Il Ricordo di Anna
Il profumo di glicine, ancora intenso dopo tutto questo tempo, mi trasporta indietro. Ero un ragazzo esile, con gli occhi scuri e pieni di sogni, quando incontrai Anna per la prima volta. Era una giornata di primavera, il sole caldo filtrava tra le foglie degli alberi del parco cittadino. Lei sedeva su una panchina, intenta a leggere un libro. I suoi capelli biondi brillavano come oro al sole, incorniciando un viso dolce e sorridente. Mi avvicinai con timore, balbettando parole inutili mentre cercavo di impressionarla. Anna, paziente e gentile, ascoltò le mie goffe battute con un'indulgenza che mi fece arrossire. Scoprimmo presto di avere interessi comuni: la passione per la musica classica, il fascino per i romanzi, l'amore incondizionato per i gatti randagi. Le giornate successive furono una sequenza di incontri segreti nel parco, passeggiate lungo il fiume, confidenze sussurrate sotto un cielo stellato. Anna divenne la mia prima fidanzata, un faro nella nebbia dell'adol...