Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Iosif Brodskij

Iosif Brodskij

Zeri Metti in serbo per le stagioni fredde queste parole, per le stagioni dell'ansia! Come il pesce sulla sabbia, l'uomo sopravvive: se si strascina agli arbusti e s'alza su gambe incerte e storte e va, come un rigo dalla penna, nelle viscere stesse della terra. Esistono leoni alati, sfingi col seno di donna, angeli in bianco e ninfe del mare: a colui che sostiene sulle sue spalle il peso di buio, caldo e - oso dirlo - dolore, sono più cari degli zeri concentrici nati da parole gettate.

Dall'esilio

Poiché non sono molte le cose in cui riporre le nostre speranze di un mondo migliore, poiché tutto il resto sembra condannato a fallire in un modo o nell’altro, dobbiamo pur sempre ritenere che la letteratura sia l’unica forma di assicurazione morale di cui una società può disporre; che essa sia l’antidoto permanente alla legge della giungla; che essa offra l’argomento migliore contro qualsiasi soluzione di massa che agisca sugli uomini con la delicatezza di una ruspa – se non altro perché la diversità umana è la materia prima della letteratura, oltre a costituirne la ragion d’essere. — Iosif Brodskij

Buonanotte del 7 luglio 2019

Potrebbe descriverci la sua filosofia di vita? Non è una filosofia di vita, è solo una serie di espedienti. Se dovessi definirla una filosofia, allora direi che è una filosofia della sopportazione. È molto semplice. Quando sei in una brutta situazione, hai due modi di affrontarla: mollare tutto o cercare di resistere. Io cerco di resistere il più a lungo possibile. Ecco, la mia filosofia è questa: tutto qui, niente di speciale. — Iosif Brodskij a Anne-Marie Brumm (da Conversazioni)

Iosif Brodskij

Nella parte settentrionale del mondo ho trovato un rifugio nella parte ventosa, dove gli uccelli, volando giù dalle rocce, si riflettono nei pesci e scendono a dar di becco fra i gridi su una superficie di screziati specchi. Qui non trovi te stesso, anche chiuso a doppia mandata. In casa non c'è un cane e freddo nero è in branda. La finestra al mattino ha una tenda di cenci di nuvole. Poca terra, e non si vedono uomini. In queste ampiezze signora è l'acqua. Nessuno il dito punta nello spazio e "via di qui" strilla. L'orizzonte si rivolta come un cappotto, aiutandosi con queste ondate mobili. E non riesci a distinguerti dai pantaloni tolti, dalla maglia appesa - evidentemente, i tuoi sensi sono corti o la lampada ti oscura-. Tocchi il loro gancio per dire, ritirando la mano: "sei risorto".

Iosif Brodskij

Immagine
A Urania Tutto ha un limite, compresa la tristezza. S’impiglia lo sguardo alla finestra, come alla palizzata la foglia. Puoi versare acqua, scuotere chiavi. Solitudine è l’uomo al quadrato. Il dromedario così fiuta, ingobbendosi, il binario. Si scosta il vuoto, come una portiera. E cos’è poi lo spazio, in generale, io dico? Assenza di corpo in ogni punto. Per questo Urania è più vecchia di Clio. Di giorno, e al lume di lumini ciechi, vedi che non nasconde nulla: cerchi di guardare il globo, e guardi una nuca. Eccoli, i boschi pieni di mirtillo, fiumi dove si pesca a mano lo storione, una città che non ti annovera più nell’elenco del telefono. E a sud anzi a sud-ovest, ecco montagne brune, e vagano nel càrice cavalli, prževali, si fanno gialli i visi. Poi, più in là, corvette navigano e si fa azzurro lo spazio, come una biancheria con i merletti. Poesie, Adelphi, Milano 1986 (traduzione di Giovanni Buttafava

Fondamenta degli incurabili

Ma suppongo si possa comunque parlare di fedeltà quando un uomo ritorna sul luogo del proprio amore, anno dopo anno, nella stagione sbagliata, senza nessuna garanzia di essere riamato. Perché, come ogni virtù, la fedeltà ha valore solo fintanto che è istintiva o idiosincratica, piuttosto che razionale. E poi, a una certa età, e quando si fa un certo genere di lavoro, essere riamati non è strettamente indispensabile. L'amore è un sentimento disinteressato, una strada a senso unico. Ecco perché è possibile amare certe città, l'architettura di per sé, la musica, poeti defunti o, quando c'è particolare disposizione d'animo, una divinità. Perché l'amore è una “liaison” tra un riflesso e il suo oggetto. Iosif Brodskij

Buonanotte del 11 ottobre 2016

L’arte non è un’esistenza migliore, ma è una esistenza alternativa; non è un tentativo di sfuggire alla realtà, ma il contrario, un tentativo di animarla. — Iosif Brodskij, Fuga da Bisanzio

Filosofia di vita

Potrebbe descriverci la sua filosofia di vita? Non è una filosofia di vita, è solo una serie di espedienti. Se dovessi definirla una filosofia, allora direi che è una filosofia della sopportazione. È molto semplice. Quando sei in una brutta situazione, hai due modi di affrontarla: mollare tutto o cercare di resistere. Io cerco di resistere il più a lungo possibile. Ecco, la mia filosofia è questa: tutto qui, niente di speciale. — Iosif Brodskij a Anne-Marie Brumm (da Conversazioni)

Elogio della noia

La noia è, per così dire, la nostra finestra sul tempo, su quelle proprietà del tempo che siamo inclini a ignorare, con possibili rischi per l’equilibrio mentale. In breve, è la vostra finestra sull’infinità del tempo, in altre parole, sulla vostra insignificanza all’interno di esso. È questo forse che spiega il terrore di serate solitarie e torpide, o il fascino che esercita talvolta su di noi un granello di polvere sospeso in un raggio di sole, mentre da qualche parte si sente il ticchettio di un orologio , e la giornata è calda, la volontà a zero. Una volta che questa finestra si è aperta, non cercate di richiuderla; anzi, spalancatela. Perché la noia parla il linguaggio del tempo, e vi insegnerà la lezione più preziosa della vostra vita – quella che non avete appreso qui, su questi verdi prati –, la lezione della vostra completa insignificanza. È importante per voi così come per quelli con cui vi troverete a contatto. «Tu sei finito,» vi dice il tempo con la voce della noia «e q...

Etichette

Mostra di più