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Mark Twain - Le avventure di Tom Sawyer

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"Tom!"
Nessuna risposta.
"Tom!"
Ancora silenzio.
"Vorrei proprio sapere che cosa sta combinando quel ragazzo. Ehi Tom!"
La vecchia signora abbassò gli occhiali e lanciò un occhiata alla stanza al di sopra delle lenti, poi li sistemò di nuovo sul naso e guardò dal di sotto. Accadeva assai di rado che ci guardasse attraverso quando l'oggetto della sua attenzione era una cosa da poco come un ragazzino, perché quegli occhiali erano i suoi migliori, roba di cui sentirsi orgogliosi, ed erano stati fatti per bellezza, non per utilità; tanto che un paio di coperchi da stufa avrebbero prodotto lo stesso effetto. Per un momento assunse un'aria perplessa, poi disse, non minacciosamente, ma con un tono abbastanza alto da farsi sentire anche dai mobili:
"Beh, se riesco a metterti le mani addosso..."

MARK TWAIN
Cit. da Le avventure di Tom Sawyer ‐ Incipit

Buonanotte del 14 luglio 2020

Si hortum in bibliotheca habes, nihil deerit.
(Se accanto alla biblioteca hai un giardino, allora non ti manca nulla.)

— Cicerone

Il pollaio

Una volta le galline trovarono la volpe in mezzo al sentiero. Aveva gli occhi chiusi, la coda non si muoveva. - È morta, è morta - gridarono le galline. - Facciamole il funerale. Difatti suonarono le campane a morto, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in fondo al prato. Fu un bellissimo funerale e i pulcini portavano i fiori. Quando arrivarono vicino alla buca la volpe saltò fuori dalla cassa e mangiò tutte le galline. La notizia volò di pollaio in pollaio. Ne parlò perfino la radio, ma la volpe non se ne preoccupò. Lasciò passare un po’ di tempo, cambiò paese, si sdraiò in mezzo al sentiero e chiuse gli occhi. Vennero le galline di quel paese e subito gridarono anche loro: - È morta, è morta! Facciamole il funerale. Suonarono le campane, si vestirono di nero e il gallo andò a scavare la fossa in mezzo al granoturco. Fu un bellissimo funerale e i pulcini cantavano che si sentivano in Francia. Quando furono vicini alla buca, la volpe saltò fuori dalla cassa e mang…

Buonanotte del 13 luglio 2020

Il segreto della vita è ridere. Ridi di te e dei tuoi guai, ridi di tutte le tue sfighe, ridi quando inciampi davanti a 40 persone, ridi guardando quel brufolo allo specchio, ridi solo perchè non ce la fai più a piangere. Ridi, ti salverà la vita.

Eroi Pelosi

Sebbene a me non piaccia proprio la metafora bellica per la situazione di pandemia che stiamo vivendo, io stesso ho più volte omaggiato l’eroismo e l’abnegazione che molteplici donne e uomini (siano essi medici o operatori sanitari, oppure trasportatori o addetti alle vendite e operatori del commercio, fino ai volontari, a chi consegna a domicilio) mostrano ogni giorno attraverso delle storie prese dal mito antico riguardanti condottieri, valorosi guerrieri e atleti favolosi. Se vi chiedete perchè abbia scelto proprio il mito classico (greco e latino), la spiegazione ve la do attraverso un aforisma:
Anche se non si volesse credere alla verità che nascondono, è impossibile non credere alla loro incomparabile potenza simbolica. Nonostante la loro consunzione moderna, i miti restano, al pari della metafisica, un ponte gettato verso la trascendenza. Ernst Jünger, in risposta alla domanda “lei crede nei miti?”.
La storia di oggi riguarda un personaggio storico, Aristomene di Messene (o Me…

Buonanotte del 12 luglio 2020

Gli «esclusi», chi è sostanzialmente non legge i giornali, non compra libri, non va al cinema, né a teatro, né al museo, né a un concerto, sono passati dal 35% al 43%. In altre parole, quasi un giovane italiano su due non ha consumi culturali di alcun tipo.
— Le piazze del sapere, Hariel A. Agnoli

Guerra del Vietnam

I MILLE VETERANI DEL VIETNAM CHE, IL 23 APRILE DEL 1971, LANCIARONO MEDAGLIE, ELMETTI E MONETINE SULLE SCALE DEL CAMPIDOGLIO PER DIRE BASTA ALLA GUERRA
Era il 1971, e l’esercito degli Stati Uniti era impegnato nella sua doppia guerra del Vietnam: nel sud dell’Asia combatteva con elicotteri, fucili e napalm, mentre all’interno dei confini si vedeva fronteggiato da schiere di manifestanti che con quella guerra non erano d’accordo. Le manifestazioni contro la guerra del Vietnam avevano molte anime: c’era chi la guerra l’aveva sempre rifiutata, chi era pacifista da sempre, chi aveva disertato la chiamata dello stato; e poi c’era chi quella guerra non la voleva perché l’aveva vista con i suoi occhi, e se qualcosa di buono c’è nel vivere una guerra, è che fa nascere nel cuore il desiderio della pace.
Nell’aprile del 1971, l’esercito degli ex soldati intraprese una delle sue battaglie contro il governo che continuava a mandare ragazzi come loro ad uccidere e a morire dall’altra parte del mo…

Buonanotte del 11 luglio 2020

C’era talmente tanta roba nella mia testa,
che il mondo fuori lo sentivo appena,
passava come un’ombra,
la vita era tutta nei miei pensieri.

— Alessandro Baricco

Eugenio Montale

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Ex voto

Accade
che le affinità d’anima non giungano
ai gesti e alle parole ma rimangano
effuse come un magnetismo. È raro
ma accade.

Può darsi
che sia vera soltanto la lontananza,
vero l’oblio, vera la foglia secca
più del fresco germoglio. Tanto e altro
può darsi o dirsi.

Comprendo
la tua caparbia volontà di essere sempre assente
perché solo così si manifesta
la tua magia. Innumeri le astuzie
che intendo.

Insisto
nel ricercarti nel fuscello e mai
nell’albero spiegato, mai nel pieno, sempre
nel vuoto: in quello che anche al trapano
resiste.

Era o non era
la volontà dei numi che presidiano
il tuo lontano focolare, strani
multiformi multanimi animali domestici;
fors’era così come mi pareva
o non era.

Ignoro
se la mia inesistenza appaga il tuo destino,
se la tua colma il mio che ne trabocca,
se l’innocenza è una colpa oppure
si coglie sulla soglia dei tuoi lari. Di me,
di te tutto conosco, tutto
ignoro.

Buonanotte del 10 luglio 2020

Tutto è per sempre. E’ luogo comune affermare il contrario, ma è una visione superficiale della realtà. E’ la comune percezione, sorda e cieca, delle cose. Se si guarda invece oltre il velo illusorio delle nostre proiezioni, si viene colpiti da una verità strabordante, trafiggente, sorprendente e faticosamente accettabile: tutto è per sempre.
— corsiva-mente

Vocazione

La vocazione ha a che fare con il sentirsi chiamati a fare qualcosa, con il senso di destino, con l’intuizione che ci sia un senso nella vita, un compito da svolgere. Nella vocazione sei libero di tradire anche il talento. La vocazione ha a che fare con la strada che ha un cuore, come diceva Castaneda. Ma la strada che ha un cuore non ti porta chissà dove perché tutte le strade portano nello stesso posto, cioè da nessuna parte. Seguire la strada che ha un cuore significa seguire una via in cui sei leggero libero dagli affanni della vita. Una volta ascoltata la tua vocazione serve un progetto. L’azione porta a terra qualcosa che avevi solo immaginato Seguire la strada che ha un cuore ha a che fare con quello che in filosofia si chiama fioritura personale.
Andrea Colamedici & Maura Gancitano

Buonanotte del 9 luglio 2020

E poi trovi la frase di un libro, di una poesia, di una canzone che sembra parlare esattamente di te. E allora non importa quanto distante sia la persona che l’ha scritta, perché in qualunque luogo viva, è come se un piccolo tratto di vita l’avesse con te.

Le regole per scrivere bene

Le regole per scrivere bene  1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.  2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.  3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.  4. Esprimiti siccome ti nutri.  5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc. 6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.  7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.  8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.  9. Non generalizzare mai.  10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.  11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”  12. I paragoni sono come le frasi fatte.  13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).  14. Solo gli stronzi usano parole volgari.  15. Sii sem…

Buonanotte del 8 luglio 2020

La felicità forse è un’altra cosa ma quello che mi è passato sotto gli occhi, questi anni, non lo cambierei con niente.
— Stefano Benni

Leonardo Sciascia - Il giorno della civetta

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L'autobus stava per partire, rombava sordo con improvvisi raschi e singulti. La piazza era silenziosa nel grigio dell'alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice: solo il rombo dell'autobus e la voce del venditore di panelle, panelle calde panelle, implorante e ironica. Il bigliettaio chiuse lo sportello, l'autobus si mosse con un rumore di sfasciume. L'ultima occhiata che il bigliettaio girò sulla piazza, colse l'uomo vestito di scuro che veniva correndo; il bigliettaio disse all'autista "un momento" e aprì lo sportello mentre l'autobus ancora si muoveva. Si sentirono due colpi squarciati: l'uomo vestito di scuro, che stava per saltare sul predellino, restò per un attimo sospeso, come tirato su per i capelli da una mano invisibile; gli cadde la cartella di mano e sulla cartella lentamente si afflosciò.

LEONARDO SCIASCIA
Cit. da Il giorno della civetta ‐ Incipit

Buonanotte del 7 luglio 2020

Se niente ci salva dalla morte, che almeno l’amore ci salvi dalla vita.

— Pablo Neruda

Questo è il tempo

Questo è il tempo. Familiare e intimo. La sua rapina ci porta. Il precipitare di secondi, ore, anni, ci lancia verso la vita, poi ci trascina verso il niente… Lo abitiamo come i pesci l’acqua. Il nostro essere è essere nel tempo. La sua nenia ci nutre, ci apre il mondo, ci turba, ci spaventa, ci culla. L’universo dipana il suo divenire trascinato dal tempo, secondo l’ordine del tempo. Pensiamo comunemente il tempo come qualcosa di semplice, fondamentale, che scorre uniforme, incurante di tutto, dal passato verso il futuro, misurato dagli orologi. Nel corso del tempo si succedono in ordine gli avvenimenti dell’universo: passati, presenti, futuri; il passato è fissato, il futuro aperto… Bene, tutto questo si è rivelato falso. Gli aspetti caratteristici del tempo, uno dopo l’altro, sono risultati essere approssimazioni, abbagli dovuti alla prospettiva, come la piattezza della Terra o il girare del Sole. Il crescere del nostro sapere ha portato a un lento sfaldarsi della nozione di tempo…

Buonanotte del 6 luglio 2020

La musica è una legge morale, essa dà un’anima all’universo, le ali al pensiero, uno slancio all’immaginazione, un fascino alla tristezza, un impulso alla gaiezza e la vita a tutte le cose.Essa è l’essenza di tutte le cose, essa è l’essenza dell’ordine ed eleva ciò che è buono, di cui essa è la forma invisibile, ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna.
— Platone

Le 14 caratteristiche del fascismo spiegate da Umberto Eco

Quando nel 1995 Umberto Eco pronunciò per la prima volta la trattazione sul fascismo da cui poi fu estratto uno dei suoi Cinque Scritti Morali (edizioni Bompiani, 1999, acquistabile qui), è probabile che intuisse già l’impatto che un discorso di quel tipo poteva avere. Erano i giorni della celebrazione della liberazione dell’Europa, ma il nascere di dittature e totalitarismi di stampo fascista è una costante in diverse parti del mondo, proprio per la natura stessa del fascismo, e non c’è molta sorpresa nel vedere le parole di Eco tradotte e ripetute costantemente, dal 1995 ad oggi.
Perché quello di Umberto Eco è un punto di vista che unisce profondità intellettuale e testimonianza diretta: lui visse la liberazione partigiana in prima persona, scoprì coi suoi stessi occhi la rinascita delle libertà soppresse, del pluralismo delle posizioni, e capì da solo quali erano stati gli effetti del fascismo in Italia. Fu anche in grado di capire un’importante verità, che lo ispirò nello stilare…

Buonanotte del 5 luglio 2020

Tutti abbiamo i nostri sogni, pensò. L’unica differenza è che alcuni lottano, e non rinunciano a realizzare il proprio destino, a costo di affrontare qualunque rischio, mentre altri si limitano a ignorarli, timorosi di perdere quel poco che hanno. E così non potranno mai riconoscere il vero scopo della vita.
— Il delfino, Sergio Bambarèn

Attesa

“Esci dalla statale a sinistra e scendi giù dal colle. Arrivato in fondo, gira ancora a sinistra. Continua sempre a sinistra. La strada arriva a un bivio. Ancora a sinistra. C’è un torrente, sulla sinistra. Prosegui. Poco prima della fine della strada incroci un’altra strada. Prendi quella e nessun’altra. Altrimenti ti rovinerai la vita per sempre. C’è una casa di tronchi con il tetto di tavole, a sinistra. Non è quella che cerchi. E’ quella appresso, subito dopo una salita. La casa dove gli alberi sono carichi di frutta. Dove flox, forsizia e calendula crescono rigogliose. E’ quella la casa dove, in piedi sulla soglia, c’è una donna con il sole nei capelli. Quella che è rimasta in attesa fino ad ora. La donna che ti ama. L’unica che può dirti: “Come mai ci hai messo tanto?”
— R. Carver

Buonanotte del 4 luglio 2020

Non sono quasi mai serio, e sono sempre troppo serio. Troppo profondo, troppo superficiale. Troppo sensibile e troppo freddo di cuore. Io sono come un insieme di paradossi.
— F. De. Saussure

Jorge Teillier

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Neve notturna

Può esistere qualcosa prima della neve?
Prima di quella purezza implacabile,
implacabile come il messaggio di un mondo
che non amiamo, ma cui apparteniamo
e che si intuisce in quel suono
tuttavia fratello del silenzio.
Quali dita ti fanno cadere,
polverizzato scheletro di petali?
Cenere di un cielo antico
che fa restare solo davanti al fuoco
ascoltando i passi dell'amico che se ne andò,
eco di parole che non ricordiamo,
ma che ci fanno male, come se le stessimo pronunciando di nuovo.
E può esistere qualcosa dopo la neve?
Qualcosa dopo
l'ultimo sguardo del cieco al pallore del sole,
qualcosa dopo
che il bimbo malato dimentica di guardare il nuovo mattino,
o meglio ancora, dopo aver dormito come un convalescente
con la testa sulla gonna
di colei che a volte si ama.
Chi sei, neve notturna,
fugace, disciolta primavera che sopravvive sul ciliegio?
O che importa chi sei?
Per guardare la neve di notte bisogna chiudere gli occhi,
non ricordare nulla, non chiedere nulla,

Buonanotte del 3 luglio 2020

Perché soltanto ciò che è intangibile, le idee, i concetti, le convinzioni, le fantasie, dura. Le pietre si sgretolano. Il legno marcisce. La gente bé… la gente muore. Ma le cose fragili, come un pensiero, un sogno, una leggenda, durano in eterno.
— Chuck Palahniuk

Le 14 caratteristiche del fascismo spiegate da Umberto Eco

Quando nel 1995 Umberto Eco pronunciò per la prima volta la trattazione sul fascismo da cui poi fu estratto uno dei suoi Cinque Scritti Morali (edizioni Bompiani, 1999, acquistabile qui), è probabile che intuisse già l’impatto che un discorso di quel tipo poteva avere. Erano i giorni della celebrazione della liberazione dell’Europa, ma il nascere di dittature e totalitarismi di stampo fascista è una costante in diverse parti del mondo, proprio per la natura stessa del fascismo, e non c’è molta sorpresa nel vedere le parole di Eco tradotte e ripetute costantemente, dal 1995 ad oggi.
Perché quello di Umberto Eco è un punto di vista che unisce profondità intellettuale e testimonianza diretta: lui visse la liberazione partigiana in prima persona, scoprì coi suoi stessi occhi la rinascita delle libertà soppresse, del pluralismo delle posizioni, e capì da solo quali erano stati gli effetti del fascismo in Italia. Fu anche in grado di capire un’importante verità, che lo ispirò nello stilare…

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