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Ritratto di un uomo

Il vicolo è uno dei tanti che dal centro storico elegante e leccato si diramano verso le zone più popolari della città. Un repentino contrasto come dietro le quinte di un palcoscenico finto, un ritrovarsi come per magia in un’ altra città. Vecchie e affollatissime stradine intrise di un’umanità confusa e vociante, a cui nessuna guida accenna perchè qui il turismo potrebbe diventare avventura. Il negozietto è strettissimo, la mercanzia ammonticchiata un po’ a casaccio. Si riesce appena a passare tra mobili, lumi, statuette, vecchie radio e altre polverose cianfrusaglie. C’è un leggero puzzo di muffa, ma anche quell’odore indefinibile di questi strani ambienti. L’ odore degli oggetti usati, delle cose vissute, l’impronta eterea eppure indelebile del Tempo. C’è stata un’epoca oramai lontana in cui questi negozietti avevano una sorta di funzione sociale, una specie di porta di comunicazione tra la città benestante e quella dai mille bisogni. Oggi, nell’era ruti...

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