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Antonio Barolini

Il Polline  Se un buffo di vento  ti solleva e ti sostiene lontano  sulle onde dei mari  e ad altre rive ti trasporta,  non essere sterile petalo  o barbaglio di luce  che si dissolve nell'aria,  ma, come polline, dove cadi,  affonda la nuova radice  e cresci nuova speranza  e virgulti e nuove foglie  e il mondo sempre medesimo  contempla intorno e stupendo  e consuma l'agro-dolce  liquore della diletta vita,  cara ebbrezza fino all'estremo.

Antonio Barolini

Il 29 maggio 1910 nasce a Vicenza Antonio Barolini Tutto è stato scritto, giorno per giorno, ora per ora, nel cuore di Stefano; non è stato scritto ciò che doveva essere dimenticato, e sarebbe fatica vana e presuntuosa cercare di colmare le lacune che sono nel libro segreto del cuore. (La memoria di Stefano)

Il primo giorno d’estate

Il camioncino dei gelati (la campanella allegra) passa tra gli alberati viali residenziali. I bambini, che giocano nel prato a perdifiato, smettono e gli vanno incontro: i nichelini in mano. I cani, risvegliati, abbaiano per chiasso e gli uccelli cinguettano tra i rami. Si dondolano, frullano in alto e in basso. Una cicala urla nell'ora meridiana: è la prima di un'estate di tenere piogge che pareva una burla. È scoppiata e si sente l'avvenuto momento da come il cielo vibra sull’erba radente. Ogni cosa, nella luce, ha la trasparenza dell'aria. C'è un paese al mondo, dove non sia questa festa? Antonio Barolini, da "Elegie di Croton", 1959

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