5 febbraio 2016

Buonanotte del 5 febbraio 2016

La possibilità di aspettarsi tutto da qualcuno, a ogni nuovo incontro, è indifettibile. Idealmente noi siamo tutti vergini e speriamo, contro ogni logica, di trovare un destino in ogni volto possibile.

— Jean Baudrillard, Cool Memories

K McCoy


Lavender - Abstract Art

Le avventure di Huckleberry Finn

È una vita magnifica vivere sopra una zattera. Sopra la testa il cielo, tutto pieno di stelle, e noi stesi sulla schiena, e si guardava lassù, e si discuteva se erano state fatte, o semplicemente capitate, così, da sole, e Jim pensava che erano state fatte, ma io pensavo invece che erano spuntate per caso, perché pensavo che a farne tante ci voleva troppo tempo. Jim allora dice che magari le aveva fatte la luna, come delle uova, e la cosa non era poi improbabile, così che non dico niente, perché una volta avevo visto una rana fare una tale quantità d’uova che era una cosa che naturalmente poteva esser vera. Si guardavano anche le stelle filanti, e ci divertivamo a vederle piovere giù. Jim diceva che erano stelle che erano cresciute male, e che venivano sbattute giù dal nido.

— Mark Twain

William S. Burroughs

agenda letteraria
Il 5 febbraio del 1914, nasce a Saint Louis (Missouri) William S. Burroughs


In realtà il delitto non è mai lontano
dai miei occhi quando lo guardo.
E il delitto non è mai lontano dai
suoi occhi quando lui mi guarda.


(Il biglietto che è esploso)

4 febbraio 2016

Buonanotte del 4 febbraio 2016

Le parole hanno due funzioni: da un lato quella di esprimere fatti, e dall’altro quella di suscitare emozioni.

— Bertrand Russell

David M. Kessler


Modern Jazz 2

Per ricordare Pietro Ingrao

Pietro Ingrao e la sfida del femminismo.
La lezione che la sinistra continua a ignorare.
Per capire quanto fosse radicale la sfida che il femminismo, da luoghi considerati tradizionalmente “non politici”, veniva facendo al modello di civiltà maschile, basta leggere la conversazione che Rossana Rossanda fece con Pietro Ingrao all’interno di un ciclo di trasmissioni per Radiotre nel 1978:
“Ingrao: E’ che affrontare le questioni dell’emancipazione femminile comporta affrontare punti di fondo dell’organizzazione della società in generale. Ti faccio un esempio: se vuoi affrontare davvero il rapporto donna/uomo, devi investire caratteri e dimensioni dello sviluppo, occupazione, qualità e organizzazione del lavoro, fino allo stesso senso del lavoro. Contemporaneamente -ecco dove la dimensione diventa diversa- vai a incidere sulle forme di riproduzione della società, sul modo di concepire la sessualità, i rapporti di coppia, i rapporti tra padri e figli, l’educazione, il rapporto tra passato e presente, forme e natura dell’assistenza, eccetera. Cioè una concezione storica, secolare del privato, tutta una concezione delle stato, tutto il rapporto tra stato e privato (…)
Rossanda: Le donne sono portatrici di una visione della società fortemente interiorizzata nel privato, perché il privato è stato il campo dove sono state collocate, dal privato hanno assunto valori e norme, hanno derivato un modo di essere e quindi un’idea della comunicazione e dei rapporti. Bene, questo è un loro limite o un loro valore? Se è un limite, la questione femminile è essenzialmente un ritardo; le donne devono imparare la politica e la politica deve facilitare la loro ammissione. Ma se non fosse così? Non viviamo in questi anni un dubbio sui principi dell’organizzazione politica della società, una critica alla sua astrattezza, una tendenza riportare l’accento sulla persona? In questo la specifica esperienza dei rapporti fra persone della donne non può rappresentare un pesare sull’organizzazione tradizionale della sfera politica, modificarla?”
(Rossana Rossanda, Le altre, Feltrinelli 1989, p.217)
Non dovrebbe stupire il fatto che venga da parte di un uomo la visione più radicale della posta in gioco: l’uscita dalla logica della complementarità, del semplice ribaltamento di un disvalore in valore, della “mancanza” in un “di più”, di un riequilibrio di poteri che non intacca alla radice la dualità su cui si è retto finora il dominio maschile.

— Lea Melandri

3 febbraio 2016

Buonanotte del 3 febbraio 2016

Essere capaci di rispetto è oggi altrettanto raro quanto l’esserne degni.

— Joseph Joubert

Ewa Czarniecka


'Together we are Beautiful', 2014 - Oil painting by Ewa Czarniecka

Trahunt

Il mondo è pieno di individui (o di “singoli”, per dirla alla Kierkegaard) che per risolvere inadeguatezze del tutto personali progettano di cambiare il mondo, coinvolgendo se necessario l'umanità intera, ma il mondo non cambia in due minuti, né tantomeno lo fa per accontentare loro. Il progetto consiste essenzialmente nella volontà di ritagliarsi il mondo su misura, spacciando predilezioni personali per interessi generali quando non addirittura universali. La regola inerisce ai moralisti di ogni genere e natura, che siano del tipo marxista o del tipo religioso, non fa differenza. Così chi si sente schiacciato dalla logica del profitto desidera il superamento dei conflitti di classe (che non si sa bene cosa sia, ma basta la suggestione), e chi invece si sente rassicurato da un mondo per ordinato nelle sue abitudini si appella al suo dio per preservare immutabili certi istituti sociali e valori “non negoziabili”. Senonché, le alterne vicende del mondo li trascinano loro malgrado nelle situazioni più disparate, ma quando occasionalmente accade che la realtà corrisponde miracolosamente ai loro desiderata, la cosa fa loro presumere troppo ottimisticamente di essere nel giusto e di avere avuto ragione: pie illusioni, il mondo non cambia per farci un piacere.

Ada Negri

agenda letteraria
Il 3 febbraio del 1870, nasce a Lodi la poetessa e scrittrice Ada Negri
la prima donna a essere ammessa tra gli Accademici d'Italia


Fammi uguale, Signore, a quelle foglie
moribonde che vedo oggi nel sole
tremar dell'olmo sul più alto ramo.
Tremano, si, ma non di pena: è tanto
limpido il sole, e dolce il distaccarsi
dal ramo per congiungersi alla terra.
[...]
Fa ch'io mi stacchi dal più alto ramo
di mia vita, così, senza lamento
penetrata di Te, come del sole.

(Pensiero d'autunno)

2 febbraio 2016

Buonanotte del 2 febbraio 2016

Il valore definitivo della nostra vita non sarà determinato da come avremo vinto, ma da come avremo perso.

— Haruki Murakami

Helen Wells


Glowing Embers

Birbanti briosi...

Bruno, brillante bolognese benestante, biondo baffuto bisessuale, bevendo bordo bar, boccale birra, bisticciò bagnino Bartolomeo, buttando bottiglia Barbera balcone bianco.

Barista benché breve bega, bagnò bischeri bellimbusti, bollicine bibita bitter, bersagliando bikini blu Beatrice, bella ballerina brasiliana, brava ballare benissimo Boogie-Boogie.

Bravi! bingo! Balordi bischeri blasfemi! Basta belligerare birboni!
Bevete bicchiere Barolo, buon Bordeaux, bianco bollicine briose.

Brindarono bendisposti, bulli birichini, beoni blasonati, blaterando barzellette, barando beltà baldanzosa, balbettando brusii bla bla bla, brulicando bordate bitume, bandendo bocche blindate, bidonando boati, balenando barlumi beatitudini.

1 febbraio 2016

Buonanotte del 1 febbraio 2016

Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.

— Ennio Flaiano

Claude Monet


Chrysanthemums, 1897

Quasi amore

Uno stato emotivo che non so come si possa definire esattamente, ma è quello stato in cui una cosa rossa è sempre rossissima, ma anche una cosa gialla è sempre giallissima, e tutto questo senza sfondo. Lo stato del rossissimo senza sfondo e del giallissimo senza sfondo. E in quello stato ti viene da ridere spesso e da sorridere di continuo. Stai a guardare quell'altra persona e questa persona ti sembra sempre bellissima e completamente senza sfondo. E infatti, proprio esattamente, io quella ragazza, cioè lei, in certi momenti l'ho guardata e c'erano solo i suoi occhi completamente senza sfondo, oppure c'era la sua bocca con le sue guance sode e via lo sfondo. Guance più occhi e basta, delle volte con un po’ di mani. E anche la vita diventa così: una vita senza sfondo. Tutta la bellezza di diventare degli occhi o delle facce e un po’ di mani senza io qui e io là, e anche senza io su e io giù.

—  Ugo Cornia

Wislawa Szymborska

agenda letteraria
Il 1 febbraio del 2012, muore a Cracovia la poetessa polacca Wislawa Szymborska (Nobel per la Letteratura 1996)


Nulla due volte accade
né accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli animali più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

(Nulla due volte, Appello allo Yeti)