Treno senza meta
L'agorafobia di mio padre rendeva ogni allontanamento da casa un processo bizzarro e ritualistico, governato da misteriosi malumori. Ma, con una dose sufficiente di medicinali, a volte l'intera famiglia poteva partire in vacanza. Quelle stesse medicine che gli rilassavano i nervi consentendogli di affrontare il mondo là fuori, così grande e cattivo, facevano di lui un guidatore inaffidabile che ondeggiava svagato lungo le strade; e qualunque fosse la nostra destinazione - la California, Vancouver - ci sembrava lontanissima. La nostra macchina vecchia e scassata prendeva invariabilmente fuoco sulle salite più ripide (mia sorella aveva il compito di spruzzare acqua fredda non appena vedeva alzarsi il fumo dal tappetino), e con noi sette figli ammassati uno sull'altro c'era sempre qualcuno che soffriva il mal d'auto. Tenevamo quindi a portata di mano una vecchia casseruola, "la sputacchiera", in modo che papà non fosse costretto a fermarsi ogni volta che uno...