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Ragazzo coraggioso

Il destino delle nazioni non mi interessa, la storia mi annoia. Cosa intendono poi per storia, quelli che la scrivono, e ci credono? Com’è potuto accadere che l’uomo, creatura semplice e amabile, sia stato sfruttato per compilare documenti mostruosi? Com’è potuto accadere che la sua solitudine sia stata violata, la sua devozione degenerata in furia spaventosa di morte e distruzione? Non credo nel commercio. Macchinari, calcolatori, automobili, locomotive, aeroplani, eh sì, anche la bicicletta – tutte assurdità. Trasporti, spostamenti; ma dove vanno davvero, le persone? Usciamo mai da noi stessi? Spaziare con la mente per tutta la vita, non esiste viaggio più stimolante. E finisce solo con la morte.  William Saroyan 

Ragazzo coraggioso

Non credo nelle razze. Non credo nei governi. Abbraccio con un solo sguardo tutta la vita, milioni di esseri nello stesso tempo, sulla terra intera. I bambini che non hanno ancora imparato a parlare sono l’unica razza del mondo, la razza umana: tutto il resto è illusorio, la cosiddetta civiltà, l’odio, la paura, il desiderio di potenza… Ma i bambini sono bambini. E quel modo che hanno di piangere, ecco la fratellanza tra gli uomini, il pianto di un bambino. Crescendo apprendiamo un linguaggio, e vediamo il mondo attraverso il linguaggio che abbiamo imparato. Non lo percepiamo attraverso tutti i linguaggi, o attraverso l’assenza di linguaggio, attraverso il silenzio; ci isoliamo nel linguaggio che conosciamo. Da queste parti ci isoliamo nell’inglese, o nell’americano, come preferisce chiamarlo Mencken. L’eternità stessa, con parole nostre. Se c’è qualcosa che vorrei, è parlare un linguaggio più universale. Il cuore dell’uomo, la sua essenza non scritta, eterna e comune a tutte le razze....

William Saroyan

Il 31 agosto 1908 - nasce a Fresno, California, lo scrittore di origine armena William Saroyan Ognuno deve morire, è vero, ma io ho sempre pensato che sarebbe stata fatta un'eccezione nel mio caso. E ora cosa succede? (intervista a "Time", 1984) - wikipedia

Buongiorno del 15 giugno 2012

...E quando poi lui morì e io rimasi vivo non vissi più che in parte, mentre parte della mia vitalità si ripiegò con lui su se stessa, rivolta su se stessa, alla memoria e alla morte, e io fui senza un fratello, dico con un fratello di meno, eppur con un morto vivente in me. William Saroyan

Buongiorno del 1 novembre 2011

La violenza disprezzo, e odio quelli che la perpetrano... L'offesa al dito mignolo di un uomo, un vivente., considero molto più terribile e funesta della sua morte naturale. William Saroyan

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