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Buonanotte del 20 aprile 2021

"Vita della mia vita, sempre cercherò di conservare puro il mio corpo, sapendo che la tua carezza vivente mi sfiora tutte le membra. Sempre cercherò di allontanare ogni falsità dai miei pensieri, sapendo che tu sei la verità che nella mente mi ha acceso la luce della ragione. Sempre cercherò di scacciare ogni malvagità dal mio cuore, e di farvi fiorire l’amore, sapendo che hai la tua dimora nel più profondo del cuore. E sempre cercherò nelle mie azioni di rivelare te, sapendo che è il tuo potere che mi dà la forza di agire."  (Vita della mia vita, Rabindranath Tagore)

Ricino & carote

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La TUNISIA é ricca di alberi di Ricino. Ne trovi ovunque perché nascono spontaneamente, non hanno bisogno di nessuna cura o di qualsiasi manutenzione. Dalle bacche si ricava il famoso olio che, l'estetista Dott. Mussolini, consigliava come cura contro la testardaggine partigiana. Ma i benefici non si fermano qui, é estremamente consigliato contro le rughe, la fortificazione delle unghie e la caduta dei capelli. Il Sant'Uomo di Predappio ne aveva scoperto le virtù miracolose, somministrandolo alle cavie comuniste che dopo soli tre trattamenti diventavano socialdemocratici. Purtroppo nessuno gli credette, anzi, fu messo al bando. L'illustre Medico, vanto della nostra Medicina negli anni venti del secolo scorso, scoperse in laboratorio a Salo' anche i benefici della carota. Per combattere le emorroidi e le ragadi, bastava infilarla nel retto e tenerla per qualche ora. Molti, adducendo fantasiosi dolori anali, rifiutavano il trattamento, preferendo tenersi le emorroidi marx

Vita collettiva

Penso che essenzialmente quello che detesto nel mio tempo, è proprio una falsa concezione dell’utile e dell’inutile. Utile viene oggi decretata la scienza, la tecnica, la psicanalisi, la liberazione dai tabù del sesso. […]  Il resto è disprezzato come inutile. Nel resto però c’è un mondo di cose. Esse vanno evidentemente chiamate inutili, non portando con sé per i destini dell’umanità nessun vantaggio sensibile.  […] fra esse c’è il giudizio morale individuale, la responsabilità individuale, il comportamento morale individuale, la responsabilità morale individuale. Fra esse c’è l’attesa della morte che costituisce la vita dell’individuo. Fra esse c’è il pensiero solitario, la fantasia, la memoria, i rimpianti per le età perdute, la malinconia. Tutto quello che forma la vita della poesia.   Natalia Ginzburg, V, 1970

Buonanotte del 19 aprile 2021

Sappi infine che ogni faccia è un miracolo. È unica. Non potrai mai trovare due facce assolutamente identiche. Non hanno importanza bellezza o bruttezza: sono cose relative. Ogni faccia è simbolo della vita, e ogni vita merita rispetto. Nessuno ha diritto di umiliare un'altra persona. Ciascuno ha diritto alla sua dignità.   (T. Ben Jelloun)

Ai sovranisti!

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L’Europa agli europei, l’Italia agli italiani? Se l'Africa fosse degli africani non ci sarebbe immigrazione! Non pensate che se non aveste messo prima e tutt'ora le mani sulle ricchezze in Africa non ci sarebbe mai stata nessuna immigrazione dal continente? L'Africa è il continente più ricco del pianeta. Perché lo lasciano? Guerre? Malattie? Ignoranza? Povertà? E come fa l'Africa a essere povera essendo il continente più ricco del pianeta? Esatto! La risposta la sanno tutti, ma conviene tacere e far finta di niente, vero? E sarebbe anche giusto, se l'Africa fosse degli africani.  Soumaila Diawara

Ci siamo fatti male

Ci siamo fatti male - Ci siamo staccati, abbiamo tagliato fili e rami. Alberi, anche. Rivolto lo sguardo altrove, non abbiamo più chiesto alla luna il perché della nostra malinconia. Il perché della nostra fame, del nostro tanto o poco sonno, abbiamo smesso di chiederglielo. Eppure ci continua a guardare, a guidare, senza offesa continua a far nascere, muovere, crescere; lei continua, continua sempre. Ci siamo staccati, abbiamo tagliato fili e rami. Appiccato fuochi. Voltato le spalle, abbassato la testa davanti alle stelle, maestre di vita. Scesi dal carro, perso la via. Lattea. Ci siamo persi, così. Bestemmiato tutte le stagioni, tanto il caldo quanto il freddo . Spenti nel tiepido ( o quieto) vivere. Maggio non sarà mai Ottobre, anche se si mangiano fragole a tutte le ore. E Novembre che porta il tacere, non sarà mai il chiasso del 25 Dicembre. Abbiamo fatto come ci pare, ci siamo fatti male. Abbiamo perso il nord, il sud, l'est, l'ovest e l' orizzonte. Ci abbiamo costru

Buonanotte del 18 aprile 2021

Ormai nessuno ha più tempo per nulla. Neppure di meravigliarsi, inorridirsi, commuoversi, innamorarsi, stare con se stessi. Le scuse per non fermarci a chiedere se questo correre ci rende felici sono migliaia, e se non ci sono, siamo bravissimi a inventarle.   (Tiziano Terzani)

Al figlio del nomade

"Calza i tuoi sandali e cammina sulla sabbia che nessuno schiavo ha mai calpestato. Sveglia la tua anima e bevi alle sorgenti che nessuna farfalla ha mai sfiorato. Dispiega i tuoi pensieri verso le vie lattee che nessun folle ha osato sognare. Respira il profumo dei fiori che nessuna ape ha mai corteggiato. Allontanati dalle scuole e dai dogmi: i misteri del silenzio che il vento rileva alle tue orecchie ti bastano. Allontanati dai mercati e dalla gente ed immagina la fiera delle stelle dove Orione allunga la sua spada, dove sorridono le Pleiadi intorno alla fiamme della Luna, dove neppure un fenicio ha lasciato le sue tracce. Pianta la tua tenda negli orizzonti dove nessuno struzzo ha pensato di celare le sue uova. Se tu vuoi risvegliarti libero come un falco che plana nei cieli, l’esistenza ed il nulla sospesi alle sue ali, la vita, la morte."   (Al figlio del nomade, Mahmoud Darwish)

Buonanotte del 17 aprile 2021

Tutte le forze troppo a lungo imprigionate, quando esplodono, portano distruzione. Anche l'aria così vitale per la terra, l'acqua portatrice di ricchezza, il calore che conduce a maturazione, si trasformano, se ingabbiate, in forze devastanti. Così avveniva anche allora nel suo cuore: le sue migliori qualità, troppo a lungo accanite contro se stesse, si erano trasformate in un cumulo di ostinazione.   Charles Dickens, Tempi difficili

Erich Fried

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È assurdo dice la ragione È quel che è dice l’amore È infelicità dice il calcolo Non è altro che dolore dice la paura È vano dice il giudizio È quel che è dice l’amore È ridicolo dice l’orgoglio È avventato dice la prudenza È impossibile dice l’esperienza È quel che è dice l’amore Erich Fried

Buonanotte del 16 aprile 2021

Non faccio paragoni, non li voglio fare, li trovo sbagliati. Ma come noi eravamo senza nome, senza diritto ad avere un nome, così accade oggi. Allora si sapeva, si sapeva ai piani alti, ma furono altre le priorità, altre le scelte. Oggi lo sappiamo tutti, ma mentre il mare si chiude sui senza nome, nessuno interviene. Il nesso tra allora e oggi sta proprio nell’indifferenza.   Liliana Segre

Gaetano Collotti

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DURANTE LA GUERRA LA BANDA COLLOTTI, GUIDATA DA GAETANO COLLOTTI, TORTURÒ, VIOLENTÒ E UCCISE CENTINAIA TRA PARTIGIANI, FAMILIARI DI QUESTI ULTIMI E CIVILI INNOCENTI. NEL 1954 VENNE ADDIRITTURA INSIGNITO DELLA MEDAGLIA DI BRONZO ALLA MEMORIA PER LE SUE AZIONI CONTRO I PARTIGIANI  Gaetano Collotti aveva 22 anni quando ottenne una posizione di comando in Friuli. Era il 1939, l’Europa si trovava alla vigilia della Seconda guerra mondiale, che avrebbe ben presto travolto anche quella zona di confine dove già il fascismo si era accanito con particolare violenza. Collotti si era distinto già prima della guerra e durante le prime fasi della stessa per il suo sangue freddo e la sua intransigenza nella soppressione di ogni forma di opposizione nel Friuli Venezia - Giulia, in particolare da parte della minoranza slava. Finire nelle mani di Collotti significava subire ogni forma di tortura, dalle botte alle violenze sessuali, dalle scosse elettriche al finto annegamento. Questa era la prassi prima

La carriola

Il mio caso è anche peggiore. Io vedo non ciò che di me è morto; vedo che non sono mai stato vivo, vedo la forma che gli altri, non io, mi hanno data, e sento che in questa forma la mia vita, una mia vera vita, non c’è stata mai. Mi hanno preso come una materia qualunque, hanno preso un cervello, un’anima, muscoli, nervi, carne, e li hanno impastati e foggiati a piacer loro, perché compissero un lavoro, facessero atti, obbedissero a obblighi, in cui io mi cerco e non mi trovo. E grido, l’anima mia grida dentro questa forma morta che mai non è stata mia: – Ma come? io, questo? io, così? ma quando mai? – E ho nausea, orrore, odio di questo che non sono io, che non sono stato mai io; di questa forma morta, in cui sono prigioniero, e da cui non mi posso liberare. Forma gravata di doveri, che non sento miei, oppressa da brighe di cui non m’importa nulla, fatta segno d’una considerazione di cui non so che farmi; forma che è questi doveri, queste brighe, questa considerazione, fuori di me, so

Buonanotte del 15 aprile 2021

Il punto iniziale e la paura principale per me è l’indifferenza. È più comoda, è una scelta che è una non scelta, è un richiamo fantastico, è una sirena irresistibile. Sono spariti i grandi ideali, le persone sono molto meno politicizzate. È più facile aderire a gruppi nei quali c’è qualcuno che decide al posto tuo. Questo vale per quasi tutti, salvo che per i pochi che si sono opposti, come al tempo della mia infanzia. Quei pochi sono sempre stati una minoranza assoluta». L’indifferenza è impunita: «E come si fa a prendersela con gli indifferenti? Ti possono sempre rispondere che non hanno fatto nulla.   Liliana Segre

Profughi

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CENTINAIA DI MIGLIAIA DI TEDESCHI FURONO UCCISI DOPO LA SECONDA GUERRA MONDIALE - TRA POLONIA E CECOSLOVACCHIA - E MILIONI ESPULSI, EPPURE LA GERMANIA NON USEREBBE MAI LA STESSA RETORICA DELLO STATO ITALIANO SULLE “FOIBE” Tra le altre cose a Yalta, nel febbraio 1945, si discusse della questione dell'espulsione dei tedeschi dai paesi europei dopo la fine della guerra mondiale, dicendo che gli ulteriori morti che ci saranno prima del termine del conflitto creeranno spazio per i profughi. Profughi provenienti da mezzo mondo. Tedeschi espulsi dagli USA, dal Sud America, dall'Africa, dai Balcani, dal Belgio, dalla Jugoslavia, dalla Romania, dall'Ungheria e soprattutto dalla Polonia e dalla Cecoslovacchia. Attenzione, in molti di questi casi parliamo di persone di origine tedesca che da decenni (anche secoli) vivevano in territori come la Prussia Orientale e i Sudeti, non solo delle recenti migrazioni figlie dell’espansionismo nazista. Proprio dalla Cecoslovacchia vennero cacciat

Rispettate l’oscurità

Guardate questo fiore nell’oscurità e apprendete la gioia della vita, esso è pura forza vitale. Abbiate rispetto dell’oscurità, chiudete gli occhi e pensate alle tenebre, l’oscurità è la signora dell’inquietudine, l’oscurità è il regno della morte. Non dimenticate l’oscurità nella luce, non dimenticate il fiore nell’oscurità, non dimenticate l’impietosa e crudele natura quando guardate nel buio del vostro cuore. Rispettate l’oscurità, chiudete gli occhi e pensate alle tenebre. E adesso, cari amici, riposate sereni nel sonno eterno, finché torneremo a casa, oltre le stelle. Da questo momento, tutti noi siamo diventati abitanti delle tenebre, dove siamo sprofondati. Offriamo dunque dei fiori e cerchiamo la pace nel profondo dei nostri cuori.   Il mistero della Pietra Azzurra [ep.16]

Buonanotte del 14 aprile 2021

Ho la paura della perdita della democrazia, perché io so cos’è la non democrazia. La democrazia si perde pian piano, nell’indifferenza generale, perché fa comodo non schierarsi, e c’è chi grida più forte e tutti dicono: ci pensa lui.  Liliana Segre

Della ricerca e delle verità. Sulle accuse al Centro studi movimenti di “negazionismo”

Come ogni anno, il 10 febbraio è il giorno in cui ricercatori e ricercatrici di storia sono chiamati a esporsi sul “Giorno del ricordo”, ragionando di foibe e delle «complesse vicende del confine orientale», secondo quanto suggerisce la Legge n. 92 del 2004 che istituisce questa giornata. Come ogni anno, puntualmente, ricercatori e ricercatrici di storia sono accusati di essere negazionisti perché non si fermano a condannare la tragedia delle foibe ma, documenti alla mano, cercano di fare il loro mestiere, vale a dire capire ‒ e far capire a un più ampio pubblico ‒ quelle vicende, inserendole nel loro contesto. Seguendo una precisa deontologia professionale e le indicazioni di quella Legge (che segnala la necessità da parte di enti e istituzioni di realizzare «studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende»), gli storici pongono al centro del lavoro non i discorsi ad effetto, le condanne morali o i racconti cruenti quanto l’urgenza di comprende

Oriana Fallaci - La rabbia e l'orgoglio

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Mi chiedi di parlare, stavolta. Mi chiedi di rompere almeno stavolta il silenzio che ho scelto, che da anni mi impongo per non mischiarmi alle cicale. E lo faccio. Perché ho saputo che anche in Italia alcuni gioiscono come l'altra sera alla Tv gioivano i palestinesi di Gaza. "Vittoria! Vittoria!" Uomini, donne, bambini. Ammesso che chi fa una cosa simile possa essere definito uomo, donna, bambino. Ho saputo che alcune cicale di lusso, politici o cosiddetti politici, intellettuali o cosiddetti intellettuali, nonché altri individui che non meritano la qualifica di cittadini, si comportano sostanzialmente nello stesso modo. Dicono: "Bene. Agli americani gli sta bene." E sono molto molto, molto arrabbiata. Arrabbiata d'una rabbia fredda, lucida, razionale. Una rabbia che elimina ogni distacco, ogni indulgenza. Che mi ordina di rispondergli e anzitutto di sputargli addosso. Io gli sputo addosso. ORIANA FALLACI  Cit. da La rabbia e l'orgoglio ‐ Incipit

Buonanotte del 13 aprile 2021

Quando fai questo percorso del diventare un criminale, i nodi vengono al pettine. E più vai avanti per questa strada più ti rendi conto che a un certo punto non poi più tornare indietro. Non puoi essere beccato, nessuno può scoprirti, devi continuare a tenere nascosto quello che fai. Puoi andare solo avanti, non puoi tornare indietro.   Vince Gilligan

Una manna dal cielo

IL CALCIO A SERVIZIO DELLA DITTATURA MILITARE: ARGENTINA '78, LA STORIA DEI MONDIALI DELLA VERGOGNA Quei Mondiali erano . La dittatura militare guidata da Videla aveva preso il potere da due anni. La decisione di tenere i Mondiali in Argentina era stata presa in realtà 10 anni prima, nel 1968, ma la presenza di un regime che aveva cancellato l'opposizione massacrando gli studenti, gettando persone dagli aerei in volo sull’oceano, piegando tutto il Paese agli interessi di industriali e latifondisti, pareva non turbare il mondo del calcio. La giunta decise di sfruttare il più possibile l’evento sportivo in termini di propaganda e prestigio. I quartieri più poveri di Buenos Aires e delle altre grandi città argentine vennero praticamente rasi al suolo. Le spese della giunta furono di circa cinquecento milioni di dollari, ovvero quasi 5 volte la cifra che venne spesa dalla Spagna per l’organizzazione dei mondiali successivi nel 1982. I veri protagonisti di Argentina 78 divennero, an

E' umano, direi

“Questo posto non è cambiato affatto" disse Joe. Indicò una serie di vecchie foto. “Gli scrittori morti sono ancora morti” aggiunse. “Meno male.” “Per certi versi sì” replicò. “Lascio correre”. “Cioè segui la corrente?” gli chiesi. “No” rispose “Niente affatto. Così sembra che mi lasci guidare dal pifferaio magico o chessò io. E non ci siamo proprio, non ci siamo per niente” “C'entra l'invecchiamento” disse “Almeno credo. Hai talmente tanti ricordi che diventa difficile distinguere cos'è successo da cosa poteva succedere e da cosa non è successo ma lo sembra.” “Ti stai chiedendo se la memoria è affidabile?” gli dissi. “Credo di sì. Ricordo quella sera. La ricordo bene.” Sorrisi. “Perciò ci sono cose di cui posso rendere conto con certezza. Altre… È uno dei grandi vantaggi dell'invecchiamento, forse l'unico, cazzo. Se vivi abbastanza a lungo puoi abbellire, inventare. Puoi addirittura credere di averlo vissuto. Le invenzioni penetrano nella realtà. Come quando d

Buonanotte del 12 aprile 2021

"Il mondo dimentica, te l'ho già detto, il mondo dimentica tutto. Credi che ti abbiano dimenticato. Il mondo dimentica a tal punto da non accorgersi neanche della mancanza di ciò che ha dimenticato."   (José Saramago, “L’anno della morte di Riccardo Reis”)

Coscienza antipsichiatrica

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«La distruzione dell’ospedale psichiatrico è un lavoro politico, perché la psichiatria tradizionale, dissolvendosi, ha lasciato psichiatri e pazienti direttamente a confronto con i problemi della violenza societaria: tuttavia non ha le caratteristiche tipiche di un lavoro rivoluzionario. Ciò spiega alcuni dei limiti della presa di coscienza dei degenti. Per questi ultimi, è comprensibile che i valori di guarigione continuino a essere considerati più facilmente secondo le definizioni conformistiche della società esterna, cioè in funzione di un tentativo di integrazione, anziché secondo i valori assai più difficili da elaborare (e più ardui da sostenere anche sul piano dello sforzo psicologico) di una contestazione all’assetto societario. Anche per l’équipe curante, nella misura in cui essa non è in grado di forgiare un nuovo tipo di coscienza antipsichiatrica, è evidente il rischio di continuare ad agire esclusivamente nell’ambito delle contraddizioni del suo vecchio mandato. Il discors

Camille Claudel

«Signor dottore, forse voi non vi ricorderete della vostra ex-paziente e vicina, M.lle Claudel, che fu portata via da casa sua il 13 marzo 1913 e condotta in manicomio, da dove, forse, non uscirà mai più. Sono cinque anni, tra poco sei, che subisco questo terribile martirio. Ero stata dapprima portata nel manicomio di Ville-Evrard, e poi, in un secondo momento, in quello di Montdevergues, vicino Montfavet (Vaucluse). Inutile descrivervi le mie sofferenze. Ultimamente ho scritto a Monsieur Adam, avvocato, a cui mi avevate gentilmente consigliato di rivolgermi, e che in passato mi aveva difesa con successo, pregandolo di occuparsi del mio caso. Ma, in questa circostanza, un vostro consiglio sarebbe necessario perché voi siete un uomo di grande esperienza e, come medico, molto competente sulla questione. Vi prego dunque di prendervi cura del mio caso, insieme a M. Adam, e riflettere su cosa potete fare per me. Per quanto riguarda la mia famiglia non c’è niente da fare: sotto l’influenza d

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