I segnalati
Dopo lunghi anni di una frequentazione superficiale e sporadica, mescolati a disordinati e numerosi gruppi amicali, non so nemmeno perché cominciammo a vederci da soli, passeggiare, andare a bere insieme bicchieri di vino bianco. E scoprimmo di essere affini, cominciammo a sognarci e cominciammo a confessarci di sognarci. Ci abbracciammo, ci abbracciamo forte, fortissimo, ci baciammo sulla guancia, sulla bocca, con la lingua, finimmo a letto una prima volta e qualcuno si svegliò prima dell’altro e rimase a guardargli la schiena con gli occhi iniettati e il vapore in testa fino all’alba. C’erano delicate, minute cose ripugnanti e incontrollabili che mi piacevano di lei, ad esempio la voracità ferina con cui si consumava una prima colazione salata, particolarmente le uova all’occhio di bue con tre fette di prosciutto crudo, pietanza che mangiava spesso, come scoprii quando ebbi l’abitudine di dormire da lei, lasciandone io credo deliberatamente cadere resti del bianco fritto dalla bocca...