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Visualizzazione dei post da Maggio, 2018

Buonanotte del 31 maggio 2018

La potenza intellettuale di un uomo si misura dalla dose di umorismo che è capace di utilizzare.
—  Giorgio de Chirico

Catherine Ekernan

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Il Treno

Kenule era un ragazzino di 15 anni, lo sguardo vispo, un sorriso sempre stampato sul volto. La pelle scura, una folta capigliatura riccia spiccava sul suo capo. Aveva un sogno, o meglio, ne aveva due: riabbracciare suo fratello Gambo che viveva a Brescia da anni e, un giorno, fare un lungo viaggio in treno. Kenule amava i treni, ne era affascinato e sulle locomotive sapeva tutto. Ancora non credeva che il lungo viaggio in treno, da sempre desiderato, lo stesse davvero compiendo. Partenza da Palermo, destinazione Brescia per riabbracciare Gambo.
«Da dove vieni piccolino?» chiese una vecchietta.
«Dalla Nigeria».
«E cosa fai tutto solo su questo treno?»
«Vado da mio fratello, lui vive a Brescia, sa?» rispose inorgoglito, consapevole dell’impresa che stava compiendo.
«I tuoi genitori dove sono?»
«A casa, non avevano i soldi per pagare il viaggio a tutti e tre».
«Capisco, vuoi della cioccolata?» chiese la vecchietta mentre rovistava nella sua borsa.
Kenule aveva provato la cioccolata una …

Buonanotte del 30 maggio 2018

Perché un pensiero cambi il mondo, bisogna che cambi prima la vita di colui che lo esprime. Che cambi in esempio. —  Albert Camus

Erin Ashley

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La memoria ha finalmente

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La memoria ha finalmente quel che cercava.
Si è trovata mia madre, mi è apparso mio padre.
Ho sognato per loro un tavolo, due sedie. Si sono seduti.

Erano di nuovo miei e per me di nuovo vivi.
Sono balenati con le due lampade del viso
all’imbrunire, come a Rembrandt.

Solo ora posso dire
In quanti sogni hanno vagato, in quante resse
li tiravo fuori da sotto le ruote,
in quante agonie da quante mani mi scivolavano.
Recisi – ricrescevano di traverso.
L’assurdità li costringeva alle mascherate.
Che importa se non potevano soffrirne fuori di me,
se ne soffrivano in me.
La turba sognata mi ha sentito chiamare "mamma"
qualcosa che saltellava pigolando su un ramo.
E si è riso del fiocco sulla testa di mio padre.
Mi risvegliavo con vergogna.

E infine,
una notte normale,
da un venerdì qualsiasi a un sabato,
mi sono arrivati così come li volevo.
Mi apparivano in sogno, ma come liberi da sogni,
obbedienti solo a sé stessi e a null’altro.
Nel fondo del quadro si erano spente tutte le po…

Buonanotte del 29 maggio 2018

Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo. Non c'è realtà permanente ad eccezione della realtà del cambiamento; la permanenza è un'illusione dei sensi. —  Eraclito di Efeso

Anthony James

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Dalla terra dove i sorrisi non tramontano mai

India, ottobre 2004
Ciao cari Amici, eccomi ritornato in questa terra che tanto spazio ha preso ormai nella mia vita e nel mio cuore. Sono arrivato all’aeroporto di Delhi alle 4.45 dei mattino, e dopo circa un’ora per le solite formalità doganali mi sono diretto verso l’uscita. Quell’uscita tanto drammatica nel mio viaggio precedente stavolta sono riuscito a viverla con la spontaneità di chi si sente inserito in un ambiente e non lo teme, perché è stato come inoltrarmi in una beatitudine che non provavo più da tempo, lasciandomi alle spalle l’Occidente per essere benedetto dall’odore dell’India. Non è come il viaggio precedente, stavolta l’India mi aspetta. Il caos è ancora più frenetico di quello che mi ricordavo, ma i miei sensi godono della pace interiore che l’India riesce sempre a donarmi, tanto che mi sento come cullato in una specie di piacevole torpore. A svegliarmi è l’assalto affettuoso dei miei amici tibetani, che nel vedermi già lì sono visibilmente dispiaciuti di non ess…

Buonanotte del 28 maggio 2018

C’erano attentati continui e ingiustificati. Fatti a caso. Servivano allo Stato per limitare le libertà dei cittadini. Ad ogni attentato, si facevano leggi restrittive della libertà! —  George Orwell - 1984

Alois Bílek

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Happiness - The Feeling Increasing and Softening in Bright Blue, 1913

La Buonanotte

La neve ondeggiava lentamente per strada e si dissolveva al primo tocco con l’asfalto. Carlo si fermò per un attimo a osservare quei fiocchi che non vedeva da tempo. Quello era uno degli inverni più freddi degli ultimi anni e in città la gente vagava infagottata in strati di lana. Si sentiva un po’ come quel fiocco di neve, rifletteva mentre infilava il corridoio della metro che lo avrebbe riportato a casa: aveva vagato tutto il pomeriggio per la strada, senza una meta ben precisa, e si sentiva debole proprio come quella neve che non aveva nemmeno la forza di aderire al terreno. Quel venerdì mattina il suo capo, tale ragionier Cantoni, lo aveva chiamato. Gli aveva chiesto di chiudere la porta del suo polveroso ufficio e di accomodarsi sull’unica sedia ancora libera dai faldoni accatastati ovunque nella stanzetta. La situazione era delicata, aveva premesso il ragioniere: a causa della crisi molti ordini erano stati ritirati e la piccola impresa di assistenza informatica dove Carlo lav…

Buonanotte del 27 maggio 2018

Se l’occhio non si eser­cita, non vede,
se la pelle non tocca, non sa,
se l’uomo non imma­gina, si spegne.
—  D. Dolci

Christian Hetzel

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Esercizio

A passeggio con la scrittura. Ho scelto il colore arancione.
Per strada ho visto.
L’insegna di un supermercato, una sciarpa, a mio parere orribile, attorno al collo di una signora di mezza età con effetto catarifrangente, una tra le mille foglie cadute da un albero credo di quercia che aveva una sfumatura arancio appena visibile, le tovaglie che coprono i tavoli del bar dove al mattino mi fermo per il caffè. Su quelle tovaglie restano sempre le briciole delle brioche mangiate da chi si è seduto prima di me. Mi danno un senso di calore, di profondità, di vita.
A casa. Divano a due posti. Quando mi ci distendo significa che la giornata finalmente è finita e posso godermi un libro o un prosecco in santa pace. Matita non temperata da mesi e destinata a restare così, tra le cose inutili, visto che ogni giorno decido di comprare un temperamatite e regolarmente non lo faccio. Fiore su cuscino Ikea blu. Mi fa pensare all’estate e mi viene la malinconia.
Ho scritto per circa quindici minut…

Buonanotte del 26 maggio 2018

Contano due princìpi: non farsi mai troppe illusioni e non smettere di credere che ogni cosa che fai potrà servire. —  Italo Calvino, La giornata di uno scrutatore

Bob Rizzo

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Jorge Luis Borges

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Il sogno

La notte impone a noi la sua fatica
magica. Disfare l’universo,
le ramificazioni senza fine
di effetti e di cause che si perdono
in quell’abisso senza fondo, il tempo.
La notte vuole che stanotte oblii
il tuo nome, i tuoi avi e il tuo sangue,
ogni parola umana ed ogni lacrima,
ciò che poté insegnarti la tua veglia,
l’illusorio punto dei geometri,
la linea, il piano, il cubo, la piramide,
il cilindro, la sfera, il mare, le onde,
la guancia sul cuscino, la freschezza
del lenzuolo nuovo…
Gli imperi, i Cesari e Shakespeare
e, ancora più difficile, ciò che ami.
Curiosamente, una pastiglia può
svanire il cosmo e costruire il caos.

Buonanotte del 25 maggio 2018

«La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici.»
—  Marco Aurelio

Paul DeMuro

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Picasso e Lampioni

Questa è una storia vera. No, non storcere il naso, è vera, posso assicurartelo e te l’assicuro con la stessa convinzione con cui ho addentato il mio pane e marmellata questa mattina. Ascolta, c’era una volta uno schizzo, sì uno schizzo. Era scappato dalle grinfie d’un pittore da quattro soldi, era uno schizzo raffinato lui e un giorno disse: ”Basta! Non posso continuare ad essere torturato da questo incapace dal tratto rozzo e indelicato”.
Come dargli torto? Lui al tratto ci teneva e anche alla sua reputazione.
Un bel giorno, approfittando del fatto che il pittore pasticcione non trovasse più i tappi dei colori, schizzò via! Che bella la vita dello schizzo libero, quante cose nel mondo ancora da colorare e, soprattutto, quante parole, parole, parole… insomma, parole. Lo schizzo, dopo tanto vagare, si trovò sotto un lampione. “Che strano questo giallo, io un giallo così non l’ho mai visto! Magari sta male: lampione, stai male?”, disse lo schizzetto sgranando i colori. Lo schizzo era…

Buonanotte del 24 maggio 2018

Datemi il denaro che è stato speso nelle guerre e vestirò ogni uomo, donna, e bambino con un abbigliamento dei quali re e regine saranno orgogliosi. Costruirò una scuola in ogni valle sull’intera terra. Incoronerò ogni pendio con un posto di adorazione consacrato alla pace. —  Charles Summer

Gerhard Richter

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Il Pollaio

C’è un serpente che viene a fare visita alle mie belle galline quasi ogni giorno, non vuole fare male a nessuno, pretende soltanto il suo uovo. Da queste parti lo chiamiamo Cervone. E’ molto lungo e di bella presenza nella sua livrea gialla prevalente segnata da gocce di nero scendenti lungo i lati del corpo, il sottopancia bianco come un agnello, la testa imponente e ben strutturata lo fa assomigliare ad un piccolo boa. Un magnifico serpente di terreno sassoso, innocuo, che adora cibarsi di uova. Quando arriva per cena, le mie adorate pollastre si agitano molto e lanciano penne da tutte le parti, ma lui, indifferente e quasi indolente, s’infila nel buco della rete che può parare una faina, una volpe, ma che non ho mai sistemato a contenere serpenti. Credo che i galli, con innaturale coraggio, talvolta abbiano accennato con le nervose zampette appuntite a calpestare l’intruso, ma è stato inutile, quello si è sempre voltato di scatto con una bocca spalancata al punto da poterci in…

Buonanotte del 23 maggio 2018

Ciò che neghi, ti sottomette. Ciò che accetti, ti trasforma.

- Carl Gustav Jung

Jaime Rozen

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La musa in collera

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Perché scrivo canti d’amore
così raramente?
Questa domanda già prima
me la potevi fare,
ma tu, come si comporta
ogni uomo indulgente,
aspettavi la scintilla
che in strofa s’accende.

E’ vero, taccio – ma taccio
solo per timore
che il mio canto in futuro
mi dia solore,
che verrà giorno e d’un tratta
smentirà le parole,
resteranno ritmi e rime,
se ne andrà l’amore,
e sarà inafferrabile
come l’ombra di un ramo.
Oh, sì, un normale timore
mi lega la mano.

Questo mio silenzio
so però spiegare.
Come incidere su una pietra
parole audaci,
se neppure oso toccare
petalo di rosa?
Timore arciprudente,
tu mi fai paurosa…

Quando misi mano al foglio,
c’era un altro fra noi.
Non attese, corse fuori
sbattendo la porta.
Se era il vento che entrava
- poco importa, ma se
era la musa, la Musa
dei canti d’amore?

So che la mia prodezza
indignerà i vicini.
Ma dica pure la gente
ciò che le pare.
Correrò giù e griderò
ai quattro venti:
Erato, torna! Aspeta!
Erato, mi senti?

Wisława Szymborska

Buonanotte del 22 maggio 2018

Se una società basata sul mito della produttività (e sulla realtà del profitto) ha bisogno di uomini a metà - fedeli esecutori, diligenti riproduttori, docili strumenti senza volontà - vuol dire che è fatta male e che bisogna cambiarla. Per cambiarla, occorrono uomini creativi, che sappiano usare la loro immaginazione. —  Gianni Rodari, Grammatica della fantasia

Wendy McWilliams

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C'è Bill in cucina

“Amore, cucciolino, svegliati che c’è Bill in cucina!” “Mhmmmm...” Ecco, questa frase di mia madre e il grugnito di mio padre sono i primi suoni che sento la mattina presto, quando devo alzarmi per andare a scuola. Buongiorno, mi chiamo Noemi, sono un’adolescente e ho una passione sfrenata per i Tokio Hotel. Adoro in modo particolare il loro cantante, Bill Kaulitz (anche se pure suo fratello gemello Tom non è affatto male!), e i miei ne sono fin troppo consapevoli... “C’è Bill in cucina!” è una scusa ignobile, usata al solo scopo di tirarmi giù dal letto alla svelta. Lo so bene che non ci sarà mai Bill nella mia cucina a fare colazione con il latte e i cereali insieme a me. Mi stiracchio ancora un po’, sposto Duchessa, la mia batuffolosa gattina, che durante la notte mi dorme schiacciata sulla testa, e, stropicciandomi gli occhi, cerco lo sguardo intenso del mio tesoro. “Buongiorno amore!” sospiro con un filo di voce al poster di Bill sopra il mio letto. Quello in cui tiene le mani a…

Buonanotte del 21 maggio 2018

È una gran cosa quando realizzi di avere ancora l'abilità di sorprenderti. Ti fa chiedere cos'altro puoi fare che ti sei dimenticato. —  American Beauty

Patricia Bellocchi

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La fortuna di abitare al centro di Roma. Deliri di una notte di fine estate

Dice: “abiti al centro di Roma? che culo che c’hai!”
Si…certo…
Sto al primo piano, fa un caldo infernale e bevo bevo, bevo…acqua, birra, Cola Cola, succhi di frutta, tutto quello che mi capita a tiro lo bevo… ..di dormire non se ne parla, la stanchezza c’è ma devo resistere almeno fino a mezzanotte meno un quarto… ..sono davanti al pc ma non riesco nemmeno più a capire cosa guardo…in pratica sto dormendo in piedi, come i cammelli!! (mi pare che siano i cammelli almeno…boh..)… ora mi alzo, manca poco..vado a sciacquarmi il viso e il collo con l’acqua fredda… e finalmente ci siamo, mezzanotte meno un quarto..in lontananza sento il suo inconfondibile “ruggito”, la belva sta arrivando! Intanto altri pachidermi lambiscono i marciapiedi vicini, ma questo passerà proprio sotto le mie finestre del primo piano, si fermerà e ruggirà per alcuni minuti. Eccolo, scosto le tendine della finestra della cucina che nel frattempo ho chiuso e lo vedo, anzi no, prima ancora vedo i riflessi della sua luc…

Buonanotte del 20 maggio 2018

Io penso che  scandalizzare  sia un diritto, essere  scandalizzati  un piacere e chi rifiuta il piacere di essere  scandalizzato  è un moralista. —  Pier Paolo Pasolini

Graceann Warn

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Metro, 2013

Paradiso e inferno – onirico – (a dream of mine made a few nights ago)

Era una via stretta. Lunghissima.
Impossibile vedere dove finisse.
Era una via. Su cui camminare.
Una via. Ed era piena di pasta.
Pasta di grano duro. Il cui colore si soffermò per parecchi istanti, uno attaccato all’altro, nello sguardo di loro due che la stavano osservando per la prima volta.
Osservavano quella distesa di mare immobile.
Si erano completamente perduti.
Affogati d’un tratto dentro quegli istanti frutto di una somma reale di una visione moltiplicata con un respiro non respirato. Perché il respiro non c’era più.
Però era rimasto lo sguardo. E lo sguardo era andato avanti dentro la leggerezza che li dominava.
Il loro sguardo all’improvviso si era precipitato correndo avanti, veloce e sotto quella spinta sottile di una visione che si allargava si stavano accorgendo che la via aveva cominciato ad innalzarsi.
La strada che avevano percorso inizialmente era scomparsa. In terra non c’erano più le pietre dal color grigio-scuro.
Quella che potevano ora vedere era una via di pa…

Buonanotte del 19 maggio 2018

Io sono una selva e una notte di alberi scuri, ma chi non ha paura delle mie tenebre troverà anche pendii di rose sotto i miei cipressi. —  Friedrich Nietzsche: Così parlò Zarathustra

Caroline Murtagh

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Shades of the West of Ireland

Youssef Amraoui

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La vita è piena di nodi spesso sei solo, non sai dove andare per liberarti ci sono mille modi il più efficace è senza dubbio amare. Inutile tormentarsi, e curare gli affanni con gli affanni non scappare nascondendoti dietro un finto velo, i saggi lo sanno da migliaia di anni è solo l’amore che può innalzarti in cielo. La felicità è dono, non fartela scappare stringimi la mano in questa via dritta e tortuosa stammi vicino e permettimi d’amare donami il tuo cuore e saremo un’unica cosa. Costruiamo il futuro rendendo la vita più spessa proteggiamo il sentimento prima che il mondo lo schiacci portandoti in braccio come una splendida principessa stammi vicino e respirami mentre mi baci.

Buonanotte del 18 maggio 2018

Amo le persone che leggono. Penso che siano molto umili. Quando qualcuno legge, sta essenzialmente ammettendo che vuole di più, che il mondo non è abbastanza per lui. Vuole più conoscenza, più esperienza. Di qualsiasi cosa sia la vita, la persona che legge vuole di più. —  Nicholas Browne

Pauline Ziegen

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Clouds Whisper

Brucia l’anima

Uno dopo l’altro i passi scivolano. Attorno, volti inesistenti tutti frutto della mia fantasia, tutti mostri della mia testa. I palazzi, gli alberi, sono ombre. Distinguo solo i miei piedi, le mie mani. Sento i battiti scorrere lenti in questa realtà parallela. Le mani sono fredde, credo a breve inizi a cadere la neve, devo tornare a casa. C’è un problema, non conosco più le strade, mi son persa in un labirinto. Il mio labirinto personale. Devo tornare a casa. All’improvviso una figura si staglia, nitida, dinanzi a me. Il resto ancora ombre. È una casa. Riconosco in essa, la mia casa. Difficile a dirsi se attorno ad essa vi fosse un giardino, tutto è ombra. Devo attraversare un ponte per raggiungerla.
Un passo, due passi, tre. Piano, non correre. La mia casa è bianca, il tetto spiovente, rosso. La porta è aperta. Entro.
C’è sabbia. Mare. Due figure stese su quelle distese di sabbia. M’avvicino. Mi riconosco, abbracciata a lui, ma non sono io. Non so chi sia lui. Si stringono quelle d…

Buonanotte del 17 maggio 2018

Tutti nasciamo felici. Lungo la strada la vita si sporca, ma possiamo pulirla. La felicità non è esuberante né chiassosa, come il piacere o l'allegria. È silenziosa, tranquilla, dolce, è uno stato intimo di soddisfazione che inizia dal voler bene a se stessi. —  Isabel Allende, L'amante giapponese

Sara Pique Lacasa

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Fresco by Sara Pique Lacasa, Barcelona, Spain

La morte di Voltaire

Parigi, 30 maggio 1778, sera
Sono solo. Solo. Non uno dei grandi che non più tardi di ieri mi tributavano onori assisterà alla mia fine. Non una delle donne che ancora ieri cercavano un mio motto arguto come una perla da aggiungere al filo della loro vanità asciugherà la mia fronte nell’ultimo istante. Ho vissuto troppo, my dear lover. Ricordate, era il nostro modo per ripeterci fino a che punto ci siamo appartenuti. Un’essenza stemperata nell’altra, senza distinzioni, dove finiva il vostro pensiero seguitava il mio. Ho vissuto troppo a lungo e voi non mi avete più tenuto la mano. La vostra mano fresca sulla mia fronte accaldata, ora… ma no, no… voi siete andata via. Anche lei è andata via. Mi ha lasciato qui, in queste stanze che non conosco, con due custodi che non mi parlano. Li sento di là, bere, ridere. Anche noi ridevamo molto, mia divina… la vostra risata squillante, tuono di gioia nelle mie orecchie, un regalo di cui non ho smesso di esservi riconoscente. A lungo ho pensato c…

Buonanotte del 16 maggio 2018

In questo mondo desolato da cui forse spariranno per sempre le grandi libellule oniyanma, i vicoli con i gatti randagi, le api e il miele, i delfini, le balene e tutti gli altri pesci. In questo mondo dove gli uomini si prendono gioco di altri uomini per poi ucciderli, farli a pezzi. Ma possiamo ancora sognare. Il futuro non è stato ancora scritto. —  Banana Yoshimoto, Another world

Gustave Singier

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Provence Sun, Cold Sea, 1958 - Gustave Singier (1909–1984)

Avvertimento

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Non portate nel cosmo i burloni,
non ve lo consiglio.

Quattordici pianeti morti,
qualche cometa, due stelle,
e già durante il viaggio per la terza
i burloni cambieranno umore.

Il cosmo è quel che è,
ossia perfetto.
E i burloni non glielo perdoneranno mai.

Nulla li rallegrerà:
non il tempo - giacché troppo eterno
non la bellezza - giacché senza pecche,
non la gravità - giacché non si lascia volgere in scherzo.
Tutti saranno ammirati,
loro sbadiglieranno.

Sulla rotta per la quarta stella
sarà peggio ancora.
Sorrisi acidi,
disturbi del sonno e dell’equilibrio,
discorsi stupidi:
che il corvo col formaggio nel becco,
che le mosche sul ritratto di sua maestà
o la scimmia nel bagno
- be’, si, quello era vivere.

Limitati.
Preferiscono il giovedì all’infinito.
Primitivi.
Preferiscono una nota stonata alla musica delle sfere
Stanno benissimo nelle fessure tra
teoria e pratica,
causa ed effetto,
ma qui non è la Terra e tutto combacia.

Sul trentesimo pianeta
(in …

Buonanotte del 15 maggio 2018

Sono convinto che cerchiamo la felicità nel posti sbagliati ed abbiamo riposto le nostre speranze su persone o cose che, semplicemente, non possono soddisfarci. Per quanto mi riguarda, sullo specchio sopra il lavandino ho scritto questa frase: «Ecco il viso della persona da cui dipende la tua felicità.» —  John Powell, Esercizi di felicità

Adolph Gottlieb

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Blues, 1962

Segno zodiacale Delfino

Era il 1972, avevo circa sei anni e vivevo a Gela, una piccola città sulla costa mediterranea della Sicilia, proprio di fronte all’Africa del Nord. In quella zona, un tempo, si erano insediati i Rodio-Cretesi, che avevano dato vita a un fiorente commercio con l’entroterra, ma, agli inizi degli anni ‘70, poco rimaneva dei fasti del passato. Per l’esattezza abitavo a Macchitella, un villaggio residenziale costruito di fronte al lido. Lì il piano regolatore aveva funzionato ed era nata quell’oasi di palazzine azzurre a tre piani e qualche torre rosa di sei, distribuite fra boschetti di eucalipti, cespugli di oleandri e di gelsomino dal profumo intenso. Il villaggio aveva tutto: scuole, supermercati, impianti sportivi, la chiesa, il teatro, il cinema. Le strade erano pulite, ordinate e ornate da vari tipi di piante — gerani, gelsomini, stupende stelle di Natale perennemente in fiore — e conducevano tutte alla passeggiata lungo mare, dove c’erano i gelatai, i venditori di “mellone” (angur…

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