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Sentimenti

L’anarchismo è il viandante, che va per le vie della Storia, e lotta con gli uomini quali sono e costruisce con le pietre che gli fornisce la sua epoca. Egli si sofferma per adagiarsi all’ombra avvelenata, per dissetarsi alla fontana insidiosa. Egli sa che il destino, che la sua missione è riprendere il cammino, additando alle genti nuove mete. Ma quando il popolo insorto, dai rottami dello Stato, fa materiale per costruirsi il libero Comune, e contro la Banca e il Consorzio padronale erge il sindacato, e nella palestra del Consiglio si addestra ad amministrare, l’anarchico comprende che nella storia si agisce sapendo essere popolo per quel tanto che permetta di essere compresi e di agire, additando mete immediate, interpretando reali e generali bisogni, rispondendo a sentimenti vivi e comuni.  Camillo Berneri - Scritti scelti

Umanesimo e Anarchismo

Niente dittatura, né del cervello sui calli, né dei calli sul cervello, ché ogni uomo ha un cervello e il pensiero non sta nei calli. Chi dà colpi di piccone contro il privilegio è l'uomo della rivoluzione. Chi partecipa alla soluzione dei problemi della produzione e dello scambio con sicura competenza, con maturata esperienza e con onesto animo è l'uomo della rivoluzione. Chi dice chiaramente il proprio pensiero senza cercare applausi e senza temere le collere è l'uomo della rivoluzione. Il nemico del popolo è il politicante, il parolaio che esalta il proletariato per esserne la mosca cocchiera, che esalta i calli per dispensarsi dal farseli o dal rifarseli, che denuncia come controrivoluzionario chiunque non sia disposto a seguire la corrente popolare nei suoi errori e gli sviluppi tattici del giacobinismo.  Camillo Berneri - Umanesimo e Anarchismo

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