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FramMenti

“Attrazione inesorabile: non c’è stupore, né paura, ma la sola consapevolezza di vivere una sensazione inevitabile, benefica. Necessaria. Frugare e godere di quanto ci appartiene. Ritrovare chi si vuole e sentirsi nel posto più intimo e protetto, la propria casa. E sapersi avvinti, stretti, allacciati, senza esserne mai paghi, senza chiedersene il motivo, senza pensare se sia giusto o meno, abbandonandosi, vivendo quel richiamo come la più naturale delle condizioni umane. Non è forse questo l’amore?” — Vladimir Majakovskij

L’incidente è chiuso

È già l'una passata. A quest'ora tu sarai a letto. Come un fiume d'argento traversa la notte la Via Lattea. Io non ho fretta e non ti voglio svegliare con speciali messaggi. Come si dice, l'incidente è chiuso. Il battello dell'amore s'è infranto contro la vita circostante. Tu ed io siamo pari. Non vale la pena di citare le offese i dolori e i torti reciproci. Guarda com'è pacifico il mondo. La notte ha imposto al cielo un tributo stellato. È in ore come questa che si sorge e si parla ai secoli, alla storia, alla creazione.  Wladimir Majakovski

FramMenti

A tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare… Non c’è soluzione (non la consiglio a nessuno), ma io non ho altra scelta. Liilja, amami… Come si dice, l’incidente è chiuso. La barca dell’amore si è spezzata contro il quotidiano. La vita e io siamo pari. Inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici.  La lettera è di Majakovskij, la sua ultima lettera trovata accanto al suo corpo il giorno del suicidio.

FramMenti

 "Niente cancellerà via l’amore, né i litigi, né i chilometri. È meditato, provato, controllato. Alzando solennemente i versi, dita di righe, lo giuro: amo d’un amore immutabile e fedele."  (Vladimir Majakovskij, Conclusione)

Attrazione inesorabile

Attrazione inesorabile: non c’è stupore, nè paura, ma la sola consapevolezza di vivere una sensazione inevitabile…benefica. Necessaria. Frugare e godere di quanto ci appartiene. Ritrovare chi si vuole e sentirsi nel posto più intimo e protetto, la propria casa. E sapersi avvinti, stretti, allacciati, senza esserne mai paghi, senza chiedersene il motivo, senza pensare se sia giusto o meno, abbandonandosi, vivendo quel richiamo come la più naturale delle condizioni umane…Non è forse questo l’Amore? Le flotte: anche loro convergono verso il porto. Il treno: anche lui corre verso la stazione. E io verso di te a maggior ragione, perchè io amo, mi sento proteso e attratto. L’ultimo cavaliere puskiniano scende a godersi nel sotterraneo i suoi beni e a frugare. Così io a te ritorno, amata. Mio è questo cuore, e io godo di quanto è mio. Voi ritornate a casa tutti lieti, a raschiarvi di dosso la sporcizia, radendovi e lavandovi. Così io, tornando a te. Forse non ...

Buongiorno del 14 luglio 2014

L’Arte non è uno specchio in cui riflettere il mondo, ma il martello con cui scolpirlo. V. V. Majakovskij

Se

Il fumo del tabacco ha roso l’aria. La stanza è un capitolo dell’inferno di Kruchenych. Ricordi? Accanto a questa finestra per la prima volta accarezzai freneticamente le tue mani. Oggi, ecco, sei seduta, il cuore rivestio di ferro. Ancora un giorno, e mi scaccerai, forse maledicendomi. Nella buia anticamera, la mano, rotta dal tremito, a lungo non saprà infilarsi nella manica. Poi uscirò di corsa, e lancerò il mio corpo per la strada. Fuggito da tutti, folle diventerò, consunto dalla disperazione. Ma non è necessario tutto questo; cara, dolce, diciamoci adesso addio. Il mio amore, peso così schiacciante ancora, ti grava sopra lo stesso, dovunque tu fugga. Lasciami sfogare in un ultimo grido l’amarezza degli offesi lamenti. Se lo sfiancano di lavoro, un bue, se ne va ad adagiarsi sulle fredde acque. Ma, al di fuori del tuo amore, per me non c’è mare, e dal tuo amore neanche col pianto puoi imetrare tregua. Se l’elefante sfinito cerca pace, si sten...

La vita e io

A tutti. Se muoio, non incolpate nessuno. E, per favore, niente pettegolezzi. Il defunto non li poteva sopportare. Mamma, sorelle, compagni, perdonatemi. Non è una soluzione (non la consiglio a nessuno), ma io non ho altra scelta. Lilja, amami. Compagno governo, la mia famiglia è Lilja Brik, la mamma, le mie sorelle e Veronika Vitol’dovna Polonskaja. Se farai in modo che abbiano un’esistenza decorosa, ti ringrazio.[…] Come si dice, l’incidente è chiuso. La barca dell’amore si è spezzata contro il quotidiano. La vita e io siamo pari. Inutile elencare offese, dolori, torti reciproci. Voi che restate siate felici. Vladimir Majakovskij

Buongiorno del 22 agosto 2012

Che c'è di più celeste del nostro oro? Ci pungerà la vespa d'un proiettile? Nostre armi sono le nostre canzoni. Nostro oro le voci squillanti. Vladimir Majakovskij

All’amato me stesso

Quattro. Pesanti come un colpo. “A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio”. Ma uno come me dove potrà ficcarsi? Dove mi si è apprestata una tana? S’io fossi piccolo come il grande oceano, mi leverei sulla punta dei piedi delle onde con l’alta marea, accarezzando la luna. Dove trovare un’amata uguale a me? Angusto sarebbe il cielo per contenerla! O s’io fossi povero come un miliardario… Che cos’è il denaro per l’anima? Un ladro insaziabile s’annida in essa: all’orda sfrenata di tutti i miei desideri non basta l’oro di tutte le Californie! S’io fossi balbuziente cone Dante o Petrarca… Accendere l’anima per una sola, ordinarle coi versi… Struggersi in cenere. E le parole e il mio amore sarebbero un arco di trionfo: pomposamente senza lasciar traccia vi passerebbero sotto le amanti di tutti i secoli. O s’io fossi silenzioso, umil tuono… Gemerei stringendo con un brivido l’intrepido eremo della terra… Seguiterò a squarciagola con la mia voce immensa. Le...

Buonanotte del 18 febbraio 2012

E’ dannoso il sogno. Ed è inutile fantasticare, bisogna sopportare la noia del lavoro. Ma capita che la vita si mostri sotto un altro profilo e le cose grandi le capisci attraverso una sciocchezza. Majakovskij

Buonanotte del 13 febbraio 2012

In una nave che affonda gl’intellettuali sono i primi a fuggire subito dopo i topi e molto prima delle puttane. Vladimir Vladimirovič Majakovski

Vladimir Majakovskij

Ad ogni nato di donna è stato concesso l’amore ma fra impieghi, entrate e il resto giorno per giorno s’inaridisce il terreno del cuore. Sul cuore è infilato il corpo. Sul corpo la camicia. E come se non bastasse un tale - idiota! - ha fabbricato i polsini e ha intriso d’amido lo sparato. Verso la vecchiaia ci si ripensa di soprassalto. La donna s’imbelletta l’uomo di sbraccia come un mulino - metodo mueller - ma è tardi. La pelle moltiplica le rughe. L’amore fiorisce un po’, fiorisce un po’ e s’aggrinza… Di solito così

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