Bella Achatovna Achmadulina
(1982) Sono soltanto volume in cui abita qualcosa Per cui non bastano i nomi della terra. Sono una costruzione di sudore e ossa Suo possedimento, non mia carne. Qualcosa: un significato sconosciuto Insediatosi in una cuccia altrui Per sfrattare i padroni, saltare fuori, non voltarsi a guardare quando morirò. In me, di me più audace, la parola Non pronunciata oscilla, mentre nell’emorragia di luce del cielo io tremo di foglie, di rami. Esiste un modo per chiamare il senza nome? Non lo dico. Non si può chiedere al dizionario Come si chiama una parola Finché non gliela diciamo noi stessi. Mio imperituro e misterioso oppressore, stretto nella morsa del già noto… E io mi espando, divento universo- Io e l’universo di concerto: una sola cosa. Qualcosa. Non c’è parola. Ma dalla sua Fonte tremendamente mite fiotta amore. E già si vede il suo futuro profilo Battersi per i fratelli, le sorelle. Bacia sulle labbra l’inanime, e il respiro Della risposta è grande, manifesto. Unica, la parola an...