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Egon Schiele

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Portrait of Friederike Maria Beer (1914)

FramMenti

Ora osservo soprattutto i movimenti corporei dei monti, delle acque, degli alberi, dei fiori. Tutto mi richiama alla memoria i movimenti analoghi del corpo umano, i moti analoghi di gioia e di sofferenza delle piante. La sola pittura non mi basta; so che con i colori è possibile creare qualità intrinseche. Si può presentire intimamente, nel profondo del cuore, un albero autunnale in piena estate; io vorrei dipingere questa malinconia.   Tratto da lettere di Egon Schiele

Buonanotte del 17 luglio 2017

Nessuna opera d'arte erotica è una porcheria, quand'è artisticamente rilevante, diventa una porcheria solo tramite l'osservatore, se costui è un porco. — Egon Schiele

Egon Schiele

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Field of flowers, 1910

Io eterno fanciullo

Io eterno fanciullo, sempre seguivo il passo della gente focosa e non volevo essere in loro, dicevo; - parlavo e non parlavo, ascoltavo e volevo sentirli forte o più forte, e vederli dentro. Io eterno fanciullo, sacrificavo ad altri, a quelli che mi facevano compassione, a quelli che erano molto distanti o non mi vedevano come chi vede. Portavo doni, inviavo occhi incontro a loro ed aria tremula sfavillante, tracciavo percorsi superabili - e non parlavo. - Presto alcuni riconobbero l’arte dello scrutatore e non domandarono più. Io eterno fanciullo, subito maledissi il soldo e risi, mentre lo prendevo deplorando, il prodotto, l’imperativo di massa, il baratto del corpo, il denaroscopo. Argento vedevo come nichelio, nichelio come oro e argento e nichelio, e tutto come inconsistenti numeri per me senza valore, di cui nulla m’importava, pure deriderò il denaroscopo deplorando. - Perché, risonava in me. Perché? - Qualcuno dice: denaro è pane. - Qualcuno dice: denaro è roba. - Qualcuno dice...

Egon Schiele

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Winding Brook

Egon Schiele

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Detalhe de um dos trabalhos

Lettera ad Anton Peschka

Voglio starmene da solo. Vorrei andare nella foresta Boema. Maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre; devo vedere cose nuove e studiarle, voglio gustare acque scure, vedere alberi scricchiolanti, venti selvaggi, voglio osservare stupito marce recinzioni di giardini nel loro essere sempre vive, sentire giovani boschi di betulle e foglie vibranti, voglio vedere luce, sole, e alla sera godermi le umide valli verdazzurre, seguire il luccichio dei pesci dorati, veder crescere nuvole bianche, vorrei parlare con i fiori. Scrutare nell’intimo erbe e uomini rosati, saper dire di antiche chiese dignitose, piccole cupole, voglio correre via senza fermarmi su tondeggianti colline campestri attraverso vasti pianori, voglio baciare la terra e sentire il profumo di morbidi, caldi fiori di muschio; allora darei forma veramente bella ai campi colorati. – Di primo mattino vorrei rivedere il sole che sorge e potrei osservare il respiro della terra, scintillante. Egon Schiele, da una lette...

Egon Schiele

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Chrysanthemum 1910

Buonanotte del 18 ottobre 2013

Nessuna opera d’arte erotica è una porcheria, quand’è artisticamente rilevante; diventa una porcheria solo tramite l’osservatore, se costui è un porco. Egon Schiele

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