Prometeo
Con estenuante angoscia mi circondai di tutti gli strumenti che avrebbero trasmesso la scintilla della vita nella cosa inanimata che giaceva di fronte a me. Era già l’una del mattino e la pioggia batteva con lugubre insistenza contro i vetri della finestra. La lampada si era quasi del tutto consumata quando, al tremolio della fiamma morente, vidi la creatura aprire gli occhi opachi e giallastri e trarre con fatica un respiro, mentre un moto convulso agitava le sue membra. Come spiegare le emozioni che provai alla vista di quella catastrofe, come descrivere l’essere miserabile che, attraverso sforzi e cure infinite, ero riuscito a creare? Il suo corpo risultava proporzionato, poiché ne avevo modellato le forme secondo i canoni della bellezza, ma quale bellezza? Mio Dio! La pelle giallognola era tesa su un intreccio di muscoli e arterie, i capelli erano morbidi e di colore nero lucente, i denti di un biancore perlaceo: questa apparente armonia, però, rendeva più orrido il contrasto con g...