Daniel Blake
“Il mio nome è Daniel Blake. Sono un essere umano, un cittadino. Tutto quello che chiedo è di essere trattato con dignità. Niente di più, niente di meno”. Il regista inglese, Ken Loach, è tornato sui temi a lui cari: le ingiustizie del cosiddetto stato sociale, la condizione del proletariato, la durezza del mondo del lavoro. Siamo nella Newcastle di oggi, Daniel Blake è un carpentiere. Ha perso la moglie, dopo averla a lungo assistita . Il dottore gli ha detto che non può lavorare a causa di un infarto, ma l’ufficio governativo gli ha sospeso l’indennità, e per presentare ricorso deve attraversare una trafila burocratica grottesca. Daniel si trova alle prese con moduli on line, funzionari ottusi e telefonate che non arrivano e ha inizio la sua odissea nel sistema assistenziale riformato, come dice un personaggio minore, “dagli stronzetti snob di Eton che governano L’Inghilterra”. Nelle sue peregrinazioni tra un ufficio e l’altro, alle prese con una burocrazia incapace di uma...