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Ma allora, cos’è che ti conforta?

La certezza della mia libertà interiore, » disse lui dopo aver riflettuto « questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare. Irène Némirovsky

Il malinteso

L'amore che nasce dalla paura della solitudine è triste e forte come la morte. Il suo desiderio di Yves, della sua presenza, delle sue parole, somigliava a una cupa follia. Quando era lontana da lui, si torturava a immaginare che cosa facesse, dove fosse, con chi. Quando riposava tra le sue braccia, l'angoscia del domani era così acuta che a poco a poco le avvelenava tutto il piacere. Abbandonata sul suo petto, riscaldata dalle sue carezze, non riusciva a distogliere la mente dall'ora - forse l'ultima! - che fuggiva così in fretta, troppo in fretta… A volte, appena suonavano le sette, si abbarbicava a Yves come se stesse annegando, talmente pallida e tremante da farlo preoccupare. E quando tentava di spiegargli il suo comportamento, lui le accarezzava la fronte come a una bambina malata e sospirava: “Povera piccola…”. Ma lui non capiva quel bisogno tutto femminile di sicurezza, quel desiderio ossessivo di averlo accanto e quella specie di paura di perderlo, come se, a ...

Irène Némirovsky

Il 17 agosto del 1945, muore ad Auschwitz la scrittrice francese Irène Némirovsky Ma perché arrivi un amore autentico la cosa migliore è non pensarci troppo, non invocarlo. Altrimenti ci si inganna. Si mette la maschera dell'amore sul primo e più rozzo dei volti. (Il calore del sangue)

Il vino della solitudine

La vita era mutevole, instabile, incerta. Niente durava. Un torrente implacabile trascinava via gli esseri cari, le giornate serene, li portava lontano, li catturava per sempre. Un brivido di angoscia assaliva all’improvviso la bambina seduta in un angolo, sola, tranquilla, con un libro in mano; le sembrava di percepire tutta la solitudine che c’era nel mondo; la camera diventava ostile e terrificante; oltre il piccolo cerchio della lampada regnavano soltanto le tenebre, che avanzavano strisciando verso di lei. L’ombra l’assaliva e la soffocava, e lei la scostava a fatica, come chi nuota respinge l’acqua con le braccia tese. Un raggio di luce che filtrava sotto una porta le gelava il cuore. Scendeva la sera, e Mademoiselle Rose non c’era ancora… Non ci sarebbe stata mai più… Irène Némirovsky

Suite francese

«Ma allora, cos’è che ti conforta?» «La certezza della mia libertà interiore» disse lui dopo aver riflettuto «questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende solo da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita ora finiscano poi per placarsi. Che tutto ciò che ha un inizio avrà una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perciò prima di tutto vivere: Primum vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare». Irène Némirovsky

Buonanotte del 15 ottobre 2013

Alla fine, tutte le passioni sono tragiche, tutti i desideri maledetti, perché si ottiene sempre meno di quel che si è sognato. Irène Némirovsky, Jezabel

Buongiorno del 21 novembre 2012

«Amare e non essere amato, essere a letto e non dormire, aspettare e non veder arrivare, sono tre cose che fanno morire.» Così, più o meno, recita il proverbio. Irène Némirovsky, Il malinteso

Soccombere

Ci abitua a tutto, a tutto quello che succede nella zona occupata: i massacri, la persecuzione, il saccheggio organizzato sono come frecce che si configgono nel fango!… nel fango dei cuori. Vogliono farci credere che siamo in un’epoca comunitaria in cui l’individuo deve soccombere affinché viva la società e non vogliono vedere che quella che soccombe è la società affinché vivano i tiranni. Irène Némirovsky

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