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Buonanotte del 22 ottobre 2018

Ogni scelta ha un rovescio cioè una rinuncia, e così non c’è differenza fra l’atto di scegliere e quello di rinunciare. — Italo Calvino

Pablo Picasso

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Tête de femme (Head of a Woman), 1962

L’idiota

Domandate, domandate pure a tutti in che cosa consiste per loro la felicità? E state certi che Colombo fu felice non quando scoprì l’America, ma quando viaggiava alla sua ricerca: state certi che il momento più intenso della sua felicità lo raggiunse forse tre giorni prima della scoperta del Nuovo Mondo, quando l’equipaggio in rivolta per la disperazione per poco non fece rotta indietro, alla volta dell’Europa! A Colombo poco sarebbe importato del Nuovo Mondo anche se fosse sprofondato! Colombo morì quasi senza averlo visto, morì senza sapere che cosa avesse scoperto in realtà. Quel che importava era la vita, solo la vita, quel che importava era la ricerca, incessante, eterna e nient’affatto la scoperta!
Fëdor Dostoevskij

Buonanotte del 21 ottobre 2018

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sé per tutta la vita vuol dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare. — Bruno Munari, Codice ovvio

Sonja Sekula

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Sonja Sekula (Switzerland, 1918-1963) - The Voyage (1956)

Continuità

Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto, nessuna nascita, forma, identità - nessun oggetto del mondo, né vita, né forza, né alcuna cosa visibile; l'apparenza non deve ingannare, né l'ambito mutato confonderti il cervello. Vasti sono il tempo e lo spazio - vasti i campi della Natura. Il corpo lento, invecchiato, freddo - le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo, la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere; il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi; alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera, con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.
— Walt Withman

Buonanotte del 20 ottobre 2018

L'uomo crede di volere la libertà. In realtà ne ha una grande paura. Perché? Perché la libertà lo obbliga a prendere delle decisioni, e le decisioni comportano rischi. — Erich Seligmann Fromm (Francoforte sul Meno, 23 marzo 1900 – Muralto, 18 marzo 1980

Tihamér Gyarmathy

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Frequency, 1990, Oil on canvas

Nazim Hilmet

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Alla Vita

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell’al di là.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro, ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo
che nulla è più bello, più vero della vita

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant’anni, ad esempio, pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

Buonanotte del 19 ottobre 2018

La resilienza comporta un prezzo da pagare: non è vero che le persone resilienti sono felici. La resilienza non ha nulla a che vedere con l'invulnerabilità o con il successo sociale: essa presuppone di morire in un primo momento, affrontare le prove prima di superarle e solo in seguito uscirne rinforzati. — F. Sbattella, M. Tettamanzi - Fondamenti di psicologia dell'emergenza

Tracy Sweeney

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Terrain

Tristano muore

La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare… un po’ qua e un po’ là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l'altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme… e poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c'è un tracciato strano, un disegno senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta quella roba lì erano i ghirigori.
Antonio Tabucchi

Buonanotte del 18 ottobre 2018

«Il pensare è uno dei massimi piaceri concessi al genere umano».
— Bertolt Brecht

Scott Naismith

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Diminuendo Sky Study 3

Bellezza e tristezza

– Dunque tu dipingi con queste dita tanto delicate, – disse Taichiro portando le mani di lei all'altezza della bocca. Keiko si guardò le mani per un attimo. I suoi occhi erano umidi. – Sei triste, Keiko? – Sono felice, quasi da piangere… Basta che tu mi tocchi in un punto qualunque perché mi vengano le lacrime agli occhi. Taichiro non rispose. – Perché sento che qualcosa, dentro di me, è giunto alla fine. – Che cosa? – Non posso risponderti. Non me lo chiedere. – Ma non c'è nulla che sia finito, anzi tutto sta per cominciare. La fine di una cosa è sempre l'inizio di un'altra cosa, non è così? – La cosa finita invece, è finita e basta. La cosa che sta per iniziare, poi, sta semplicemente iniziando. Sono due cose distinte. Almeno è così per una donna, che rinasce ogni volta di nuovo.
— Kawabata Yasunari, Bellezza e tristezza (Einaudi, traduzione di Atsuko Suga)

Buonanotte del 17 ottobre 2018

La felicità è l’autorealizzazione di se medesimi, di se stessi, e questa è una definizione di Aristotele il quale ritiene che ogni uomo sia fornito di una vocazione, di una inclinazione, che lui chiama daimon, ciascuno ha il suo demone, il musicista, l’artista, il filosofo, l’uomo che lavora manualmente, e la felicità in greco si dice eudaimonia: «la buona realizzazione del tuo demone». Questa è la definizione di felicità di Aristotele e io sto a questa definizione, l’autorealizzazione, uno se si autorealizza, se fa ciò per cui è chiamato o che è evocato, appunto, è felice. — Umberto Galimberti

Isaak Levitan

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Spring, High Water, 1897

Autonomia

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Alla memoria di Alina Poswiatowska
In caso di pericolo, l'oloturia si divide in due:
dà un sé in pasto al mondo,
e con l'altro fugge.

Si scinde in un colpo in rovina e salvezza,
in ammenda e premio, in ciò che è stato e ciò che sarà.

Nel mezzo del suo corpo si apre un abisso
con due sponde subito estranee.

Su una la morte, sull'altra la vita.
Qui la disperazione, là la fiducia.

Se esiste una bilancia, ha piatti immobili.
Se c'è giustizia, eccola.

Morire quanto necessario, senza eccedere.
Rinascere quanto occorre da ciò che si è salvato.

Già, anche noi sappiamo dividerci in due.
Ma solo in corpo e sussurro interrotto.
In corpo e poesia.

Da un lato la gola, il riso dall'altro,
un riso leggero, di già soffocato.

Qui il cuore pesante, là non omnis moriar,
tre piccole parole, soltanto, tre piume di un volo.

L'abisso non ci divide.
L'abisso ci circonda.

Wisława Szymborska

Buonanotte del 16 ottobre 2018

La distruzione di questo mondo sarebbe il nostro compito solo se, in primo luogo, il mondo fosse malvagio, ossia contrario al nostro spirito, e, in secondo luogo, se fossimo in grado di distruggerlo. Non possiamo distruggere questo mondo, perché non l’abbiamo costruito in qualità di esseri indipendenti, e ci siamo invece smarriti in esso; anzi: questo mondo è il nostro stesso smarrimento, ma come tale è a sua volta qualcosa di indistruttibile, o piuttosto qualcosa che si può distruggere solo portandolo a termine, non rinunciando a lui. — Franz Kafka, Quaderni in ottavo

Robert Motherwell

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The Lyric Suite, 1965

Il tempo materiale

Mi lascio andare di nuovo sulla sedia, mi sembra passino ore intere. In un minuto. Tutta la nostra vita in un coagulo. Abbiamo vent’anni, siamo innamorati e questa sera abbiamo mangiato la pizza del forno, bruna e col pomodoro che schiuma rosso e zuccherino, seduti sui gradini di un palazzo, riparati da un cornicione, mentre più in là su tutto diluvia e sulle dita sgretolano le briciole e le gocce. Abbiamo trent’anni, viviamo insieme e una volta mentre faccio il bagno va via la luce e l’acqua calda non funziona, allora tu riscaldi l’acqua in cucina, la porti nella pentola, mi vedi nudo e io, anche se nudi ci conosciamo, mi vergogno e mi guardo le ossa delle gambe. Trentacinque anni e una mattina presto, mentre siamo nell’ultimo sonno, tu sul ventre con il braccio lungo il corpo, socchiudi la mano e mi prendi tra le dita, piano, inconsapevole, e nel dormiveglia sento che la tua mano dorme e io sono il suo sogno; poi, svegli, andiamo in balcone ad annusare il gelsomino. Ne abbiamo c…

Buonanotte del 15 ottobre 2018

Era dell'idea che dando un nome ai problemi, questi si sarebbero materializzati e non sarebbe più stato possibile ignorarli; invece, se si fossero mantenuti nel limbo delle parole non dette, avrebbero potuto scomparire da soli, col passare del tempo. — La casa degli spiriti, Isabel Allende

Jose Gabriel Pelaez Ibanez

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Spontaneous color 2018

Quando

Quando tu chiudi gli occhi le tue palpebre sono aria.
Mi trascinano;
vado con te, dentro.
Non si vede nulla, non si sente nulla.
Superflui gli occhi e le labbra, in questo mondo tuo.
Per sentire te non valgono i sensi consueti, che si usano con gli altri.
Bisogna attenderne di nuovi.
Si cammina al tuo fianco sordamente,
al buio, inciampando nei forse, nelle attese;
sprofondando verso l'alto con gran peso di ali.
Quando tu riapri gli occhi io torno fuori, ormai cieca,
inciampando ancora, senza vedere,
nemmeno qui.
Senza sapere più vivere nè in quell'altro, nel tuo,
nè in questo mondo scolorito dove io vivevo.
Incapace, indifesa fra l'uno e l'altro.
Andando, venendo dall'uno all'altro quando tu vuoi,
quando apri, quando chiudi le palpebre, gli occhi.

— Pedro Salinas

Buonanotte del 14 ottobre 2018

Un indefinito senso di assenza può accadere tra le persone in qualsiasi momento.
— Banana Yoshimoto, Amrita

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