26 aprile 2017

Non occorre titolo

Ichna

Si è arrivati a questo: siedo sotto un albero,
sulla sponda d’un fiume
in un mattino assolato.
È un evento futile
e non passerà alla storia.
Non si tratta di battaglie e patti
di cui si studiano le cause,
né di tirannicidi pieni di memoria.

Tuttavia siedo su questa sponda, è un fatto.
E se sono qui,
da una qualche parte devo pur essere venuta,
e in precedenza
devo essere stata in molti altri posti,
proprio come i conquistatori di terre lontane
prima di salire a bordo.

Anche l’attimo fuggente ha un ricco passato,
il suo venerdì prima di sabato,
il suo maggio prima di giugno.
Ha i suoi orizzonti non meno reali
di quelli nel cannocchiale dei capitani.

Quest’albero è un pioppo radicato da anni.
Il fiume è la Raba, che scorre non da ieri.
Il sentiero è tracciato fra i cespugli
non dall’altro ieri.
Il vento per soffiare via le nuvole
ha dovuto prima spingerle qui.

E anche se nulla di rilevante accade intorno,
non per questo il mondo è più povero di particolari,
peggio fondato meno definito
di quando lo invadevano i popoli migranti.

Il silenzio non accompagna solo i complotti,
né il corteo delle cause solo le incoronazioni.
Possono essere tondi gli anniversari delle insurrezioni,
ma anche i sassolini in parata sulla sponda.

Intricato e fitto è il ricamo delle circostanze.
Il punto della formica nell’erba.
L’erba cucita alla terra.
Il disegno dell’onda in cui s’infila un fuscello.

Si dà il caso che io sia qui e guardi.
Sopra di me una farfalla bianca sbatte nell’aria
ali che sono soltanto sue
e sulle mani mi vola un’ombra,
non un‘altra, non d’un altro, ma solo sua.

A tale vista mi abbandona sempre la certezza
che ciò che è importante
sia più importante di ciò che non lo è.

Wisława Szymborska

25 aprile 2017

Buonanotte del 25 aprile 2017

Scrivere significa aprirsi a dismisura; perciò uno che sta scrivendo non sarà mai solo abbastanza, e mentre scrive non ci sarà mai silenzio abbastanza intorno a lui, e la notte non sarà mai notte abbastanza.

— Franz Kafka, Lettere a Felice

Karsten Vinther


Whos’s Dream Is It - Karsten Vinther

La ragionevolezza

Direi d’essere un libertario, una persona estremamente tollerante. Spero perciò d’essere considerato degno di poter appartenere ad un consesso civile perché, a mio avviso, la tolleranza è il primo sintomo della civiltà, deriva dal libertarismo. Se poi anarchico l’hanno fatto diventare un termine negativo, addirittura orrendo… anarchico vuol dire senza governo, anarche… con questo alfa privativo, fottutissimo… vuol dire semplicemente che uno pensa di essere abbastanza civile per riuscire a governarsi per conto proprio, attribuendo agli altri, con fiducia (visto che l’ha in se stesso), le sue stesse capacità. Mi pare così vada intesa la vera democrazia. […] Ritengo che l’anarchismo sia un perfezionamente della democrazia.

Fabrizio De André

24 aprile 2017

Buonanotte del 24 aprile 2017

Certo la letteratura non sarebbe mai esistita se una parte degli essere umani non fosse stata incline a una forte introversione, a una scontentezza per il mondo com'è, a un dimenticarsi delle ore e dei giorni fissando lo sguardo sull'immobilità delle parole mute.

— Italo Calvino, Lezioni americane, Rapidità.

Yayoi Kusama


Yayoi Kusama (Japanese, b. 1929), Summer Festival, 1987

Messaggi immediati

[…] Di quali mezzi si avvale oggi la cultura? Semplificando: chat o book? Dov’è la radice della differenza? È nel fattore tempo, un fattore determinante nella qualità di tutte le relazioni sociali. La chat e i suoi fratelli – blog, twitter, social forum, newsgroup, mailing list, facebook, messaggi immediati d’ogni tipo – appartengono al mondo dell’istantaneità; i libri al mondo della durata. I messaggi immediati appartengono alla comunicazione; i libri, alla formazione. La comunicazione vive dell’istante, la formazione si alimenta nel tempo. La comunicazione non ha onere d’argomentazione e non attende risposte. Il suo fine è dire e ridire su ciò che è stato detto, per aderire o dissentire, senza passi in avanti. Il libro – saggio, romanzo, poesia; cartaceo o elettronico – appartiene a un altro mondo. Nasce e vive in un tempo disteso, di studio e riflessione. Se sul bancone d’una libreria incontri L’uomo senza qualità o Moby Dick, innanzitutto è come se ti chiedessero: sai quanto tempo ho impiegato a essere pensato e scritto? E tu, quanto tempo e quanta concentrazione pensi di potermi dedicare? L’invasione degli instant books è la conseguenza della medesima risposta a entrambe le domande, rivolte agli autori e ai lettori: poco, molto poco, forse sempre meno tempo e meno concentrazione.
Ma, allora, è chiaro che la sopravvivenza del libro non è una rivendicazione a favore d’una élite di pochi fortunati lettori. La diffusione della lettura non appartiene al superfluo d’una società non solo, com’è ovvio, perché ha a che vedere con la diffusione dell’istruzione. Siamo, infatti, pienamente nel campo della cittadinanza, cioè della condizione di partecipazione attiva, consapevole e responsabile a quanto c’è di più decisivo per la tenuta della compagine sociale, cioè la partecipazione a una delle tre “funzioni sociali”: la funzione politica di fondo, meno visibile ma, in realtà, nel formare mentalità, più determinante della stessa azione politica in senso stretto, la quale, nella prima trova i suoi limiti e i suoi fini. Si tratta, per l’appunto, della cultura.

— Gustavo Zagrebelsky

23 aprile 2017

Buonanotte del 23 aprile 2017

Invecchiando non voglio sembrare più giovane. Voglio sembrare più felice.

— Anna Magnani

Nancy Rubens


Nancy Rubens, “The Blues” 2014

Mobili di famiglia

Questo è dolore acuto. Diventerà cronico. Vale a dire che sarà permanente ma forse non costante. Significa anche che non ne morirai. Non potrai liberartene, ma non ne morirai. Non lo sentirai in ogni istante, ma non passerai tanti giorni senza provarlo. Imparerai qualche stratagemma per attenuarlo o bandirlo, cercando di non finire per distruggere ciò che hai scelto e lo ha causato.
Eppure, che dolore. Da portarsi appresso e farci l'abitudine fino a quando è solo del passato che si soffre e non di qualsiasi presente possibile.

— Alice Munro

22 aprile 2017

Buonanotte del 22 aprile 2017

Dammi la tua mano sconosciuta, perché la vita mi sta facendo male e non so come parlare – la realtà è eccessivamente delicata, la realtà sola è delicata, la mia irrealtà e la mia immaginazione sono di gran lunga più pesanti.

— Clarice Lispector, La passione secondo G.H. 

Charles Sheeler


Three White Tulips,1912. 

Juan Gelman

il sabato poesia

Nobiltà

La poesia è pallida e nobile.
Non cambia niente, non incurva colline, non
dà un solo frutto rosso, non
fa il rumore di chi strappa
un pezzo di pane per offrire
un pezzo di pane.
Si rannicchia in un angolo e
non si lamenta.
Vive in tutto ciò che si innalza
all'aria e dal nascere.
Non chiede nemmeno una visita.
Le basta quel che non è successo.

Juan Gelman

Immanuel Kant

agenda letteraria

Il 22 aprile del 1724, nasce a Kòningsberg Immanuel Kant


Agisci in modo da considerare
l'umanità, sia nella tua persona,
sia nella persona di ogni altro,
sempre anche come scopo,
e mai come semplice mezzo.

(Critica della ragion pratica)

21 aprile 2017

Buonanotte del 21 aprile 2017

Se uno ci pensa, nella fotografia c’è il negativo e il positivo. È un rapporto tra la luce e il buio. È un giusto equilibrio tra quello che c’è da vedere e quello che non deve essere visto.
Quando noi fotografiamo, vediamo una parte del mondo e un’altra la cancelliamo.

Luigi Ghirri, Lezioni di fotografia

Christophe Mirande


Incandescence - Christophe Mirande

Donne innamorate

C'è una differenza totale tra l'essere realmente sensuali e il lasciarsi andare alla viziosa, deliberata sregolatezza mentale a cui si dedica la nostra specie. Nelle nostre notti teniamo sempre la luce accesa, così che ognuno di noi possa sorvegliare se stesso, così che alla nostra mente non sfugga nulla. E invece bisogna abbandonarsi, dimenticare se stessi, prima di poter conoscere la realtà dei sensi, bisogna lasciarsi andare e rinunciare alla propria volontà, questo si deve fare. Imparare a non essere, prima di essere. Noi, però, ci siamo fatti un tale superiore concetto di noi stessi! E questo è il punto! Siamo così presuntuosi e insieme così miseri! Non sappiamo cosa sia dignità, amor proprio, siamo solo vanità, tanta vanità in questa nostra struttura di cartapesta. Preferiremmo morire piuttosto che ripudiare le nostre meschine, sagge, pretenziose deliberazioni».

— David Herbert Lawrence

Piero Calamandrei

agenda letteraria
 Il 21 aprile del 1889, nasce a Firenze il giurista e scrittore Piero Calamandrei

Per vent'anni il fascismo ha educato
i cittadini a disprezzare le leggi,
a far di tutto per frodarle
e per irriderle nell'ombra.

(Costituzione e leggi di Antigone)

20 aprile 2017

Buonanotte del 20 aprile 2017

Che cos’è scrivere se non buttare fuori ciò che abbiamo dentro, per poi riappropriarcene in maniera più abbellita? – Insomma una forma di giustificazione dell’essere, e forse anche del non essere stati come speravamo di essere.

— Pierluigi Vizza

Stewart Edmondson


Stewart Edmondson (British, b. 1965, England) - August Moon, 2012