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Buonanotte del 17 gennaio 2020

L’anarchia non è una favola romantica, ma una testarda constatazione, basata su cinquemila anni di esperienza, che non possiamo affidare la gestione delle nostre vite a re, preti, politici, generali, e commissari provinciali.
(Edward Abbey)

Lezioni di fotografia

Certo, le fotografie si fanno una alla volta e vanno viste una alla volta, però io penso sempre a una specie di narrazione che continua oltre l'immagine singola. Per questo lascio sempre, nelle mie immagini, dei punti o delle vie di fuga, comunque cerco di non chiudermi mai in un'immagine. C'è sempre un modo per far percepire l'apertura, attraverso la luce o la messa a fuoco, in modo tale che al centro dell'attenzione stia l'immagine ma anche quello che succede attorno, che si tenda a pensare, a immaginare l'intorno.
— Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia (1989-1990)

Buonanotte del 16 gennaio 2020

“Il Fascismo conviene agli italiani perché è nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorità. Il Fascismo è demagogico ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di culture, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto a indicare negli “altri” le cause della sua impotenza o sconfitta. Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista.”
— Ennio Flaiano

Il corpo sa tutto

La persona che nasconde e quella a cui viene nascosto, in una parte profonda di loro stesse, sanno tutte e due di sapere. Anche se la differenza sta solo tra il dire e il non dire, a causa del fatto di aver tracciato una linea, man mano che aumenta il peso del tempo, può anche crearsi una grande lacerazione. Ma può anche accadere che, per il fatto di non aver detto, si possano evitare delle irreparabili ferite. A seconda del carattere dei personaggi coinvolti, quale sia la soluzione migliore può variare, ma ad ogni modo, l'unica cosa che mi sembra sicura è che il corpo e la mente delle persone ricevono e trasmettono molte più informazioni di quanto le persone stesse non pensino. Questa colorazione misteriosa a volte mi spaventa, perché mi dà la sensazione di essere completamente esposta, a volte mi conforta e mi stringe il cuore.
— Banana Yoshimoto

Buonanotte del 15 gennaio 2020

Se riveli tutto, se metti a nudo ogni sentimento, se chiedi comprensione, perdi qualcosa di cruciale per il senso che hai di te stesso. Abbiamo bisogno di sapere cose che gli altri non sanno. E’ quello che nessuno sa di te che ti permette di conoscerti.
— Da Punto Omega - Don De Lillo

Omero - Iliade

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Sono diventato la persona che sono oggi all'età di dodici anni, in una gelida giornata invernale del 1975. Ricordo il momento preciso: ero accovacciato dietro un muro di argilla mezzo diroccato e sbirciavo di nascosto nel vicolo lungo il torrente ghiacciato. È stato tanto tempo fa. Ma non è vero, come dicono molti, che si può seppellire il passato. Il passato si aggrappa con i suoi artigli al presente. Sono ventisei anni che sbircio di nascosto in quel vicolo deserto. Oggi me ne rendo conto. Nell'estate del 2001 mi telefonò dal Pakistan il mio amico Rahim Khan. Mi chiese di andarlo a trovare. In piedi in cucina, il ricevitore attaccato all'orecchio, sapevo che in linea non c'era solo Rahim Khan. C'era anche il mio passato di peccati non espiati. Dopo la telefonata andai a fare una passeggiata intorno al lago Spreckels. Il sole scintillava sull'acqua, dove dozzine di barche in miniatura navigavano sospinte da una brezza frizzante. In cielo due aquiloni rossi co…

Buonanotte del 14 gennaio 2020

Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una bellezza risplendeva ch'egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano morte. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la città, dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e luci equivoci, all'ombra tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.
— Dino Buzzati, Un amore

Una volta

Eh sì, una volta era più bello. Preferivo, sì, davvero, e di gran lunga. MI piacevano tanto le lettere che consegnavo, mentre adesso non ce ne sono quasi più, spediscono perlopiù solo comunicazioni e multe e bollette, e nessuno che si aspetta più niente. Avevo anche una bella responsabilità una volta, non crediate, mica si poteva scherzare. Non potevi mai sapere cosa c’era nelle lettere che consegnavi, magari per qualcuno c’era una risposta importantissima, magari qualcosa che poteva cambiargli la vita o colorargli il futuro. C’erano anche notizie brutte, lo immagino, ma le lettere degli innamorati eh.. quelle erano qualcosa che non si può mica descrivere. Quelle le indovinavo sempre, non so dire perché, ma c’era qualcosa che veniva fuori da lì.. non so, erano come dire… più leggere… e mi piaceva molto metterle nelle cassette e immaginare chi le avrebbe aperte, e lette e di sicuro rilette chissà quante volte. E poi il Natale. Quante lettere in quei giorni, quanti biglietti. E quante …

Buonanotte del 13 gennaio 2020

«Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato; questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.»
— Seneca

La straniera

Scrivere te stessa significa ricordare che sei nata con rabbia e sei stata una colata lavica densa e continua, prima che la tua crosta si indurisse e si spaccasse per lasciare affiorare una specie di amore, o che la forza inutile del perdono venisse a levigarti e ad appiattire ogni tuo avvallamento. Rileggere te stessa significa inventare quello che hai passato, individuare ogni strato di cui sei composta: i cristalli di gioia o di solitudine sul fondo, le conseguenze di una memoria che è evaporata, tutto ciò che è stato scavato e poi inondato, solo per renderti conto che non è vero che il tempo guarisce: c'è una frattura che non verrà mai riempita. L'unica cosa che fa il tempo è portare con sé polvere ed erbacce, in modo che quella crepa venga ricoperta fino a trasformarsi in un paesaggio diverso, lontano, quasi fiabesco, in cui si parla un idioma che non conosci più, credibile come l'elfico. Passeggi sulle rovine della tua famiglia e ti accorgi che alcune parole sono st…

Buonanotte del 12 gennaio 2020

Non è l'attrazione dell'altro sesso che mi attira in lei, no, soltanto lei, tutta la sua persona con tutte le sue qualità hanno incatenato il mio rispetto, i miei sentimenti tutti, la mia sensibilità intera. Quando mi accostai a lei, mi ero formato la ferma decisione di non lasciar germogliare neanche una scintilla d'amore. Ma lei mi ha sopraffatto, mi lasci sperare che il suo cuore batterà a lungo per me. Di battere per lei, amata J., questo mio cuore non cesserà se non quando non batterà più del tutto.
— Lettera di Beethoven a Josephine von Brunswick

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Ma perché entro alla cieca in una casa, non leggo l'iscrizione sopra al portone, mi trovo subito nel corridoio, mi ci trattengo con tale balorda insistenza da non ricordare nemmeno di essere stato mai davanti alla casa, di aver salito le scale di corsa? Eppure non devo tornare indietro, questa perdita di tempo, questa confessione di aver preso la via sbagliata mi sarebbe intollerabile. Come? Scendere una scala in questa vita breve, frettolosa, accompagnata da un rombo impaziente? Impossibile. Il tempo che ti è assegnato è così breve che se perdi un secondo hai già perso perduto tutta la vita, perché non dura di più, dura solo quanto il tempo che perdi. Se dunque hai imboccato una via, prosegui per quella, in qualunque circostanza, non puoi che guadagnare, non corri alcun pericolo, alla fine forse precipiterai, ma se ti fossi voltato indietro fin dopo i primi passi e fossi sceso giù per la scala, saresti precipitato fin da principio, e non forse, certissimamente. Se dunque non tro…

Buonanotte del 11 gennaio 2020

Ma tutto gli era svanito di mente, fuorché questo solo: che lei gli stava davanti e lui la guardava, e di qualunque cosa ella gli avesse parlato, per lui sarebbe stato, in quel momento, quasi lo stesso.
— Fëdor Dostoevskij, “L’idiota”

Luz Méndez de la Vega

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Enigmi

E tutta l’aria che non sa
che è azzurro e nube e cielo.
E tutto il mare che non sa
che è sale e onda e spuma.
E tutta la terra che non sa
che è spiaggia e montagna e alberi.
E tutto il fuoco che non sa
che è ardore e fiamma e cenere.
E tutta io che non so quel che sono
se sono mare, cielo, spiaggia o fuoco
o tutte le cose che sono o non sono
- quelle che penso e quelle che sogno -
o che forse non sono che un altro sogno
che non saprò mai. Che non saprò mai!
chi ha sognato.

Buonanotte del 10 gennaio 2020

Ho parlato della mappa non perché abbia l'ossessione, la mania delle carte geografiche, ma perché il lavoro del fotografo, quel lavoro che vorrei fare un po’ anche con voi, credo consista nella stesura di una carta geografica più che nel seguire una linea retta, una strada precisa.
— Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia

La strumentalizzazione dei corpi e del dolore in politica

Quando c’è di mezzo la morte, o le esperienze traumatiche in generale, la prima lingua che si impone su di noi è il silenzio. Perché ogni parola ci sembra inefficace, ogni suono che abbiamo pronunciato fino a quel momento perde di significato rispetto alla vastità che dobbiamo elaborare. Il dolore può essere un deserto, e attraversarlo significa imparare a camminare diversamente. A pensare e parlare diversamente, mentre si sperimenta la solitudine di chi non potrà mai essere capito fino in fondo, in ciò che prova. Per alcuni questo deserto è così vasto che non sarà mai attraversato per intero, e ciò nonostante si è costretti a vivere lo stesso. Perciò ogni parola o atto politico, in casi del genere, dovrebbero procedere dalla consapevolezza di un'innaturalità di fondo: tacere e restare immobili è impossibile, parlare e agire non restituirà qualcosa che è andato perso per sempre. Invece ci tocca assistere, tirati da più parti, a grida, tifo, slogan lanciati pensando alle metriche …

Buonanotte del 9 gennaio 2020

“Non ci conosciamo. È impossibile conoscere l’altra persona, anche se in qualche momento siamo in grado di intuire quello che sta per dire o che sta pensando. C’è sempre un angolo oscuro, quella parte che perfino dopo molti anni continuerebbe a sorprenderci, forse a terrorizzarci se la scoprissimo. In qualche posto di noi stessi siamo soli, nessuno può venire con noi, ma non abbiamo motivo di rifiutare o di sottovalutare quel territorio in cui è possibile addentrarsi per mano a qualcuno, magari allargandolo, strappando alle erbacce zone in cui poter seminare.”
— José Ovejero, L’invenzione dell’amore

Furore

Le strade pullulavano di gente assetata di lavoro, pronta a tutto per il lavoro. E le imprese e le banche stavano scavandosi la fossa con le loro stesse mani, ma non se ne rendevano conto. I campi erano fecondi, e i contadini vagavano affamati sulle strade. I granai erano pieni, e i figli dei poveri crescevano rachitici, con il corpo cosparso di pustole di pellagra. Le grosse imprese non capivano che il confine tra fame e rabbia è un confine sottile. E i soldi che potevano servire per le paghe servivano per fucili e gas, per spie e liste nere, per addestrare e reprimere. Sulle grandi arterie gli uomini sciamavano come formiche, in cerca di lavoro, in cerca di cibo. E la rabbia cominciò a fermentare.
— John Steinbeck

Buonanotte del 8 gennaio 2020

In poesia i silenzi hanno lo stesso ruolo che in musica. Sono una respirazione, ma sono anche l'ombra delle parole, o il loro riflesso, dipende. Per non parlare dei silenzi annunciatori. Ci sono infiniti tipi di silenzi, Clara. Per esempio, prima che tu ti mettessi a recitare, stavi fotografando il gatto bianco sulla tomba di Victor Noir. Supponi che dopo che avrai recitato noi tacciamo. Sarà forse lo stesso silenzio?
— Daniel Pennac, Il paradiso degli orchi

Aldo Palazzeschi - Sorelle Materassi

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Cantami, o Diva, del pelide Achille l'ira funesta che infiniti addusse lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco generose travolse alme d'eroi, e di cani e d'augelli orrido pasto lor salme abbandonò (così di Giove l'alto consiglio s'adempìa), da quando primamente disgiunse aspra contesa il re de' prodi Atride e il divo Achille
ALDO PALAZZESCHI Cit. da Sorelle Materassi ‐ Incipit

Buonanotte del 7 gennaio 2020

Non sono uno psicopatico (anche se non credo che gli psicopatici si definiscano tali), è solo che non mi diverto a stare con gli altri. Le persone, almeno per quel che ho visto fino adesso, non si dicono granché di interessante. Parlano delle loro vite, e le loro vite non sono interessanti. Quindi mi secco. Secondo me bisognerebbe parlare solo se si ha da dire qualcosa di interessante o di necessario.
— Un giorno questo dolore ti sarà utile - Peter Cameron

Il compagno

Un giorno misi le mani su quel pacco di libri. Non li avevo buttati nel Tevere. Erano vecchi e bisunti. Me li guardai per passatempo e dissi a Gina: — Se qualcuno ti chiede, quest'è roba del Biondo —. Ce n'era di scritti in francese e altre lingue. Li feci fuori l'indomani giú dal ponte. Ma quelli scritti in italiano me li tenni. Raccontavano come era andata la guerra del ‘15 e la storia del Fascio e la marcia su Roma. C'erano dentro i socialisti e tutti quanti, contadini, operai, metallurgici, squadre d'azione. I fascisti li avevano carcerati e picchiati, ammazzato i piú in gamba, e incendiate le case del popolo. «Guarda guarda, — dicevo, — leggi il giornale e non si parla che del popolo italiano». Chi pagava i fascisti erano sempre i signori, e gli squadristi i loro figli. Faceva rabbia legger come tanta gente che lavora s'era fatta fregare da quattro padroni. «E Carletto che vuole ancora fidarsene, — dicevo. — E Luciano ch'è dentro per loro». Tutte le s…

Buonanotte del 6 gennaio 2020

La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso.
— Italo Calvino

Il vecchio

Il cielo, che gravava minaccioso a pochi palmi dalle teste, sembrava una pancia d'asino rigonfia. Il vento, tiepido e appiccicoso, spazzava via alcune foglie morte e scuoteva con violenza i banani rachitici che decoravano la facciata del municipio. I pochi abitanti di El Idilio, e un gruppo di avventurieri arrivati dai dintorni, si erano riuniti sul molo e aspettavano il loro turno per sedersi sulla poltrona portatile del dottor Rubicundo Loachamìn, il dentista, che leniva i dolori dei suoi pazienti con una curiosa sorta di anestesia orale.
— Luis Sepúlveda, Il vecchio che leggeva romanzi d'amore

Buonanotte del 5 gennaio 2020

In tutta questa storia delle leggi razziali e dei diritti che giorno dopo giorno ci toglievano come fossimo persone pericolose e da tenere lontane dagli altri cittadini, cominciai a realizzare una cosa, e fu quello a sembrarmi veramente assurdo. Quello che accadeva a noi ebrei, avveniva nell’indifferenza generale. Per tutti era come se niente fosse. L’indifferenza fa male. È l’arma peggiore. La più potente. Perché se qualcuno ti affronta e ti vuole fare del male, puoi difenderti. Ma se intorno a te c’è il silenzio, come fai a difenderti?
— Liliana Segre, Fino a quando la mia stella brillerà

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