La Cultura si mangia
«Cultura» è un termine vago, una parola autobus su cui sale chi vuole, spesso senza nemmeno pagare il biglietto. Perciò, bisogna intendersi su cosa parliamo quando parliamo di cultura e, soprattutto, di rapporti fra cultura ed economia. In un suo articolo su «l’Espresso», in risposta alla famosa battuta di Tremonti, Umberto Eco aveva scritto: «Non mi occuperò dell”accezione antropologica del termine (cultura come insieme di valori e comportamenti) per cui esiste una cultura del cannibalismo, una cultura mafiosa, o una cultura del velinismo berlusconiano. Parlerò di cultura nei termini più banali, come di produzione creativa (pittura e letteratura, musica e architettura), di consumo di questa produzione, di organizzazione dell’educazione (scuole di ogni grado) e di ricerca scientifica». Attenzione, perché Umberto Eco ha cesellato, con la capacità che gli è propria, i vertici del «triangolo della cultura che si mangia», ovvero dell’economia della conoscenza: 1) l’industria culturale (ma ...