19 novembre 2017

L' addio

Se per un istante Dio si dimenticherà che sono una marionetta di stoffa e mi regalerà un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto quello che penso, ma in definitiva penserei tutto quello che dico. Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano. Dormirei poco, sognerei di più, andrei quando gli altri si fermano, starei sveglio quando gli altri dormono, ascolterei quando gli altri parlano e come gusterei un buon gelato al cioccolato!
Se Dio mi regalasse un pezzo di vita, vestirei semplicemente, mi sdraierei al sole lasciando scoperto non solamente il mio corpo ma anche la mia anima. Dio mio, se io avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei che si sciogliesse al sole. Dipingerei con un sogno di Van Gogh sopra le stelle un poema di Benedetti e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna. Irrigherei con le mie lacrime le rose, per sentire il dolore delle loro spine e il carnoso bacio dei loro petali. Dio mio, se io avessi un pezzo di vita non lascerei passare un solo giorno senza dire alla gente che amo, che la amo. Convincerei tutti gli uomini e le donne che sono i miei favoriti e vivrei innamorato dell’amore. Agli uomini proverei quanto sbagliano al pensare che smettono di innamorarsi quando invecchiano, senza sapere che invecchiano quando smettono di innamorarsi. A un bambino gli darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Agli anziani insegnereiche la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza. Tante cose ho imparato da voi, gli Uomini!
Ho imparato che tutto il mondo ama vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel risalire la scarpata. Ho imparato che quando un neonato stringe con il suo piccolo pugno, per la prima volta, il dito di suo padre, lo tiene stretto per sempre. Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardarne un altro dall alto al basso solamente quando deve aiutarlo ad alzarsi. Sono tante le cose che ho potuto imparare da voi, ma realmente, non mi serviranno a molto, perché quando mi metteranno dentro quella valigia, infelicemente starò morendo.
Gabriel Garcia Marquez

18 novembre 2017

Buonanotte del 18 novembre 2017

Sul grande orologio del tempo c’è scritta una parola sola: ora.

— Miguel de Cervantes

Paolo Righi


Papavero, 2016 

Adam Zagajewski

il sabato poesia

Zone di silenzio

L’esuberanza del mondo
ci lascia spesso impotenti,
non siamo in grado di distinguere
che pochi frammenti,
piccoli brandelli.
Lo stesso capita
quando ci soffermiamo davanti a una tela,
a un quadro esposto in un museo:
dobbiamo allontanarci qualche passo
per abbracciarlo tutto.
La solitudine sono proprio
questi pochi passi di distanza.
Ci sono due ricchezze,
due forze molto simili,
per quanto completamente distinte.
Una è immanente al mondo
e all’uomo che agisce,
combatte e ama.
Il suo creatore è Dio.
L’altra si esprime attraverso dipinti,
libri, musica o film,
ed è un’eco della prima.
Il suo creatore è l’uomo.
La solitudine è la zona di silenzio
che c’è tra questi due frastuoni.

(da Solidarność i samotność, 1986)

Edoardo Ferravilla

agenda letteraria

  Il 18 ottobre del 1846 nasce a Milano Edoardo Ferravilla


Ma la pussee bella meraviglia
del Domm, l'è nostra
Madonnina dorata che l'è fina
on peccaa che la sia minga a
portada de man. Donc vosemm
insemma! Evviva Milan!

(da Tecoppa & C., un atto di Edoardo Ferravilla e Carlo Rota)

17 novembre 2017

Buonanotte del 17 novembre 2017

Tutto passa. Le sofferenze, i tormenti, il sangue, la fame e la pestilenza. La spada sparirà, e le stelle invece rimarranno, quando anche le ombre dei nostri corpi e delle nostre azioni più non saranno sulla terra. Le stelle saranno allo stesso modo immutabili, allo stesso modo scintillanti e meravigliose. Non esiste uomo sulla terra che non lo sappia. Perché allora non vogliamo la pace, non vogliamo rivolgere loro il nostro sguardo? Perché?

— La guardia bianca, Michail Bulgakov

Emil Carlsen


 Copper Kettle

Mi sa...

Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l’impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati.

16 novembre 2017

Buonanotte del 16 novembre 2017

Nella mia vita non mi sono mai contraddetto per la semplice ragione che su qualsiasi cosa ho sempre avuto due opinioni: la mia e il suo contrario.

— Mario Soldati

Jackie Laird


Sheep in field, Arbroath Road, Carnoustie - Jackie Laird

Sipario

Ogni giorno mi cade di dosso una illusione, una alla volta o tante insieme, come le foglie dai platani sotto casa, e al loro posto non rimane una cicatrice, come avrei pensato qualche tempo fa, ma una pelle nuova, una sensibilità più acuta che spalanca la visione che il senso è qui, ora, davanti, dietro, dentro, sopra, sotto, in profondità, in superficie alle cose e alle persone, dipende dal vento, dipende dalla siccità, dipende dalla luce, dipende ...da me. Vorrei solo non rimpiangere di aver tralasciato qualcosa di essenziale, che ancora non ho districato dall'inutile, come un fiore soffocato dalle erbacce, quando verrà il momento di chiudere il sipario.
Pelle nuova

15 novembre 2017

Buonanotte del 15 novembre 2017

[...] il vivere mi inorridisce e affascina, siamo minimi microbi in bilico distratto tra disperazione e presunzione.

— Danilo Dolci

Malene Landgreen


Un parere in merito alla pornografia

Ichna

Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
Questa licenza si moltiplica come gramigna
su un’aiuola per le margheritine.

Nulla è sacro per quelli che pensano.
Chiamare audacemente le cose per nome,
analisi spinte, sintesi impudiche,
caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
palpeggiamento lascivo ditemi scabrosi,
fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.

In pieno giorno o a notte fonda
si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
Poco importa il sesso e l’età dei partner.
I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
L’amico travia l’amico.
Figlie snaturate corrompono il padre.
Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.

Preferiscono i frutti
dell’albero vietato della conoscenza
alle natiche rosee dei rotocalchi,
a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
I libri che li divertono non sono illustrati.
Il loro unico svago – particolari frasi
segnate con l’unghia o a matita.

È spaventoso in quali posizioni,
con quale sfrenata semplicità
l’intelletto riesca a fecondare l’intelletto!
Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.

Durante questi convegni solo il tè va in calore.
La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.

Un piede tocca così il pavimento,
l’altro ciondola liberamente nell’aria.
Solo ogni tanto qualcuno si alza,
si avvicina alla finestra
e attraverso una fessura delle tende
scruta furtivo in strada.

Wisława Szymborska

14 novembre 2017

Buonanotte del 14 novembre 2017

Non era nei piani? Non importa. I piani non servono a niente, i piani sono illusioni perché la vita sembri meno ripida.

— Enrica Tesio

Mario Radice


Gradini

Come ogni fior languisce e
giovinezza cede a vecchiaia,
anche la vita in tutti i gradi suoi fiorisce,
insieme ad ogni senno e virtù, e può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore
sia pronto a partire ed a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso ad altri,
nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.
Dobbiamo attraversare spazi e spazi,
senza fermare in alcun d’essi il piede,
lo spirto universal non vuol legarci,
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d’infiacchire nell’ignavia:
sol chi e’ disposto a muoversi e partire
vince la consuetudine inceppante.
Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi:
della vita il richiamo non ha fine….
Su, cuore mio, congedati e guarisci…
Herman Hesse

13 novembre 2017

Buonanotte del 13 novembre 2017

Continuerò ad azzardare, a cambiare, ad aprire la mente e gli occhi, rifiutando di lasciarmi incasellare e stereotipare. Ciò che conta è liberare il proprio io: lasciare che trovi le sue dimensioni, che non abbia vincoli.

— Virginia Woolf

Bruno Munari


Preambulando

In quell'angolo il tempo era inchiodato in una posizione di ombre inalterabili, continuava a risuonare il vento che lui una volta disse di aver registrato per dimostrare che faceva lo stesso rumore dell'oceano. In quell'angolo la notte sembrava un plastico, con il cartello col nome delle vie eretto a sfidare qualunque cosa la notte avesse deciso di portare.
E infatti dai margini del quartiere salivano dei personaggi variopinti: un africano cantando del soul rauco in inglese che non si accorse di loro, appoggiati sul muretto; due donne molto truccate e ancora più impaurite e un uomo in completo che sembrava essere appena uscito dall'ufficio, giusto poco dopo la mezzanotte della vigilia. "Dovrebbe lavorare di meno" è stato il pensiero corale.
-Sai perché non è come l'oceano? chiese lei a voce bassa nonostante il frastuono dei petardi, perché sembrasse meno aggressivo sfidare apertamente la teoria dell'equipollenza sonora di un musicista.
-Perché?
-Perché sull'oceano non ci sono le foglie che grattano cerchi contro l'asfalto.
Su quelle strade alte del quartiere, quello che ora arrivava della bora che fino a poco tempo fa li aveva spettinati, era appena un soffio stordito che faceva volteggiare due o tre foglie e lasciava intuire gli ultimi scoppi, e basta.
-Hai ragione, rispose lui con finto tono di sconfitta.
-Tranne forse che a Bahia Blanca.
Quanto può durare la prefazione di un bacio? Capirono che gli era sfuggito dalle bocche, più che dalle mani, che si era allontanato dall'obiettivo distratto dalle parole che grattavano per terra invece di stamparsi come si può stampare un bacio su una bocca.
- I tuoi occhi sono due mattine sincrone, disse aspirando le due "s" nel modo più sudamericano che riuscì e, bevendo, visto che c'era, ogni pensiero di lei d'un solo fiato, senza chiudere gli occhi, gustandoli, senza fare troppo rumore per appoggiare il bicchiere.
Lei ricordò quelli che invece fanno chiasso coi bicchieri, quelli rozzi, quelli che e ne andavano senza pagare il conto, senza riconoscere la qualità del vino e la voce del titolare che urlava "meglio, e non tornare" mentre una signora sulla barra insisteva nel fingere giovinezza a furia di scollature e lo guardava con desiderio perché che ti serve un whisky è sempre interessante, ma lo è ancora di più dopo il secondo whisky.
Non rispose proprio ma si chiese in silenzio, dove l'avrebbe portata lui, con quella camminata elastica e il tragitto ruminante; lui che registrava i suoni del vento.
-Al primo angolo buio, rispose come se le avesse letto il pensiero e finalmente la baciò.
Ed era vero.