22 marzo 2017

Buonanotte 22 marzo 2017

Felicità sta nel conoscere i propri limiti ed amarli.

(R. Barthes)

Paul Nash


The Shore, by Paul Nash, 1923

Paesaggio

Ichna

Nel paesaggio dell’antico maestro
gli alberi hanno radici sotto la pittura a olio,
di sicuro il sentiero conduce alla meta,
un filo d’erba sostituisce autorevole la sigla,
sono le cinque, credibili, del pomeriggio,
il maggio è trattenuto in modo delicato, ma deciso,
così mi sono fermata anch’io – sì, mio caro,
sono io quella donna sotto il frassino.

Guarda quanto mi sono allontanata da te,
che cuffia bianca ho, che gonna gialla,
come stringo il cestino per non cadere dal quadro,
come sfoggio un destino altrui
e mi riposo dai misteri vivi.

Anche se mi chiamassi, non ti sentirei,
e anche se ti udissi, non mi volterei,
e anche se io facessi quel gesto impossibile,
il tuo viso mi parrebbe estraneo.

Conosco il mondo per sei miglia intorno.
Conosco erbe ed esorcismi per ogni malanno.
Dio guarda ancora il mio cucuzzolo.
Continuo a pregare di non morire all’improvviso.
La guerra è castigo, e la pace premio.
I sogni vergognosi vengono da Satana.
Ho un’anima ovvia come un nocciolo di prugna.

Non conosco i giochi del cuore.
Non conosco le nudità del padre dei miei figli.
Non credo che il Cantico dei Cantici
abbia una brutta copia contorta e tormentata.
Quello che voglio dire è in frasi fatte.
Non uso la disperazione, non è cosa mia,
me l’hanno solo affidata in custodia.

Anche se mi tagliassi la strada,
anche se mi guardassi negli occhi,
ti scanserei sull’orlo d’un abisso più sottile d’un capello.

A destra c’ è la mia casa, che conosco da ogni lato,
insieme ai suoi scalini e all’entrata,
e dentro accadono storie non dipinte:
il gatto salta sulla panca,
il sole cade sulla brocca di zinco,
dietro al tavolo siede un uomo ossuto
e aggiusta un orologio.

Wisława Szymborska

21 marzo 2017

Buonanotte 21 marzo 2017

Se spostiamo i macigni, anche il fiume cambierà il suo corso.

(Maestro Zen)

Cristina Mihailescu


Rispecchiamenti dell’anima

Ogni persona raccoglie intorno a sé la propria “famiglia dell’anima”, un gruppo di persone non creato per caso o per pure motivazioni egoistiche, ma attraverso un interesse o coinvolgimento più profondo, più essenziale: ‘l’individuazione reciproca’. Mentre le relazioni puramente basate sulla proiezione sono caratterizzate dalla fascinazione e dalla dipendenza magica, questo tipo di relazione, attraverso il Sé, ha in sé qualcosa di rigorosamente oggettivo, di stranamente transpersonale. Fa nascere un sentimento di “essere insieme” immediato e fuori dal tempo. In questo mondo creato dal Sé noi incontriamo tutti i molti ai quali apparteniamo, dei quali tocchiamo il cuore; qui “non c’è distanza, ma presenza immediata”. Non esiste alcun processo d’individuazione in un individuo che non produca allo stesso tempo questo riferimento con i propri simili.

Marie Louise Von Franz

20 marzo 2017

Buonanotte 20 marzo 2017

La vita non è quella che dovrebbe essere. È quella che è. È il modo in cui l’affronti che crea la differenza.

(V. Satir)

Marcello Lo Giudice

Marcello Lo Giudice (Italian, b. 1955), Eden-Blu, 2010.

Noemi

Lei si chiama Noemi. Non la conoscevo fino a ieri sera e mi ha insegnato qualcosa di davvero importante.
Ho fermato le presentazioni del mio ultimo libro un po’ di mesi fa. Avevo girato tanto e io sono un po’ così, quando sento che inizio a dire sempre le stesse cose, che mi ripeto, decido di fermarmi. È una questione di rispetto per chi usa un po’ del suo tempo per leggere quello che pubblico e per venire ad ascoltare le poche cose che ho da dire. Cosa c'entra Noemi? Tra poco ci arrivo.
Qualche mese fa una cara amica mi ha chiesto di fare una presentazione nel suo paesino, in provincia di Rovigo, vicino a dove abito, una cosa informale. Non potevo dirle di no, perchè le voglio bene, e così ho accettato.
Adesso nella storia entra Noemi. Era seduta in mezzo al pubblico, con il suo vestito rosso. Non so perchè, ma mi ricordava i bei personaggi femminili nei film di Tim Burton. Per arrivare lì è partita da un paesino della Sardegna che si chiama Carbonia. Ha preso un aereo, convinto un amico di Udine a venirla a prendere, hanno guidato due ore e mezza. Solo per sedersi su una sedia in un paesino di provincia, ad ascoltare me e le poche cose che avevo da dire. Ovviamente lei non lo immagina, ma quando mi ha detto il giro che ha fatto, ho risposto solo Grazie. So bene che nè io nè i miei libri ci meritiamo un viaggio del genere, e ieri avrei voluto dirle ottocentomila cose, e come al solito non me ne è uscita nemmeno mezza. Maledetta la mia timidezza che esce nei momenti sbagliati.
Noemi ha insegnato a questo ragazzo che anche se si nascondono bene, le persone che riescono a ricordarti che la meraviglia esiste ci sono ancora. Sono capaci di gesti all'apparenza semplici, ma che poi sono grandi come tutto il mondo. Dovrebbero mettere tante Noemi in giro per i prati, così noi, quando siamo tristi, potremmo andare a incontrarle. E dovremmo imparare a essere anche noi dei Noemi per gli altri, anche se è davvero molto difficile.

— Mattia Signorini

19 marzo 2017

Buonanotte 19 marzo 2017

Non cesseremo mai di esplorare, e la fine delle nostre esplorazioni sarà arrivare al punto di partenza, e per la prima volta conoscere quel luogo.

(T. S. Eliot)

Pledent


still life blue flowers by pledent

Ridete

Ridete franco e forte, sopra qualunque cosa, anche innocentissima, con una o due persone, in un caffè, in una conversazione, in via: tutti quelli che vi sentiranno o vedranno rider così, vi rivolgeranno gli occhi, vi guarderanno con rispetto, se parlavano, taceranno, resteranno come mortificati, non ardiranno mai rider di voi, se prima vi guardavano baldanzosi o superbi, perderanno tutta la loro baldanza e superbia verso di voi. In fine il semplice rider alto vi dà una decisa superiorità sopra tutti gli astanti o circostanti, senza eccezione. Terribile è la potenza del riso: chi ha il coraggio di ridere, è padrone degli altri, come chi ha il coraggio di morire.

— Zibaldone, Giacomo Leopardi (4391, 23 settembre 1828; 1898, Vol. VII, p. 330)

18 marzo 2017

Buonanotte 18 marzo 2017

Non è forte colui che non cade mai, ma colui che cadendo si rialza.

(J. W. Goethe)

Algirdas Javtokas


Yves Bonnefoy

il sabato poesia

Noi agitiamo quest’acqua. In essa le nostre mani si cercano,
talvolta si sfiorano, forme spezzate.
Più in basso, è una corrente, è qualcosa d’invisibile,
altri alberi, altre luci, altri sogni.
E guarda, sono anche altri colori.
La rifrazione trasfigura il rosso.
Era un giorno d’estate? No, è il temporale
che «cambierà il cielo», e fino a sera.
Noi immergevamo le mani nel linguaggio,
vi afferrarono parole delle quali non sapemmo
che fare, non essendo che i nostri desideri.
Noi invecchiammo. Quest’acqua, nostra speranza.
Altri sapranno cercare più nel profondo
un nuovo cielo, una nuova terra.

17 marzo 2017

Buonanotte 17 marzo 2017

Secondo alcuni autorevoli testi di Aereonautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e continua a volare.

(I. Sikorsky)

Gerhard Richter


L'amore liquido

La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia. Finché dura, l'amore è in bilico sull'orlo della sconfitta. Man mano che avanza dissolve il proprio passato; non si lascia alle spalle trincee fortificate in cui potersi ritrarre e cercare rifugio in caso di guai. E non sa cosa lo attende e cosa può serbargli il futuro. Non acquisterà mai fiducia sufficiente a disperdere le nubi e debellare l'ansia. L'amore è un prestito ipotecario fatto su un futuro incerto e imperscrutabile.

 Zygmunt Bauman

16 marzo 2017