Lettera a Michel Pol
Lei mi chiede delle mie idee su Aspettando Godot, di cui mi fate l'onore di donare alcuni estratti al Club d'essai, e allo stesso tempo delle mie idee sul teatro. lo non ho alcuna idea sul teatro, non lo conosco affatto, non ci vado. Questo è ammissibile. Ma ciò che lo è indubbiamente meno, in queste condizioni, è soprattutto il fatto di scrivere un'opera teatrale e subito dopo averlo fatto non avere delle idee neanche su di essa. Questo, purtroppo, è il mio caso. Non è dato a tutti di poter passare dal mondo che si apre sotto la pagina a quello dei guadagni e delle perdite per poi ritornarvi nuovamente, imperturbabile, come se si passasse dal lavoro al Café du Commerce. Su quest'opera non so niente di più di chi riesce a leggerla con attenzione. Non so in quale spirito io l'abbia scritta. Sui personaggi non so niente più che ciò che dicono, ciò che fanno o ciò che accade loro. Del loro aspetto ho dovuto indicare il poco che sono riuscito a intravedere. Le bombette,...