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Dante Alighieri - La Divina Commedia

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Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!
Tant'è amara che poco è più morte; ma per trattar del ben ch'i' vi trovai, dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com'i' v'intrai, tant'era pien di sonno a quel punto che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto, là dove terminava quella valle che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto, e vidi le sue spalle vestite già de' raggi del pianeta che mena dritto altrui per ogne calle.
DANTE ALIGHIERI Cit. da Inferno (La Divina Commedia)

Buonanotte del 25 giugno 2019

Cerca di essere più grande dei tuoi sentimenti. Non sono io che te lo chiedo, ma la vita. Altrimenti finirai spazzato via dai tuoi sentimenti. Spazzato via senza poter più tornare indietro. I sentimenti possono essere il più grande dei problemi. I sentimenti possono giocare gli scherzi più crudeli.
— Philip Roth, Indignazione

Quello che conta

Quello che conta non è avere successo, ma lasciare una traccia, lasciarla non in questo mondo, ma nell’universo. Mi spiego. La gente pensa che un leader politico lascerà una traccia molto più grande delle vecchie di Andretta, di una maestra elementare di Bitonto, di un pensionato di Ivrea. Non è così. La traccia durevole e profonda dipende dall’onestà con cui siamo al mondo. Chi si batte per suscitare clamore è un po’ un disonesto che vuole impressionare altri disonesti. L’universo non avrà memoria di lui. Una contadina che zappa, una goccia di sudore che scende nella terra forma un impasto minerale che ci ritroveremo nel pane. Una parola quieta, un dolore a bassa voce ti fa parlare coi gatti, ti dà l’amicizia delle rose.
Bisogna partire dall’idea che il primo dei nostri averi è la terra e chi la guasta ci fa un torto esattamente come se ci desse un pugno. Noi dobbiamo pensare che il mondo non è solo il carro delle merci e del potere. Questo mondo e la rissa in corsa per lasciare una…

Buonanotte del 24 giugno 2019

Ai primi sintomi bisogna andarsene, lasciare il campo. Tanto non va meglio, va peggio e peggio. Invece la gente non lo sa. La gente spera e continua a stare male.
— Margaret Mazzantini, Nessuno si salva da solo

Se piangi hai perso

Come per tanti di questi cacciatori di speranza, anche per Rinda l’Italia doveva essere la tappa provvisoria di un sogno verso il nord. Invece presto diventa permanente: mentre il padre trova impiego come operatore ecologico in metropolitana, Rinda viene mandata in una comunità in via Nino Bixio: «Si chiamava Fanciullezza abbandonata: che allegria!». Lì, tra suore cocciute e preghiere forzate, rimarrà dai 6 ai 10 anni. «Vedevo mio padre solo la domenica. Ma non riuscivo a parlarci: le suore mi avevano obbligato a disimparare l’arabo».A scuola andava meglio? «Le bambine non volevano giocare con me perché ero nera. Io cercavo di comprare il loro amore: ogni mattina portavo in classe un vassoio di focaccine. Risultati scarsini, in amicizia e in pagella. Alle suore non fregava granché che studiassimo, così non mi è mai venuta voglia di impegnarmi. Strano, vero? Un altro, al posto mio, si sarebbe fatto in quattro per dimostrare il proprio valore. Io invece ho lavorato duramente per divent…

Buonanotte del 23 giugno 2019

L'umanità si divide in due categorie: quelli che s'alzan tardi e quelli che s'alzan presto. I primi se ne stanno tranquilli e buoni. Gli altri, invece, sostengono a spada tratta la necessità per tutti d'alzarsi presto.
— Achille Campanile

Buonanotte del 22 giugno 2019

Il dolore e l'odio e l'amore e la gioia e la guerra esistono perché siamo noi a volerli. E vogliamo che tutto sia così drammatico per prepararci alla prova finale che ci aspetta: affrontare la morte.
— Chuck Palahniuk, Cavie

Iosif Brodskij

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Nella parte settentrionale del mondo ho trovato un rifugio
nella parte ventosa, dove gli uccelli, volando giù
dalle rocce, si riflettono nei pesci e scendono a dar di becco
fra i gridi su una superficie di screziati specchi.

Qui non trovi te stesso, anche chiuso a doppia mandata.
In casa non c'è un cane e freddo nero è in branda.
La finestra al mattino ha una tenda di cenci di nuvole.
Poca terra, e non si vedono uomini.

In queste ampiezze signora è l'acqua. Nessuno il dito
punta nello spazio e "via di qui" strilla.
L'orizzonte si rivolta come un cappotto,
aiutandosi con queste ondate mobili.

E non riesci a distinguerti dai pantaloni tolti, dalla maglia
appesa - evidentemente, i tuoi sensi sono corti
o la lampada ti oscura-. Tocchi il loro gancio
per dire, ritirando la mano: "sei risorto".

Buonanotte del 21 giugno 2019

Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.

— Friedrich Nietzsche

Con cosa posso trattenerti?

Con cosa posso trattenerti? Ti offro povere strade, tramonti disperati, la luna dei laceri sobborghi. Ti offro l’amarezza di un uomo che ha guardato a lungo, molto a lungo, la luna solitaria. Ti offro i miei antenati, i miei morti, i fantasmi che i vivi hanno onorato oggi col bronzo: il padre di mio padre ucciso ai confini di Buenos Aires con due pallottole dentro i polmoni, morto barbuto che i suoi soldati avvolsero in una pelle di vacca; il nonno di mia madre, ventiquattrenne appena quando guidò la carica dei suoi trecento uomini in Perù, ormai spettri su cavalli svaniti. Ti offro ogni intuizione racchiusa nei miei libri e quanta virilità o buon umore ha la mia vita. Ti offro la lealtà di un uomo che non fu mai leale. Ti offro la mia essenza, salvata non so come, quel centro del cuore che non tratta parole, non traffica coi sogni e non è mai toccato dal tempo, dalla gioia o dalle avversità. Ti offro il ricordo di una rosa gialla vista anni fa al tramonto, prima che tu nascessi. Ti …

Buonanotte del 20 giugno 2019

“Sono un essere altamente asociale e tremendamente socievole. Ecco perché ascolto tutti, ma parlo con pochi.”

— Francesco Guccini

Generazioni

La morale della favola è assai nota: si nasce incendiari, si muore pompieri. L'Italia è un Paese molto anziano, il dibattito pubblico è un giardinetto ostaggio di pensionati che borbottano e inveiscono contro i giovinastri rumorosi. I giovinastri stavolta non sono nemmeno particolarmente rumorosi – non spaccano neanche più le vetrine – ma i pensionati se la prendono lo stesso. Non dico che questa spiegazione non sia soddisfacente, ma vorrei proporne ugualmente una meno banale. Ferrara, la Maglie, la Pavone, hanno un altro carattere in comune: se la sono goduta parecchio, da enfants gâtés dell'Occidente. Il 1968 fu un episodio importante, ma se allarghiamo un po’ lo sguardo il movimentismo è soltanto un momento della storia di una generazione; cui seguì la tentazione della radicalizzazione, il riflusso e il ritorno al privato, l'edonismo degli anni Ottanta, eccetera. Se volessimo assegnare a una generazione un'ideologia… saremmo dei maledetti semplificatori; ma se davv…

Buonanotte del 19 giugno 2019

Il coraggio è il prezzo che la vita esige per l'assegnazione della pace.

— Amelia Earhart

Sotto una piccola stella

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Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità. Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio. Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia. Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria. Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante. Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo. Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa. Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito. Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto. Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino. Perdonami, speranza braccata, se a volte rido. Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua. E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia, immobile con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto, assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato. Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo. Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte. Verità, non prestarm…

Buonanotte del 18 giugno 2019

La solitudine è così, non devi mica essere solo per sentirla, ti prende anche in mezzo alla folla, perché quando ti senti solo davvero non è che ti mancano tante persone, te ne manca una, ma tanto.
— Il mare dove non si tocca, Fabio Genovesi

Le guerre mentono

“Le guerre dicono di esserci per nobili ragioni: la sicurezza internazionale, la dignità nazionale, la democrazia, la libertà, l’ordine, il mandato della Civiltà o la volontà di Dio. Nessuno ha l’onestà di confessare: “Io uccido per rubare”. In Congo, nel corso della guerra dei quattro anni che è in sospeso dalla fine del 2002, sono morti non meno di tre milioni di civili. Sono morti per il coltan, ma neppure loro lo sapevano. Il coltan è un minerale raro, e il suo strano nome designa la mescolanza di due rari minerali chiamati columbio e tantalio. Il coltan valeva poco o nulla, finché si scoprì che era imprescindibile per la fabbricazione di telefoni cellulari, navi spaziali, computer e missili; e allora è diventato più caro dell’oro. Quasi tutte le riserve conosciute di coltan sono nelle sabbie del Congo. Più di quarant’anni fa, Patrice Lumumba fu sacrificato su un altare d’oro e di diamanti. Il suo paese torna ad ucciderlo ogni giorno. Il Congo, paese poverissimo, è molto ricco di…

Buonanotte del 17 giugno 2019

Non capisci che tutte le tue parole resteranno stampate a fuoco nella mia memoria e mi divoreranno sempre più a fondo, per l'eternità, quando mi avrai lasciato? Sai di mentire quando dici che ti ho ucciso; e sai che non potrei dimenticare te come non potrei dimenticare la mia esistenza! Non basta a soddisfare il tuo infernale egoismo sapere che mentre tu sarai in pace io mi contorcerò nei tormenti dell'inferno?
— Emily Brontë, Cime tempestose

Lavoro

Ci si chiede che tipo di società si può costruire se i professionisti del domani – quei millennial che oggi iniziano a muovere i primi passi nel mondo del lavoro – vengono spremuti già nei loro primi anni di attività. Gli standard impossibili, il dogma della produttività a tutti i costi, la settimana lavorativa infinita e pressoché ininterrotta, non tolgono solo il sonno e corrompono la salute. La cosa più grave è che fiaccano nello spirito quei cittadini che dovrebbero proporre idee nuove o punti di vista inediti nello spazio pubblico. Allo stato attuale delle cose i giovani professionisti pensano solo a sopravvivere in un sistema che li vuole perennemente connessi, concentrati e al servizio del datore di lavoro. Se il lavoro continuerà a occupare ogni momento della vita quotidiana, erodendo la sfera privata e sociale, ci ritroveremo ad avere un unico sguardo sul mondo: quello che riserviamo allo schermo del pc mentre a tarda notte, con le occhiaie profonde e le arterie intasate di …

Buonanotte del 16 giugno 2019

Insomma, che ne è di Else? Domanda Cissy. Come, non è neppure in camera sua? Tutti hanno paura per me, questo è sicuro. Solo io non ho paura. Certo, mi trovo a San Martino di Castrozza, sono seduta su una panchina al margine del bosco, l'aria è come champagne e mi viene da piangere. Già, ma perché piango? In fondo non ho motivo di piangere. Sono i nervi. Bisogna che mi controlli. Non devo lasciarmi andare così. Piangere però non mi dispiace affatto. Mi ha sempre fatto bene.
— Arthur Schnitzler

Buonanotte del 15 giugno 2019

Quando si è giovani – parlo per me almeno – si vogliono provare sentimenti simili a quelli di cui leggiamo nei libri. Passioni che ti sconvolgono la vita, che creano e definiscono una realtà nuova. Più tardi, mi pare, vogliamo dai sentimenti qualcosa di più pratico e modesto: che siano di sostegno alla nostra vita per come è diventata e si manifesta. Vogliamo che ci garantiscano che va tutto bene. E che c’è di male in questo?
— Julian Barnes, Il senso di una fine

Karmelo C. Iribarren

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Arrivano e se ne vanno senza lasciare traccia,
e li vedi allontanarsi sui tetti - e con essi gli anni -,
e non senti quasi niente, o senti qualcosa di vago,
che non sai decifrare…

Sono i giorni normali, quotidiani,
quelli che sembrano passare lontano,
gli assassini dell’amore.

Buonanotte del 14 giugno 2019

La poesia aggiunge vita alla vita.

— Mario Luzi

I dolori del giovane Werther

«Ah, voi persone ragionevoli!» esclamai sorridendo. «Passioni! Ebbrezza! Follia! Ve ne state lì tranquilli, indifferenti, voi umani integri! Biasimate l'ubriaco, condannate il folle, predicate come un sacerdote e come un fariseo ringraziate Iddio perché non vi ha fatto simili a loro. Io mi sono ubriacato più di una volta, le mie passioni non sono mai state lontane dalla follia, e non me ne pento, perché nel mio piccolo ho imparato a capire che tutti gli uomini straordinari che hanno compiuto imprese grandi e quasi incredibili sono sempre stati considerati ebbri e folli. Ma anche nella vita di tutti i giorni è insopportabile che davanti a un gesto libero, nobile, imprevisto si senta gridare da tutti: “Quell'uomo è ubriaco, è pazzo!”. Vergognatevi, o uomini sobri! Vergognatevi, o saggi!».
— Johann Wolfgang Goethe

Buonanotte del 13 giugno 2019

Il vento ha poteri straordinari e porta con sé una linfa vitale che forse proviene da mondi sconosciuti. Infatti. quando veniamo investiti da quella brezza, proviamo un benessere incredibile, le nostre idee diventano più chiare e anche i pensieri si dilatano fino a farci vedere quanto di solito non riusciamo a scoprire. Nel vento può stormire la vita, se siamo in grado di sentire la sua voce.
Romano Battaglia

Divorziare con stile

Uno dei privilegi dell'essere single (che basterebbe da solo a motivare la scelta), è non avere nessuno che ti rivolge la parola quando ti alzi al mattino. Chiunque ne abbia fatto esperienza dopo la fine di un matrimonio o di una convivenza, sa quanto quella solitudine sia impagabile. Sono soprattutto i primi quindici-venti minuti di riemersione dal sonno (quando ti trascini dalla camera da letto alla cucina e prepari il caffè aspettando che passi il disprezzo mattutino per te stesso che ti sfigura il volto e fa sì che la tua unica emissione vocale sia il muggito) che controindicano ogni relazione umana; eppure sono proprio quei quindici-venti minuti quelli in cui si diventa più facilmente oggetto di recriminazioni e richieste che intossicano la giornata e causano quel malumore che si coglie sulle facce già incazzate della gente che va al lavoro. In quella manciata di minuti a rischio, in quello stato d'instabilità psichica che preclude alla ricomposizione dell'identità, …

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