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È un anno che sono in terapia

Prendo tutti i giorni una pastiglia. Una sola. Si chiama Triumeq. È rosa pallido, grossa come un confetto, una caramella che si manda giù intera. I farmaci antiretrovirali come questo che prendo io impediscono la replicazione del virus dell'HIV e ti portano alla famigerata viremia zero. Il che significa che, con gli strumenti attualmente in uso, il virus smette di essere rintracciabile nel mio corpo. Ma c’è. Si sa che continua ad esserci perché, se smettessi di prendere la mia pillola rosa pallido grossa come un confetto, lui rispunterebbe fuori. Coi farmaci si va a rintanare, si nasconde in alcune zone del corpo. Le chiamano ‘santuari’, sono gli organi in cui i farmaci fanno fatica ad agire. Fino all'anno scorso non prendevo mai medicine - sono vegetariano, faccio yoga da dieci anni - e ora tutte le sere prendo una pastiglia. Mi curavo l’influenza coi decotti e le spezie. I farmaci fanno male. E vengono testati sugli animali, dicevo. Le cose cambiano, le ho dovute cambiare...

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