3 dicembre 2016

Niccolò Tommaseo

il sabato poesia

La poesia

Non la raggiante immagine
Non la riposta idea,
Non l’armonia de’ numeri,
Non l’amor che crea

Idea, concento, immagine,
Aura d’amor fecondo,
Formansi in uno, e n’escono
Il verso, il fiore, il mondo.

2 dicembre 2016

Buonanotte del 2 dicembre 2016

Per essere felici bisogna eliminare due cose: il timore di un male futuro e il ricordo di un male passato; questo non ci riguarda più, quello non ci riguarda ancora.

— Seneca 

Mary Conover


Pensieri

Quando considero la breve durata della mia vita, immersa nell'eternità che la precede e la segue, il piccolo spazio che occupo e persino che vedo, inabissato nell'immensità infinita degli spazi che ignoro e che mi ignorano, mi sgomento e mi stupisco di vedermi qui piuttosto che là, dal momento che non c'è nessuna ragione perché sia qui piuttosto che là, perché ora piuttosto che allora. Chi mi ci ha messo? Per ordine e opera di chi questo luogo e questo tempo è stato destinato a me? «Memoria hospitis unius diei praetereuntis».

— Blaise Pascal

1 dicembre 2016

Buonanotte del 1 dicembre 2016

La sofferenza, il dolore sono l'inevitabile dovere di una coscienza generosa e d'un cuore profondo. Gli uomini veramente grandi, credo, debbono provare su questa terra una grande tristezza.

— Fëdor Dostoevskij

Emil Nolde


Sunset over Blue Mountains - Emil Nolde

Appetiti

Non ti conosco bene, e non so come sono fatti i tuoi amici. Ma a me sembra che questa sia una generazione più triste, e più affamata. E la cosa che mi fa paura è che, quando arriveremo noi al potere, quando saremo noi quelli di quarantacinque, cinquant'anni, non ci sarà nessuno… nessuno più anziano… non ci saranno persone più anziane di noi che si ricorderanno la Grande Depressione, o la guerra, persone che hanno alle spalle sacrifici considerevoli. E non ci sarà nessun limite ai nostri, come dire, appetiti. E anche alla nostra smania di sperperare le cose.

— [D.F.W.]

30 novembre 2016

Buonanotte del 30 novembre 2016

In tempo di guerra le leggi tacciono.

Cicerone

Tracey Chikos


Le due scimmie di Bruegel

Ichna

Questo di maturanda è il mio gran sogno:
sul davanzale due scimmie incatenate,
fuori svolazza il cielo
e fa il bagno il mare.

In storia dell'uomo
balbetto e arranco.

Una scimmia osserva ironica la scena,
l'altra sembra appisolata -
e quando alla domanda resto ammutolita,
mi suggerisce
col quieto tintinnio della catena.

Wisława Szymborska

29 novembre 2016

Buonanotte del 29 novembre 2016

Mai vendere la virtù per acquistare la ricchezza,
né la libertà per acquistare il potere.

Benjamin Franklin

Elena Renaudière


Nazione civile due

Sarà una riflessione poco politica, ma a me i vari “popoli” rivendicanti il valore superiore della loro famiglia, che sbraitano con la bava alla bocca contro le unioni civili, continuano a ricordare quei ragazzini che quando a Natale tocca al fratello leggere la poesia cominciano a fare gli storsilli, a ruttare e a fare scuregge con l'incavo dell'ascella e a far cadere il vaso buono e a tirare miccette in salotto perché impazziscono al pensiero di non essere loro, in quel momento, l'oggetto delle attenzioni di tutti gli altri, e con quegli storsilli quei quei rutti quelle scuregge quelle miccette non stanno dicendo altro che “ehi guardatemi, guardate me, eccomi, ci sono anch'io!”. Di solito si sopportano con serena rassegnazione, quei mocciosi, consapevoli del fatto che cresceranno, e prima o poi impareranno che a volte accadono anche cose che non ti riguardano, in cui non c'entri, cose che hanno altri protagonisti e che tu puoi solo stare a guardare, mettendoti da una parte e stando al tuo posto: e anzi che sono la maggioranza, quelle cose, perché il mondo è pieno zeppo di roba diversa e non ruota intorno a nessuno. Voi, amici dei popoli urlanti, a quanto pare questo elementare processo di crescita non l'avete ancora completato: e perciò andate in giro a strillare che questa cosa delle unioni civili è stata fatta contro di voi, che vogliono distruggere la vostra famiglia, che dovete difendervi da chissà quale attacco: mentre la verità, molto più semplice e banale, è che questa cosa è stata fatta per altri, che mentre veniva fatta nessuno vi stava cagando, che voi, insomma, non c'entrate niente. Datevi pace.

Alessandro Capriccioli

Carlo Levi

agenda letteraria

Il 29 novembre del 1902, nasce a Torino lo scrittore e pittore Carlo Levi


In una civiltà contadina
è una civiltà senza Stato
e senza esercito...
In questa terra oscura, senza
peccato e senza redenzione, dove
il male non è morale, ma è un 
dolore terrestre, che sta per
sempre nelle cose, Cristo non è
disceso. Cristo si è fermato
a Eboli.


(Cristo si è fermato a Eboli)

28 novembre 2016

Buonanotte del 28 novembre 2016

Migliore e più sicura una pace certa di una vittoria sperata.

Tito Livio

Peter Huntoon


È un cazzo fritto, la vita

L’egoismo degli esseri che si sono mescolati alla nostra vita, quando si pensa a loro, da vecchi, si dimostra innegabile, cioè come se fosse d’acciaio, di platino, e persino più durevole del tempo stesso.
Quando si è giovani, l’indifferenza più arida, le porcate più ciniche, si arriva a trovargli la scusa del capriccio passionale e chissà quale segno di un romanticismo inesperto. Ma più tardi, quando la vita vi ha mostrato per bene tutto quello che può esigere in cautela, crudeltà, malizia soltanto per essere mantenuta bene o male a 37°, ti rendi conto, sei informato, hai le carte in regola per capire tutte le stronzate che contiene un passato. Basta in tutto e per tutto contemplare scrupolosamente se stessi e quel che si è diventati in fatto di schifezza. Niente più mistero, niente più ingenuità, ti sei mangiato tutta la poesia visto che hai vissuto fino a quel momento. È un cazzo fritto, la vita.

— Louis Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte, 1932

27 novembre 2016

Buonanotte del 27 novembre 2016

In un paese ben governato la povertà
è qualcosa di cui ci si deve vergognare.
In un paese ben governato,
è vergognosa la ricchezza.

Confucio

Hubert Scheibl


Hubert Scheibl (Austrian, b. 1952), Shadows and Tattoos, 2007/ 08.

Czesław Miłosz

Sempre ho desiderato una forma più capiente,
che non fosse troppo poesia né troppo prosa
e permettesse di capirsi senza esporre nessuno,
né autore né lettore, a pene di più alto grado.
In sé la poesia è qualcosa di sconveniente:
esce da noi e non sapevamo che ci fosse,
dunque sbattiamo le palpebre, come se da noi fosse balzata
fuori una tigre, e stesse nella luce,
colpendosi i fianchi con la coda.
Perciò si dice giustamente che un dàimon detta la poesia,
pur se è eccessivo ritenere che sia di certo un angelo.
Difficile capire donde venga l’orgoglio dei poeti
se si vergognano quando traspare la loro debolezza.
Quale uomo assennato vorrà darsi in balìa dei dèmoni
che si muovono in lui liberamente, parlando mille lingue,
e non paghi di rubargli labbra e mano
tentano di mutare a proprio vantaggio il suo destino?
Poiché ciò ch’è morboso è oggi stimato,
qualcuno penserà che scherzo solamente
o che ho scoperto un altro modo
per lodare l’Arte tramite l’ironia.
Un tempo si leggevano soltanto saggi libri
che aiutavano a sopportare il dolore e la sventura.
Non è lo stesso, certo, sfogliare mille opere
provenienti da una clinica psichiatrica.
Ma il mondo è altro da come a noi appare
e noi non siamo come nel nostro farneticare.
La gente dunque conserva una tacita onestà,
acquisendo così la stima di parenti e vicini.
È questa l’utilità della poesia, che ci ricorda
com’è difficile restar sempre gli stessi,
perché la nostra casa è aperta, non c’è chiave alla porta
ed entrano ed escono ospiti invisibili.
D’accordo, quello che scrivo qui non è poesia.
Poiché poesia si può scrivere di rado, e non di propria voglia,
per coercizione intollerabile, e con la sola speranza
che buoni, non cattivi spiriti ci abbiano come strumento.

— Czesław Miłosz