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La costola di Adamo

Cosa buffa e strana è il tempo. Lo puoi misurare con un orologio, con un calendario o con un cronometro. Ma è relativo. Mentre guardo fuori dalla finestra e osservo un fiocco di neve cadere è passato neanche un minuto. Niente. Un minuto di nulla. Lo stesso minuto per un bambino che nasce, è l'inizio della vita. Per uno che nuota, quel minuto vale anni di allenamento. Per me era solo un fiocco di neve che cadeva. E mi chiedo quale sia il mio minuto. La mia ora. O anche il mio giorno. Che per qualcuno sarà un giorno passato davanti al televisore a guardare le televendite. per un cane le due pappe quotidiane. Per un carcerato un giorno in meno da stare dentro. E invece per me magari quel giorno sarà quello in cui la mia vita cambierà. E quando arriva? E come sarà? Piccolo? Soleggiato? Ci sarà il sole o pioverà? Pioverà sicuro. Non sono mai stata troppo fortunata. Antonio Manzini

La costola di Adamo

Nella sua personalissima scala di valori al sesto grado c’erano i bambini che urlano nei ristoranti, i bambini che urlano nelle piscine, i bambini che urlano nei negozi, in generale i bambini che urlano. Poi le telefonate che offrono impossibili contratti convenienza per luce-acqua-gas-cellulare, la coperta che scappa dal materasso e scopre i piedi in una fredda notte d’inverno e gli apericena. Al settimo grado c’erano i ristoranti lenti nel servizio, gli intenditori di vino e il collega che aveva mangiato aglio la sera prima. All’ottavo gli spettacoli che andassero oltre l’ora e un quarto, fare o ricevere regali, le macchinette dei videopoker e Radio Maria. Al nono grado c’era l’invito a un matrimonio, a un battesimo, a una comunione o anche semplicemente a una festa. I mariti che si lamentano delle mogli, le mogli che si lamentano dei mariti. — Antonio Manzini

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