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FramMenti

La gente si accontenta della superficie, di quei segni convenzionali che può scambiarsi senza pericolo, dell’assaggio, e resta assetata per tutta la vita. Sándor Márai

Buonanotte del 10 ottobre 2017

Ogni vera passione è senza speranza, altrimenti non sarebbe una passione ma un semplice patto, un accordo ragionevole, uno scambio di banali interessi. Sándor Márai, Le braci

Il dolore è passato

Il dolore è passato. La vita lo ha trasformato in qualcos’altro; dopo averlo provato, dopo aver singhiozzato, lo si nasconde agli occhi del mondo come una mummia da custodire nel padiglione funerario dei ricordi. Passa anche il dolore provocato dall’amore, non credere. Rimane il lutto, una specie di cerimonia ufficiale della memoria. Il dolore era altro: era urlo animalesco, anche quando stava in silenzio. È così che urlano le bestie selvatiche quando non comprendono qualcosa nel mondo – la luce delle stelle o gli odori estranei – e cominciano ad avere paura e ululare. Il lutto è già un dare senso, una ragione e una pratica. Ma il dolore un giorno si trasforma, la vanità e il risentimento insiti nella mancanza si prosciugano al fuoco purgatoriale della sofferenza, e rimane il ricordo, che può essere maneggiato, addomesticato, riposto da qualche parte. È quel che accade ad ogni idea e passione umane. Sándor Marái

Le braci

Alle domande più importanti si finisce sempre per rispondere con l'intera esistenza. Non ha importanza quello che si dice nel frattempo, in quali termini e con quali argomenti ci si difende. Alla fine, alla fine di tutto, è con i fatti della propria vita che si risponde agli interrogativi che il mondo ci rivolge con tanta insistenza. Essi sono: Chi sei?… Cosa volevi veramente?… Cosa sapevi veramente?… A chi e a che cosa sei stato fedele o infedele?… Nei confronti di chi o di che cosa ti sei mostrato coraggioso o vile?… Sono queste le domande capitali. E ciascuno risponde come può, in modo sincero o mentendo; ma questo non ha molta importanza. Ciò che importa è che alla fine ciascuno risponde con tutta la propria vita. — Sándor Márai, Le braci, 1942 - cap. 13

Il gabbiano

L'ho già detto, voglio pace, perché la mia anima è soltanto mia, perché devo morire domani o tra non molto, perché devo restituire a Dio questa maschera e il mio essere, perché ne ho abbastanza dell’ardente ignominia tra uomo e donna – dettata da interesse, egoismo e vanità – denominata «amore» da una mendace e imprecisa letteratura; adesso basta. Ora voglio pace, avete sentito, originali e duplicati? Ne ho abbastanza - adesso la musica straripa - della conoscenza della materia umana. In Oriente in casi come questi le persone spariscono di casa, e si ritirano sulle montagne. Un destino più profondo e indifferente di tutto ciò che un uomo possa costruire per se stesso un giorno accoglie nuovamente i saggi e gli umili. Ne ho abbastanza della carne che rabbrividisce e freme al contatto della musica e dell’amore, ne ho abbastanza del desiderio e dell’appagamento, ne ho abbastanza del fatto che la persona che amiamo possa morire, basta con l’infame contrattazione, il mercanteggiare del...

Buonanotte del 4 dicembre 2015

Non è vero che il destino si introduce alla cieca nella nostra vita: esso entra dalla porta che noi stessi gli abbiamo spalancato, facendoci da parte per invitarlo ad entrare. — Sándor Márai, “Le braci”

Buonanotte del 2 luglio 2014

La maggior parte della gente passa la vita preparandosi alla felicità metodicamente, instancabilmente, con tanta fatica. Elabora progetti su come essere felice, viaggia, lavora per questo, raccoglie i requisiti della felicità con la diligenza della formica e con la voracità della tigre. Di una cosa se ne dimentica, però: che intanto dovrebbe essere pure felice. Sándor Márai

Il gabbiano

Voglio pace, perché la mia anima è soltanto mia, perché devo morire domani o tra non molto, perché devo restituire a dio questa maschera e il mio essere, perché ne ho abbastanza dell’ardente ignominia tra uomo e donna – dettata da interesse, egoismo e vanità – denominata amore da una mendace e imprecisa letteratura; adesso basta. Ora voglio pace, avete sentito, originali e duplicati? Ne ho abbastanza della conoscenza della materia umana. […] Ne ho abbastanza della carne che rabbrividisce e freme al contatto della musica e dell’amore, ne ho abbastanza del desiderio e dell’appagamento, ne ho abbastanza del fatto che la persona che amiamo possa morire, basta con l’infame contrattazione, il mercanteggiare della libidine, della tenerezza e del ricatto di una solitudine senza speranza… […] Adesso basta, signore e signori: voglio andare a casa. A casa nella mia solitudine. Ne ho abbastanza di questo ruolo da pagliaccio, non voglio più vestire i panni dell’innamorato, e non voglio più portare...

Buonanotte del 1 agosto 2013

L’amore, quello vero, è roba per coraggiosi. E’ solo per chi sa aspettare. E sono davvero pochi quelli capaci di accorgersi che sotto un fuoco spento, a volte, restano braci incandescenti. Sandor Marai – Le braci

Liberazion

Si può entrare in contatto con le persone anche senza parlare. […] c’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro, quella silenziosa complicità che nel momento del pericolo dà alla muta domanda una risposta più inequivocabile di qualsiasi confessione o argomentazione, e il cui senso è semplicemente questo: io sono dalla tua parte, anch’io la penso così, condivido la tua preoccupazione, noi due siamo d’accordo. Sándor Márai

Buonanotte del 8 giugno 2013

L’uomo e il suo destino si realizzano reciprocamente modellandosi l’uno sull’altro. Sándor Márai

Buonanotte del 7 giugno 2013

L’uomo comprende il mondo un po’ alla volta e poi muore. Sándor Márai

Buonanotte del 6 giugno 2013

La fedeltà non è forse una sorta di terribile egoismo e vanità, come lo sono la maggior parte delle esigenze umane? Sándor Márai

Buonanotte del 5 giugno 2013

…l’unico modo per sopportare la vita è quello di rassegnarci a essere ciò che siamo ai nostri occhi e a quelli del mondo. Sándor Márai

Buonanotte del 25 maggio 2013

La maggior parte delle persone non sa amare né lasciarsi amare, perché è vigliacca o superba, perché teme il fallimento. Si vergogna a concedersi a un’altra persona, e ancor più ad aprirsi davanti a lei, poiché teme di svelare il proprio segreto. Il triste segreto di ogni essere umano: un gran bisogno di tenerezza, senza la quale non si può resistere. Sándor Márai

La donna giusta

Un giorno anche noi diventiamo adulti, e scopriamo che la solitudine, quella vera, scelta consapevolmente, non è una punizione, e nemmeno una forma morbosa e risentita di isolamento, né un vezzo da eccentrici, bensì l’unico stato davvero degno di un essere umano. E a quel punto non è più tanto difficile da sopportare. È come poter vivere per sempre in un grande spazio e respirare aria pura. Sándor Márai

Le braci

L’ho sempre pensato: se nella vita ti capita di incontrare la persona giusta allora sono un altro paio di maniche. Un po’ come nascere con la camicia. E’ tutta un’altra storia, ma lo è pure se invece questa fortuna non ce l’hai. A quel punto la strada diventa più ardua, perché, per quanto una persona possa accontentarsi di ciò che la vita gli riserva, ciò non toglie che nel profondo avvertirà sempre una spinta a risalire la corrente e buttarsi anima e corpo nella ricerca di qualcosa d’altro. Le anime affini esistono. Si chiamano, si rincorrono, si cercano, e la loro ricerca reciproca è qualcosa di talmente naturale che non si avverte mai tensione. Semmai è una questione di vibrazioni impercettibili e armoniche. L’affinità è una musica che bisogna saper riconoscere. E ascoltare. Esiste una chimica perfetta del corpo e anche della mente. Ma forse, come diceva Marai, il mondo per andare avanti ha bisogno di tutt’altro, di una specie di tensione evolutiva, di equilibri costantemente messi...

Buonanotte del 5 febbraio 2013

Ma Dio sa che solo noi possiamo essere d’aiuto a noi stessi. Sándor Márai - La donna giusta

Affidabilità

Si può entrare in contatto con le persone anche senza parlare […] c’è un modo di entrare in contatto tra esseri umani più percettivo e affidabile della parola, fatto di sguardi, silenzi, gesti e messaggi ancora più sottili; è il modo in cui un essere umano nel suo intimo risponde al richiamo di un altro, quella silenziosa complicità che nel momento del pericolo dà alla muta domanda una risposta più inequivocabile di qualsiasi confessione o argomentazione, e il cui senso è semplicemente questo: io sono dalla tua parte, anch’io la penso così, condivido la tua preoccupazione, noi due siamo d’accordo… Sándor Márai

La passione

La passione non si piega alle leggi della ragione, non si cura minimamente di quello che riceverà in cambio, vuole esprimersi fino in fondo, imporre la sua volontà. Ogni vera passione è senza speranza, altrimenti non sarebbe una passione ma un semplice patto, un accordo ragionevole, uno scambio di banali interessi. Sándor Márai

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