Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Tommaso Landolfi

La moglie di Gogol

La moglie di Nikolaj Vasilevič, è presto detto, non era una donna, né un essere umano purchessia, neppure un essere comunque vivente, animale o pianta (secondo taluno, peraltro, insinuò); essa era semplicemente un fantoccio. Sí, un fantoccio; e ciò può ben spiegare la perplessità o, peggio, le indignazioni di alcuni biografi, anch'essi amici personali del Nostro. I quali si lagnano di non averla mai vista sebbene frequentassero abbastanza assiduamente la casa del suo grande marito; non soltanto, ma di non averne mai «neanche udito la voce». Dal che inferiscono non so che oscure e ignominiose, e nefande magari, complicazioni. Ma no, signori, tutto è sempre piú semplice di quanto non si creda: non ne udiste la voce semplicemente perché ella non poteva parlare. O piú esattamente, non lo poté in certe condizioni come vedremo, e in tutti i casi, tranno uno, da sola a solo con Nikolaj Vasilevič. Bando tuttavia alle inutili e facili confutazioni; e veniamo a una descrizione quant'è po...

Tommaso Landolfi

L' 8 luglio del 1979, muore a Ronciglione (Viterbo) Tommaso Landolfi Ed ecco mi ritrovo ancora una volta a tu per tu colla mia anima fiacca e leggera. Signore! Ma come è possibile seguitare così? Seguitare alla cieca, senza alcun conforto? Andare senza sapere dove né perché? (Rie va, Premio Bagutta 1964)

Tommaso Landolfi

Il 9 agosto del 1908, nasce a Pico, Tommaso Landolfi E finalmente intesi che né dai suoi occhi né dalle sue parole, né da qualsivoglia mia sagace osservazione, avrei cavato alcunché la risposta non era in lei, ma in me stesso... Cosa dovevo fare: davvero scacciare questa donna lontano da me? O accettarla, con tutta la sua carica di insicuro, di malsicuro, di irrisolto? (A caso)

Etichette

Mostra di più