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Porti Sepolti

Stella spenta, ho pianto per entrambe per te e anche per me. Tu che le stelle delle mie lacrime soffi nel firmamento. Nel tuo mondo, la libertà della luce nel mio mondo, il gioco delle ombre. Insieme passiamo e la più bella poesia da qualche parte diventa silenzio. Tu sorgi altrove e sussurri il pianto dell'esistenza ma io ovunque il mio compito il mio consumo e brucio come una stella spenta, polvere dissolta nel tuo cielo. Parnia Abbasi

Il Ricordo di Anna

 Il profumo di glicine, ancora intenso dopo tutto questo tempo, mi trasporta indietro. Ero un ragazzo esile, con gli occhi scuri e pieni di sogni, quando incontrai Anna per la prima volta. Era una giornata di primavera, il sole caldo filtrava tra le foglie degli alberi del parco cittadino. Lei sedeva su una panchina, intenta a leggere un libro. I suoi capelli biondi brillavano come oro al sole, incorniciando un viso dolce e sorridente. Mi avvicinai con timore, balbettando parole inutili mentre cercavo di impressionarla. Anna, paziente e gentile, ascoltò le mie goffe battute con un'indulgenza che mi fece arrossire. Scoprimmo presto di avere interessi comuni: la passione per la musica classica, il fascino per i romanzi, l'amore incondizionato per i gatti randagi. Le giornate successive furono una sequenza di incontri segreti nel parco, passeggiate lungo il fiume, confidenze sussurrate sotto un cielo stellato. Anna divenne la mia prima fidanzata, un faro nella nebbia dell'adol...

FramMenti

 ‘Non possiamo risolvere i nostri problemi con lo stesso modo di pensare con cui li abbiamo creati." (Albert Einstein)

L'Eredità Musicale

Il vecchio maestro, con mani nodose e occhi che riflettevano una vita spesa immersa nelle note, sospirò. La sala da concerto era vuota, il silenzio solo interrotto dal ticchettio regolare dell'orologio sulla parete. Aveva dedicato la sua esistenza alla musica, trasmettendo la sua passione ai suoi studenti con amore e rigore. Ma ora, i suoi allievi erano sparsi per il mondo, inseguendo le proprie strade, alcune più brillanti di altre.  Il maestro si domandava se avessero conservato in sé l'eco del suo insegnamento, se la melodia della sua musica avesse trovato spazio nei loro cuori.  Un giovane uomo entrò nella sala, rompendo il silenzio con un timido saluto. Era Marco, uno degli ultimi studenti del maestro, tornato per una visita. Il maestro, sorpreso e felice, lo invitò a sedersi. Marco raccontò le sue esperienze, la sua lotta per affermarsi nel mondo musicale, i momenti di scoraggiamento e le piccole vittorie. Durante la conversazione, il maestro notò un cambiamento in Marco...

FramMenti

 Se niente ci salva dalla morte, che almeno l'amore ci salvi dalla vita.  (Pablo Neruda) 

Non è

Uno studio serio lo conferma: più sei intelligente, meno tolleri la compagnia rumorosa, le chiacchiere sterili, le uscite forzate. Non è arroganza, è fatica. È che ti annoi, ti stanchi, ti spegni. Quando la comitiva ride di cose che non ti sfiorano, quando ti ritrovi intrappolato in attività senza senso, ti senti come un falco in una gabbia per polli. Non sei asociale, sei solo troppo vivo per accontentarti dell'intrattenimento da discount emotivo. Chi ha una mente complessa spesso ha anche un cuore che vibra a frequenze diverse. E allora cerca la solitudine, non come fuga, ma come patria. La tua tana non è isolamento, è confronto. È lì che i pensieri si accendono, che la creatività si sveglia, che ritrovi te stesso senza doverti spiegare a nessuno. Non è che non vuoi stare con gli altri. È che cerchi altro. Non un branco. Ma un legame. Non una festa. Ma una fiamma. E se ti senti spesso fuori posto, lontano da tutto ciò che va di moda, ricorda: non sei sbagliato. Sei solo fatto per...

Karen Darling

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“descending”

Verrà un tempo

Verrà un tempo in cui le cose cambieranno. Ricordatelo, Maria. Ricorda, Maria, di quando correvamo, nelle pause del gioco, impugnando il testimone – non guardarmi – non piangere. Sei tu la speranza, ascolta, verrà un tempo in cui saranno i figli a scegliere i genitori non verranno fuori a caso non ci saranno porte chiuse con persone curve là fuori e il lavoro saremo noi a sceglierlo non saremo come cavalli cui si guarda in bocca. Le persone – pensaci! – parleranno coi colori, con le note. Abbi solo cura di conservare in una grande bottiglia d’acqua parole e concetti come disagiati – oppressione – solitudine – prezzo – profitto – umiliazione serviranno per la lezione di storia. Non voglio mentirti, Maria, sono tempi difficili. E ce ne saranno altri. Non so – non aspettarti troppo da me – questo ho vissuto, questo ho imparato, questo io dico e di tutto ciò che ho letto una cosa conservo con cura: “L’importante è restare umani” Cambieremo la vita! Maria, nonostante tutto. Katerina Gogou...

FramMenti

Vuoi che tutti pensino che sei una femminuccia? Questa cosa della femminuccia è il vero punto, e questa parola è stata il mio incubo per tutta l’infanzia. Cosa avranno mai le femmine di così brutto da non dovergli proprio somigliare, nemmeno per sbaglio? Non l’ho mai capito davvero. M. Murgia

Cosa vuoi che ti dica?

Non fa niente. Non è stato niente. Non ho niente. Quanto amore, quanto dolore dietro a quei tanti "niente".  Che poi, se dovessi davvero urlare, sarebbe un vero casino.  E ci vivo ogni gigantesco niente tra me e me, tanto che spesso non me ne accorgo...  Quanto sono diventata brava a mentire ma so che è meglio mentire piuttosto che sentire le solite noiose frasi di circostanza: Le cose cambieranno... abbi fede!  Sono diventata campione del "niente niente!", e so che so benissimo come non dare fastidio e ho imparato ad andarmene con fin troppa eleganza quando il limite è stato ormai raggiunto.  Non fa niente. E invece fa male.  Ma me lo tengo dentro... E tanti altri niente manderò giù, col cuore che vive ogni sfumatura di vita.  Tra tutti questi niente dovrò ricordarmi più spesso che sono "tanto".  E merito" tanto".  E niente... cosa altro vuoi che ti dica? Francesca Saccà

FramMenti

Le fotografie mostrano, non dimostrano.   Ferdinando Scianna

Storie

Mentre per decenni in questo Paese ci si è baloccati sul favoloso assioma «non può esistere antifascismo in assenza di fascismo», abbiamo avuto in ordine sparso: il golpe Borghese, Gladio, il piano Solo, Peteano, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, la strategia della tensione, la strage di Bologna, i NAR, l’Italicus, Ordine Nuovo, Terza Posizione, il Rapido 904, la P2, i servizi segreti deviati. Se invece vogliamo guardare al presente più prossimo, una miriade di pimpanti formazioni di ultradestra mai sciolte, partiti di governo la cui ambiguità sul tema è diventata l’identità programmatica e, per non farci mancare nulla, ci è toccato perfino l’assalto alla CGIL a Roma. Nessuna conquista democratica, nessuna Costituzione figlia della Resistenza può dirsi acquisita per sempre e il presente non fa che ribadirlo ogni giorno, per questo sarà meglio cominciare da noi stessi a ricostruire il rapporto con la Storia dell’ultimo secolo.  Storie di antifascismo senza retorica, a cura di Art...

FramMenti

I pregiudizi che molti fotografi nutrono verso la fotografia a colori nascono dal fatto che non pensano al colore in termini di forma. A colori si possono esprimere certe cose che non possono essere dette in bianco e nero.  Edward Weston

Nicolas Delémont

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Untitled

Gradini

Come ogni fior languisce e giovinezza cede a vecchiaia, anche la vita in tutti i gradi suoi fiorisce, insieme ad ogni senno e virtù, e può durare eterna. Quando la vita chiama, il cuore sia pronto a partire ed a ricominciare, per offrirsi sereno e valoroso ad altri, nuovi vincoli e legami. Ogni inizio contiene una magia che ci protegge e a vivere ci aiuta. Dobbiamo attraversare spazi e spazi, senza fermare in alcun d’essi il piede, lo spirto universal non vuol legarci, ma su di grado in grado sollevarci. Appena ci avvezziamo ad una sede rischiamo d’infiacchire nell’ignavia: sol chi e’ disposto a muoversi e partire vince la consuetudine inceppante. Forse il momento stesso della morte ci farà andare incontro a nuovi spazi: della vita il richiamo non ha fine…. Su, cuore mio, congedati e guarisci… Herman Hesse

La frontiera scomparsa

Quella mattina fui fermo con il vecchio. «Sì. Sto per pisciarmi addosso, nonno. Ma voglio andare in un bagno.» Il vecchio morse il mozzicone di sigaro prima di sputarlo. Subito dopo mormorò un «porcamiseria» e si allontanò di un paio di passi, ma poi tornò immediatamente indietro ad accarezzarmi la testa. «È per la faccenda di domenica scorsa?» mi chiese, togliendosi di tasca un altro sigaro. «Certo, nonno. Quel prete voleva ammazzarti.» «È che quei figli di puttana sono pericolosi, bambino mio. Ma, insomma, se questo è il volere della natura, be’, allora passeremo a manifestazioni di maggior peso.» Luis Sepúlveda

FramMenti

 "Preferisco la calma della solitudine, che la delusione di una cattiva compagnia."  (Franz Kafka)

La poetica del silenzio

Siamo pervasi di parole inutili, di una quantità folle di parole e di immagini. La stupidità non è mai muta né cieca. Il problema non è più quello di fare in modo che la gente si esprima, ma di procurare loro degli interstizi di solitudine e di silenzio a partire dai quali avranno finalmente qualcosa da dire. Le forze della repressione non impediscono alla gente di esprimersi, al contrario la costringono ad esprimersi. Dolcezza di non aver nulla da dire, diritto di non aver nulla da dire: è questa la condizione perché si formi qualcosa di raro o di rarefatto che meriti, per poco che sia, d’esser detto. (Gilles Deleuze, da “Pourparler”)

FramMenti

 «Tutti quelli che incontri ti chiedono sempre se hai un lavoro, se sei sposato o se possiedi una casa, come se la vita fosse una specie di lista della spesa. Ma nessuno ti chiede mai se sei felice.»   Heath Ledger

L’abitudine

L’infelicità è tra le cose cui il genere umano si applica con più impegno e dedizione. Se fossimo stati posti sulla terra da un malvagio creatore al solo scopo di soffrire potremmo senz’altro congratularci con noi stessi per l’entusiasmo col quale assolviamo un simile incarico. Del resto, i motivi per essere inconsolabili abbondano: la fragilità del corpo, la mutevolezza dell’amore, le ipocrisie della società, i compromessi dell’amicizia, gli effetti deleteri della routine. La tenacia dei mali che ci assillano farebbe supporre perciò che l’estinzione della specie sia il momento più atteso da tutti. Gli esseri umani si dedicano all’infelicità perchè rimangono a lungo fermi. La causa principale di questa stasi è l’abitudine e i suoi effetti. L’abitudine è la forma che diamo alla nostra vita ed è anche un modo per rimanere immobili e non accettare più nessuna sfida. Cullati dall’abitudine scivoliamo sulla superficie dell’esistenza. Trasformare il dolore in idee è il contrario dell’...

Victor Pasmore

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Ho bevuto l'acqua

Ho bevuto l'acqua dei condannati sotto una pioggia fitta di lingue oscure taciturna la notte raccoglie la saliva dalle bocche irrigidite, come ossa di cadaveri gli sputi li raccoglie il vento là, dove il fiume va lento e attende il ritorno dei morti Sono giorni di vacche magre e sorrisi storti palcoscenici pitturati a scarabocchi attori acrobatici scivolano sulla menzogna, vili revisionisti da barraccone. Le rivolte sono storie d'altri tempi raccolte in tomi impolverati, mute le barricate dormono dormono anche i sogni portati via dalla corrente, nuovo potere destabilizzante il gregge è gregge sempre meglio è questa solitudine del mio passo, univoco e fidato. Caterina Barbierato - Poetessa Anarchica

FramMenti

 Non parlare, a meno che tu non possa migliorare il silenzio.  (detto Zen)

Le strade che invece di fare rumore emettono musica

Nel mondo stanno nascendo le strade musicali, tratti di strada che quando vengono percorsi provocano una vibrazione udibile che può essere percepita attraverso la risonanza delle ruote e della carrozzeria del veicolo. Questo rombo si sente all'interno dell'auto è nell'area circostante sotto forma di una melodia musicale. Esistono strade musicali in Danimarca, Ungheria, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti, Cina, Iran, San Marino, Taiwan, Paesi Bassi e Indonesia. Ogni nota viene prodotta variando la spaziatura di piccole scanalature incise sull’asfalto della strada. Ad esempio, una nota di MI ha una frequenza di circa 330 vibrazioni al secondo pertanto strisce poste a 61 mm di distanza e percorse da un veicolo a 72 chilometri orari produrranno una nota di MI. In Giappone ci sono diverse strade musicali dove le auto percorrendo questi tratti generano una vera e propria canzone: le melodie sono quelle di alcune canzoni pop Giapponesi. Per sentire la melodia i conducenti devono...

FramMenti

Non voglio ammazzare il tempo, non voglio ingannarlo, voglio solo che il tempo mi attraversi come sabbia in una clessidra. Voglio ascoltare, assaporare, respirare. Senza preoccuparmi di nulla, per una volta, senza dover correre da nessuna parte. — Matteo Bussola, Il tempo di tornare a casa

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