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Visualizzazione dei post con l'etichetta Primo Levi

FramMenti

 «Ogni tempo ha il suo fascismo: se ne notano i segni premonitori dovunque la concentrazione di potere nega al cittadino la possibilità e la capacità di esprimere ed attuare la sua volontà. A questo si arriva in molti modi, non necessariamente col terrore dell’intimidazione poliziesca, ma anche negando o distorcendo l’informazione, inquinando la giustizia, paralizzando la scuola, diffondendo in molti modi sottili la nostalgia per un mondo in cui regnava sovrano l’ordine, ed in cui la sicurezza dei pochi privilegiati riposava sul lavoro forzato e sul silenzio forzato dei molti».  P. L.

FramMenti

Perché la ruota giri, perché la vita viva, ci vogliono le impurezze, e le impurezze delle impurezze. Anche nel terreno, come è noto, se ha da essere fertile ci vuole il dissenso, il diverso, il grano di sale e di senape: il fascismo non li vuole, li vieta, e per questo tu non sei fascista; vuole tutti uguali e tu non sei uguale. Neppure la virtù immacolata esiste, o se esiste è detestabile. Il sistema periodico - Zinco Primo Levi

FramMenti

“A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all'origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager.” Primo Levi

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I crimini d’odio e i genocidi iniziano sempre con le demarcazioni razziali, etniche, religiose e la propaganda di odio verso le minoranze. “Il nazismo in Germania è stato una metastasi di un tumore che era in Italia.  Primo Levi, testimone dell’Olocausto.

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I crimini d’odio e i genocidi inziano sempre con le demarcazioni razziali, etniche, religiose e la propaganda di odio verso le minoranze. “Il nazismo in Germania è stato una metastasi di un tumore che era in Italia. Primo Levi, testimone dell’Olocausto.

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“Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia.”  (Primo Levi)

La tregua

Non salutavano, non sorridevano; apparivano oppressi, oltre che da pietà, da un confuso ritegno, che sigillava le loro bocche, e avvinceva i loro occhi allo scenario funereo. Era la stessa vergogna a noi ben nota, quella che ci sommergeva dopo le selezioni, ed ogni volta che ci toccava assistere o sottostare a un oltraggio: la vergogna che i tedeschi non conobbero, quella che il giusto prova davanti alla colpa commessa da altrui, e gli rimorde che esista, che sia stata introdotta irrevocabilmente nel mondo delle cose che esistono, e che la sua volontà buona sia stata nulla o scarsa, e non abbia valso a difesa. Cosí per noi anche l'ora della libertà suonò grave e chiusa, e ci riempí gli animi, ad un tempo, di gioia e di un doloroso senso di pudore, per cui avremmo voluto lavare le nostre coscienze e le nostre memorie della bruttura che vi giaceva: e di pena, perché sentivamo che questo non poteva avvenire, che nulla mai piú sarebbe potuto avvenire di cosí buono e puro da cancellare ...

FramMenti

Il fascismo non era soltanto un malgoverno buffonesco e improvvido, ma il negatore della giustizia; non aveva soltanto trascinato l’Italia in una guerra ingiusta ed infausta, ma era sorto e si era consolidato come custode di un ordine e di una legalità detestabili, fondati sulla costrizione di chi lavora, sul profitto incontrollato di chi sfrutta il lavoro altrui, sul silenzio imposto a chi pensa e non vuole essere servo, sulla menzogna sistematica e calcolata.   (Primo Levi)

FramMenti

"Occorre essere diffidenti con chi cerca di convincerci con strumenti diversi dalla ragione, ossia con i capi carismatici: dobbiamo essere cauti nel delegare ad altri il nostro giudizio e la nostra volontà. E' meglio rinunciare alle verità rivelate, anche se ci esaltano per la loro semplicità. E' meglio accontentarsi di altre verità più modeste e meno entusiasmanti, quelle che si conquistano faticosamente, a poco a poco, con lo studio, la discussione e il ragionamento, e che possono essere verificate e dimostrate".   Primo Levi, 1975.

FramMenti

Ma può anche capitare che uno scriva delle cose, appunto, pasticciate e inutili (e questo accade sovente) e non se ne accorga o non se ne voglia accorgere, il che è ben possibile, perché la carta è un materiale troppo tollerante. Le puoi scrivere sopra qualunque enormità, e non protesta mai: non fa come il legname delle armature nelle gallerie di miniera, che scricchiola quando è sovraccarico e sta per venire un crollo. Nel mestiere di scrivere la strumentazione e i segnali d’allarme sono rudimentali: non c’è nemmeno l’equivalente della squadra e del filo a piombo. Ma se una pagina non va se ne accorge chi legge, quando ormai è troppo tardi, e allora si mette male: anche perché quella pagina è opera tua e solo tua, non hai scuse né pretesti, ne rispondi appieno.   Primo Levi

Primo Levi

Non sgomentarti delle macerie né del lezzo delle discariche: noi ne abbiamo sgomberate a mani nude negli anni in cui avevamo i tuoi anni. Reggi la corsa, del tuo meglio. Abbiamo pettinato la chioma alle comete, decifrato i segreti della genesi, calpestato la sabbia della luna, costruito Auschwitz e distrutto Hiroshima. Vedi: non siamo rimasti inerti. Sobbarcati, perplesso; Non chiamarci maestri.

Buonanotte del 3 novembre 2020

Il dolore prevale sempre sulla gioia; siamo tutti dei condannati a morte, a cui il giorno dell'esecuzione non è stato rivelato; siamo condannati ad assistere alla fine dei nostri più cari; le contropartite ci sono, ma sono scarse. Sappiamo tutto questo, eppure qualcosa ci protegge e ci sorregge e ci allontana dal naufragio. Che cosa è questa protezione? Forse solo l'abitudine: l'abitudine a vivere, che si contrae nascendo. (P. Levi)

Buonanotte del 16 settembre 2020

Fra chi possiede l'amore di vita e chi lo ha smarrito non esiste un linguaggio comune. Lo stesso evento viene descritto dai due in due modi che non hanno niente in comune: l'uno ne ricava gioia e l'altro tormento, ognuno ne trae conferma per la propria visione del mondo. (P. Levi)

Buonanotte del 23 agosto 2020

La regola è questa, che ognuno di noi uomini, ma anche gli animali, e... si, anche le piante, tutto ciò che è vivo, lotta per vivere e non sa perché. (P. Levi)

I sommersi e i salvati

“Ci viene chiesto dai giovani, tanto più spesso e tanto più insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, di che stoffa erano fatti, i nostri «aguzzini». Il termine allude ai nostri ex custodi, alle SS, e a mio parere è improprio: fa pensare a individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio d’origine. Invece erano fatti della nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro viso, ma erano stati educati male. Erano, in massima parte, gregari e funzionari rozzi e diligenti: alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti, o paurosi di punizioni, o desiderosi di fare carriera, o troppo obbedienti. Tutti avevano subito la terrificante diseducazione fornita ed imposta dalla scuola quale era stata voluta da Hitler e dai suoi collaboratori, e completata poi dal Drill delle SS. A questa milizia parecchi avevano aderito per il prestigio che conferiva, ...

Buonanotte del 29 marzo 2020

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino ci può donare, l’amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la miglior approssimazione concreta alla felicità sulla terra. — Primo Levi, La chiave a stella e quattro racconti

Conseguenze

A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che «ogni straniero è nemico». Per lo più questa convinzione giace in fondo agli animi come una infezione latente; si manifesta solo in atti saltuari e incoordinati, e non sta all’origine di un sistema di pensiero. Ma quando questo avviene, quando il dogma inespresso diventa premessa maggiore di un sillogismo, allora, al termine della catena, sta il Lager. Esso è il prodotto di una concezione del mondo portata alle sue conseguenze con rigorosa coerenza: finché la concezione sussiste, le conseguenze ci minacciano. La storia dei campi di distruzione dovrebbe venire intesa da tutti come un sinistro segnale di pericolo. — Primo Levi

Buonanotte del 3 maggio 2019

La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni. — Primo Levi

Buonanotte del 17 gennaio 2019

Accade sovente, in questi tempi, di ascoltare gente che dice di vergognarsi di essere italiana. In realtà abbiamo buone ragioni di vergognarci: prima fra tutte, il non essere stati capaci di esprimere una classe politica che ci rappresenti. — Primo Levi

Primo Levi

L' 11 aprile del 1987, muore a Torino Primo Levi Ci sono mestieri che distruggono e mestieri che conservano. fra quelli che conservano meglio, per un naturale compenso, sono appunto i mestieri che consistono nel conservare qualcosa: documenti, libri, opere d'arte, istituti, istituzioni, tradizioni. E' esperienza comune che i bibliotecari, i guardiani di musei, i sagrestani, i bidelli, gli archivisti, non soltanto sono longevi, ma conservano se stessi per decenni senza visibili alterazioni. (Storie naturali, Premio Bagutta 1967)

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