L'Anguana del Cion di Fiorella Lorenzi Presso il Mulino del Cion a Valle di Sopra c'era, e c'è ancora, una conca naturale scavata nella roccia proprio sotto le mura dell'antico edificio, dove si raccoglie l'acqua del torrente durante le tumultuose brentane autunnali e primaverili. Dopo i giorni di burrasca, nel bacino il ruscello lentamente si decanta dai materiali portati dalle piogge e l'acqua torna limpida e cristallina e nell'assorbire i colori della natura circostante, assume tutte le tonalità screziate del verde, dallo smeraldo scintillante che lascia trasparire il fondo, al verde intenso e cupo delle foglie che i raggi del sole, penetrando la fitta boscaglia, accendono di riflessi dorati. Ancora oggi il luogo viene chiamato il bojo della Veneranda, dal nome della proprietaria del Mulino. Dai tempi più remoti, la conca appartata era la dimora delle Anguane, custodi delle acque e protettrici dei boschi e dei campi lungo la valle del Cion. G...