Post

Sei stato con noi per undici anni.

Una sera siamo tornati: eri disteso davanti al cancello, il muso nella polvere della strada, le zampe già fredde, il dorso tepido ancora. Ora sei tutto nella buca che ti abbiamo scavata. Ma gli undici anni della tua umile vita, il gemere per ognuno che partiva, il soffrire di gioia per ognuno che ritornava – e verso sera se qualcuno per una sua tristezza piangeva tu gli leccavi le mani: lo guardavi e gli leccavi le mani – oh, gli undici anni del tuo muto amore tutto qui sotto questa terra sotto questa pioggia crudele? Esitavi sulla ghiaia timida: sollevavi una zampa – tremando. Ora nessuno ti difende dal freddo. Non ti si può più chiamare. Non ti si può più dare niente. Solo le foglie fradice morte cadono su questo pezzo di prato. E pensare che altro rimanga di te è vietato: di questo il nostro assurdo pianto si accresce. 14 settembre 1933 Antonia Pozzi

FramMenti

Per me la fotografia è molto più di un documento o di un’interpretazione. Per me, per la mia esperienza, la fotografia con il passare degli anni è stato il traghetto che mi ha permesso di raggiungere il mio io più profondo, di mettere a nudo l’essenza del mio essere persona, donna, di mescolarmi pienamente, senza infingimenti, al mondo che così tanto mi turba. Agli inizi fotografare era un lavoro, un normale lavoro che mi riscattava da una vita di dipendenza economica. (…). Poi – ma dovevano passare proprio tanti anni – ho realizzato che con la fotografia volevo raccontare me stessa, raggiungere ed esprimere le mie emozioni più intime, senza remore e pudori.  Letizia Battaglia  - 5 Marzo 1935 - 13 Aprile 2022

I media in Italia? Siamo fermi a “il fascismo ha fatto anche cose buone”

Immagine
Fascismo, nazismo e razzismo sui media sono presentati come un “disvalore assoluto” solo per il 20% dei quotidiani e tra l’8 e il 20% delle trasmissioni televisive. È il risultato di una ricerca interdisciplinare, presentata oggi a Bologna, finanziata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. (…) Lo studio condotto da Giovanna Cosenza, docente di Filosofia e Teoria dei Linguaggi dell’Università bolognese, ha preso in esame tra novembre 2019 e ottobre 2020, 443 articoli di quotidiani e 48 ore di programmazione televisiva, rilevando il frequente ripetersi della metafora del fascismo, nazismo e razzismo come “malattie che si propagano velocemente nella società” costretta in risposta ad “erigere barriere, baluardi”. Questo però, sottolinea la ricerca “non assume quasi mai i toni dell’emergenza: si sottolinea, puntualmente, che sono fenomeni confinati a piccoli gruppi, ‘carnevalate’ o ‘goliardate’ a cui non bisogna dare troppo peso perché inserite in un contesto democratico. Solo se

FramMenti

Non mi stancherò mai di spiegare che per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano. Mentre sei obbligata a lavorare per sopperire alle tue necessità materiali, non sei libera, sei schiava della vecchia legge della necessità. Ora, se non poni un limite alle tue necessità, questo tempo diventa infinito. Detto più chiaramente: se non ti abitui a vivere con poco, con il giusto, dovrai vivere cercando di avere molte cose e vivrai solo in funzione di questo. Ma la vita se ne sarà andata via…  Oggi la gente sembra non accorgersene e si preoccupa soltanto di comprare e comprare e comprare, in una corsa infinita…  [Pepe Mujica]

Il libro delle emozioni

Se le pulsioni sono naturali, se le emozioni sono in parte naturali e in parte orientate dalle differenti culture e dal­l’educazione, i sentimenti non li abbiamo per natura, ma per cultura. I sentimenti si imparano. E tutte le società, dalle più antiche a quelle di oggi, non si sono mai sottratte a questo compito. Fin dal­l’origine dei tempi, infatti, le prime comunità, attraverso narrazioni, miti e riti, insegnavano la differenza tra il puro e l’impuro, il sacro e il profano con cui circoscrivere la sfera del bene e del male, creando schemi d’ordine capaci di orientare i membri della comunità nei propri comportamenti. Al­l’impurità era connesso il contagio, con conseguente reazione di terrore e procedure di isolamento, da cui si usciva con particolari pratiche rituali, magiche e scarificali. Gli antichi Greci avevano rappresentato nel­l’Olim­po, a guisa di modello e di orientamento, tutti i sentimenti, le passioni e le virtù umane. Zeus era il potere, Atena l’intelligenza, Afrodite la

FramMenti

La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.  Jean-Luc Godard

Ma lo sanno gli sciatori come si fa una pista da sci?

Ma lo sanno gli sciatori come si fa una pista da sci? Io credo di no, perché altrimenti molti di loro non sosterrebbero di amare la montagna mentre la violentano. Una pista si fa così: si prende un versante della montagna che viene disboscato se è un bosco, spietrato se è una pietraia, prosciugato se è un acquitrino; i torrenti vengono derivati o incanalati, le rocce fatte saltare, i buchi riempiti di terra; e si va avanti a scavare, estirpare e spianare finché quel versante della montagna assomiglia soltanto a uno scivolo dritto e senza ostacoli. Poi lo scivolo va innevato, perché è ormai impossibile affrontare l’inverno senza neve artificiale: a monte della pista viene scavato un enorme bacino, riempito con l’acqua dei torrenti d’alta quota e con quella dei fiumi pompata dal fondovalle, e lungo l’intero pendio vengono posate condutture elettriche e idrauliche, per alimentare i cannoni piantati a bordo pista ogni cento metri. Intanto decine di blocchi di cemento vengono interrati; nei

FramMenti

Le volpi senza una tana Hanno cercato riparo Tra le tue gambe E anche tra le mie. Adesso siamo rimasti soli.  Dedica di A. Merini a L. Dalla

La tecnologia non basta

Immagine
Sostenibilità, cura per l’ambiente, sensibilità ecologica. Concetti nobili ai tempi dei cambiamenti climatici, eppure spesso abusati. Sfruttati per interessi differenti che, nella maggior parte dei casi, coincidono con quelli del portafoglio. Basta accendere il televisore o la radio per accorgersi che la parola “sostenibilità” fa capolino da ogni spot pubblicitario. Ormai è diventata un brand capace di ammorbidire i sensi di colpa dei consumatori. E così si continua a consumare avidamente, più del dovuto, ma in modo sostenibile. Questa foto è sentinella di ciò che potrebbe avvenire se l'indispensabile “transizione tecnologica” (e di conseguenza energetica) non verrà accompagnata da un'altrettanto indispensabile “transizione culturale”. Finché continueremo a muoverci nel presente con una struttura mentale calibrata sugli anni Settanta (quando si sono definitivamente assestate le fondamenta della civiltà dell'eccesso; quando sembrava tutto possibile) le nuove tecnologie avran

FramMenti

Se l’inverno dicesse: «Ho nel cuore la primavera», chi gli crederebbe?  Kahlil Gibran, Sabbia e spuma, 1926

Ferdinando Palasciano

Immagine
C’erano feriti e moribondi ovunque. Uomini, donne, bambini a cui avevano sparato, altri con ferite da taglio e lacerazioni. Messina si era ribellata ai Borbone e aveva pagato a caro prezzo la rivolta. Nessuno li aiutò, non era prassi all'epoca aiutare i nemici feriti. Nessuno tranne un uomo, Ferdinando Palasciano, medico capuano dell’esercito borbonico. Uomo mite, piccino di statura, buono. Era uno di quei medici con la “M” maiuscola. Se ne fregò degli ordini e aiutò tutti coloro che poteva. Da solo, senza aiuto. Perché i feriti, per lui, erano tutti “neutrali”. Era la prima volta che avveniva una cosa del genere. Che un medico di un esercito avversario aiutasse dei nemici sul campo. Lo trascinarono davanti a un tribunale militare per questo. Lui guardò in faccia il generale borbonico Filangeri e gli disse: «Il mio dovere di medico è più importante del mio dovere di soldato». Lo condannarono a morte e solo per miracolo la pena fu commutata in carcere. Il Re borbone lo sfotté anche:

FramMenti

Come diventano elastici i nostri più incrollabili pregiudizi non appena l'amore sopraggiunge a piegarli.  Moby Dick o la balena - Herman Melville

Il fiume sospeso sull'autostrada: l'ingegno

Immagine
Una lunghissima strada di acqua sospesa che con un prodigio dell’ingegneria collega per 21 chilometri i fiumi Mosa e Schelda, nella regione della Vallonia in Belgio.  È chiamato “ascensore per barche” ed è un dispositivo per il superamento di un dislivello che consente alle imbarcazioni di superare rapidamente grandi scarti  longitudinali e verticali tra due corpi d'acqua disallineati. Il Canal du centre attraversa le città di Nimy, Obourg, Ville-sur-Haine e Thieu e contiene diversi ascensori idraulici per barche costruiti dal 1888 al 1917 che sono ora nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Questi maestosi ascensori sono stati progettati dall’ingegnere Edwin Clark un secolo e mezzo fa per permettere il traffico turistico e commerciale nella regione e risolvere la differenza di altezza di circa 96 metri tra i due fiumi. Il Canal du Centre è una meraviglia dell’ingegneria visitata ogni anno da decine di migliaia di persone che che salgono su battelli attrezzati per far

FramMenti

La libertà è una sola: le catene imposte a uno di noi pesano sulle spalle di tutti.  (Nelson Mandela)

Pensa agli altri

Mentre prepari la tua colazione, pensa agli altri, non dimenticare il cibo delle colombe. Mentre fai le tue guerre, pensa agli altri, non dimenticare coloro che chiedono la pace. Mentre paghi la bolletta dell’acqua, pensa agli altri, coloro che mungono le nuvole. Mentre stai per tornare a casa, casa tua, pensa agli altri, non dimenticare i popoli delle tende. Mentre dormi contando i pianeti, pensa agli altri, coloro che non trovano un posto dove dormire. Mentre liberi te stesso con le metafore, pensa agli altri, coloro che hanno perso il diritto di esprimersi. Mentre pensi agli altri, quelli lontani, pensa a te stesso, e dì: magari fossi una candela in mezzo al buio. (Pensa agli altri, Mamhoud Darwish)

FramMenti

E la maggior parte andarono alla guerra senza sapere perché o perché ci andavano gli altri, molti per semplice brutalità, altri per disperazione, la maggioranza per vivere senza lavorare.  Miguel de Unamuno, Pace nella guerra

Operai

Immagine
DAL MIGLIORAMENTO DELLA CONDIZIONE OPERAIA ALLA GUERRA CONTRO GLI "OPERAI FANNULLONI" NELL’UNIONE SOVIETICA DI STALIN Dopo un miglioramento importante della condizione operaia avvenuta in seguito alla Rivoluzione d’Ottobre, nel periodo staliniano iniziò una vera e propria guerra nei confronti dei lavoratori. Nell’opera di industrializzazione forzata del paese infatti tutti i fallimenti e i rallentamenti rispetto alle previsioni dei piani quinquennali iniziarono ad essere scaricati sulle spalle dei lavoratori. Dalla fine degli anni ’20 vennero varate norme autoritarie nella regolazione della disciplina di fabbriche ed iniziò una vasta campagna contro gli operai fannulloni. Mentre lo stalinismo giustificava il cottimo, le riduzioni salariali, l’aumento dei ritmi di lavoro, perfino gli incidenti e le morti come un piccolo prezzo da pagare nella costruzione del socialismo, la classe operaia sovietica diventava sempre più restia ad accettare le condizioni e i salari che gli veniva

FramMenti

La verità è che puoi essere reso orfano ancora e ancora e ancora. E la verità è che lo sarai. E il segreto è che ogni volta farà sempre meno male, fino al punto in cui non sentirai più nulla.  (Chuck Palahniuk, Survivor, 1999)

Arriva il primo cestino che separa da solo i rifiuti

Immagine
Si chiama Bin-e ed è il primo raccoglitore di rifiuti al mondo a fare la differenziata autonomamente. Si tratta di un cestino intelligente che riconosce, smista e comprime automaticamente i rifiuti. Il suo sistema interno identifica la tipologia di scarto grazie ad un riconoscimento basato sull'intelligenza artificiale e sull'elaborazione delle immagini. Un sistema di compressione riduce il volume dei rifiuti introdotti fino all’80% del loro volume e un dispositivo effettua il controllo del livello di riempimento, provvedendo ad emettere notifiche automatiche all'azienda di gestione dei rifiuti che viene avvisata quando è pieno e deve essere svuotato. Inventato da due giovani ingegneri polacchi, il cestino intelligente racchiude in sé i quattro contenitori necessari per la raccolta differenziata: carta, plastica, vetro e indifferenziato, permettendo di unire in un solo spazio tutta la pattumiera. Basta gettare l’oggetto da smaltire nello sportello del Bin-e e al resto pensa

FramMenti

La guerra finirà, i leader si stringeranno la mano, e quella vecchia madre aspetterà il suo figlio martirizzato, e quella donna aspetterà il suo amato marito, e quei bambini aspetteranno il loro padre eroe. Non so chi abbia venduto la patria.. ma ho visto chi ne ha pagato il prezzo. (Mahmoud Darwish)

Fratello satana

Immagine
Miroslav Filipović, frate francescano, durante la Seconda Guerra Mondiale in Jugoslavia partecipò all'assassinio dei serbi, degli ebrei e dei rom, nonché dei dissidenti croati perpetrato dal regime croato degli Ustascia, operando in particolare modo nel campo di concentramento di Jasenovac un luogo di prigionia definito, in una lettera del 24 febbraio 1943 dal Cardinale Alojzije Viktor Stepinac indirizzata al capo dello Stato Ante Pavelić una “vergognosa macchia per lo Stato Indipendente Croato. Per la sua crudeltà gli vennero attribuiti gli epiteti di “Il diavolo di Jasenovac” e di “Fratello Satana”. (…) Nel 1941, dopo la costituzione dello Stato Indipendente di Croazia, uno Stato fantoccio instaurato dalle Forze dell'Asse che abbracciava la Bosnia-Erzegovina e la maggior parte della Croazia, Filipović ricevette l'ordine di affiancare un cappellano militare in una città nel nord dell'Erzegovina, ma non assunse mai l'incarico. Solo nel gennaio 1942, dopo aver comple

FramMenti

Presto arriverà la primavera. Qualcosa si agita nelle ossa.  Robert Seethaler, Una vita intera

Emil Zátopek

Immagine
Il 22 novembre del 2000 moriva a Praga, 78enne, uno dei più iconici atleti della storia sportiva moderna: Emil Zátopek. Nei lontani anni ‘50 venne chiamato ‘Locomotiva Umana’: soprannome legato al suo strano modo di sbuffare durante gli interminabili allunghi, fughe tremendamente efficaci e quasi sempre irraggiungibili. Zátopek fu mezzofondista e maratoneta, fu atleta poliedrico e podista perfetto. Nel secondo dopoguerra, accompagnato dalle famose e pittoresche smorfie di fatica, vinse 3 ori Europei e 4 ori Olimpici: 3 di questi vennero conquistati nell’incredibile edizione di Helsinki 1952, dove dominò 5000, 10000 metri e maratona. “È ai limiti del dolore e della sofferenza che gli uomini si separano dai ragazzi” Usava dire così ‘Emil il Terribile’, l’uomo che amava sempre constatare di non avere abbastanza talento per correre e sorridere contemporaneamente. da Athleta Magazine

FramMenti

Siamo soliti squalificare come “utopica” ogni forma di progettualità non sufficientemente asservita alla forza di un principio di realtà tanto perentorio quanto sospetto e indagato. E se “utopia” fosse invece il nome di uno spazio di pensiero e di un margine di gioco che di volta in volta è stato necessario creare tra le maglie dei testi e dei sistemi di pensiero per consentirsi di progettare la realtà di nuovi principi?  Fredric Jameson - Il desiderio chiamato utopia

Iman

Immagine
"UCCISERO TUTTA LA MIA FAMIGLIA, MA NON MORIRONO SUBITO: SENTIVO ANCORA I LORO LAMENTI". PER VENDICARE UN COMPAGNO UCCISO, I MARINES AMERICANI COMPIRONO UNA VERA E PROPRIA STRAGE AD HADITHA, IN IRAQ, UCCIDENDO ANCHE I BAMBINI Per Iman quel 19 novembre del 2005 era una giornata come tante ad Haditha, cittadina dell'Iraq occidentale. La bambina aveva 10 anni e si stava preparando per andare a scuola quando sente un'esplosione. Nell'Iraq post-2003 era un evento quasi normale. Non poteva immaginare che quel boato avrebbe indirettamente portato alla morte di tutta la sua famiglia. Alle ore 7:15 di quella mattina, infatti, un convoglio statunitense stava attraversando la zona quando viene colpito in pieno dall'esplosione di un ordigno posto al ciglio della strada. Il caporale Miguel Terrazas muore sul colpo, un altro paio di militari rimangono feriti. Iman continuava a prepararsi quanto sente alcuni colpi di arma da fuoco. Neanche questo era un evento così raro: la

Etichette

Mostra di più