5 maggio 2016

Buonanotte del 5 maggio 2016

E’ cattiva la gente che non ha provato il dolore. Perché quando si prova il dolore non si può più voler male a nessuno.

— Carlo Cassola

Goto Hidehiko


L’isola

Nessuno deve andare in nessun altro luogo. Vi siamo già tutti, se solo lo sapessimo.
Se soltanto io sapessi chi sono in realtà, smetterei di comportarmi come quello che credo di essere; e se smettessi di comportarmi come quello che credo di essere, saprei chi sono.

— Aldous Huxley

Corso Bovio

agenda letteraria
Il 5 maggio del 1948 nasce a Milano il penalista e giornalista Corso Bovio


Le aule di giustizia sono dunque un
teatro dove, pirandellianamente,
rispetto anche a una funzione
essenziale come quella del difensore,
si può dire "Così è se vi pare".

(A che serve fare gli esami, 21.09.2005)

4 maggio 2016

Buonanotte del 4 maggio 2016

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo, perciò è meglio che siano quelle giuste, con la punteggiature nei posti giusti in modo che possano dire tutto quello che devono dire nel modo migliore.

— Raymond Carver

Takahiko Hayashi


Se per...

Se per dirlo bastano tre righe, bisogna limitarsi a quelle tre righe. Se per dirlo bastano tre parole, bisogna limitarsi a quelle tre parole. Se per dirlo basta una strizzata d’occhio, bisogna limitarsi a quella strizzata d’occhio. Se per dirlo basta una ruga, bisogna limitarsi a quella ruga. Se per dirlo basta il silenzio, bisogna limitarsi a quel silenzio. Non aggiungere. Togli.

— David Thomas, Non ho ancora finito di guardare il mondo

3 maggio 2016

Buonanotte del 3 maggio 2016

La vita è, di fatto, una lotta. Su questo punto pessimisti e ottimisti si trovano d'accordo. Il male è insolente ed è forte; la bellezza è stupenda, ma è rara; la bontà è spesso soggetta a essere debole, la follia a essere arrogante e la malvagità ad avere la meglio: gli imbecilli ai posti d'onore e i migliori in disparte; e l'umanità, nel suo complesso, infelice.

— Henry James

Michel Savattier


Bisogno

Nella mia anima sta avvenendo una battaglia fra il desiderio ardente di andare a Pietroburgo a sentire Wagner e altri concerti e il timore di dare un dispiacere a Lev Nikolaevic e di sentirmi questo suo dispiacere sulla coscienza. Stanotte ho pianto a causa di questa pesante sensazione di mancanza di libertà che grava sempre più su di me. Di fatto, naturalmente, sono libera. Ho soldi, cavalli, vestiti, tutto: potrei fare le valigie, salire in carrozza e andare. Sono libera di leggere le bozze, di comprare le mele per L. N., di cucire i vestiti per Saša e le camicie per il marito, di fotografarlo in tutte le pose, di ordinare il pranzo, di sbrigare le faccende di tutta la famiglia; sono libera di mangiare, di dormire, di tacere e di rassegnarmi. Ma non sono libera di pensare a modo mio, di amare quello e quelli che scelgo io stessa, di andare dove mi interessa e dove mi sento spiritualmente a mio agio; non sono libera di occuparmi di musica, non sono libera di cacciar fuori dalla mia casa quelle innumerevoli persone inutili, noiose e spesso molto cattive e di ricevere persone buone, piene di talento, intelligenti e interessanti. In casa nostra non si ha bisogno di persone simili: con cui bisogna misurarsi e porsi su un piano di parità, mentre qui si ama stare in posizione di superiorità e insegnare… E per me la vita è poco allegra, difficile… Ma non ho usato la parola giusta: «allegria». Non ho bisogno di questo. Ho bisogno di vivere una vita ricca di contenuto, tranquilla, e invece vivo nervosamente, con difficoltà e in modo vuoto.

— 8 marzo 1898 (Sof'ja Tolstaja, Diari 1862-1910, traduzione di Francesca Ruffini e Raffaella Setti Bevilacqua; Baldini & Castoldi, 2013

2 maggio 2016

Buonanotte del 2 maggio 2016

Bisogna vivere come si pensa, altrimenti, prima o poi, si finisce con il pensare come si è vissuto.

Paul Bourget

Helene Schjerfbeck


Per coloro

Per coloro che non sono capaci di credere, ci sono i riti; per coloro che non sono capaci di ispirare rispetto da sé, c'è l'etichetta; per coloro che non sanno vestirsi, c'è la moda; per coloro che non sanno creare, ci sono le convenzioni e i clichés. Ecco perchè i burocrati amano i cerimoniali, i preti i riti, i piccoli borghesi le convenienze sociali, i bellimbusti la moda, e gli attori le convenzioni teatrali, gli stereotipi e un intero rituale di azioni sceniche.

— (K.S. Stanislavskij)

Athanasius Kircher

agenda letteraria
Il 2 maggio del 1602, nasce a Geisa, il gesuita, filosofo e storico tedesco Athanasius Kircher


Kircher vuole scoprire l'arte combinatoria
che tiene insieme la dispersa molteplicità
del mondo, la chiave per penetrare
nel meccanismo dell'universo.
La realtà è un libro scritto da Dio
e si tratta, come per i geroglifici,
di decifrarla, di scoprirne la lingua.

(Claudio Magris, 1992)

1 maggio 2016

Buonanotte del 1 maggio 2016

Ma la vita non è mai un materiale, una sostanza. La vita, se volete saperlo, è un elemento che continuamente si rinnova e rielabora da sé, che da sé si rifà e si ricrea incessantemente, sempre tanto più alta di tutte le nostre ottuse teorie.

— Boris Pasternak, Il dottor Živago

Liz Doyle


Liz Doyle - Rock in the Sea

Ma dov’è l’anima?

C’è in un grande negozio di giocattoli un’allegria straordinaria che lo fa preferibile a un bell’appartamento borghese. Non ci si ritrova, in miniatura, tutta la vita, e molto più colorata, ripulita e lucente che la vita reale? […]
Tutti i fanciulli parlano ai loro giocattoli; i giocattoli diventano attori nel grande dramma della vita, ridotto dalla camera oscura del loro piccolo cervello.
I fanciulli coi loro giochi testimoniano la propria grande facoltà di astrazione e l’alta loro potenza immaginativa. Giocano senza giocattoli. Non voglio parlare di quelle bambine che giocano alle signore, si fanno visite, si presentano i loro figli immaginari e parlano dei propri abiti. Le povere piccine imitano le loro mamme: preludono già alla loro immortale puerizia futura, e nessuna di loro, certo, finirà mia moglie. […]
La maggior parte dei marmocchi vogliono soprattutto vedere l’anima, gli uni dopo qualche tempo d’esercizio, gli altri subito […] Io non mi sento il coraggio di biasimare questa mania infantile: è una prima tendenza metafisica. Quando questo desiderio s’è piantato nel midollo cerebrale del fanciullo, gli riempie dita e unghie d’una agilità e forza singolari. Il fanciullo gira, rigira il suo giocattolo, lo gratta, lo scuote, lo sbatte contro i muri, lo getta a terra. Di tanto in tanto gli fa ricominciare i suoi movimenti meccanici, talora in senso inverso. La vita meravigliosa si ferma. Il fanciullo […] compie uno sforzo supremo; infine l’apre, è il più forte. Ma dov’è l’anima? Qui comincia lo stordimento e la tristezza.

— Charles Baudelaire, “Morale del giocattolo” (dall’Almanacco Letterario Bompiani 1966 – Arte e gioco)

Ignazio Silone

agenda letteraria
Il 1 maggio del 1900, nasce a Pescina dei Massi (L'Aquila) Ignazio Silone, Premio Campiello 1968


Un asino di solito lavora fino
a ventiquattro anni,
un cavallo fino a quindici.
Ma l'uomo
disgraziato lavora
fino a settanta e più.

(Il pane di casa)

30 aprile 2016