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Le fedeltà invisibili

Sono fili che ci legano agli altri, ai vivi come ai morti, sono promesse che abbiamo sussurrato e di cui non riconosciamo l’eco, lealtà silenziose, sono contratti per lo piú stipulati con noi stessi, parole d’ordine accettate senza averle comprese, debiti che custodiamo nei recessi della memoria. Sono le leggi dell’infanzia che dormono dentro il nostro corpo, i valori per cui lottiamo, i fondamenti che ci permettono di resistere, i principî indecifrabili che ci tormentano e ci imprigionano. Le nostre ali e le nostre catene. Sono i trampolini da cui troviamo la forza di lanciarci e le trincee in cui seppelliamo i nostri sogni. Delphine de Vigan

Buonanotte del 3 novembre 2013

Ti porterò in un posto dove la musica è così bella che si balla per strada. Delphine de Vigan

Gli effetti secondari dei sogni

Di notte, quando non si dorme, le preoccupazioni si moltiplicano, crescono, si amplificano; man mano che le ore passano l’indomani si oscura, il peggio raggiunge l’evidenza, più nulla sembra possibile e superabile, più niente sembra tranquillo. L’insonnia è il volto oscuro dell’immaginazione. Conosco queste ore nere e segrete. Al mattino ti svegli intorpidita, gli scenari catastrofici sono diventati stravaganti, la giornata ne cancellerà il ricordo, ti alzi, ti lavi e ti dici che te la caverai. Qualche volta la notte rivela la sola verità: il tempo passa e le cose non saranno più come prima. Delphine de Vigan

Pensare...

Nella vita c’è qualcosa di fastidioso, qualcosa contro cui non si può nulla: è impossibile smettere di pensare. Quando ero piccola ci provavo tutte le sere, allungata sul letto, cercavo di fare il vuoto assoluto, scacciavo le idee una dopo l’altra, prima ancora che diventassero parole, le sterminavo alla radice, le annullavo all’origine, ma m’imbattevo sempre nello stesso problema: pensare di smettere di pensare è ancora pensare. E contro questo non si può fare nulla. Delphine de Vigan

Gli effetti secondari dei sogni

Credevo che la violenza fosse nelle urla, nelle botte, nella guerra e nel sangue. Adesso so che la violenza è anche nel silenzio, e qualche volta è invisibile a occhio nudo. La violenza è il tempo che risana le ferite, la sequenza irriducibile dei giorni, l’impossibile ritorno indietro. La violenza è quello che ci sfugge, che tace, che non si manifesta, la violenza è ciò che non ha spiegazione, che resterà opaco per sempre. Delphine De Vigan

Buonanotte del 28 agosto 2012

A volte mi sembra che qualcosa manchi dentro di me, che ci sia un filo invertito, un pezzo difettoso, un errore di fabbricazione, non qualcosa in più, come si potrebbe credere, ma qualcosa in meno. Gli effetti secondari dei sogni, Delphine de Vigan

Gli effetti secondari dei sogni

Non mi piace molto parlare, ho sempre l’impressione che le parole mi sfuggano, disertino, si dileguino, non è un problema di vocabolario nè di definizione, perché di parole ne conosco parecchie, ma al momento di pronunciarle mi si confondono, si disperdono, ecco perché evito racconti e discorsi, mi limito a rispondere alle domande che mi fanno, tenendo per me l’eccedenza, l’abbondanza, le parole si moltiplicano in silenzio per avvicinarmi alla verità. Delphine De Vigan

Gli effetti secondari dei sogni

Mi sfugge l’equazione del mondo, la differenza fra sogno e realtà, non capisco perchè le cose vacillino, crollino, spariscano, perchè la vita non mantiene le promesse. Delphine De Vigan

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