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Pale Blue Dot

Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. Siamo noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di presuntuose religioni, ideologie e dottrine economiche, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni “superstar”, ogni “comandante supremo”, ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punt…

Buonanotte del 8 aprile 2020

«Ah quando entro qui tiro un sospiro di sollievo. Dottore, non vedevo l’ora che venisse il giorno della visita. Credo che non ci sia al mondo un altro posto come questa poltrona, quando mi siedo qui mi sento così rilassata, sia fisicamente che spiritualmente.» «Pensavo che per lei questa poltrona fosse come una sedia elettrica.» «Ma certo dottore,» rispose in tono piuttosto serio alla mia battuta cattiva. «Proprio per questo. Un individuo che ha accumulato colpa su colpa, può tirare un sospiro di sollievo solo quando alla fine si siede sulla sedia elettrica, non crede?»
— Yukio Mishima, Musica

Erwin Schrödinger - Mente e materia

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Il mondo è una sintesi delle nostre sensazioni, delle nostre percezioni e dei nostri ricordi. È comodo pensare che esista obiettivamente, di per sé. Ma la sua semplice esistenza non basterebbe, comunque, a spiegare il fatto che esso ci appare.

ERWIN SCHRÖDINGER
Cit. da Mente e materia ‐ Incipit

Buonanotte del 7 aprile 2020

“Perché lavorate? Non potreste limitarvi a vivere ed essere contenti? E se vi affaticate solo per potervi affaticare di più, quando troverete la felicità? Voi dite di lavorare per vivere, ma la vita non è fatta di bellezza e canzoni? E se non sopportate fra di voi un cantore, dove vanno i frutti di tanto lavoro? Lavorare senza divertirsi è come fare un viaggio interminabile senza meta. Non sarebbe meglio morire?”
— Howard Phillips Lovecraft, Tutti i racconti 1897-1922

Asciugatori

Un esempio che faccio per spiegare i limiti della razionalità tecnologica è quello degli asciugatori elettrici nei bagni pubblici. Questi hanno progressivamente sostituito i vecchi fazzoletti di carta per ragioni economiche evidenti: risparmio sull'approvvigionamento, sulla manutenzione, sulla logistica. Se questi asciugatori dal design elegante realizzano alla perfezione la funzione per cui sono stati progettati, hanno tuttavia uno spiacevole effetto collaterale nel mondo reale: sono una bomba batteriologica. Poiché le persone non rispettano necessariamente le guidelines dell’Organizzazione Mondiale della Sanità quando si lavano le mani (curioso vero?) posizionarle sotto un getto di aria finisce soltanto per diffondere i batteri nello spazio circostante. Secondo uno studio, il 95% delle persone non si lava correttamente le mani: non soltanto la durata media di un lavaggio tende ad essere di molto inferiore ai 40-60 secondi consigliati, ma inoltre non è sempre assicurata la dispo…

Buonanotte del 6 aprile 2020

Anche se l'immagine popolare del matematico come lavoratore solitario non è del tutto falsa, è un'ipersemplificazione. La conoscenza matematica passa da insegnante ad allievo e da collega a collega. Se la catena si spezza, occorre una mente eccezionale per forgiarla di nuovo. Non foss'altro che perché il tempo dedicato al pensiero deve essere pagato, la matematica fiorirà più in una società favorevole rispetto a una che non lo è.
T.W. Körner, Where do numbers come from?, CUP 2020, ISBN 978-1-108-73838-5, pag. 21

Sonetto XIX

Tempo divoratore, spunta pure gli artigli del leone, e fai in modo che la terra divori la sua stessa prole; strappa pure i denti aguzzi dalle fauci della fiera tigre, e fai ardere l’immortale fenice, nel suo sangue; rendi pure belle e cattive le stagioni mentre tu corri veloce, e fai ciò che vuoi, Tempo dal rapido passo, al vasto mondo e a tutte le sue effimere dolcezze; ma ti proibisco il peggiore dei crimini: Oh! Non incidere con le tue ore la fronte del mio amore, non disegnarci sopra linee con la tua antica penna; lascialo intatto durante il tuo corso a modello di bellezza per le generazioni future. Oppure no; fa’ quanto peggio vuoi, vecchio Tempo, a dispetto dei tuoi danni il mio amore vivrà, eternamente giovane, nei miei versi. — Devouring Time, blunt thou the lion’s paws, And make the earth devour her own sweet brood; Pluck the keen teeth from the fierce tiger’s jaws, And burn the long-lived phoenix in her blood; Make glad and sorry seasons as thou fleet'st, And do whate…

Buonanotte del 5 aprile 2020

Gran parte delle incomprensioni che esistono in questo mondo,
sparirebbero se riuscissimo a metterci nei panni degli altri e a comprendere il loro punto di vista.

— Mahatma Gandhi

Producete arte

Sostanzialmente il problema è la noia, ma solo perché le persone non la sanno gestire, non perché esista. Ovviamente rispetto ai tempi passati abbiamo più tempo a disposizione, sia nell’arco della quotidianità che della vita, si vive più a lungo, i lavori che facciamo ci aiutano a gestire il tempo visto che di base (di base) lavoriamo otto ore al giorno e non quattordici e abbiamo più comfort tipo la macchina per spostarci, dunque l’educazione dell’individuo al progresso passa anche da una sana gestione del proprio tempo libero. Ecco, ci ritroviamo con questo surplus di tempo e non essendo noi educati al movimento verso noi stessi e verso la nostra crescita personale o familiare o professionale, insomma non avendo nessuna intenzione di migliorarci come individui e avendo a disposizione quello strumento scaccia pensieri e favoloso passatempo che è internet si è passati dall’impiegare il nostro tempo per questioni di vita personale a impiegare il tempo impicciandoci di altro, altro che…

Buonanotte del 4 aprile 2020

Ma è la mia sensibilità che mi farà vivere sempre e comunque contro una società che ha bisogno dei poliziotti per conservare il potere. Anche a dispetto dell'intelligenza, commissario. A dispetto di tutto e di tutti. Se il mio destino è di restare eternamente un eretico… tanto peggio. Vorrà dire che morirò senza rimpianti, con tutti i miei dubbi, ma con una sola certezza: di non essere mai stato complice dell'orrore, del sopruso, degli oppressori d'ogni sorta, qualunque sia il colore e l'ideologia che li anima.
— Pino Cacucci, In ogni caso nessun rimorso

Ángel González

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Speranza

Speranza,
ragno nero del crepuscolo.
Ti fermi
non lontano dal mio corpo
abbandonato, ti aggiri
intorno a me,
intessendo, rapidamente,
invisibili fili inconsistenti,
ti avvicini, ostinata,
e mi accarezzi appena con la tua ombra
pesante
e lieve a un tempo.
Rintanata
sotto le pietre e sotto le ore,
hai atteso, paziente, l’arrivo
di questa sera
in cui più niente
è possibile…
Il mio cuore:
il tuo nido.
Mordilo, speranza.

Buonanotte del 3 aprile 2020

Non vorrei che le pagine precedenti sembrassero una resa nei confronti dell’ignoto o un depotenziamento della capacità della scienza di comprendere la realtà. È esattamente il contrario. La consapevolezza dei propri limiti è uno dei tratti che definiscono e rendono efficace il metodo scientifico e, semmai, ci aiuta a non cadere vittima della confusione, a rimanere lucidi di fronte all’incertezza. Dire «non so» è, in molti casi, l’unica cosa sensata da dire, ed è comunque sempre preferibile a una posizione non basata sull’evidenza.
— (Amedeo Balbi, L’ultimo orizzonte. Cosa sappiamo dell’Universo; UTET, 2019)

Tre cavalli

Mi ricapita amore, perciò penso al primo, mentre ripiglio il treno. A vent'anni tento qualche amore scarso. Per una ragazza mi piglia desiderio di andare insieme a un cinema, per un'altra di passeggiare in un'altra città. Le cerco, mi evitano, scrivo loro qualche lettera. Mi mancano ma non smuovono amore. Mi scordo di loro imparando a scalare montagne. Poi incontro Dvora d'estate. Ci sono creature assegnate che non riescono a incontrarsi mai e s'aggiustano ad amare un'altra persona per rammendare l'assenza. Sono sagge. Io a vent'anni non conosco gli abbracci e decido di aspettare. Aspetto la creatura assegnata. Sto vigile, imparo a scorrere le facce di una folla in pochi istanti. Ci sono sistemi che insegnano la lettura veloce dei libri, io imparo a leggere una folla al volo. La setaccio, la scarto tutta, neanche un grano di quelle facce resta nella retina. So sempre che lei non c'è, lei, la assegnata. Non ho un ritratto in testa da far combaciare …

Buonanotte del 2 aprile 2020

I quaternioni di Hamilton fecero colpo. I sistemi precedenti (anche i numeri complessi) erano presenti da abbastanza tempo perché la gente li considerasse ‘sistemi naturali’ che erano stati scoperti. I nuovi numeri di Hamilton sembravano proprio essere stati creati. Le leggi come la commutatività che (se a qualcuno fosse mai venuto di pensarci su) venivano viste come radicate nella natura delle cose diventavano ora proprietà che potevano o no essere possedute da un'operazione. Si dovettero aggiungere al vocabolario del matematico aggettivi come associativo (inventato dallo stesso Hamilton) e distributivo.
— T.W. Körner, Where do numbers come from?, CUP 2020, ISBN 978-1-108-73838-5, pag. 226

Il re degli animali

Se realmente sei, come ti descrivi, il re degli animali – direi piuttosto re delle bestie, essendo tu stesso la più grande! – perché non eviti di prenderti i loro figli per soddisfare il tuo palato, per amor del quale ti sei trasformato in una tomba per tutti gli animali? Direi anche di più, se mi fosse concesso di dire tutta la verità. (…) Dimmi, non produce forse la natura cibi semplici in abbondanza che possano sfamarti? E se non riesci ad accontentarti di tali cibi semplici, non puoi preparare infinite pietanze mescolandoli tra loro, come suggeriscono il Piadena e altri autori nei loro libri per buongustai?
— Leonardo Da Vinci - Quaderni d’Anatomia II 14 r, conservati presso la Royal Library di Windsor

Buonanotte del 1 aprile 2020

A misura che la leggenda si sviluppa, il lettore ha un quadro sempre più preciso della specie umana. Gradualmente ci si convince sempre più che una razza siffatta non può che essere prodotto di pura fantasia. […] Ed ora in questo capitolo noi vediamo l'enorme incapacità di comunicazione che caratterizza l'Uomo, situazione che evidentemente non favorisce il progresso di una razza. L'impotenza dell'Uomo a comprendere e apprezzare il pensiero, il punto di vista di un suo simile rappresenta un ostacolo tale, quale nessuna superiore capacità tecnica potrà mai superare.
— Clifford D. Simak, Anni senza fine (City)

John Steinbeck - La valle dell'Eden

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La valle del Salinas è nella California settentrionale. È un canalone lungo e stretto tra due file di monti, e il fiume Salinas si snoda e si contorce lungo tutta la valle fino a sfociare nella baia di Monterrey.
Ricordo i nomi che da bambino davo alle erbe e ai fiori nascosti. Ricordo dove si trova il rospo e a che ora si svegliano d'estate gli uccelli ‐ e l'odore degli alberi e delle stagioni ‐ che aspetto aveva la gente e come camminavano; ricordo anche il loro odore. La memoria degli odori è molto tenace.
Ricordo che i monti Gabilan a oriente della valle erano monti lievi e allegri, pieni di sole, amabili e quasi invitanti; ti veniva voglia di arrampicarti per i loro caldi contraffosti come quando si vuol salire in grembo a una madre adorata. Erano montagne che ti sollecitavano con l'amore della loro erba giallastra. I Santa Lucia si ergevano contro il cielo verso occidente e separavano la valle dal mare aperto, ed erano bui e accigliati, scostanti e pericolosi. In me…

Buonanotte del 31 marzo 2020

Non ricordo ciò che mi disse quel giorno, né quello che gli dissi io.
Tutto quello che so è che, per un'ora, camminammo avanti e indietro come due giovani innamorati , ancora nervosi, ancora intimiditi.
E tuttavia io sentivo che quello era solo l'inizio e che da allora in poi la mia vita non sarebbe più stata vuota e triste, ma ricca e piena di speranze per entrambi.

— Fred Uhlman, L'amico ritrovato

Avvelenarsi il sangue

Ebbene, Francesco Bauer, perché abbiamo bisogno di colonie? «Abbiamo bisogno di colonie perché abbiamo bisogno di materie prime in grande quantità; senza materie prime non potremmo far funzionare come dovrebbe la nostra industria, con la spiacevole conseguenza che il nostro lavoratore ridiventerebbe disoccupato.» Benissimo, caro Bauer. «Ma non si tratta soltanto dell’operaio.» E di che cosa allora, Bauer? «Si tratta di tutta la nazione, poiché, in definitiva, anche l’operaio fa parte della nazione.» Già, in definitiva, questa è davvero una scoperta straordinaria, penso; e mi colpisce una volta di più la constatazione che spesso ai nostri giorni verità vecchie come il mondo passano per parole d’ordine nuove fiammanti. O sarà sempre stato così? Non ne so nulla. So soltanto che devo leggere e rileggere ventisei compiti, che, da premesse storte, traggono conclusioni false. Come sarebbe bello se storto e falso si neutralizzassero a vicenda. Ma non lo fanno, passeggiano insieme a braccetto…

Buonanotte del 30 marzo 2020

Io sono fatto d'acqua. Non ve ne potete accorgere perché faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti d'acqua. Tutti quanti. Il nostro problema è che non solo dobbiamo andarcene in giro senza essere assorbiti dal terreno ma, anche, che dobbiamo guadagnarci da vivere.
— Philip K. Dick, Confessioni di un artista di merda

Cinque sono le cose

Cinque sono le cose che un uomo rimpiange quando sta per morire. E non sono mai quelle che consideriamo importanti durante la vita. Non saranno i viaggi confinati nelle vetrine delle agenzie che rimpiangeremo, e neanche una macchina nuova, una donna o un uomo da sogno o uno stipendio migliore. No, al momento della morte tutto diventa finalmente reale. E cinque le cose che rimpiangeremo, le uniche reali di una vita. La prima sarà non aver vissuto secondo le nostre inclinazioni ma prigionieri delle aspettative degli altri. Cadrà la maschera di pelle con la quale ci siamo resi amabili, o abbiamo creduto di farlo. Ed era la maschera creata dalla moda, dalle false attese nostre, per curare magari il risentimento di ferite mai affrontate. La maschera di chi si accontenta di essere amabile. Non amato. Il secondo rimpianto sarà aver lavorato troppo duramente, lasciandoci prendere dalla competizione, dai risultati, dalla rincorsa di qualcosa che non è mai arrivato perché non esisteva se non n…

Buonanotte del 29 marzo 2020

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la miglior approssimazione concreta alla felicità sulla terra.
— Primo Levi, La chiave a stella e quattro racconti

Zentrum

“Ribellare? Magari sapessero ancora farlo. Rivendono malignità mediocri per audace trasgressione e chiamano mitezza l'arrendersi all'arroganza. E sono pronti a tutto per diventare “importanti”. In questo paese ormai ci sono così tante persone importanti che a nessuno importa più nulla di nessuno! Questo Zentrum controlla ogni atto della loro vita, li aizza di volta in volta a esaltare o disprezzare, a obbedire o a ringhiare. Li riempie di una paura informe e paralizzante. Prevede ogni buono e cattivo sentimento, vende armi e immagini di stragi, popcorn e schizzi di sangue, crea i giustizieri e rimpiange le vittime, si bea di catastrofi e di beneficenza, di eccitazione e di rimorso. No, non sono questi i dannati che vogliamo! Queste pecore viziate, questi cattivelli avidi che dopo ogni peccato presentano la lista del rimborso spese e dopo ogni delitto vendono l'esclusiva delle foto, questa indifferente schiera che rimastica peccatucci a comando, questa carne da sondaggi la…

Buonanotte del 28 marzo 2020

Vi è molto di folle nella vostra cosiddetta civiltà. Come pazzi voi uomini bianchi correte dietro al denaro, fino a che ne avete così tanto che non potrete vivere abbastanza a lungo per poterlo spendere. Voi saccheggiate i boschi e la terra, sprecate i combustibili naturali. Come se dopo di voi non venisse alcuna generazione, che non avrà bisogno di tutto questo. Voi parlate sempre di un mondo migliore, mentre costruite bombe sempre più potenti per distruggere quel mondo che ora avete.
Tatanga Mani, capo indiano della tribù degli Sioux Oglala, conosciuto come Toro Seduto

Fay Zwicky

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Quando cresco (ho solo cinquant’anni)
voglio essere montagnosa e saggia
come Marguerite Yourcenar.
Una grande sfinge di pietra
silente come un’ombra.
La bilancia perfetta
tra grazia e potenza.
Voglio essere forte abbastanza da vivere
su un’isola al largo della costa del Maine,
far inselvatichire il bel giardino,
ricevere un intervistatore
da un prestigioso programma d’arte TV
ogni vent’anni, scendere
per leggere a voce alta con altero distacco
passaggi profetici dal lavoro passato,
rifiutare le investiture d’accademia.
Non mi mancherà la mia terra natale.
Saprò chi sono.
La mia voce sarà bassa, salda,
senza enfasi, purificata dai bisogni.
Non m’importerà se ho ossa grandi,
pesante, non baderò
se i miei capelli sono fini,
se i miei occhi sono giunti a un punto morto,
se i problemi più veri restano senza risposta.
La perdita di amanti, la defezione dei figli
mi lascerà fredda.
Diventerò l’assoluto
che mi ci è voluto una vita annichilire.

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