversarono splendendo; si chiusero per un attimo, come per nascondere il segreto. Quando si riaprirono, su di loro era passata l’ombra di un sogno. La saggezza dalle labbra sottili le parlava dalla poltrona consunta, le consigliava prudenza prendendola a prestito da quel libro delle vigliaccherie il cui autore scimmiotta il nome del buon senso. Sibyl non l’ascoltava, era libera nella prigione della passione. Il suo principe, il principe azzurro, era con lei. Aveva chiesto alla memoria di riprodurglielo, aveva mandato la sua anima a cercarlo e questa glielo aveva riportato. Il suo bacio le ardeva sulle labbra, le sue palpebre erano calde del suo respiro.  Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

Buonanotte del 30 novembre 2020

Col passare del tempo lo capirai. Ciò che dura, dura; ciò che non lo fa, non lo fa. Il tempo risolve la maggior parte delle cose. E quello che il tempo non può risolvere, lo si deve risolvere da soli. Haruki Murakami

Una storia incredibile

Quella di Teresa Buonocore è una vicenda quasi dimenticata, sepolta dagli anni, declassata a storia di serie b, come certe storie gigantesche di cui nessuno sembra accorgersi finché non si soffia sulla polvere. E a soffiare sulla polvere viene fuori il volto di una donna, Teresa, che nel 2008, a Portici, denunciò l’uomo che per anni aveva abusato di sua figlia Alessandra, a quel tempo tredicenne. Quell’uomo, Enrico Perillo, fu condannato a 15 anni di carcere e per vendetta, incaricò due giovani sicari di uccidere Teresa, 51 anni, raggiunta da 4 colpi di pistola mentre andava al lavoro. Era il 20 settembre 2010, Teresa lasciò due figlie e il ricordo di una donna che non aveva paura. Oggi, quella bambina che andò in un tribunale a testimoniare con coraggio, è una donna di 23 anni. Una donna che ha deciso di raccontare la sua storia e quella di una mamma che ha creduto nella giustizia, e che la giustizia non ha saputo proteggere. Chi era Enrico Perillo? Era il papà di due mie amichette ge

Ripensare e ricostruire

Da tutta questa situazione si possono ricavare diverse lezioni, soprattutto, sugli aspetti suicidi di un capitalismo incontrollato e sul danno aggiuntivo procurato dalla piaga neoliberista. La crisi mette in luce quanto sia pericoloso trasferire il processo decisionale a istituzioni private svincolate da qualsiasi controllo pubblico e mosse esclusivamente dall’avidità, che è il loro dovere solenne, come ci hanno spiegato Milton Friedman e altri luminari invocando le leggi dell’economia sana. [...] La crisi ci dà l’opportunità di ripensare e ricostruire il nostro mondo. I padroni stanno già impiegando tutte le loro energie in questa missione, e se non saranno contrastati e sopravanzati da forze popolari realmente impegnate, ci riaffacceremo su un mondo ben più deforme, un mondo che potrebbe non sopravvivere a lungo. Noam Chomsky, da un'intervista di C. J. Polychroniou del 10 aprile 2020.

Buonanotte del 29 novembre 2020

L'egoismo comune cagiona e necessita l'egoismo di ciascuno. Perché quando nessuno fa per te, tu non puoi vivere se non t'adopri tutto per te solo. E quando gli altri ti tolgono quanto possono, e per li loro vantaggi non badano al danno tuo, se vuoi vivere, conviene che tu combatta per te, e contrasti agli altri tutto quello che puoi. Giacomo Leopardi, Zibaldone di Pensieri

La macchia umana

Noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c’è altro mezzo per essere qui. Nulla a che fare con la disobbedienza. Nulla a che fare con la grazia o la salvezza o la redenzione. È in ognuno di noi. Insita. Inerente. Qualificante. La macchia che esiste prima del segno. Che esiste senza il segno. La macchia così intrinseca non richiede un segno. La macchia che precede la disobbedienza, che comprende la disobbedienza e frusta ogni spiegazione e ogni comprensione. Ecco perché ogni purificazione è uno scherzo. Uno scherzo crudele, se è per questo. La fantasia della purezza è terrificante. È folle. Cos’è questa brama di purificazione, se non l’aggiunta di nuove impurità? — Philip Roth

Buonanotte del 28 novembre 2020

E’ una specie d’amore vero? Come la tazza contiene il tè, Come la sedia si regge gagliarda sulle quattro gambe, Come il pavimento riceve la suola delle scarpe. O le dita dei piedi. Come la pianta dei piedi conosce dove si trova. Stavo pensando alla pazienza delle cose comuni, come i vestiti che aspettano rispettosamente negli armadi. E il sapone che si scioglie quietamente sui piatti, E gli asciugamani che assorbono l’umidità dalla pelle della schiena. E l’amorevole ripetizione delle stelle. E cosa, infine, è più generoso di una finestra? Pat Schneider

Jane Kenyon

Immagine
  The Suitor Io sono il boccio pressato in un libro, ritrovato dopo duecento anni... Sono l’artefice, l’amante, il guardiano... Quando la giovinetta affamata siede alla tavola siede proprio accanto a me... Sono cibo nel piatto del prigioniero... Sono acqua che scorre veloce alla sorgente, e riempie la brocca fino a che trabocca... Sono il paziente giardiniere di un arso e trascurato giardino... Sono il gradino di pietra, il chiavistello, e il cardine efficiente... Sono il cuore contratto dalla gioia... i capelli più lunghi, bianchi prima del riposo... Sono là, nel cesto di frutta offerto in dono alla vedova... Sono la rosa muschiata che s’apre inattesa, la felce sulla cima paludosa... Sono colei il cui amore ti sovrasta e già ti è accanto proprio quando tu pensi di chiamarmi...

Buonanotte del 27 novembre 2020

Adesso non penso più a nessuno; non mi curo nemmeno di cercare parole. Tutto scorre in me più o meno svelto, non fisso nulla, lascio correre. La maggior parte del tempo, in mancanza di parole cui attaccarsi, i miei pensieri restano nebulosi. Disegnano forme vaghe e piacevoli, e poi sprofondano, e subito li dimentico. Sartre, La Nausea

Avevano combattuto il fascismo

AVEVANO COMBATTUTO IL FASCISMO, MA LA FRANCIA LI RINCHIUSE NEL CAMPO DI CONCENTRAMENTO DI ARGELES-SUR-MER: STORIA DEI REPUBBLICANI SPAGNOLI BRACCATI DA FRANCO E PERSEGUITATI DALLA REPUBBLICA La Catalogna era persa, la Repubblica stava perdendo. Ma la parola resa non esisteva nel vocabolario di molti soldati repubblicani. Con la caduta di Barcellona, per le truppe superstiti vi era una sola via di fuga possibile: a nord-est, verso la Francia. Fu così che migliaia di soldati, ma anche civili, si incamminarono verso il Paese che - se certo non li aveva appoggiati chiaramente durante il conflitto - di sicuro non li avrebbe respinti. I soldati, in realtà, speravano che almeno la Francia li aiutasse a ritornare nelle aree controllate ancora dalla Repubblica al fine di continuare la lotta. Non fu così. Preoccupati dal riarmo della Germania, i francesi non avevano alcuna intenzione di aiutare la Repubblica spagnola a proseguire una lotta già persa. I soldati spagnoli furono disarmati ed intern

Questo maledetto virus

Guardo con distacco quello che questo virus sta lasciando dietro al suo passaggio. Certo, in tre mesi non si puo' vedere quanto il nostro mondo sia cambiato ma qualche piccolo segnale fa capire tanto. Praticamente non è cambiato niente se non qualche piccolo segnale in peggio. I ricchi nel mondo hanno aumentato di 300 miliardi di dollari le loro ricchezze; non c'è giornale, media, tv, politico che non parlino tutti delle stesse cose: aiuti alle imprese, al commercio, al turismo, agli alberghi, agli stabilimenti balneari. Grandi dibattiti sulle compagnie aeree, sulle grandi infrastrutture, sui miliardi a pioggia per finanziare le grandi imprese,  su come far ripartire l'industria del lusso e dei lustrini. Insomma, tutto cio' che e' funzionale al ceto dominante. Fuori da ogni radar la classe operaia, i giovani e i poveri. Per loro nessuno spende una parola, per loro  non c'è niente se non una lunghissima traversata nel deserto da pezzenti. Loro non possono chieder

Buonanotte del 26 novembre 2020

L’universo è solo un vuoto crudele e indifferente, la chiave per la felicità non è trovare un significato, ma tenersi occupati con stronzate varie fino a quando è il momento di tirare le cuoia. Mr. Peanutbutter (from BoJack Horseman)

3 Ottobre 1935, la guerra d'Etiopia e i crimini coloniali

Questo giorno, 79 anni fa, l'Italia iniziava la guerra contro l'Impero d'Etiopia. Per preparare l'impresa coloniale il regime fascista non badò a spese e mise in piedi la più grande campagna coloniale della storia: fu una mobilitazione decisamente atipica per una campagna coloniale, con un numero di uomini e mezzi di gran lunga superiori di quelli che le altre potenze coloniali avevano utilizzato fino ad allora per conquistare territori immensamente più grandi. Fu un conflitto altamente simbolico, dove il regime fascista impiegò una grande quantità di mezzi propagandistici con lo scopo di impostare e condurre una guerra in linea con le esigenze di prestigio internazionale e di rinsaldamento interno del regime stesso, volute da Benito Mussolini, con l'obiettivo a lungo termine di orientare l'emigrazione italiana verso una nuova colonia popolata da italiani e amministrata in regime di apartheid sulla base di una rigorosa separazione razziale. E per giungere a ques

Una vita più infima e infelice

La sua malattia era che gli era passata la voglia di mondo. I medici la chiamano depressione. Lui non prendeva farmaci, incontrava persone, ma qualche minuto dopo si accorgeva che nella sua testa non rimaneva nulla di quegli incontri. E se parlava con un donna non gli veniva voglia di sedurla. Girava per il mondo con la testa di plastica.Era morto, come quasi tutti gli abitanti del pianeta. Non aveva più voglia di nulla. Aspettava la morte senza paura e senza farsi nessuna domanda. Aveva chiuso con se stesso e con gli altri. Non provava nessun rancore. Non aveva voglia di litigare, non c'era nessuna verità che meritava di essere protetta. Camminava in un piccolo sentiero sotto casa sua. Non incontrava nessuno. Aveva buttato il telefono e il computer. Un giorno gli arrivò una lettera. Una donna gli chiedeva di poter scrivere un libro sulla sua vita. Lui le disse che non era interessato, ma la donna un giorno si presentò a casa sua. Era molto bella, una di quelle bellezze dovuta alle

Buonanotte del 25 novembre 2020

C’è chi si accontenta di vivere il tran-tran quotidiano e chi no. Io sono fra quelli che non si realizzerebbero mai in un gruppo, nella monotonia di tutti i giorni; ho bisogno di evadere, di incontrare la solitudine... Si crede che solitudine significhi angoscia, per me non è così: è un momento positivo, prezioso, un’occasione per guardarmi dentro, giudicarmi, capirmi o almeno di tentare di farlo. La solitudine acutizza la sensibilità ed amplifica le emozioni. L’angoscia si prova quando si è immersi in un mare di gente e non si riesce a dialogare. Walter Bonatti

Sui fondali degli oceani la quantità di plastica è 30 volte superiore a quella che galleggia

Immagine
Almeno 14 milioni di tonnellate di pezzi di plastica di larghezza inferiore a 5 millimetri si trovano probabilmente sul fondo degli oceani: una quantità 30 volte superiore a quella che galleggia in superficie. Lo rivela uno studio che si basa sull'analisi dei sedimenti oceanici fino a 3 chilometri di profondità, realizzato dall'agenzia scientifica governativa australiana Csiro. Le microplastiche hanno un diametro di 5 mm o meno e sono per lo più il risultato di oggetti in plastica più grandi che si rompono in pezzi sempre più piccoli. Per Denise Hardesty, principale ricercatrice del Csiro e coautrice della ricerca pubblicata sulla rivista Frontiers in Marine Science, la ricerca di microplastica in una posizione remota e a tali profondità "indica l'ubiquità della plastica, non importa dove ti trovi nel mondo". "Questo significa che in acqua si trova ovunque. E ci fa riflettere sul mondo in cui viviamo e sull'impatto delle nostre abitudini di consumo su que

Lorenzo il Magnifico - Lorenzo il Magnifico

Immagine
Ardo d'amore, e conviemme cantare per una dama che me strugge el cuore, ch'ogni otta ch'i' la sento ricordare, el cor me brilla e par ch'egli esca fuore. Ella non truova de bellezze pare, cogli occhi gitta fiaccole d'amore; i' sono stato in città e 'n castella e mai ne vidi ignuna tanto bella. LORENZO IL MAGNIFICO Cit. da Lorenzo il Magnifico ‐ Incipit

Buonanotte del 24 novembre 2020

Se si viaggia, si viaggia soli: viaggiare soli è il solo modo di viaggiare. Direi che l’aggettivo ‘solitario’ è il complemento indispensabile al sostantivo ‘viaggiatore’. La presenza di un compagno di viaggio è un allontanamento, un impedimento a entrare, a capire, tanto maggiore quanto maggiore è l’affiatamento: perché fai conchiglia bivalve con il tuo compagno. Il viaggiatore solitario non è affatto un orso che non sta con nessuno: al contrario, la solitudine è una bandiera di disponibilità. Sergio Stocchi

Alexandre Marius Jacob

IL 28 AGOSTO 1954 MORIVA ALEXANDRE MARIUS JACOB: LA LOTTA DI CLASSE COMBATTUTA A COLPI DI GRIMALDELLO E PIEDE DI PORCO Nato ad Marsiglia il 27 settembre 1879, figlio di un navigatore, Alexandre fu, giovanissimo, mozzo su un vascello che non sapeva essere pirata. Rientrato in patria finì in carcere per la prima volta. Sceso dalle navi a diciassette anni Jacob si votò alla causa dell’anarchia. Non aveva nemmeno vent’anni quando venne di nuovo arrestato. La sua colpa erano le sue idee. Sei mesi di carcere e le fabbriche di tutta la Francia chiuse per sempre. E così decise che se non poteva attraversare le porte delle fabbriche, avrebbe aperto le case dei loro proprietari. Fu nei bassifondi di Marsiglia che comprese la sua missione. Non l’agitatore, non il militante, non il dinamitardo: bensì il ladro. Ma non un ladro qualunque. Un ladro politico votato alla causa della restituzione individuale. Sì, perché Jacob non rubava né per divertimento né per denaro: rubava per amore dell’anarchi

I pascoli del cielo

Una bellezza troppo grande è di svantaggio per una ragazza di campagna quanto la bruttezza. Guardando Alice i giovanotti della valle diventavano rossi e muovevano piedi e mani con inquietudine. Non le parlavano, non l’ invitavano a ballare. Ballavano invece accanitamente con ragazze meno belle, facendo un gran chiasso infantile. Se Alice teneva la testa voltata altrove essi l’ osservavano, ma appena quella si girava dalla loro parte facevano subito finta di ignorare la sua presenza. Trattata sempre a questo modo, Alice non aveva mai potuto rendersi conto di essere la bella ragazza che era, e frequentava i balli rassegnata ad avere una parte di semplice comparsa. — John Steinbeck

Buonanotte del 23 novembre 2020

Ecco la mirabile stupidità del mondo: quando le nostre fortune decadono - spesso per gli eccessi del nostro stesso comportamento - rendiamo colpevoli dei nostri disastri il sole, la luna e le stelle, come se fossimo delinquenti per necessità, sciocchi per coercizione celeste, furfanti, ladri e traditori per il movimento delle sfere, ubriaconi, bugiardi e adulteri per obbedienza forzata all'influsso dei pianeti - e tutto il male che facciamo è dovuto all'imperativo divino. William Shakespeare, Re Lear

Cioccolato a rischio

Immagine
Cioccolato a rischio: “Nel 2038 potrebbe non esserci cacao per tutti” Nel 2038 l’alimento anti-depressivo per eccellenza potrebbe non essere più disponibile per tutti: stiamo parlando del cioccolato, che secondo l’allarme lanciato dalla geopolitologa francese Virginie Raisson, per anni membro del consiglio di amministrazione di Médecins sans frontières, diventerà un vero e proprio bene di lusso. Il motivo? “Per la combinazione di una serie di ragioni”, spiega Raisson nel suo ultimo libro, 2038 Atlante sui futuri del mondo. “La prima è che nei Paesi emergenti la domanda di cioccolato sta aumentando esponenzialmente. Soltanto in Cina il consumo medio di cacao, che nel 2010 superava a malapena i 40 grammi a testa all’anno, nel 2014 era già aumentato del 75 per cento. A questo ritmo, la Cina potrebbe piazzarsi al secondo posto tra i Paesi consumatori di cacao prima della fine di questo 2020”. Ma non solo. La causa è da ricercare anche nei cambiamenti climatici, che influiranno potentemente

Narciso e Boccadoro

Volevo raccontarti della madre, che mi tiene le dita strette intorno al cuore. da molti anni, creare una figura della madre è stato il mio sogno più caro e più misterioso, era per me la più santa di tutte le immagini, me la portai sempre in cuore, una figura piena d’amore e piena di mistero. Ancora poco tempo fa mi sarebbe stato insopportabile il pensiero di dover morire senza aver realizzato questo mio sogno; tutta la mia vita mi sarebbe apparsa inutile. Ed ora guarda che strano destino: invece d’esser le mie mani a formarla e plasmarla, è lei a formare e a plasmare me. Ha le sue mani intorno al mio cuore e lo stacca dal mio corpo e lo svuota; mi ha allettato a morire e con me muore anche il mio sogno, la bella figura, l’immagine della grande Eva-Madre. La vedo ancora e, se avessi forza nelle mani, potrei darle forma. Ma essa non vuole, non vuole che io renda visibile il suo mistero. Preferisce che io muoia. Muoio volentieri: essa mi rende facile il trapasso. Hermann Hesse

Etichette

Mostra di più