26 giugno 2016

Buonanotte del 26 giugno 2016

Le persone davvero felici sono quelle che si sono proposte degli scopi nella vita, senza cadere nel perfezionismo e nella rigidità intellettuale.

André Christofe

Julie Hawkins


State of Grace (by Julie Hawkins)

Valerio Magrelli

il sabato poesia

Raccoglimento

Mia debolezza, debolezza mia,
ma che devo fare con te?
Ho cinquant’anni e tremo
quando tuona, e sbaglio ancora posto
come quando sbagliai banco all’asilo.
Ho un corpo trapunto da graffe,
il sonno come un campo di macerie,
la forza che si sbriciola, la memoria in frantumi,
e in questo Grande Sfascio l’unica intatta resti tu,
mia ferita, mio Graal, codice a barre
di un estraneo che è leso,
che è fallato, che è costretto
a essere me.
Mia debolezza, talpa del nemico,
creaturina indifesa che mi rendi indifeso,
il solo, vero premio della morte
sarà saperti morta insieme a me,
mio motore,
mio orrore,
mia consustanziale sconfitta.

Lo spazio bianco

«Non sono buona ad aspettare. Aspettare senza sapere è stata la più grande incapacità della mia vita. Nell’attesa ho avuto lo spazio per costruire enormi impalcature di significato, e dieci minuti dopo farle crollare, per mia stessa mano. Poi riprendere da un punto qualunque, correggere il tiro di qualche centimetro per rendere la costruzione immaginata più solida. Vederla crollare di nuovo. […] Io non so aspettare e non voglio farlo, nell’attesa i mostri prendono forma e si ingigantiscono, mangiano le ore per crescere e mangiarmi».

Valeria Parrella

Lalla Romano

agenda letteraria
Il 26 giugno del 2001 muore a Milano Lalla Romano


Io da bambina mi drogavo
con le fiabe. A lui non ho
mai raccontato fiabe, volevo
difenderlo dalla paura.
Lui aveva già, curiose
paure... per lui i fiori erano
presenze misteriose,
pericolosi ordigni...

(Le parole tra noi leggere)

25 giugno 2016

Buonanotte del 25 giugno 2016

Questa onnipotenza dei mezzi di comunicazione non ha tenuto conto della pochezza delle cose che gli uomini hanno da comunicare.

— Umberto Galimberti

Alan Brunt


Davide Rondoni

il sabato poesia

Voler bene ad una persona

Voler bene a una persona
è un lungo viaggio –

rupi, cadute d’acqua e bui
improvvisi, dilatati
il chiuso di foreste,

lampi a volte
sul silenzio così vasto del mare

e strade sopraelevate, grida

viali immersi all’improvviso
in una luce sconosciuta.

Voler bene a uno, a mille, a tutti
è come tener la mappa nel vento.
Non ci si riesce ma il cuore
me l’hanno messo al centro del petto
per questo alto, meraviglioso fallimento.

Sugli altipiani di ogni notte
eccomi con le ripetizioni e le mani
rovesciate
della poesia:
non farli stare male, sono tuoi,
non farli andare via.

24 giugno 2016

Buonanotte del 24 giugno 2016

Che cosa hai fatto con i tuoi anni? Dove hai sepolto il tuo tempo migliore? Hai vissuto o no?

— Fyodor Dostoevskij, Le notti bianche

Mallory Page


Holy Seduction by Mallory Page

Difficile essere artisti senza malattia

Thomas Mann, scrittore tedesco, era solito affermare che rispetto ai soggetti normali l’artista si distingue per il fatto che presenta più difficoltà ad esprimersi. La conferma viene da Edward Munch, il pittore degli incubi, contemporaneo di Ibsen e Strindberg, considerato il massimo artista norvegese, che sosteneva: «…senza malattia né angoscia sarei stato una barca senza timone». Esattamente quanto avrebbero potuto dire molti altri artisti. Grandi malati furono anche Vincent Van Gogh, affetto da schizofrenia, Henry Matisse, che soffriva di grave enteropatia cronica, Toulouse Lautrec, che oltre ad essere un affezionato seguace di Bacco, era affetto da deformità scheletriche e da sifilide. Degas accusava gravi disturbi visivi, mentre Modigliani era tubercolotico. Masaccio il cui nome vuol significare vestito di stracci, morto a soli 27 anni, era considerato un genio un po’ matto poiché con la testa immersa nel suo lavoro si dimenticava di mangiare o di farsi riparare un abito strappato e nonostante la sua brevissima vita è riuscito a dare una svolta alla storia della pittura. Per non parlare di Freud, Goya e Oscar Wilde, tutti affetti da malattie dell’orecchio o da sordità.
Vittorio Polito

Minou Drouet

agenda letteraria
Il 24 giugno del 1947, nasce a Parigi Minou Drouet (pseudonimo di Marie-Noelle Drouet). Pubblica le sue prime poesie a otto anni


Albero amico
tanto simile a me,
così greve di musica
sotto le dita del vento
che ti sfogliano
come una fiaba, albero
che, come me,
conosci la voce del silenzio

(Albero, amico...)

23 giugno 2016

Buonanotte del 23 giugno 2016

Ti domanderanno
come si attraversa la vita.
Rispondi: come un abisso,
su una corda tesa, in bellezza,
con cautela, oscillando.

— Richard Bach

Gustav Klimt


Lake Attersee - Gustav Klimt

Hotel a zero stelle

Tutti noi sappiamo bene quanto possa essere stupido il tempo che ci è toccato in sorte, ma è una conoscenza che diamo per scontata. Solo quando veniamo toccati nel vivo diventiamo consapevoli che il nostro tempo è davvero stupido. Il passaggio dal semplice sapere che il nostro tempo è stupido all’essere consapevoli che è davvero stupido è fonte di un dolore strano, non sempre facile da avvertire, ma comunque lancinante. Quasi tutto quel che David Foster Wallace ha scritto parla di questo particolare tipo di dolore. Per lui, però, il mero parlarne non bastava. Sollevò pubblicamente la questione nel 1991, nel corso di un’intervista: “La maggior parte di noi conviene che questi sono tempi oscuri e stupidi, ma abbiamo bisogno di una narrativa che si limiti a drammatizzare quanto tutto sia oscuro e stupido?”
La risposta a questa domanda retorica è ovviamente no. Il punto è trovare un’alternativa, ammesso che esista.
Jonathan Frenzen, che di Wallace è stato un caro amico per molti anni, racconta: “Avevamo la sensazione che la narrativa dovesse essere utile a qualcosa. La conclusione cui giungemmo, in sostanza, è che il suo compito è quello di combattere la solitudine”. Wallace si è espresso più volte in termini analoghi: diceva che la buona scrittura dovrebbe aiutare i lettori “a diventare meno soli dentro”. Non diceva “sentire” ma “diventare”, quasi a sottolineare che il risultato deve essere concreto, reale.

Tommaso Pincio

22 giugno 2016

Buonanotte del 22 giugno 2016

In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l'Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l'unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate.

— Isaac Asimov, Grande come l'universo

Milton Avery


Pines, Milton Avery 1953

Il malinteso

L'amore che nasce dalla paura della solitudine è triste e forte come la morte. Il suo desiderio di Yves, della sua presenza, delle sue parole, somigliava a una cupa follia. Quando era lontana da lui, si torturava a immaginare che cosa facesse, dove fosse, con chi. Quando riposava tra le sue braccia, l'angoscia del domani era così acuta che a poco a poco le avvelenava tutto il piacere. Abbandonata sul suo petto, riscaldata dalle sue carezze, non riusciva a distogliere la mente dall'ora - forse l'ultima! - che fuggiva così in fretta, troppo in fretta… A volte, appena suonavano le sette, si abbarbicava a Yves come se stesse annegando, talmente pallida e tremante da farlo preoccupare. E quando tentava di spiegargli il suo comportamento, lui le accarezzava la fronte come a una bambina malata e sospirava: “Povera piccola…”. Ma lui non capiva quel bisogno tutto femminile di sicurezza, quel desiderio ossessivo di averlo accanto e quella specie di paura di perderlo, come se, a parte lui, non esistesse nient'altro al mondo.

— Irène Némirovsky

21 giugno 2016

Buonanotte del 21 giugno 2016

… sapevo che il bene e il male sono una questione d'abitudine, che il temporaneo si prolunga, che le cose esterne penetrano all'interno, e che la maschera, a lungo andare, diventa il volto.

— Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano 1951

Popei Ioan


Light by Popei Ioan