24 luglio 2014

Paul Cézanne


Bufera all'orizzonte

La grande paura del Duemila è di ritornare poveri. E' il timore nuovo che leggo negli occhi di molte persone. E che affiora sempre più spesso anche dalle loro parole, non appena si comincia ad accennare al futuro.
Tanti genitori si chiedono quale sarà la vita che attende i loro figli...
Nei decenni passati le cose non andavano così. Certe paure non avevano ragion d'essere... guardavano al futuro con fiducia...
I padri di oggi come vedono il futuro dei figli? Sempre più spesso sono indotto a pensare che, nella maggioranza dei casi, non siano in grado di prevedere niente. Tanto che a volte, non si pongono nessuna domanda perché hanno paura della risposta. Oppure perché non sanno neppure immaginarne una. Il risultato è uno solo: per quel che riguarda l'avvenire dei figli, molti genitori vivono nel presente. Per dirla in modo secco, campano alla giornata.

Giampaolo Pansa, Poco o niente Bur Rizzoli, Milano 2012

Buongiorno del 24 luglio 2014

Se siete nel presente, siete nell’infinito.

Swami Prajnanapada

23 luglio 2014

Buonanotte del 23 luglio 2014

La parola ”intelligente” deriva dal latino, viene da ‘intus’ più ‘legere’: ”leggere dentro”.
La persona intelligente è quella che sa guardare dentro le cose, dentro le persone, dentro i fatti.

Alessandro D’Avenia

Lyonel Feininger


Regler Church, Erfurt, 1930

Amore in manicomio

Un’estranea è venuta
A spartire con me la mia stanza nella casa lunatica
Una ragazza folle come gli uccelli
Che spranga la notte della porta col suo braccio di piuma
Stretta nel letto delirante
Elude la casa a prova di cielo con nubi invadenti

E la stanza da incubi elude col suo passeggiare
Su e giù come i morti
O cavalca gli oceani immaginati delle corsie maschili

Venne invasata
Chi fa entrare dal muro rimbalzante l’ingannevole luce
Invasata dal cielo

Dorme nel truogolo stretto e tuttavia cammina sulla polvere
E a piacer suo vaneggia
Sopra l’assistito del manicomio consumato dalle mie lacrime
ambulanti

E rapito alla fine (cara fine) nelle sue braccia dalla luce
Io posso senza venir meno
Sopportare la prima visione che diede fuoco alle stelle.

Dylan Thomas

Buongiorno del 23 luglio 2014

Quante cose cambierebbero, se tanta gente salvasse la sostanza con lo stesso impegno con cui salva l’apparenza.

Serena Santorelli

22 luglio 2014

Buonanotte del 22 luglio 2014

Mai cedere, rubare, ingannare o bere… ma se devi cedere fallo fra le braccia della persona che ami; se devi rubare ruba il tempo che vuoi per te; se devi ingannare, inganna la morte… non chi ti vuole bene; e se devi bere inebriati dei momenti che ti tolgono il respiro...

Hitch - Lui sì che capisce le donne

Pablo Picasso


(Spanish, 1881-1973), Bust of a Woman, 1924

Le occasioni

Fra mille milioni di vite, c’era un minuto per noi; e non l’avremmo vissuto. Saremmo stati sull’orlo, sul margine estremo; il vento ci investiva e ci sollevava i capelli sulla fronte; nei piedi immobili tremava e saliva la vertigine dello slancio. E siamo rimasti fermi. Invecchieremo, ricordandoci di questo. Noi, quelli della mia generazione; che arriviamo adesso al limite, o l’abbiamo passato di poco; gente sciupata e superba. Chi dice che abbiamo spesa male la nostra vita, senza costruire e senza conquistare? Eravamo ricchi di tutto quello che abbiamo buttato; non avevamo perduto neppure un attimo dei giorni che ci son passati come l’acqua fra le dita. Perché eravamo destinati a questo punto, in cui tutti i peccati e le debolezze e le inutilità potevano trovare il loro impiego. Questo è il nostro assoluto. È così semplice!
Non siamo asceti né fuori del mondo. Vivere vogliamo, e non morire.

Renato Serra, Esame di coscienza di un letterato Pendragon, Bologna 2002, p. 76

Buongiorno del 22 luglio 2014

Cerchiamo la morale nelle favole e poi la ignoriamo nella realtà.

Groucho, Dylan Dog

21 luglio 2014

Buonanotte del 21 luglio 2014

Un fiore odoroso calpestato, sparge ancora profumo.

Proverbio cinese

Carlo Carrà


La casa di Merate (1958)

Uomini di buona volontà

Tutti gli uomini - compresi quelli che ci sembrano più cinici e insensibili - possono ergersi contro il male in modo inaspettato, e noi stessi, forse, abbiamo la forza interiore per compiere quelle piccole azioni che possono scalfire un'ingiustizia, quando sembra velleitario e del tutto impossibile cambiare il corso di avvenimenti più grandi di noi. Non si tratta di ricercare l'eccellenza, la coerenza assoluta o l'eroismo, anche se fortunatamente non mancano individui fuori dalla norma, ma è importante dare valore a comportamenti di resistenza, qualche volta apparentemente minuscoli, che fanno da argine nei confronti del male prodotto dagli uomini.
L'immagine dell'uomo giusto non può essere quella di un superuomo che combatte una battaglia infinita contro i soprusi, come se si trattasse di un Don Chisciotte in perenne lotta contro i mulini a vento. E' caricaturale pensare a una figura che combatta dal mattino alla sera per tutti i diritti umani, contro le diseguaglianze, contro tutte le dittature, contro tutti i genocidi, che si senta impegnato in tutte le battaglie possibili e che, trovandosi in una situazione estrema, sia protagonista di una resistenza integrale fino al suo sfinimento...
La limitatezza della vita è in fondo il metro di giudizio, perché il coinvolgimento morale non può essere per una lotta infinita contro tutte le ingiustizie. Al contrario può diventare "giusto" anche chi, una volta sola nella sua esistenza, in un unico giorno della sua vita, di fronte a un solo sopruso, a un solo uomo perseguitato, a una sola menzogna, ha il coraggio di rompere il conformismo e di compiere un solo atto di bene, di amore, di giustizia. Ciò che contraddistingue un atto di bene è il travaglio interiore e l'assunzione di responsabilità.
E' dunque una possibilità alla portata di tutti perché un gesto di solidarietà e di coraggio può illuminare l'esistenza di una persona. Spesso può capitare che chi rompe un muro di omertà e ha la forza di fare un esame di coscienza ne risulta condizionato poi per il resto della vita perché vede il mondo con occhi diversi.
Un'azione giusta può cambiare l'intera esistenza di un essere umano.

Gabriele Nissim, La bontà insensata Oscar Mondadori, Milano 2012, pp. 12,13

Buongiorno del 21 luglio 2014

Chi mi conosce, sa. Chi non mi conosce, giudica. Chi pensa di sapere tutto di me, s’illude.

Buddha

20 luglio 2014

Buonanotte del 20 luglio 2014

Ogni vita è una moltitudine di giorni, un giorno dopo l’altro. Noi camminiamo attraverso noi stessi, incontrando ladroni, spettri, giganti, vecchi, giovani, mogli, vedove, fratelli adulterini, ma sempre incontrando noi stessi.

James Joyce, Ulisse

Joseph Mallord William Turner


“Peace - Burial at Sea”, 1842

L'economia del dono

Dice un verso di Koèlet Ecclesiaste: manda il tuo pane sopra i volti delle acque, lancialo alla corrente, a sasso, al mondo, il pane, il tuo indispensabile, il dono di se stessi, del proprio tempo, del proprio sangue, di un organo, della vita tutta intera, non esiste offerta così priva di tornaconto.
"Questo è il mio pane" disse il donatore di se stesso una sera di Pasqua nella città in collina, in quell'ultima cena si preparava offrire il pane di se stesso alla corrente del mondo a venire, alle generazioni future.
Manda il tuo pane sopra i volti delle acque... il verso antico in ebraico scroscia e gorgoglia come una corrente dentro l'applauso del fiume.
La seconda metà del verso dice "perché in molti giorni lo ritroverai", una vecchia traduzione un po' sbagliata dice" perché lo ritroverai dopo molti giorni, ma è troppo povera e simmetrica questa restituzione, quello stesso pane offerto così generosamente e poi viene rimborsato uguale e pari dopo molti giorni, no, la lettera ebraica dice "in molti giorni", allora vuol dire che quella singola offerta ti verrà restituita in molti giorni, ti verrà rimborsata incalcolabilmente di più. Ecco che questi versi raccontano della economia sovversiva del dono, del gratis, dello spariglio che riceve in cambio una restituzione gigantesca.
Questa è l'economia del dono che butta gambe all'aria i pareggi di bilancio, le partite doppie dare e avere, grazie al gratis, si tratta del dono da vita a vita.
Racconta un vecchio apologo che l'inferno è una tavolata dove ciascuno sta davanti a una ciotola di riso e ha come strumenti dei bastoncini ma che sono troppo lunghi, smisurati, così che nessuno riesce a mangiare. Il paradiso invece è la stessa tavolata, con la stessa ciotola di riso e gli stessi bastoncini lunghi ma dove tutti si nutrono perché ciascuno con quei suoi bastoncini lunghi nutre quello che gli sta di fronte.
Non è utopia, esiste già l'economia del dono e il mondo già si regge sul mutuo soccorso, sull'offerta del proprio tempo libero, del proprio sangue, degli organi, della vita stessa.
Non è utopia, esiste già.
E quando sparirà il sistema artificiale delle monete resterà l'economia del dono, resisteranno quelli che l'hanno saputa praticare.

Erri De Luca, Il turno di notte lo fanno le stelle Feltrinelli 2012, pp. 9,10

Buongiorno del 20 luglio 2014

Assai acquista chi perdendo impara.

Michelangelo

19 luglio 2014

Buonanotte del 19 luglio 2014

Solo con l’età si percepisce quanto sia rara la bellezza, e quanto sia meraviglioso che tra le fabbriche e i cannoni fioriscano anche i fiori, e che fra i quotidiani e i listini di borsa esistano anche delle poesie.

Hermann Hesse