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Pat Schneider

L’io che ti lasci alle spalle è una vecchia pelle superata. Non ti addolorare per questo. Guarda al tuo Sé, nudo, crudo, bagnato, incompiuto guarda a quello che stai diventando. Anche il mondo fa la sua muta tra politici, cataclismi, giorni ordinari. È facile perdere questo momento che si dispiega teneramente. Cercalo come se fosse il primo filo d’erba dopo un lungo inverno. Ascoltalo come se fosse il primo ragglo di luce in un luogo dove l’alba è annunciata da campane. E se tutto questo non funziona lava i piatti. Sciacquali dal sapone, mettili sullo scolapiatti. Rimani al lavandino della cucina Lascia che l’acqua fredda scorra tra le dita. Sentila.

Buonanotte del 28 novembre 2020

E’ una specie d’amore vero? Come la tazza contiene il tè, Come la sedia si regge gagliarda sulle quattro gambe, Come il pavimento riceve la suola delle scarpe. O le dita dei piedi. Come la pianta dei piedi conosce dove si trova. Stavo pensando alla pazienza delle cose comuni, come i vestiti che aspettano rispettosamente negli armadi. E il sapone che si scioglie quietamente sui piatti, E gli asciugamani che assorbono l’umidità dalla pelle della schiena. E l’amorevole ripetizione delle stelle. E cosa, infine, è più generoso di una finestra? Pat Schneider

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