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“Ho da dire che sono innocente. In tutta la mia vita non ho mai rubato, non ho mai ammazzato, non ho mai versato sangue umano, io. Ho combattuto per eliminare il delitto. Primo fra tutti: lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo. E se c'è una ragione per la quale sono qui è questa, e nessun'altra.” (dal discorso pronunciato da Bartolomeo Vanzetti davanti alla giuria) (il 23 agosto 1927, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti venivano giustiziati sulla sedia elettrica dalla “giustizia” degli Stati uniti d’America. Erano innocenti rispetto ai reati al loro attribuiti. La loro unica colpa: essere anarchici e lottare contro il sistema capitalista.) 

Ho lottato

In tutta la mia vita non ho mai rubato, non ho mai ucciso, mai versato del sangue. E non solo non ho rubato, né ucciso, ma per tutta la mia vita, da quando ho l’uso dell’intelletto, ho lottato perché il crimine venga sradicato dalla terra. Non ho mai aspirato agli agi e alla buona posizione, perché trovo che l’uomo non deve sfruttare l’uomo. Sì, ho lottato anche contro i delitti che perfino la legge e la morale pubblica condannano, ma prima di tutto ho combattuto contro i delitti santificati dalla legge e dalla chiesa: lo sfruttamento e l’oppressione dell’uomo a opera dell’uomo. E se c’è un motivo per cui sono giudicato colpevole, questo è il motivo, e nessun altro. Abbiamo trascorso sette anni in prigione. Ciò che in questi sette anni abbiamo sofferto, nessuna lingua umana può descriverlo. Tuttavia, io sto davanti a voi e non tremo, non arrossisco, non impallidisco, non provo né vergogna né timore. Bartolomeo Vanzetti, nel 1927 davanti alla corte che lo aveva condannato alla sedia...

Finale

Ho già detto che non soltanto non sono colpevole di questi delitti, ma non ho mai commesso un delitto in vita mia, non ho mai rubato, non ho mai ucciso, non ho mai versato una goccia di sangue, e ho lottato contro il delitto, ho lottato sacrificando anche me stesso per eliminare i delitti che la legge e la chiesa ammettono e santificano. Questo è ciò che volevo dire. Non augurerei a un cane o a un serpente, alla più miserevole e sfortunata creatura della terra, ciò che ho avuto a soffrire per colpe che non ho commesso. Ma la mia convinzione è un’altra: che ho sofferto per colpe che ho effettivamente commesso. Sto soffrendo perché sono un anarchico, e in effetti io sono un anarchico; ho sofferto perché sono un italiano, e in effetti io sono un italiano; ho sofferto più per la mia famiglia e per i miei cari che per me stesso; ma sono tanto convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e per due volte io potessi rinascere, vivrei di nuovo per fare e...

Ho finito...

"Questo è ciò che volevo dire. Non augurerei a un cane o a un serpente, alla piú miserevole e sfortunata creatura della terra, ciò che ho avuto a soffrire per colpe che non ho commesso. Ma la mia convinzione è un’altra: che ho sofferto per colpe che ho effettivamente commesso. Sto soffrendo perché sono un radicale, e in effetti io sono un radicale; ho sofferto perché sono un italiano, e in effetti io sono un italiano; ho sofferto di piú per la mia famiglia e per i miei cari che per me stesso; ma sono tanto convinto di essere nel giusto che se voi aveste il potere di ammazzarmi due volte, e per due volte io potessi rinascere, vivrei di nuovo per fare esattamente ciò che ho fatto finora. Ho finito. Grazie.” Le ultime parole di Bartolomeo Vanzetti ai giudici

Buongiorno del 23 agosto 2013

La società nella quale voi ci costringete a vivere, e che noi vogliamo distruggere, è tutta costruita sulla violenza. Mendicare la vita per un tozzo di pane è violenza; la miseria, la fame alla quale sono costretti milioni di uomini è violenza; il denaro è violenza; la guerra, e persino la paura di morire, che abbiamo tutti, ogni giorno, a pensarci bene è violenza. Bartolomeo Vanzetti

Buonanotte del 13 maggio 2012

Io voglio: un tetto per ogni famiglia, del pane per ogni bocca, educazione per ogni cuore, luce per ogni intelligenza. Bartolomeo Vanzetti

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