3 agosto 2015

Catherine Ilyushkina


Lilac cloud

8 lezioni di vita che ci ha lasciato Tiziano Terzani #6

L'armonia della vita

"Questo è un grande concetto che la cultura occidentale ha dimenticato ma che aveva in sé: che tutto è uno. Questa idea della dicotomia è del tutto sbagliata... L'universo è l'armonia degli opposti. Perché non c'è acqua senza fuoco, non c'è femminile senza maschile, non c'è notte senza giorno, non c'è sole senza luna, non c'è bene senza male". (Tiziano Terzani)
Terzani descrive il simbolo dello yin e dello yang. Non c'è piacere senza sofferenza e non c'è sofferenza senza piacere. Non accettiamo che nella vita ci sia anche sofferenza. E, per nascondere la verità secondo cui accanto al piacere c'è anche la sofferenza, cadiamo in trappole come i medicinali e la droga, per nascondere ciò per cui soffriamo. Non dobbiamo cercare la cura, ma la guarigione, cioè la ricostituzione del vero equilibrio.

Giovanni Battista Angioletti

agenda letteraria
Il 3 agosto del 1961, muore a Santa Maria la Bruna, lo scrittore Giovanni Battista Angioletti


Docile e misericordiosa era soltanto la memoria del canto triste
di mia madre, l'invocazione desolata all'estate che finiva in un
cielo senza più colore; e ripetendone le parole sul ritmo del
respiro, mi lasciavo sempre più attirare dalla tristezza fino a
sentirla nel sangue, nelle ossa, fin quasi a provocarne uno strano
piacere, un languore che mi spossava e mi infondeva per le membra
uno spasimo delicato e segreto.

(La memoria)

Dichiarazione dei diritti in Internet 3/18

Questo documento costituisce il nuovo testo della Dichiarazione elaborato dalla Commissione per i diritti e i doveri relativi ad Internet a seguito della consultazione pubblica, delle audizioni svolte e della riunione della stessa Commissione del 14 luglio 2015.

Preambolo

Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza. Ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica. Ha modificato l’organizzazione del lavoro. Ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera. Internet deve essere considerata come una risorsa globale e che risponde al criterio della universalità. L’Unione europea è oggi la regione del mondo dove è più elevata la tutela costituzionale dei dati personali, esplicitamente riconosciuta dall’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali, che costituisce il riferimento necessario per una specificazione dei principi riguardanti il funzionamento di Internet, anche in una prospettiva globale.
Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona. La garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale. Internet si configura come uno spazio sempre più importante per l’autorganizzazione delle persone e dei gruppi e come uno strumento essenziale per promuovere la partecipazione individuale e collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza sostanziale.
I principi riguardanti Internet tengono conto anche del suo configurarsi come uno spazio economico che rende possibili innovazione, corretta competizione e crescita in un contesto democratico.
Una Dichiarazione dei diritti di Internet è strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale.

2 agosto 2015

Regina Burchett


Sky at the Foothills

Il prete bello

Tuttavia quando attraversò il Corso molta gente si fece attorno al gruppetto e alcuni lo seguirono per un tratto disapprovando. Ci fu perfino quello che gridò: “Bisognerebbe metterli al muro, bisognerebbe!” senza sapere naturalmente di che si trattava e cosa aveva fatto. Ma succede sempre così. Tutti vogliono fucilare qualcuno, perfino uno che striscia il muro con la chiave, camminando e zufolando, per strada, così, per fantasia. Vogliono mettere al muro tutti, perfino le mogli che tradiscono i mariti o quelli che bestemmiano. Son fatti così. Ma non tanto di mettere in pratica le minacce ambiscono, non tanto di mettere al muro queste infedeli e questi bestemmiatori, quanto di dirlo; sentono l'impulso, il dovere, di gridarlo, di fare i giustizieri. E’ un difetto come un altro. Ognuno, al mondo, ha il diritto di sentirsi barbiere, boia, capo dello Stato a suo talento. E così la frase italiana, italiana come Vesuvio, come gondola è questa: “se io fossi il Re farei…”

— G. Parise, Il prete bello, Milano 1954, p. 114

Dichiarazione dei diritti in Internet 2/18

Il preambolo della Carta di Internet

Internet ha contribuito in maniera decisiva a ridefinire lo spazio pubblico e privato, a strutturare i rapporti tra le persone e tra queste e le Istituzioni. Ha cancellato confini e ha costruito modalità nuove di produzione e utilizzazione della conoscenza. Ha ampliato le possibilità di intervento diretto delle persone nella sfera pubblica. Ha modificato l’organizzazione del lavoro. Ha consentito lo sviluppo di una società più aperta e libera. Internet deve essere considerata come una risorsa globale e che risponde al criterio della universalità.
L’Unione europea è oggi la regione del mondo dove è più elevata la tutela costituzionale dei dati personali, esplicitamente riconosciuta dall’articolo 8 della Carta dei diritti fondamentali, che costituisce il riferimento necessario per una specificazione dei principi riguardanti il funzionamento di Internet, anche in una prospettiva globale.
Questa Dichiarazione dei diritti in Internet è fondata sul pieno riconoscimento di libertà, eguaglianza, dignità e diversità di ogni persona. La garanzia di questi diritti è condizione necessaria perché sia assicurato il funzionamento democratico delle Istituzioni, e perché si eviti il prevalere di poteri pubblici e privati che possano portare ad una società della sorveglianza, del controllo e della selezione sociale. Internet si configura come uno spazio sempre più importante per l’auto organizzazione delle persone e dei gruppi e come uno strumento essenziale per promuovere la partecipazione individuale e collettiva ai processi democratici e l’eguaglianza sostanziale.
I principi riguardanti Internet tengono conto anche del suo configurarsi come uno spazio economico che rende possibili innovazione, corretta competizione e crescita in un contesto democratico.
Una Dichiarazione dei diritti di Internet è strumento indispensabile per dare fondamento costituzionale a principi e diritti nella dimensione sovranazionale. 

1 agosto 2015

Clarice Beckett


Moonrise

Le parole

Ho cominciato la mia vita come senza dubbio la terminerò: tra i libri.
Nell’ufficio di mio nonno ce n’era dappertutto; era fatto divieto di spolverarli, tranne una volta all’anno, prima della riapertura delle scuole. Non sapevo ancora leggere, ma già le riverivo queste pietre fitte: ritte o inclinate, strette come mattoni sui ripiani della libreria o nobilmente spaziate in viali di menhir, io sentivo che la prosperità della nostra famiglia dipendeva da esse. […] Non ho mai razzolato per terra, non sono mai andato a caccia di nidi, non ho erborizzato nè tirato sassi agli uccelli. Ma i libri sono stai i miei uccelli e i miei nidi, i miei animali domestici, la mia stalla e la mia campagna; la libreria era il mondo chiuso in uno specchio; di uno specchio aveva la profondità infinita, la varietà, l’imprevedibilità.

Jean Paul Sartre

Herman Melville

agenda letteraria
Il 1 agosto 1819 - nasce a New York Herman Melville

Dov'è il mondo che girammo,
Ned Bunn?
C'erano anfratti ricchi d'ombre
inviolate dai vecchi viaggiatori
profonde prima che il ficcanaso
viaggiasse per affari.
A noi vecchi ragazzi viene
da pensare: girammo un mondo
che i ragazzi giovani
non potranno più girare.

(A Ned)


Dichiarazione dei diritti in Internet 1/18

Cosa dice la Dichiarazione

La Dichiarazione dei diritti di Internet consta di un preambolo e di 14 articoli, esattamente come la bozza di qualche mese fa, ma la sua composizione e alcuni principi sono decisamente diversi. Le osservazioni arrivate hanno modificato alcuni aspetti della dichiarazione soprattutto nei punti 2 sul diritto di accesso, e nell’articolo 13 che viene portato al terzo punto e richiama al diritto di conoscenza con una più forte tensione educativa all’uso consapevole di Internet; più estesa la parte dell’articolo 6 (ex 5) sull’autodeterminazione informativa. È una carta inevitabilmente dalle due anime, una più coperta dalle leggi – un esempio su tutti: il diritto all’oblio – l’altra più teorica che potrebbe comunque alimentare degli schemi già presenti nei lavori dell’aula. Ad esempio la formulazione in commissione sulla neutralità della rete è sovrapponibile all’articolo del Bill Of Rights. 

31 luglio 2015

Buonanotte del 31 luglio 2015

Il migliore fra gli uomini è colui che arrossisce quando lo lodi e rimane in silenzio quando lo diffami.

Kahlil Gibran - Uomo

Pablo Picasso


Pot glass and book

Vietato l'ingresso alle donne

Racconti semiseri di un'universitaria 

I gruppi di lavoro per il laboratorio del 1º anno si erano appena formati. A me erano toccati due ragazzi. Uno di essi aveva fatto capire immediatamente quali fossero le sue intenzioni: lavorare poco e senza alcuna fretta.
L'altro, perito tecnico elettronico, fresco di assunzione nella locale filiale di una nota ditta di Elettronica, si era a sua volta presentato: amava passare il tempo in fitta e piacevole conversazione col professore di laboratorio, che trasudava una profonda ammirazione per chiunque si mantenesse agli studi.
Il laboratorio conteneva circa 12 gruppi, variamente assortiti per sesso e provenienza geografica, tutti al loro primo esperimento. Il docente ne aveva dato la traccia, che richiedeva una serie di misure effettuate con uno strumento da costruire ex-novo. L'unico del mio gruppo in grado di progettare e disegnare era, neanche a dirlo, il perito tecnico, il quale si mise all'opera non prima di aver ricevuto da me opportuni e opportunistici elogi sulle sue indiscusse qualità e capacità.
Al momento di prelevare il materiale necessario per la realizzazione del dispositivo di misura, il docente chiese: "Chi di voi viene con me in officina?". Guardai alla mia sinistra: il perito tecnico si era buttato a capofitto sul progetto, già ben definito, per un presunto perfezionamento; alla mia destra sentivo ronfare. Non persi tempo e balzai in piedi. A questo punto il professore, senza degnarmi di un'occhiata, sentenzió perentoriamente: "Le donne non le vogliamo in officina". Non scherzava.

Carlotta Blondi

Fleur Jaeggy

agenda letteraria
Il 31 luglio del 1940, nasce a Zurigo Fleur Jaeggy


Nelle vite di collegio ciascuna di noi, se ha un po' di vanità,
si costruisce la propria immagine, una specie di doppia vita,
si inventa un modo di parlare, di camminare, di guardare.

(I beati anni del castigo, Premio Bagutta 1990)

Buongiorno del 31 luglio 2015

Sappi sperare, attendi che cresca la marea
come a riva una nave - e sia lieve salpare.

Antonio Machado

30 luglio 2015

Buonanotte del 30 luglio 2015

Ho interrogato la mia ragione; le ho domandato che cosa essa sia: questa domanda l'ha sempre confusa.

Voltaire - Ragione

Georges Braque


Harbor in Normandy, 1909

Le virtù dimenticate del cinico

Ci fu una lunga era dell’umanità in cui la oralità fu primaria. La letteratura e la comunicazione erano affidate alla parola e alla memoria, i miti e la loro rielaborazione nei grandi poemi come l’Odissea e l’Iliade erano il risultato di stratificazioni della memoria, della comunicazione bocca a orecchio, ancora nella Grecia di Platone o nella Roma di Cesare e Cicerone. Mnemosine. la memoria, e Hermes, il messaggero alato, erano fondamentali nella cultura. Poi venne l'era della scrittura e della stampa che è durata fino all'avvento della televisione nella quale, ne abbiamo ricordo vivissimo, la scrittura era quasi la stessa cosa della verità, quello che scrivevano i libri e i giornali aveva qualcosa di indiscutibile, generazioni di piemontesi hanno chiamato "la Stampa" la busiarda, la bugiarda ma per un’affettuosa parodia della dissacrazione, in realtà tutti erano convinti che ciò che appariva stampato era la verità. Ne era convinta a tal punto anche la classe dirigente, la borghesia, che la scrittura nella sua informazione obbediva a precise regole, evitava il turpiloquio e la pornografia, rispettava la lingua, rifiutava il gergo esterofilo. Era una scrittura di classe diversa dal volgare, la scrittura dei politici, degli avvocati e degli scienziati.
Poi arrivò la televisione e con essa la sacra audience, cioè la grande udienza, la grande platea adattata alla pubblicità e si diffuse quella che i tecnici, i filologi come il professor Gianni Guastalla, autore del prezioso saggio Comunicare ricordare, chiamano la «oralità secondaria»; non più l’oralità che diffondeva i miti e la cultura della memoria, ma l’oralità a disposizione di tutti, in continua modificazione, che ha prodotto curiosi effetti. Nel tempo in cui la tecnologia informatica sta sostituendo la memoria umana, nel tempo in cui in un disco può essere registrata una intera enciclopedia, sono rinate pratiche e metodi della memoria a livello giocoso, ludico. Tutte le televisioni organizzano i cosiddetti quiz, gare di memoria su tutto lo scibile spettacolare : cinematografo, canzoni, moda. E tutte hanno in programma i loro talk show, cioè gli spettacoli di parole, gli scontri di parole, dove tutti parlano a vanvera senza possibilità di verifiche, un fiume di parole che una volta pronunciate vengono dimenticate, e scorrono via come acqua su un vetro. In gran parte basate non su una grammatica e su una tradizione letteraria ma su parole - luogo comune che cambiano di continuo significato e che durano quanto una moda. Che cosa significa oggi la parola « cinico », ampiamente usata anche nelle cronache sportive, nessuno lo sa bene, « cinico » sta per cattivo come per opportunista, per privo di sentimenti come per pragmatico, la squadra di calcio Inter è « cinica » perché fa il minimo delle reti necessarie, gli integralisti islamici sono «cinici» perché fanno strage di innocenti, il destino è « cinico e baro » perché se ne infischia dei desideri umani, tutto meno che il significato che viene dalla filosofia cinica, di rispettare le virtù più che le consuetudini.

Giorgio Bocca, in Il Venerdì di Repubblica, 24 gennaio 1998.

Buongiorno del 30 luglio 2015

Ognuno sta solo sul cuor della terra
trafitto da un raggio di Sole:
ed è subito sera.

— Salvatore Quasimodo