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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fernando Pessoa

Fiume sotterraneo

È un fiume sotterraneo il mio pensiero. Per quali terre vaga, da dove viene? Non so... Nella notte in cui il mio essere lo tiene da lui emerge improvviso un rumore di origini perdute nel Mistero del mio capirle... misteriose fonti abitano le distanze di montagne alte dove gli attimi si avvicinano a Dio… Luce ogni tanto nel mio cercare come un faro su un mare sconosciuto. Un movimento di corsa, perduto in me, un pallido singhiozzo d'acqua... E mi ricordo tempi più antichi della mia coscienza d'essere illuso, acque divine percorrevano il suolo di verdità armoniose e amiche, e l'idea di una Patria anteriore alla forma cosciente del mio essere fa male in ciò che cerco, viene come un'onda a sbattere sul mio dolore. Ascolto, lontano, nel mio vago toccare l'anima, quel suono perduto incerto come un eterno fiume inesplorato più dell'idea di un fiume certo e astratto... Dov'è che va? Che si allontana dal mio ascolto? In che caverna scende? In quali freddi di Spavento...

Il Guardiano di greggi

Sono un guardiano di greggi. Il gregge è i miei pensieri e i miei pensieri sono tutti sensazioni. Penso con gli occhi e con gli orecchi. e con le mani e con i piedi e con il naso e la bocca. Pensare un fiore è vederlo e odorarlo e mangiare un frutto è sentirne il sapore. Per questo quando in un giorno di calore mi sento triste di goderlo tanto e mi stendo completamente sull'erba, e chiudo gli occhi caldi, sento tutto il mio corpo disteso sulla realtà, so la verità e sono felice. Fernando Pessoa

FramMenti

La letteratura, come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta. — Fernando Pessoa

Buonanotte del 16 luglio 2020

Ci sono giornate che sono filosofie, che ci suggeriscono interpretazioni della vita, che sono appunti a margine, pieni di altra critica, nel libro del nostro destino universale. Questa è una di quelle giornate. — Fernando Pessoa - Il libro dell’inquietudine

Buonanotte del 15 novembre 2019

Non c’è nostalgia più dolorosa di quella delle cose che non sono mai state. — Fernando Pessoa

Buonanotte del 6 luglio 2019

Agire, ecco la vera intelligenza. Sarò quel che vorrò essere. Ma devo volere ciò che sarà. L’esito è nell’avere esito, e non nell’avere condizioni di esito. Dappertutto, in ogni vasta terra, esistono condizioni palazzesche. Ma dove sarà il palazzo se non viene costruito? Fernando Pessoa

Buonanotte del 22 marzo 2019

Un uomo, se possiede la vera sapienza, può godere l'intero spettacolo del mondo seduto su una sedia, senza saper leggere, senza parlare con nessuno, soltanto con l'uso dei sensi e il fatto che l'anima non sappia essere triste. Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine

Buonanotte del 27 ottobre 2018

Felice è colui che dalla vita non esige più di quello che essa spontaneamente gli offre, facendosi guidare dall’istinto dei gatti, che cercano il sole quando c’è il sole e quando non c’è il sole, il caldo, dovunque esso sia. — Fernando Pessoa

Così è e così sia

Se potessi mordere la terra intera e sentirne il sapore, sarei per un momento più felice. Ma io non sempre voglio essere felice. Ogni tanto è necessario essere infelici per poter essere naturali. Non tutti sono giorni di sole, e la pioggia, quando manca, la si invoca. Perciò prendo l'infelicità e la felicità naturalmente, come chi non si sorprende che esistano monti e pianure, che esistano rocce ed erba. L'importante è essere naturali e tranquilli, nella felicità e nella infelicità, sentire come chi guarda, pensare come chi cammina, e in punto di morte, ricordarsi che il giorno muore, che il tramonto è bello e bella è la notte che resta. Così è e così sia. Alvaro de Campos, il più romantico eteronimo di Fernando Pessoa

Buonanotte del 2 giugno 2018

Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano ma nell’intensità con cui vengono vissute. Per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili. —  Fernando Pessoa

Buonanotte del 20 dicembre 2017

Ho sempre rifiutato di essere compreso. Essere compreso significa prostituirsi. Preferisco essere preso seriamente per quello che non sono, ignorato umanamente, con decenza e naturalezza. Fernando Pessoa - Il libro dell'inquietudine

Buonanotte del 26 novembre 2017

Di quante complesse incomprensioni è fatta la comprensione che gli altri hanno di noi. Fernando Pessoa

Buonanotte del 28 settembre 2017

Nuvole… Esisto senza che io lo sappia e morirò senza che io lo voglia… Sono l’intervallo fra ciò che sono e ciò che non sono… fra quanto sogno di essere e quanto la vita mi ha fatto essere… la media astratta e carnale fra cose che non sono niente più il niente di me stesso. — Nuvole, Fernando Pessoa

Il libro dell’inquietudine

La mia anima è un maëlstrom nero, una vasta vertigine intorno al vuoto, un movimento di un oceano senza confini intorno ad un buco nel nulla, e nelle acque, che più che acque sono turbini, galleggiano le immagini di ciò che ho visto e sentito nel mondo: vorticano case, volti, libri, casse, echi di musiche e spezzoni di voci in un turbine sinistro e senza fondo. E io, proprio io, sono il centro che esiste soltanto per una geometria dell’abisso; sono il nulla intorno a cui questo movimento gira, come fine a se stesso, con quel centro che esiste solo perché ogni cerchio deve possedere un centro. Io, proprio io, sono il pozzo senza pareti ma con la resistenza delle pareti, il centro del tutto ma con il nulla intorno. E in me è come se l’inferno ridesse, senza neppure l’umanità di diavoli che ridono, la follia starnazzante dell’universo morto, il cadavere girante dello spazio fisico, la fine di tutti i mondi che fluttua oscuramente al vento, disforme, fuori del tempo, senza un Dio che ...

La Tabaccheria

Non sono niente. Non sarò mai niente. Non posso voler essere niente. A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo. Finestre della mia stanza, della stanza di uno dei milioni al mondo che nessuno sa chi è (e se sapessero chi è, cosa saprebbero?), vi affacciate sul mistero di una via costantemente attraversata da gente, su una via inaccessibile a tutti i pensieri, reale, impossibilmente reale, certa, sconosciutamente certa, con il mistero delle cose sotto le pietre e gli esseri, con la morte che porta umidità nelle pareti e capelli bianchi negli uomini, con il Destino che guida la carretta di tutto sulla via del nulla. Oggi sono sconfitto, come se conoscessi la verità. Oggi sono lucido, come se stessi per morire, e non avessi altra fratellanza con le cose che un commiato, e questa casa e questo lato della via diventassero la fila di vagoni di un treno, e una partenza fischiata da dentro la mia testa, e una scossa dei miei nervi e uno scricchiolio di ossa ne...

Buonanotte del 3 novembre 2016

La fortuna di un popolo dipende dallo stato della sua grammatica. Non esiste grande nazione senza proprietà di linguaggio. — Fernando Pessoa

Vivere è non pensare

Non amiamo mai nessuno. Amiamo solamente l'idea che ci facciamo di qualcuno. E’ un nostro concetto (insomma, noi stessi) che amiamo. Questo discorso vale per tutta la gamma dell'amore. Nell'amore sessuale cerchiamo il nostro piacere ottenuto attraverso un corpo estraneo. Nell'amore che non è quello sessuale cerchiamo un nostro piacere ottenuto attraverso un'idea nostra. (…) Perfino l'arte, nella quale si realizza la conoscenza di noi stessi, è una forma di ignoranza. Due persone dicono reciprocamente “ti amo”, o lo pensano, e ciascuno vuol dire una cosa diversa, una vita diversa, perfino forse un colore diverso o un aroma diverso, nella somma astratta di impressioni che costituisce l'attività dell'anima. Oggi sono lucido come se non esistessi. Il mio pensiero è evidente come uno scheletro, senza gli stracci carnali dell'illusione di esprimere. E queste considerazioni non sono nate da niente: o almeno da nessuna cosa per lo meno che sieda nella plate...

Fernando Pessoa

Immagine
Furtiva mano di un fantasma occulto Furtiva mano di un fantasma occulto fra le pieghe del buio e del torpore mi scuote, e io mi sveglio, ma nel cuore notturno non trovo gesto o volto. Un antico terrore che insepolto porto nel petto, come da un trono scende sopra di me senza perdono, mi fa suo servo senza cenno o insulto. E sento la mia vita di repente legata con un filo di Incosciente a ignota mano diretta nell’ignoto. Sento che niente sono se non l’ombra di un volto imperscrutabile nell’ombra: e per assenza esisto, come il vuoto.

Buonanotte del 8 settembre 2015

Di quante complesse incomprensioni è fatta la comprensione che gli altri hanno di noi. Fernando Pessoa

Mi spiace

Non mi indigno, perché l’indignazione è dei forti; non mi rassegno perché la rassegnazione è dei nobili; non taccio, perché il silenzio è dei grandi. E io non sono né forte, né nobile, né grande. Soffro e sogno. Mi lamento, perché sono debole e, poiché sono un artista, mi diverto a rendere musicali i miei lamenti e ad arrangiare i miei sogni sulla base di quella che ritengo sia la loro migliore idea di bellezza. Mi spiace solo di non essere bambino, per poter credere ai miei sogni; di non essere pazzo per potermi allontanare dall’anima di tutti quelli che mi circondano. — Il libro dell’inquietudine – F. Pessoa

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